mercoledì 1 febbraio 2017

ENZO BIANCO E IL BUSINESS DEI RIFIUTI DA 160 MLN DI EURO

Da LASPIAPRESS.COM DI IGNAZIO DE LUCA:
"Il 10 novembre 2013 su LinkSicilia, poi Meridionews, scrivevamo : “Catania  Appalti e milioni a gogò picciuli pi tutti il sindaco Enzo Bianco ha trovato un paio di ‘vestiti
appaltizi’ che sembrano confezionati su misura. Forse si dovrebbe dare da fare. . .
Nell’articolo spulciavamo i bandi di tre appalti milionari gestiti dalla Direzione Ecologia Ambiente del Comune di Catania, tra il 2009 e il 2013.
Dimostravamo, carte alla mano, che due dei tre bandi erano stati “cuciti addosso” per essere aggiudicati ad un solo concorrente, inserendo nel bando stesso dei requisiti speciali appannaggio di uno solo dei partecipanti.
Abbiamo centrato il bersaglio sia per l’appalto di Puntese Diesel srl, con la perizia modificata, sia per quello di NovaEntra, dove avrebbero potuto partecipare strutture capaci di ospitare “almeno” 600 cani; in entrambi gli appalti, sebbene con ipotesi di reato differenti, è intervenuta la magistratura.
Vogliamo ritornare a  parlare del terzo bando quello di 160 milioni di euro, al netto delle rivalutazioni Istat previste dal codice degli appalti, relativo alla raccolta e al trasporto dei rifiuti solidi urbani, aggiudicato alla IPI – OIKOS.
Diciamo subito, che quel bando approvato nel dicembre del 2008, mentre era dirigente all’Ecologia, il dottore Valerio Ferlito, nasce superato nelle sue linee guida, dalla direttiva europea 2008/98/CE.
Il Responsabile Unico del procedimento, dott. Marco Morabito, che redige il bando, non tiene conto della direttiva europea, contenente principi assolutamente innovativi in materia di rifiuti, che saranno pari pari, recepiti dalla legge regionale n. 9 dell’otto aprile 2010.
La direttiva e la legge regionale, infatti, ritagliavano, già allora, un ruolo fondamentale alla raccolta differenziata, il solo modo per ridurre lo smaltimento in discarica, non a caso l’art. 1 della legge regionale recitava inequivocabilmente :”promuovere la raccolta differenziata dei rifiuti, adottando in via prioritaria il sistema di raccolta porta a porta, favorire la riduzione dello smaltimento in discarica”, ovvero in controtendenza con il passato si sarebbe dovuto considerare il rifiuto non più come oggetto da sotterrare ma come risorsa da riutilizzare.
Con i dati che abbiamo raccolto cercheremo di dimostrare che il bando per la raccolta dei rifiuti, andava doverosamente, ex art. 1 della l. r. 9 /2010, modificato proprio nella parte ormai obsoleta che violava la  normativa relativa alla raccolta differenziata.
L’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, ISPRA, nello studio annuale 2013 ha calcolato che nei capoluoghi Siciliani, la produzione giornaliera pro capite di rifiuto è di kg 1.300. Tranne che a Catania . A Catania, invece, in contro tendenza, il rifiuto pro capite giornaliero è di 2 kg; ben 700 grammi in più rispetto alle altre città Siciliane.
Ma come è possibile?  Tutta colpa dei cassonetti! Si proprio i giurassici contenitori di qualsiasi tipo di rifiuto.
Il sistema di raccolta del rifiuto nei cassonetti, non solo è ormai anacronistico, ma si presta anche ad agevolare pratiche di conferimento illegali e penalmente rilevanti. Il cassonetto è ricettacolo di qualsiasi tipo di rifiuto, inerte, inquinante, tossico, e tutto viene conferito in discarica.
Chiunque abiti nei comuni limitrofi di Catania può agevolmente depositare sia il “sacchetto”, con il rifiuto giornaliero che qualunque altra cosa di cui volesse disfarsi con celerità, negli accoglienti cassonetti catanesi. I conferimenti di materiali abusivi uniti al deposito nei cassonetti dei rifiuti dei cittadini limitrofi, fanno la differenza di 700 grammi di rifiuto pro capite in più, rispetto agli altri capoluoghi.
Ne discende che i 700 grammi giornalieri di rifiuto pro capite in più, aggravano per oltre sei milioni di euro i costi di conferimento in discarica per il comune di Catania, per ogni anno solare, infatti: 700 gr. X 294.000 abitanti = 205.800.000 tonnellate X 365 giorni X 84 euro a tonnellata per il conferimento in discarica sommano 6.309.828.000 di euro, che moltiplicato per i 6 anni (2011 – 2016) da quando il sistema obsoleto dei cassonetti è in vigore, ci dice che il comune di Catania, anzi i  catanesi hanno sprecato risorse per quasi 38 milioni di euro, con l’utilizzo dei cassonetti. 
Questa amministrazione Bianco, con colpevole e interessata lentezza, pur a conoscenza che questo bando sarebbe andato in scadenza il 16 febbraio 2016,  crea ad hoc, le condizioni per prorogare il bando illegittimo e fuori legge.
I particolari domani nella prossima puntata."