martedì 30 dicembre 2008

Paternò (Catania): Dal Serio al Gossip - S come Sciacca

In una vicenda così seria, che ci ha turbato profondamente, l’ultima cosa che ci aspettavamo è il gossip. “U cuttigghiu”, sapientemente fatto con alcuni copia incolla e relativi commenti, dall’autore dell’articolo, Alfio Sciacca, che ho trovato su S, newmagazin edito e stampato a Palermo e che parla solo di fatti giudiziari, ma che dopo queste “uscita” lo riteniamo alla stregua di Novella 2000, rivista degnissima ma che tratta materia diversa, il gossip infatti.

Veniamo brevemente al fatto che mi riguarda personalmente,Sciacca scrive :

“Frisenna mantiene rapporti anche con Adolfo Messina, spesso contattato al Senato. Rapporto che utilizza (non credo che Frisenna avesse potuto utilizzarmi, conoscendomi molto bene) per chiedere persino un intervento su un professore universitario considerato troppo severo. “Chiama al telefono Messina Adolfo - questo è il testo dell’intercettazione- e chiede a quest’ultimo di intervenire su un certo professore Milici, docente di matematica presso la facoltà di Economia e Commercio di Catania, “il quale boccia i cristiani che è un piacere”.

Faccio l’analisi testuale del pezzo.

Io verrei contattato spesso al Senato. A parte la mia permanenza al Senato della Repubblica molto rara, questo "spesso" cosa vorrebbe dire, è relativo o assoluto? E a quale telefono mi avrebbe chiamato? Non certamente a quello del Senato, bensì ma al mio telefonino, quindi potevo anche non essere a Roma visto che ci stavo brevemente, oppure è interessante per l’autore solamente affermare che mi chiamasse al Senato per dare importanza alla cosa, sottolineare gli interventi del Frisenna, che nella sostanza erano risibili. E poi quali interventi importanti sarebbero stati? Una presunta raccomandazione con qualche professore così come se ne richiedono a milioni? Immaginate quanti consiglieri comunali mi contattavano per i più disparati motivi, stante le mie posizioni ricoperte (Addetto al Senato e Coordinatore di F.I.). Poi il sabato si cestinavano tutte le richieste in ossequio al detto che il 60% delle questioni si risolvevano da sole ed il 40% era impossibile risolverle, ergo ...

Sciacca ma che dici, "perfino" una raccomandazione, quindi immagina ciò che “perfino” non era, cosa erano minchiate? Quindi.... ci vorrebbe più rigore nel riportare all'opinione pubblica anche simili idiozie.

Io sono stato cinque anni alla Segreteria di Presidenza del Senato come contrattista, e di solito questi contrattisti rimangono nel collegio a curare le segreterie politiche anziché stare a Palazzo Madama, io per mia serietà ogni tanto mi ci recavo a Roma, ma non spessissimo, e certamente non ricevevo né persone, né telefonate al telefono dell’ufficio.

Mi rincresce una cosa però, che l’autore dell’articolo, non cita come va a finire la questione del professore Milici. Cioè l’intervento sul professore c’è stato o no? E quale risposta diedi a Frisenna? Forse lo mandai a quel paese, sicuramente. Ma se Sciacca non ce lo dice non lo sapremo mai. Solo lui può saperlo che ha letto le intercettazioni “segretate”. E non si capisce come mai, un fatto così sicuramente irrilevante, lo ha tanto stuzzicato da essere inserito in un articolo dove il tenore è ben altro. Scandalismo gratuito o voglia irrefrenabile di gossip?

So solamente di non aver mai parlato con nessun Milici professore o bidello che sia. Mai nessuno con questo cognome. Questo è certo.

Ricordo anche, che Frisenna era solito domandare mille cose, aveva sempre richieste banalissime da fare, ma su tutto. Un irrequieto e proprio per questo non veniva preso mai in seria considerazione. Lo consideravo un “carusazzu”, e come tale trattato, non ha mai partecipato ai vertici locali decisionali del partito, almeno fino a quando io nel febbraio del 2006 non lasciai il Coordinamento di Forza Italia e Forza Italia stessa, lasciandoli al loro destino.

Non mi è dato sapere se dal 2006 in poi le cose sono state così radicalmente capovolte, non ho più frequentato l'ambiente azzurro. Però anche Sciacca lo definisce cavallo di Troia, non pericoloso per se, ma per ciò che nasconde dentro. Infatti, le sue presunte "nascoste qualità”, sono state scoperte solo dopo il 27 novembre.

domenica 28 dicembre 2008

Paternò, Forza Italia forza la mano, interviene l'on.le Torrisi

Abbiamo raggiunto l’On.le Torrisi al telefono per comprendere meglio la strategia complessiva che il PdL, ed in particolare la componente F.I., vuole adottare rispetto all’emergenza amministrazione a Paternò e quali uomini devono incarnare il nuovo corso politico, adesso che le scelte (e finalmente) le compie la rappresentanza locale.

“Noi mettiamo in campo i nostri migliori uomini dal punto di vista qualitativo ed amministrativo, - afferma Salvo Torrisi - abbiamo già rassegnato al Sindaco le nostre decisioni che entro la fine dell’anno dovrà compiere. Entreranno in Giunta: Pippo Torrisi che probabilmente assumerà la delega dell’Urbanistica e tra l’altro dovrà coordinare la linea politica di F.I. all’interno dell’amministrazione; Gaetano Laudani che lascerà la Presidenza dell’AMA per assumere l’assessorato ai Servizi Tecnici, Manutentivi e Verde Pubblico; Marilina Cancellieri, che lascerà la presidenza dell’Istituzione Biblioteca per assumere la delega ai Servizi Sociali. L’avvocato Vittorio Lo Presti, vista la sua attuale incompatibilità con la carica di assessore, andrà alla Presidenza dell’AMA. Stiamo mettendo in campo le migliori energie e professionalità, ma non basta, abbiamo sollecitato ancora una volta il Sindaco a fare l’annunciata rotazione del personale dirigente e relativi sostituti, in quanto riteniamo che nessuno può permanere per anni nello stesso posto, dove potrebbe essere fuorviato rispetto alla terzietà che dovrebbe esercitare. Solo adesso siamo stati messi in condizione di decidere in loco senza nessuna interferenza esterna, ed adesso abbiamo cercato di compiere le scelte degli uomini che riteniamo più di qualità. Era stato chiesto anche a Daniele Venora di partecipare alla Giunta, lui ha preferito continuare l’opera di raccordo politico in consiglio quale Capogruppo di F.I.”

Certo i propositi sono buoni, ma il confronto col Sindaco non risulta facile, non solo Torrisi, ma anche in AN c’è insofferenza. Non capisce Failla che le scelte devono essere nette, certe e tempestive. Come se vivesse in altro mondo rispetto ai fatti che potrebbero ammorbare la cosa pubblica.Noi saremo sempre vigili e critici.

Ora riteniamo che spetti anche alle altre forze politiche tirare dritti in direzione di una diversa qualità degli uomini che finora ci sono stati e che le devono rappresentare, senza calcoli di sorta alcuna.

Il confronto è interessante e ci stuzzica a proporre, trascorse le feste, un FORUM SULLA CITTA’, ove si possa dibattere, seriamente, sul rilancio della Politica nella sua forma più alta, facendo intervenire tutte le forze politiche, sindacali, dell’associazionismo, la cittadinanza attiva, ed anche personalità della cultura e delle istituzioni sovra comunali per dare un restiling, anche nella sostanza, a Paternò



sabato 27 dicembre 2008

Paternò: Il PdL non Vuole Perdere Scena e Autorevolezza. E Rilancia


" Ora andiamo avanti da soli, visto che le responsabilità i maggiorenti ce li addossano a noi" . Questo ci dichiarava Daniele Venora una settimana fa nel corso di un incontro con la nostra redazione. E così è stato. Perlomeno, il PdL voleva l'azzeramento della Giunta Comunale, il Sindaco non è stato d'accordo, quindi adesso prepara nomine ad effetto. E non solo dal punto di vista estetico ma soprattutto funzionale. Il primo nome che viene fuori è quello dell'avvocato Pippo Torrisi, ex Presidente USL, ex Sindaco della Città. Un nome che certamente da una notevole spinta al rilancio dell'azione amministartiva. Qualcuno ritiene sia una nomina stantia, che sa di vecchio, un ripescaggio dalla prima repubblica. Personalmente ritengo, invece, che meglio non si poteva tirare fuori dal cilindro. Dopo l'arresto di Frisenna, la defenestrazione nascosta da formali pseudo-dimissioni di Leone (una vera cancerotomia per precisione) e quelle autentiche di Vittorio Lo Presti per motivi professionali (?) , la parte del PdL di Forza Italia era veramente messa male. Devo tributare un plauso a quella volpe dell'On.le Salvo Torrisi che ogni tanto, ma molto raramente, una l'azzecca. Quando le scelte si fanno in loco senza contrabbandale con i vertici provinciali, che tutto questo interesse nella qualità degli uomini non hanno, si rende un buon servizio alla comunità.
Certamente Pippo Torrisi suciterà qualche polemica interna tra tutti quelli acefali che credono nella anzianità di militanza senza senso e di scarsissima qualità. Ma il valore che si aggiunge alla compagine squinternata è veramente notevole, ossigena il tessuto asfittico che era prossimo alla cancrena. Bella scelta. E poi dobbiamo proprio dire che le migliori teste sono provenienti dalla prima repubblica, checché se ne dica. Pippo Torrisi è un prodotto del vivaio democristiano che ancora oggi conta le più lucide intelligenze politiche in circolazione. Uno dei cinque ragazzi terribili del '90.

giovedì 25 dicembre 2008

BUON NATALE


Preghiera dei Bambini Paternesi

-Oh mio caro buon Gesù
Fa che Failla non ci amministri più

-E che quest'anno dopo il presepe vivente
l’assessore Romano non conti più niente

-Se vuoi far felici tutti noi bambini
liberaci pure da Venora e Virgolini

-Se sotto l’albero troveremo qualcosuccia
fa che siano le dimissioni di Panebianco e Calenduccia

-Che l’anno nuovo ci regali prosperità e sorrisi
tu che tutto puoi, infondi coraggio a Salvo Torrisi

- Sappiamo però che è un caso disperato,
fa almeno che faccia bene il deputato

-E dopo un 2008 non proprio eccezionale,
fa che presto si sciolga il Consiglio Comunale

-Così facendo la Città si desta
e farà una grande festa

-Ma grandi e piccini ti supplichiamo
ed a gran voce ti chiediamo,

- Affinché il mondo sia più libero e bello
oh Gesù liberaci per sempre da Limoli e Firrarello


Auguri di Buon Natale a lor signor lo stesso ......Bambino Dentro



Qualche giorna fa un nostro lettore che si firma Bambino Dentro ci ha recapitato questa poesia, la troviamo talmente simpatica e satirica che oggi la pubblichiamo in Prima, per fare gli auguri a tutti voi... BUON NATALE

mercoledì 24 dicembre 2008

Paternò (Catania) - ULTIMORA


APPRENDIAMO CHE IN DATA ODIERNA L'ASSESSORE DEL COMUNE DI PATERNO' AVV. VITTORIO LO PRESTI SI E' DIMESSO DALLA GIUNTA FAILLA, PER MOTIVI PROFESSIONALI, IN QUANTO LO STESSO DIFENDE IMPUTATI IN PROCEDIMENTI NEI QUALI IL COMUNE SI E' COSTITUITO PARTE CIVILE.

COMUNQUE SIA E PER MOTIVI DIVERSI IL PDL PERDE UN TERZO ASSESSORE, IL PIU' PRESTIGIOSO DELLA COMPAGINE, VORREI DIRE L'UNICO PRESTIGIOSO. GRAVISSIMO COLPO AL "PARTITO DELLA LIBERTA' DI TIRARSENE FUORI", CHE MESE TERRIBILE !!!

E ADESSO ? CONTINUERANNO A PIANGERSI ADDOSSO OPPURE .................CHIAMERANNO QUALCHE SENATORE, BEATO E MONOCOLO, IN QUESTA TERRA DI CIECHI PER TROVARE UN POCO DI CONSOLAZIONE ?

martedì 23 dicembre 2008

Paternò, MpA : COMUNICATO STAMPA

Il Capogruppo Consiliare

Alfio Virgolini

Apprendiamo le dichiarazioni del PDL locale tendenti ad un azzeramento della giunta comunale, per i sopravvenuti fatti legati all’arresto di un assessore della stessa, e di conseguenza, di ulteriori dimissioni di altri assessori sempre del PDL.

Le motivazioni che adducono i rappresentanti del PDL sono una sorta di “riassetto morale e funzionale” dell’ Amministrazione.

Noi del MpA, contestiamo queste considerazioni, generiche e fuorvianti rispetto alla lettura che qualunque cittadino potrebbe dare. Siamo vicini al PDL per il gravissimo momento che attraversa, ma non possiamo, in quanto estranei a certi percorsi, assumerci responsabilità che son solo loro. I nostri amministratori li riteniamo funzionali rispetto a percorsi di virtuosità amministrativa ed assolutamente estranei da ogni coinvolgimento in consorterie malavitose.

Ricordiamo che questa amministrazione si basa su una coalizione politica che pone le proprie basi sui partiti, palestra di democrazia, se condotti al dialogo serio e costruttivo, ed impediremo con ogni mezzo la demonizzazione degli stessi. Chi ha le responsabilità se le assuma e ne faccia ammenda.

Siamo disponibili ad una seria verifica politica per dare impulso ed accelerazione all’azione amministrativa, seria, integerrima, trasparente, unico autentico mezzo per lottare la criminalità che cerca di assediare le nostre comunità.

lunedì 22 dicembre 2008

IL PDL E LA MIGNOTTOCRAZIA


La violenza, l’oppressione del potere, ovvero, la mafia bianca, poliedrica e strisciante, quella che dietro il perbenismo, il formalismo di facciata, il fariseismo, come direbbe il Cristo, ci invade e ci violenta la nostra vita quotidiana, di tutti noi, e che va in opposizione al confronto autentico, libero ed alto tra gli uomini.

Da qui sorge la spinta a creare regole rigorose e istituzioni capaci di ridurre l'insostenibile rischio di tale minaccia. In questo inizio di XXI secolo, è ancora necessario ripensare gli strumenti che la prevengano, la limitino, la contengano, come se la storia fosse trascorsa invano.

Se il potere si è sempre legittimato sui sudditi, il diritto è nato per trovare un'alternativa a queste forme di violenza, peggiore di quella fisica, o quanto meno per sottoporla a limitazioni attraverso norme ed enti democratici.

Oggi, di fronte a quale genere di violenza siamo posti? Quali ne sono le origini? Che tipo di regole potrebbero limitarla? E quale sistema “ad opponendum” costruire? Mentre la furia totale di queste mafie proietta la sua ombra sinistra su tutto l'insieme delle relazioni interpersonali che rappresentano la politica, si rafforza l'urgenza e la concretezza dell'obiettivo di ridurne la frequenza, l'estensione e la durata in ogni sua forma. Questi gli interrogativi che dominano la nostra coscienza di fronte ad un panorama sempre più inquietante della tracimazione politica verso strutture pseudo popolari che in verità celano forme di tirannia neoplasiche, che partono dalla mortificazione della libertà di voto, per arrivare alla normalizzazione sociale, dove cresce e si sviluppa la mala pianta della immoralità, intesa come contravvenzione delle più semplici regole della partecipazione democratica al processo di governo di una comunità.

La mignottocrazia, come afferma Paolo Guzzanti, figlia dell’autocrazia monarchica.

Oggi assistiamo a questa nuova forma di governo che nemmeno i padri della politica, dai greci ai romani avevano previsto. Il Principe che governa sull’onda del consenso emozionale,e dalla sua posizione ritiene di non dover dar conto a nessuno. Ma la cosa aberrante è che questo modello non risiede solo a Roma, va via via allargandosi in tanti principini locali che adottano lo stesso sistema del principe Silvio, solo che quest’ultimi sono i figli della mignottocrazia, cioè puttane prive di valori, che pur di accaparrarsi una poltrona o sgabello che dir si voglia, sono pronti a prostituirsi, devono ubbidienza a loro volta al capo mandamento politico che sta sopra lui, e questi a loro volta a quello di sopra fino ad arrivare al cospetto del sole, il principe unico, Berlusconi.

E tutte queste mignotte che non contano un cazzo, sono in definitiva quelle che hanno distrutto il sistema. Perché essendo nominate devono obbedienza assoluta, sono obbligate al conferimento dei consensi verso il sovrastante, e per far questo deve imbarcare anche la melma che produce più consensi rispetto agli intellettuali.

Fin quando non succede nulla evvivadio, se dovesse però succedere un inghippo per cretinaggine di qualcuno ecco che si va alla caccia alle streghe. Una ricerca di responsabilità, dall'alto verso il basso.

Un esempio concreto di ciò che teorizziamo, c’è stato col caso Paternò / Frisenna. Qualche giorno fa, il Presidente della Provincia Castiglione, accusava i locali e nella fattispecie l’on. Salvo Torrisi nella poca avvedutezza delle scelte fatte, perché non si poteva non sapere. Dimenticando, però, che anche lui ha scelto nella sua giunta Ascenzio Maesano rinviato a giudizio, al quale la pubblica accusa ha chiesto tre anni e mezzo per corruzione e coercizione elettorale (voto di scambio), riferite ad elezioni passate e non ancora a quelle del 2008.

Oppure la regola è legare l’asino si dove vuole, credendosi il padrone. Castiglione non è immune dalle regole, né da quelle della morale e nemmeno da quelle della buona creanza. Se vuol essere come l’immacolata concezione, deve attrezzarsi meglio, di conseguenza: né lui né i suoi collaboratori devono essere sfiorati nemmeno dal sospetto. Deve necessariamente rivedere la rotta e non solo rispetto gli assessori, se le sue dichiarazioni di intenti che recita sempre alla TV sono sincere, e noi crediamo che lo siano, deve essere consequenziale anche con i funzionari e collaboratori ad ogni livello, ma già qualche “derapage” si è avuto in solo sei mesi di amministrazione, compresi quelli dello spreco. Ne farsi fotografare in compagnia di chi capita, come nella foto pubblicata su questo blog martedì 16 dicembre u.s. insieme a tutta la "nuova" Forza Italia (l'equilibrio creato dopome). Era il dicembre 2006. Ricorda nemmeno dal sospetto !!!

Riguardo questi temi abbiamo incontrato, a Paternò, il capogruppo consiliare di Forza Italia, Daniele Venora, per meglio comprendere il percorso che il PDL intende intraprendere per riacquistare credibilità e fare partire l’azione amministrativa che langue.

“Azzeramento della giunta, lo abbiamo dichiarato alla stampa. L’azzeramento vuole essere un riassetto morale, ma anche funzionale, dove i partiti devono essere lasciati fuori dall’amministrazione, ed a comporre la giunta deve essere il sindaco non guardando a nessun equilibrio politico, mettendo dentro personalità di sicuro valore e bipartizan, che possano dare la spinta necessaria ad una amministrazione che si trascina ormai da tempo. Noi facciamo autocritica rispetto alle scelta fatte nel passato ma che erano frutto di negoziazione rispetto agli equilibri anche esterni alla nostra comunità: Certamente non eravamo lasciati soli nelle scelte, alcune imposizioni ci venivano fatte. Ora andiamo avanti da soli, visto che le responsabilità i maggiorenti ce li addossano a noi. Ricordo solamente che all'atto della formazione della giunta nel maggio 2007, venne l'on. Limoli con la lista degli assessori e con le deleghe da chiedere che consegnò al Sindaco. E noi tutti ztti. Adesso che è arrivata la tempesta tutti scompaiono, come se Paternò non esistesse".

Una scelta tardiva quella dell'azzeramento della giunta, ma che almeno si faccia presto e sul serio.

Molti attendono che sia la magistratura ad affermare la questione morale, invece noi pensiamo che la politica debba precederla, compiendo scelte concrete e dal forte valore simbolico, ma nel contempo consistenti nella sostanza, nel segno del rigore e della morale. Il Presidente Napolitano ha fatto bene ad esortare la politica a reagire al suo impoverimento morale e culturale, sollevando la questione morale, questione che sosteniamo come prioritaria nelle scelte e nei comportamenti della politica, che si impone con particolare forza in un momento di grave crisi economica e sociale, che colpisce soprattutto i deboli e gli indifesi.

Noi siamo scettici e non crediamo che ciò possa accadere radicalmente, vi saranno sempre le mezze misure che poi accontentano tutti, i compromessi. Ma forse non accontenteranno la città.

giovedì 18 dicembre 2008

Paternò (Catania): A Proposito di Zucche


MISTURA METTICCINNI NA VISAZZA
FA(i)LLA COMU LA VOI, SEMPRI E' CUCUZZA

U Lupinaru

mercoledì 17 dicembre 2008

Sicilia, Paternò - Cronache marziane, il PDL si spacca sull'emergenza criminaltà


Rimango stupito leggendo il manifesto con il quale Pippo Failla, non da esponente del PDL ma da Sindaco della città, risponde alle forze politiche di sinistra che nei giorni scorsi hanno attaccato il PDL e l’amministrazione comunale dopo l’arresto dell’assessore Carmelo Frisenna per associazione a deliquere di stampo mafioso.

In un momento in cui bisognerebbe chiamare a raccolta tute le forze attive della città, partiti, movimenti, associazioni, sindacati, Failla allarga il solco, smentendo pure l’on. Salvo Torrisi, che l’altra sera aveva lanciato proprio questo appello. Un PDL che non solo non riesce a trovare una strada, ma che di strade tortuose se ne costruisce una al dì. Ma questa è carenza di classe dirigente.


A tal punto arrivati, bisognerebbe fare al sindaco una rassegna stampa puntuale, leggerla e spiegargliela ogni mattina, visto che si lancia in dichiarazioni “scunchiudute” per cattiva attenzione.

Afferma: “I recenti eventi giudiziari, che hanno visto coinvolto un assessore della giunta della nostra città, non per la carica ricoperta” ……….… , Failla non ha avuto probabilmente l’accortezza di leggere, ovvero di ricordare, ciò che la stampa riportava circa le dichiarazioni intercettate di esponenti del clan malavitoso e che definivano l’assessore in questione come il loro portavoce all'interno dell'amministrazione.


Noi abbiamo letto invece:

Frisenna avrebbe anche manifestato tutta una serie di perplessità relativamente ai controlli eseguiti dai carabinieri nella sua zona, mettendo sul «chi va là» i compari sulla possibilità che in alcuni punti strategici della cittadina sarebbero state piazzate delle telecamere: «C’è sotto controllo il Comune e a noi hanno dato dei telefonini che paghiamo di tasca nostra, ma che io non

utilizzo perché sono stati tenuti sotto controllo: le cose si devono fare con criterio, perché io mi spavento di questo "spacchio" di giustizia». Sempre Frisenna brilla per i tentativi fatti al fine di eludere i controlli delle forze dell’ordine in merito alla sua attività. In un’occasione suggerisce a Francesco Amantea e Rosario Sinatra di registrare un suo numero di telefonino, perché all’altro non si deve chiamare più: «Chiamate a questo, che è intestato a un’altra persona». E Amantea approva: «Cammini come a me, col telefono intestato a un altro... Bravo... Io ogni mese cambio numero».

Lo stesso Amantea, quindi, riferisce al Sinatra ciò che ha intenzione di dire agli amministratori di Paternò: «Carmelino (Frisenna ndr) deve essere il nostro portavoce, il mio orecchio e i miei occhi. Voialtri siete padroni di cacare e pisciare nelle vostre case, tutto quello che fate a livello politico e di cui discutete deve passare da me. Perché a Paternò non vi faccio camminare più. Vi potete candidare centomila volte...». (La Sicilia, pag 57, sabato 29.11.2008)


Nessuno qua vuol discutere le qualità morali di Failla in tema di contrapposizione alla criminalità, ma ci sentiamo di smentirlo quando afferma che l’amministrazione “si è sempre ispirata ai principi morali della legalità e trasparenza, alla ricerca dell’interesse collettivo e mai personale”.

E le cooperative parentali???

Forse non sa? Oppure fa finta di non sapere?


Due anni fa sono state date a fuoco due autovetture, per intimidazione, perché si denunciava alla pubblica opinione, attraverso la stampa, temi specifici e particolari, che tutti sanno, si, proprio tutti.

Fatti che hanno acceso i riflettori sulla malapolitica paternese.


E proprio su questi argomenti, che investono la gestione del territorio e quella dei servizi sociali, l’azione, di come si è mossa in modo riprovevole l’amministrazione comunale, è documentata puntualmente, e non vi è dubbio di sorta alcuno

I dubbi attengono solo alla sbandierata trasparenza, che non c’è stata.


Failla dovrebbe essere più prudente nelle sue affermazioni, non essere troppo dedito ad una strenue e perdente, quanto inutile, difesa di parte, perché i fatti potrebbero ancora smentirlo in un prossimo futuro.


A nulla potrebbe valere, a salvaguardia dell’amministrazione, le dimissioni di qualche assessore, e l’annunciata rotazione dei funzionari dei due settori dell’amministrazione , se a tutto questo non corrisponde, da adesso, una partecipazione critica, una rilettura, della storia politico-amministrativa recentissima.

Quantomeno la storia ricordi i martiri.


Nella speranza, per i cittadini, che questa amministrazione non continui su tale via.

Perché così facendo il fango lo si getta veramente.


CHI NON FA CRITICA NON HA DIRITTO A PAROLA” (Mao Tse Tung)

martedì 16 dicembre 2008

Sicilia, Paternò: Il Forum dei Cittadini




(CLICCATE SOPRA LA FOTO PER INGRANDIRLA)


Vogliamo oggi dare risalto ad alcuni commenti dei tanti lettori che ci hanno scritto, dopo il caso Carmelo Frisenna, dei quali abbiamo fatto una selezione.

Notiamo tanta sensibilità rispetto al tema che ha fortemente sconvolto la città e la politica cittadina. Finalmente, anche se velati dall'anonimato, molti cominciano a discutere.

Abbiamo deciso di aderire all'invito di tanti che ci hanno sollecitato a fare una pubblicazione unica per fine anno dove sono contenuti gli articoli e tutti i commenti agli stessi, per raggiungere anche coloro che con il web non hanno molta dimestichezza.

Inoltre è probabile una nostra collaborazione con "SESTARETE - Primo TG", per la cronaca e i commenti politici che attengono alla città di Paternò.

Un'ultima notazione, il lettore che si firma il Cambiamento, è il titolare di un blog (del PD) che troverete sulla rete.

Buona lettura.


costante ha detto...

Salvo Torrisi tutto qui quello che sa fare. Sarebbe costui quello che dovrebbe riscattare il nostro comprensorio, è peggio di quel comunista che era al parlamento prima di lui, almeno il "rosso" non ci ha fatto fare brutte figure (e nemmeno belle).

Arsenio La Pinna ha detto...

Tutti sanno, compreso quelli chi scrivono in questo blog, che Failla non è mafioso. Chi sostiene il contrario non conosce la vita e la storia di Failla o è una carogna.
Però, l'inerzia di questo sindaco e la sua più totale incapacità ad assumere provvedimenti seri, non di facciata, mi infastidisce parecchio.
Fosse pure per uno scatto d'orgoglio, potrebbe azzerare tutta la giunta, sostituirla con uomini di sua escliva fiducia, per sottrarre l'amministrazione della città alla lottizzazione dei partiti.
Certo, si assumerebbe da solo la responsabilità dell'azione politico-amministrativa, ma sarebbe un segnale forte, rassicurante per i cittadini che ascoltano solo discorsi di circostanza.
Sarebbe un'azione innovativa, segno di una decisa volontà di cambiamento, un forte desiderio di riscatto.
Ma Failla "u scunghiudutu" sarebbe mai capace di questo ?
Potrebbe mai ricevere questo suggerimento dall'Onorevole ....

Atta sicca ha detto...

Caro Venora,
tutti ti conoscono come uomo equilibrato e di grande mediazione.
Ma la politica può diventare un verme corruttore che consuma i più sano principi.
Il tuo appello alla "alda alleanza" può essere preso sul serio solo se preceduto da una rivoluzione di regole e di uomini nel tuo partito.
Sono anch'io convinto della strumentalizzazione di basso livello del centro sinistra. E sono convinto che sulle vostre ceneri non costruiranno nulla.
Ma non puoi fermarti al manifesto. Devi esigere un nuovo sistema di regolare e di selezione degli uomini nel tuo partito, sola causa dei più recenti accadimenti.

Valentina ha detto...

Venerdì sera abbiamo assistito ad un consiglio comunale straordinario alquanto penoso, salvo l'intervento del consigliere Mangano che ha ammutolito tutti per l'altezza delle argomentazioni e la serietà delle questioni affrontate!l'intervento del Sindaco è stato a dir poco pietoso...Ha parlato un'ora e non ha detto praticamente nulla, se non che si tratta di fatti personali, che l'amministrazione non c'entra nulla, che la giustizia farà il suo corso e blà blà blà blà...mezz'ora di attacchi senza senso all'opposizione ed un malore a chiudere lo spettacolo.

Intanto l'On. Torrisi veniva trascinato a forza in parlamento a fare un'interrogazione che lui non voleva affatto proporre!!!

COLOMBA BIANCA ha detto...

CHISSA' QUALI RISVOLTI ANCORA AVRA' TUTTA LA VICENDA CHE PARTE DAL BLITZ MA CHE SI SVILUPPERA' ALL'INTERNO DEL COMUNE DOVE LE ILLEGALITA' SONO STATE GIA' DENUNCIATE ED IL SINDACO E GLI ONOREVOLI SANNO PERFETTAMENTE MA FANNO GLI GNORRI DANDO UNA INTERPRETAZIONE MANICHEA DI UNA QUESTIONE TERRIBILE. VEDRETE CHE SUCCEDERA'.

anonimo da turri ha detto...

come potete ancora scusare il comportamento del sindaco, che senza dubbio non è mafioso e nemmeno disonesto su questo anch'io ci metterei la mano sul fuoco, ma il suo comportamento di lasciar passare le illegalità per motivi strettamente politici è giustificabile? Avete dato un'occhiata in giro ed avete visto com'è diffusa l'illegalità a Paternò e quali messaggi sono passati in questi ultimi anni? sicuramente il più pericoloso è quello che se sei amico di qualcuno che attualmente sta al potere sei impunibile e tutto è possibile. Senza contare che il comportamento del primo cittadino in alcuni casi è stato di assoluta irresponsabilità ed ha esposto alcune persone che hanno avuto il coraggio di denunciare fatti e misfatti a grossi pericoli. Inoltre una riflessione a cui tutti non dobbiamo sottrarci e di conseguenza rispondere alla seguente domanda: per cosa di importante dovrebbe essere ricordato il nostro primo cittadino e le sue giunte? forse solo per essersi messo in mutande perchè qualcuno in alto goliardicamente lo ha voluto.

Primularossa ha detto...

Adesso l'On.le Torrisi lancerà il governo di salute pibblica per la città tanto a rischio. Questo traspare dal suo intervento nel dibattito televisivo, tutti assieme, così la propria posizione si rafforza. E quei cretini dei miei compagni sono capaci di dare una mano a risolvere le questioni del centrodestra in ginocchio. Ecco perchè la sinistra qui non vince mai, oltre a non ricevere i voti di mafia non ha senso strategico politico complessivo.

il sognatore ha detto...

non capisco come le altre forze politiche cittadine mi riferisco alla stessa AN , alla sinistra e soprattutto al MPA (di cui apprezzo e non solo il sottoscritto, visto che lo stesso Lombardo lo tiene in grande considerazione il massimo rappresentante cittadino Mimmo Galvagno), non esigano chiarezza, forse perchè sono ancora increduli che tutto ciò sia stato "possibile" sotto gli occhi di tutti in un paese cosiddetto "normale", oppure anche loro non la raccontano giusta. Quindi è sicuramente necessaria la chiarezza, è necessario prendere le distanze e non appellarsi a difese di casta, tanto, non pagano più, i cittadini devono sapere di chi si possono fidare e non devono dire" tantu sunu tutti i stissi", non può essere così, poichè, se così fosse ha ragione robespierre che asserisce, da tempo, che ci vuole soltanto la ghigliottina, anche se nel mucchio, cadranno anche le teste delle persone sbagliate.
Occorre C h i a r e z z a e C o r a g g i o.

PLINIO IL GIOVANE ha detto...

E si caro Mastino, immaginiamo se l'assessore in questione, che non citiamo per garantire un normale funzionamento del metabolismo basale, si fosse dimesso se non adeguatamente minacciato di rimozione forzata per la contingenza del momento. Failla e Torrisi hanno inteso liberasrsi di una palla al piede. Di uno che è stato il generatore del perturbamento istituzionale, prima da consigliere poi da assessore. E chissà se non lo hanno nominato assessore proprio per toglierselo dalle palle prima o poi? E non è stato neppure difeso dal deputato Limoli,che in questi anni lo ha protetto anche contro il buon senso.
Certo questo vuol dire che c'è ancora un forte pericolo attuale di interventi esogeni alla politica. Perchè non solo hanno rimosso il "decuius", ma hanno anche trasferito con maestria chirurgica alcuni funzionari ingombranti rispetto a questa stagione di grandi pulizie, che si relazionavano col suddetto che non nominiamo per ragioni d'igiene.

Il Cambiamento ha detto...

Il Partito Democratico Paternese ha organizzato un comizio per oggi per chiarire ai cittadini quello che sta succedendo realmente in questo paese e per denunciare a gran voce la collusione politica mafiosa ormai insita nella gestione della città!Il comizio è stato ufficialmente rinviato (boicottato??) per i festeggiamenti della Santa Patrona che non si sono potuti fare giorno 3 a causa del mal tempo. Viva S. Barbara!

Per Emilio 20: succede che dopo l'arresto dell'assessore Carmelo Frisenna perchè organico ad una cosca mafiosa, giungono adesso le dimissioni di un altro assessore, sempre di forza italia, Giovanni Leone, rinviato a giudizio per tentata violenza privata aggravata e continuata. Il Sindaco Failla lo fa dimettere per "motivi familiari" e poi gli esprime piena slidarietà!!! Sveglia Paternò!Sveglia!!!

adomex ha detto...

Così come ho detto qualche giorno fa "CREDO PER CAPIRE, NON CAPISCO PER CREDERE".Come i misteri della fede. Se hai la fede credi senza porti tante domande e soprattutto non eserciti la speculazione intellettiva. Qui che di fede non si tratta, puoi solo rassegnarti ad una classe politica che pur di conservare il potere e mantenere le posizioni personali acquisite, fanno a botte con la propria coscienza. Andrea lodato nell'articolo pubblicato sulla Sicilia il giorno dopo del blitz, diceva che il paese "smurmurava" sulle qualità personali di qualcuno. Solo laclasse politica locale non sentiva il brusio, ma nemmeno quella più alta che ha dettato le regole del concorso alla carica di assessore. "Chi prende più voti amministra". Un grande senso di responsabilità nei confronti di Paternò.Ma la cosa più grave, come qualcuno ha sottolineato, è che il Sindaco, supinamente subisce le scelte dei partiti senza nessun senso critico nei confronti della scelte, che altri fanno, per i nomi dei suoi collaboratori. E non volgiamo, in questa sede, parlare di altri che hanno alte e più gravi responsabilità politiche date dal ruolo rivestito.

primularossa ha detto...

Egregio adomex, devo dirti con sincerità che il clima dove è maturata la decisione dell'incedio delle macchine, la tua e quella di Ciancitto, è questo. Solo gli imbecilli non se ne rendono conto. Ma le autorità hanno fatto svolgere le elezioni comunali dopo sei mesi, facendo partecipare alla competizione anche i mandanti diretti o indiretti che siano stati. Ecco perchè un cittadino come me si disorienta. Meglio Condorelli (che non stimo affatto) e la sua accozzaglia.... a questo punto !!!

MASTINO ha detto...

«Nessuno sa o vuole ascoltare!».

Questa è la solita, amara, constatazione che solo dopo, l’uomo, costretto dagli eventi alla saggezza, riesce a fare. I “saggi” dei nostri tempi moderni dovrebbero sapere che, a volte, è utile elargire qualche consiglio, anzi doveroso. Infatti gli antichi “saggi romani”, come sappiamo, si divertivano sia con le persone comuni, sia con i potenti e non interferivano su come questi governavano il mondo, perché tanto sapevano che sarebbero rimasti sempre “saggi liberi”,….. allora.

italo ha detto...

Sapere che al mondo (soprattutto a Paternò) esistono delle persone come te Robespierre che ancora oggi credono al futuro ed hanno il timore di insegnare ai propri allievi i cattivi esempi che la vita quotidiana ci offre, ci riconcilia con la vita e fa sperare in un domani migliore, in cui non siamo soli in pochi a sperare, ed a comprendere che veramente non si capisce più nulla date le innumerevoli commistioni (come tu denunci) che esistono e che confondono il cittadino. Quello che più stupisce è che chi dovrebbe intervenire ( e nel tuo commento la schiera e ben nutrita) non soltanto non arrossisce ed isola ( denunciare sarebbe utopia) il delinquente di turno, ma addirittura per paura o per vigliaccheria ( ma solo perchè tale caso non lo riguarda) osa ancor oggi affrontare i problemi seri di una città moribonda, con chi della città, nulla importa se non quello di abusare, del proprio ruolo istituzionale, per i suoi interessi particolari. Mi trovi d'accordo su tutto Robespierre, anche se i processi sommari io non li vorrei fare, auspicherei che le forze sane (e sicuramente tu ne fai parte) abbiano il coraggio di prendere a calci in culo tutti i responsabili del degrado di questa città da qualsiasi parte si trovino, anche, perchè tutti, in città, sanno chi ha provocato tale abisso e come da anni non provino nemmeno ad uscirne fuori. Sencondo te per incapacità, perchè sono demotivati o perchè come si dice in giro " ù chiù megghiu avi a rugna" ?



lunedì 15 dicembre 2008

Regione Sicilia: Tutti contro tutti


Ci sono tutte le condizioni perchè la geografia politica siciliana cambi radicalmente. Se si dovessero fare previsioni sulla base di ragionamenti logici, dovremmo annunciare la nascita di un inedito gruppo parlamentare, composto dai deputati del MPA, qualche deputato di Forza Italia e, forse, dell’UDC.


Ma la logica non c’entra niente con le vicende della politica e tutto quello che accade il giorno prima puo’ essere smentito il giorno dopo. Continuando, comunque, il ragionamento logico (ma improbabile) sopra illustrato, il PD dovrebbe provare ad entrare in una associazione di scopo con il governo regionale, in modo da formare una maggioranza di fatto, politicamente non dichiarata; se questa non potesse essere raggiunta, potrebbe perfino aprirsi un varco in AN impegnato nella difficile prova dello scioglimento e la nascita del PDL berlusconiano che fa ribollire di rabbia la base del partito.
Fantapolitica? Certo, la logica e la fantapolitica, sembra incredibile, si sposano magnificamente.

Niente paura percio', la logica non prevarra'.

E’ probabile che le cose restino come sono. Il sottosegreario forzista Micciche’, che sta dalla parte di Lombardo, lo ha detto chiaro e tondo che il governo regionale va appoggiato ed i suoi provvedimenti approvati e non avversati dal centro destra, ma il Governatore non puo’ far balenare alleanze diverse da quella del centrodestra. Stiano attenti i capi della maggioranza a non tentare di fare le scarpe a Lombardo, studiando tattiche devastanti, perche’ dietro l’angolo c’e’ il ritorno alle urne. Una ipotesi che Micciche’ affaccia, sapendo quanto preoccupi i deputati che hanno affrontato una dispendiosa campagna elettorale appena sette mesi or sono.
Anche nell’Udc si fa sentire la fronda lombardiana.

Contrariamente a quanto sostengono Cuffaro e l’onorevole Mannino, ideologo dell’Udc siciliano, il senatore Giampiero D’Alia, trapanese, mette in guardia il partito. “Oggi Lombardo rappresenta tutti i siciliani”, afferma, risoluto. “Dovra’ farsi carico della forza del confronto”.
Come? Non e’ chiaro nemmeno per noi, ma andiamo avanti e capiremo: “Formulando proposte sui principali problemi che affliggono la Regione".

Parole in codice, nonostante le apparenze.

"Se ci devono essere divisioni - spiega il senatore - siano sul piano dei programmi e non dettati da altri motivi”.
D’Alia sospetta, dunque, che la guerra a Lombardo non sia dettata da motivazioni politiche.
E allora da che cosa?
Il Presidente della Regione cerca di dar corpo ai sospetti, ma non ci riesce. Nonostante parli da una tribuna che lo vede a Messina a fianco dei dirigenti dell’Udc (padrone di casa), Il suo messaggio e’ abbastanza chiaro, ed ha come destinatari privilegiati il governo Berlusconi e l’ex amico ed alleato, senatore Cuffaro. ”I 4,5 miliardi di Fas non si toccano”, avverte Lombardo. “Tremonti lo ha promesso, ma c’e’ da aspettarsi di tutto".

E questo per quanto riguarda Roma.

"Se qualche senatore - continua Lombardo - invece di distrarsi per fare riunioni clandestine a Roma pensasse a difendere il Fas e i fondi alla Sicilia, forse sarebbe meglio per tutti”.
L’affondo riguarda Cuffaro, ritenuto il promotore di una riunione svoltasi a Palazzo Madama a Roma fra i dirigenti regionali UDC e PDL per fermare Lombardo. Siamo alle brutte, dunque, ma non e' una novita'.

E' da tempo che Cuffaro e Lombardo non si capiscono. Cuffaro aveva rimproverato Lombardo di fare a Palermo la guerra a Berlusconi e di continuare a dargli i voti in Parlamento a Roma.
“Terro’ conto delle indicazioni”, conclude il Governatore, “ma senza rinunciare neppure a difendere gli interessi della Sicilia”.


Espressioni rituali. La situazione e’ difficile per Lombardo, la sua dispombilita’ di principio non salva niente. Il nocciololo della questione e’ molto concreto. Il governo regionale deve rimangiarsi i provvedimenti nel campo della sanita’, delle partecipazioni e dell’amministrazione regionali.
Quanto al Fas ed ai soldi destinati alla Sicilia, la battaglia sembra persa in partenza. Il sottosegretario Micciche’, e c’e’ da credergli, ha fatto sapere che Tremonti si e’ preso tutto, fa solo gli interessi della Lombardia, al pari della Lega Nord.


Riflettete sulla posizione dell’Udc, per favore.
Se l’UDC vuole piegare Lombardo deve stare dalla parte del PDL romano, del quale i gruppi anti-Lombardo sono espressione, ma se vuole piegare Tremonti e Berlusconi deve stare dalla parte del Governatore e contro il PDL regionale, ossequiente al governo di Roma. Deve scegliere fra la salvaguardia degli interessi siciliani tutelati in Sicilia e gli interessi siciliani tutelati a Roma.


Quanto al MPA, la sciarada non sembra meno facile: per stanare l’esecutivo romano e portare i soldi in Sicilia deve combattere la Lega e il governo di centrodestra berlusconiano del quale fa parte. Non puo’ stare con due piedi su una staffa. Beh, come gli altri.
E il PD?
Deve assecondare le geometrie variabili di Lombardo o avversare i provvedimenti del governo, alleandosi, di fatto, con il PDL che combatte il suo Governatore? I suoi dirigenti sono divisi; alcuni affermano che dando una mano a Lombardo, mettono in crisi il centrodestra, facendone scoppiare le contraddizioni; altri, come il segretario regionale Genovese, sostengono che per nessuna ragione si deve stare a braccetto con Lombardo perche’ e’ inaffidabile.

Avete mai provato a fare il gioco delle tre carte ed insieme il gioco dell’oca? Sicuramente no: o l’uno o l’altro.

C'e' sempre una prima volta. In Sicilia e’ in corso una partita che mette insieme i due games. Vi sorprende? Non dovrebbe: l’Isola si fregia del titolo di laboratorio politico.

(fonte: SiciliaInformazioni)

venerdì 12 dicembre 2008

Paternò (Catania): IL PDL CERCA UNA STRADA


SALVATORE TORRISI. Signor Presidente, onorevole Ministro della giustizia Alfano, il tema di questa interrogazione è strettamente legato a quello della lotta alla mafia e in genere alla criminalità organizzata. Nel sud d'Italia le mafie curano particolarmente il controllo dei territori attraverso l'intimidazione e l'uso della violenza, condizionando pesantemente la vita economica, sociale e politica di vaste aree. Ritengo che nel loro insieme le mafie italiane costituiscono la più grande diseconomia esterna che affligge il nostro Mezzogiorno.
La misura carceraria dell'articolo 41-
bis è una delle modalità di contrasto più efficace per combattere il fenomeno mafioso. Ha destato, pertanto, scalpore, come riportato da notizie giornalistiche, il fatto che Santapaola Vincenzo, sottoposto al regime di cui all'articolo 41-bis dell'ordinamento penitenziario, è stato di recente, con provvedimento dell'autorità giudiziaria, messo agli arresti domiciliari per essere sottoposto ad un intervento chirurgico. Gli interroganti chiedono al signor Ministro quali iniziative normative il Governo intenda adottare in materia di articolo 41-bis dell'ordinamento penitenziario.

PRESIDENTE. Il Ministro della giustizia, Angelino Alfano, ha facoltà di rispondere.

ANGELINO ALFANO, Ministro della giustizia. Signor Presidente, in risposta all'interrogazione ritengo opportuno immediatamente precisare che il detenuto Vincenzo Santapaola è stato ristretto in stato di custodia cautelare in carcere su provvedimento emesso in data 27 novembre 2007 dal competente GIP presso il tribunale di Catania e a far data dal 23 gennaio 2008 è stato sottoposto al regime speciale del 41-bis.
In data 28 novembre 2008 il giudice per l'udienza preliminare presso il tribunale di Catania, su istanza presentata dai difensori del detenuto, ha sostituito la misura cautelare in carcere con quella degli arresti domiciliari presso i locali della clinica ortopedica dell'università di Catania. Il successivo 29 novembre (cioè il giorno dopo) il GUP presso il tribunale di Catania, a seguito di interlocuzione con il nostro Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, circa l'opportunità di meglio contemperare le esigenze di sicurezza con quelle sanitarie rappresentate da Santapaola ha modificato il provvedimento, indicando nell'ospedale Niguarda di Milano il luogo nel quale far scontare gli arresti domiciliari.
In data 3 dicembre 2008, la medesima autorità giudiziaria ha revocato il provvedimento emesso il 28 novembre e, ai sensi dell'articolo 11 dell'ordinamento penitenziario, ha disposto il trasferimento del detenuto presso l'ospedale di Milano, il San Paolo.”

Questo il botta e risposta tra l’on. Torrisi ed il ministro Alfano in tema di mafia, che intende sottolineare l’interesse della politica locale contro la cosca mafiosa dei Santapaola.

Oltre a questo intervento alla Camera dei Deputati, che non tocca né chiarisce però i fatti successi in queste settimane a Paternò, ecco pronto anche un manifesto pubblico a firma del PDL.

Come tanti e troppi se ne vedono in giro. Posizioni di facciata che tendono alla salvaguardia della casta.

Cosa ha fatto il PDL (o meglio Forza Italia) ed i suoi dirigenti in questi anni per dare trasparenza alle istituzioni?

1. Un concorso a premi tra i partecipanti alla lista per le amministrative: "chi arriva primi" va a fare l’assessore, senza curarsi delle qualità personali, morali, culturali, amministrative di chi doveva amministrare Paternò. Di chi la responsabilità? A sentir loro del sen. Pino Firrarello !

2. Pur avendo cognizione di una gestione poco lecita in alcuni rami dell’amministrazione, hanno ficcato la testa sotto terra per non vedere, cercando così di non disperdere un eventuale patrimonio elettorale, nella speranza che nulla accadesse, tutto questo mentre succedevano eventi violenti gravi nel novembre 2006, sui quali rimanevano silenziosi ed inerti. Ad ogni livello, locale, provinciale, regionale e nazionale.

Adesso dichiarazioni di intenti esclusivamente estetici (???)

giovedì 11 dicembre 2008

Regione Siciliana - Il presidente Raffaele Lombardo sul Federalismo, confronto importante con le altre Regioni.

“Mi aspetto che nasca un fronte comune che si assuma l'impegno di un confronto periodico per definire strategie condivise: per darsi una mano reciprocamente e non soltanto per fronteggiare le molte spinte egoistiche del nord. Solo dallo sviluppo del sud può derivare una prospettiva di crescita per l'intero paese.

Una coerente attuazione dei principi del federalismo esclude che al centralismo dello Stato si sostituisca un nuovo centralismo delle regioni. E' necessario devolvere quante più funzioni è possibile agli enti locali. I poteri, governati dai livelli istituzionali più vicini alle comunità locali, funzionano meglio e costano meno. Sono convinto che una nuova logica della responsabilità porterà alla fine del saccheggio sistematico delle nostre risorse e al loro impiego produttivo di benessere e lavoro. La “rivoluzione” federalista dovrà portare a un processo di rivisitazione delle regole: per riformare una sanità che costa troppo e potrebbe funzionare meglio; per semplificare la burocrazia che rappresenta uno dei fattori che maggiormente penalizzano lo sviluppo; per arrivare all'utilizzo razionale della massa di dipendenti pubblici che hanno trasformato le nostre istituzioni in stipendifici.

Il Federalismo non è una lotta di poveri contro i ricchi, o di Nord contro Sud, ma un’opportunità per il Mezzogiorno. Da più parti si rimarca la necessità di riforme strutturali soprattutto in alcuni settori quali sanità, trasporto pubblico e infrastrutture, ma occorrono anche politiche di investimenti per dare una risposta forte al sistema economico del Sud. Sul federalismo fiscale, il governo ha assicurato che ci saranno garanzie per il Meridione: perequazione su sanità, assistenza e istruzione, vale a dire il 90% della spesa regionale.

Una fase di federalismo solidale che duri quanto basta per allineare i cosiddetti costi storici ai costi standard è indispensabile. Senza l'introduzione di un meccanismo di vera perequazione, il sud sarebbe condannato alla miseria e allo spopolamento.

Se la fiscalità di vantaggio è entrata nel disegno di legge, ma anche nel dibattito politico ed economico, si deve al nostro impegno. Si tratta adesso di crederci fino in fondo e di sostenerne la causa in sede comunitaria. Il mezzo fallimento della filosofia dei fondi strutturali potrebbe essere validamente sostituita da una fiscalità compensativa dei mille deficit delle nostre regioni. In Irlanda questo tipo di incentivi ha dato risultati eccezionali, diventando un vero, concreto e poderoso fattore di sviluppo.

Il Sud deve riscattarsi dei suoi vizi. A partire proprio dall'assistenzialismo, dalla mediazione parassitaria di una classe dirigente che ha lucrato per decenni vantaggi personali, assicurando ai governi centrali il consenso dei meridionali, in cambio del silenzio sul sistematico saccheggio delle nostre ricchezze. Un saccheggio che è cominciato proprio con l'unificazione. Non possiamo certo dimenticare che proprio il trasferimento “forzoso” delle Lire-oro custodite dal Banco di Napoli e dal Banco di Sicilia, nelle esauste casse di casa Savoia servì a finanziare lo sviluppo industriale del nord e condannò alla marginalità le nostre regioni.”

mercoledì 10 dicembre 2008

ALL'AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI PATERNO'


"AGNEDDU E SIU... E U VATTIU FINIU"

Francesco Sammartino, poeta dialettale siciliano

venerdì 5 dicembre 2008

Sicilia, Paternò : Pulizia Continua


Dopo Frisenna (arrestato), l’assessore leone si dimette

(dimissioni COATTE). Repulisti in atto.


La Giunta comunale paternese perde un

altro "pezzo". A sorpresa, ieri mattina, ha

presentato le dimissioni l’assessore comunale

allo Sviluppo economico ed attività

produttive, Giovanni Leone. Le motivazioni

sono legate - come si spiega

nelle dimissioni, protocollate ieri mattina

ed inviate al sindaco Pippo Failla - a

motivi prettamente familiari che non

permettono più all’assessore Leone di

continuare il suo impegno all’interno

dell’Amministrazione cittadina.

Per Paternò e per Forza Italia, un momento

non facile visto che in appena

una settimana si perdono due assessori.

Certo le motivazioni sono diverse. Se lo

scorso 27 novembre, il primo cittadino fu

costretto a revocare l’incarico all’assessore

ai Servizi sociali, Carmelo Frisenna,

perché arrestato nell’ambito dell’operazione

dei carabinieri "Padrini"; per Giovanni

Leone, assessore alle Attività produttive

ed allo Sviluppo economico, si è

trattato di dimissioni volontarie.

Il partito forzista preferisce al momento

non commentare il travagliato momento.

Si dialogherà all’interno per capire

la situazione. Un’analisi approfondita

da fare anche in seno alla maggioranza

politica. Intanto, si annuncia che oltre al

«terremoto» in Giunta, cambiamenti sono

in arrivo anche per gli uffici comunali

con un riassetto generale. In particolare,

saranno fatte ruotare le posizioni di

alcuni dipendenti. «Un riassetto normale

- come spiega il sindaco, Pippo Failla -

così come previsto dalla legge». Sulle dimissioni

di Leone il sindaco afferma invece

che è «vicino a Leone visto i motivi

che l’hanno portato a lasciare».

Con due "pezzi" in meno, è chiaro che

la Giunta comunale paternese avrà bisogno

di un rimpasto per ristabilire gli

equilibri all’interno dell’Amministrazione

cittadina. Forza Italia, infatti, dei quattro

assessori in carica oggi ne conta appena

due: il vice sindaco, Salvo Panebianco

e l’assessore alla manutenzione

ed all’ambiente, Augusto Ciancio.

MARY SOTTILE (La Sicilia)