mercoledì 17 dicembre 2008

Sicilia, Paternò - Cronache marziane, il PDL si spacca sull'emergenza criminaltà


Rimango stupito leggendo il manifesto con il quale Pippo Failla, non da esponente del PDL ma da Sindaco della città, risponde alle forze politiche di sinistra che nei giorni scorsi hanno attaccato il PDL e l’amministrazione comunale dopo l’arresto dell’assessore Carmelo Frisenna per associazione a deliquere di stampo mafioso.

In un momento in cui bisognerebbe chiamare a raccolta tute le forze attive della città, partiti, movimenti, associazioni, sindacati, Failla allarga il solco, smentendo pure l’on. Salvo Torrisi, che l’altra sera aveva lanciato proprio questo appello. Un PDL che non solo non riesce a trovare una strada, ma che di strade tortuose se ne costruisce una al dì. Ma questa è carenza di classe dirigente.


A tal punto arrivati, bisognerebbe fare al sindaco una rassegna stampa puntuale, leggerla e spiegargliela ogni mattina, visto che si lancia in dichiarazioni “scunchiudute” per cattiva attenzione.

Afferma: “I recenti eventi giudiziari, che hanno visto coinvolto un assessore della giunta della nostra città, non per la carica ricoperta” ……….… , Failla non ha avuto probabilmente l’accortezza di leggere, ovvero di ricordare, ciò che la stampa riportava circa le dichiarazioni intercettate di esponenti del clan malavitoso e che definivano l’assessore in questione come il loro portavoce all'interno dell'amministrazione.


Noi abbiamo letto invece:

Frisenna avrebbe anche manifestato tutta una serie di perplessità relativamente ai controlli eseguiti dai carabinieri nella sua zona, mettendo sul «chi va là» i compari sulla possibilità che in alcuni punti strategici della cittadina sarebbero state piazzate delle telecamere: «C’è sotto controllo il Comune e a noi hanno dato dei telefonini che paghiamo di tasca nostra, ma che io non

utilizzo perché sono stati tenuti sotto controllo: le cose si devono fare con criterio, perché io mi spavento di questo "spacchio" di giustizia». Sempre Frisenna brilla per i tentativi fatti al fine di eludere i controlli delle forze dell’ordine in merito alla sua attività. In un’occasione suggerisce a Francesco Amantea e Rosario Sinatra di registrare un suo numero di telefonino, perché all’altro non si deve chiamare più: «Chiamate a questo, che è intestato a un’altra persona». E Amantea approva: «Cammini come a me, col telefono intestato a un altro... Bravo... Io ogni mese cambio numero».

Lo stesso Amantea, quindi, riferisce al Sinatra ciò che ha intenzione di dire agli amministratori di Paternò: «Carmelino (Frisenna ndr) deve essere il nostro portavoce, il mio orecchio e i miei occhi. Voialtri siete padroni di cacare e pisciare nelle vostre case, tutto quello che fate a livello politico e di cui discutete deve passare da me. Perché a Paternò non vi faccio camminare più. Vi potete candidare centomila volte...». (La Sicilia, pag 57, sabato 29.11.2008)


Nessuno qua vuol discutere le qualità morali di Failla in tema di contrapposizione alla criminalità, ma ci sentiamo di smentirlo quando afferma che l’amministrazione “si è sempre ispirata ai principi morali della legalità e trasparenza, alla ricerca dell’interesse collettivo e mai personale”.

E le cooperative parentali???

Forse non sa? Oppure fa finta di non sapere?


Due anni fa sono state date a fuoco due autovetture, per intimidazione, perché si denunciava alla pubblica opinione, attraverso la stampa, temi specifici e particolari, che tutti sanno, si, proprio tutti.

Fatti che hanno acceso i riflettori sulla malapolitica paternese.


E proprio su questi argomenti, che investono la gestione del territorio e quella dei servizi sociali, l’azione, di come si è mossa in modo riprovevole l’amministrazione comunale, è documentata puntualmente, e non vi è dubbio di sorta alcuno

I dubbi attengono solo alla sbandierata trasparenza, che non c’è stata.


Failla dovrebbe essere più prudente nelle sue affermazioni, non essere troppo dedito ad una strenue e perdente, quanto inutile, difesa di parte, perché i fatti potrebbero ancora smentirlo in un prossimo futuro.


A nulla potrebbe valere, a salvaguardia dell’amministrazione, le dimissioni di qualche assessore, e l’annunciata rotazione dei funzionari dei due settori dell’amministrazione , se a tutto questo non corrisponde, da adesso, una partecipazione critica, una rilettura, della storia politico-amministrativa recentissima.

Quantomeno la storia ricordi i martiri.


Nella speranza, per i cittadini, che questa amministrazione non continui su tale via.

Perché così facendo il fango lo si getta veramente.


CHI NON FA CRITICA NON HA DIRITTO A PAROLA” (Mao Tse Tung)