domenica 31 maggio 2009

Lombardo e Miccichè si sono rivelati due politici capaci di gestire il futuro della Sicilia

Vittorio Sgarbi nei suoi interventi per le europee, non poteva non parlare della vicenda relativa all’azzeramento da parte del governatore Lombardo della vecchia giunta regionale e del varo, subito dopo, di una nuova giunta dell’Autonomia che ha stravolto gli equilibri all’interno del centrodestra.

“Lombardo ha fatto una operazione di immagine, con la sua strategia è riuscito a far uscire, dall’angolo in cui era costretto a rimanere, il suo movimento. La sua rottura chiamerà consenso perché Lombardo con questa operazione ha fatto vedere che ha il potere in mano e la gente, così come fa con Berlusconi, è propensa a premiare chi detiene il potere ed è vincente, in pratica voteranno un partito dal quale ci si aspetta che possa ottenere qualcosa. Lombardo è uscito dall’angolo attraverso un’operazione che serve a far crescere la curiosità, l’attenzione sulla Sicilia e di conseguenza il consenso. Azzerando la giunta ha dimostrato che lui ha potere e il potere chiama consenso. Essendo caduti i valori essenziali di identità dei partiti ed essendosi perso ogni riferimento l’essenziale è mettere assieme degli uomini  che credono in un progetto.

Inoltre c’è un altro aspetto positivo che riguarda la divisione all’interno della Pdl. Lombardo ha intercettato l’elemento critico nel senso che se c’è una rottura, che all’apparenza sembra insanabile, Lombardo non si è limitato ad assistere passivamente ma al contrario ha pensato bene di creare nuove alleanze e di trarne dei benefici in un momento di trambusto politico all’interno del Pdl. Io sono convinto che il risultato elettorale per il Mpa sarà positivo, in una consultazione elettorale, come questa delle europee, che ha sempre ricevuto il disinteresse dell’elettorato, ritengo che in questo caso invece, Lombardo potrà ottenere per se notevoli risultati. La Sicilia, che si è sempre contraddistinta per il suo immobilismo, con questa operazione politica sta dimostrando che ci sono persone che vogliono fare qualcosa per questo territorio a prescindere se queste provengono dal centrodestra o dal centrosinistra e questo indurrà l’elettorato a votare per Lombardo”. 

Una analisi serena ed anche distaccata. L’onestà intellettuale di Vittorio Sgarbi lo fa esternare senza limiti né paletti di appartenenza. 

Ma oggi vi è di più nella vicenda che definiremmo come la rivoluzione pacifica siciliana.

Dopo la sospensione da parte dei vertici del PdL comminata ai tre assessori Buffardeci, Cimino e Gentile, i primi due vicini a Micciché, l’ultimo agli uomini siciliani di Fini, si è avuta immediatamente una reazione, come un sussulto di democrazia e libertà, l’autosospensione dal PdL di consiglieri comunali, provinciali, sindaci ed assessori della provincia di Siracusa, circa 60.E stamane alla convention agrigentina  in favoredi Cimino, candidato alle europee, Micciché lancia la proposta di autosospensione per tutti i suoi amici dal partito. Un bel guaio per Castiglione & C. Immaginate solamente cosa vorrebbe dire che metà del popolo azzurro siciliano si autosospendesse in nome dell’autonomia di pensiero, in nome della Sicilia che non può più sopportare bassi giochetti di potere in nome del carrierismo e degli interessi di casta e personali. Che il Partito del Popolo della Libertà fosse invece il partito del popolo soccube dell’illibertà e privo di dialettica democratica interna, non è una novità di oggi. Che come aggravante, oggi, si aggiunge la nomina verticistica dei rappresentanti politici senza una adesione partecipata, ma cosa ancor più grave anche la nomina senza merito (politico) dei parlamentari. Capirete benissimo come una simile situazione ingessi il sistema che viene tele controllato da Roma, e fa compiere agli ascari tutte quelle azioni  che tengano solo conto di interessi  particolari. Lombardo ha avuto il coraggio di non contrabbandare l’ideale autonomistico per la Sicilia in favore di interessi suoi particolari. Comodo sarebbe stato accordarsi col PdL, partecipare con uomini suoi alle liste di Berlusconi, accaparrarsi il miliardario rimborso elettorale e continuare a governare con tranquillità l’Isola. Ma così non è stato e non è. E nessuno può lamentarsi. Lo aveva detto nella campagna elettorale dello scorso anno: “Nessuno potrà telefonarmi da Roma per imporre scelte, nessuno mi condizionerà, siamo alleati col centrodestra, ma io ho un solo padrone IL POPOLO SICILIANO. Cosa si meravigliano a fare adesso i vari Castiglione, Nania e via via scendendo nelle nomenclatura di plastica imposta alla Sicilia. Il tradimento non è di Raffaele Lombardo né di chi aveva manifestato il pensiero autonomo ed autonomista, già un anno fa come Gianfranco Micciché,  quando voleva candidarsi a governare la Sicilia proprio per compiere la rivoluzione al sistema Cuffaro, sistema fatto esclusivamente di clientelismo, assistenzialismo e di salvaguardia dei poteri forti, cui aderisce evidentemente la nuova leadership siciliana del partito di Berlusconi. Loro sono i veri traditori, non solo della politica regionale fissata nel programma elettorale su cui si fonda la maggioranza, ma anche del popolo siciliano, solo per asservire il territorio ai propri disegni egemonici sottesi. La Russa per  sbarcare in Sicilia, Castiglione per sostituire Lombardo subito, e gli altri tutti dietro per acchiappare qualche osso rimasto dal banchetto.

Oggi SiciliaInfornazioni ha pubblicato un sondaggio fatto tra i lettori che riproponiamo qui sotto:

Condividi la decisione presa dal Presidente della Regione?

 Risultato del sondaggio

SI

883

70%

 No

371

29%

E riportiamo anche alcuni commenti significativi di lettori siciliani e di come la pensano:

Anonimo

31 maggio 2009   10:31

Lombardo e Miccichè si sono rivelati due politici capaci di gestire il futuro della Sicilia. Qualche esponente, siciliano, di rilievo del PDL nazionale, pensava di dover far fuori la parte avversa della politica di centrodestra per poi primeggiare, dimenticando di avere a che fare con due fuori classe della politica: Lombardo e Miccichè. Questi ultimi anticipando i tempi delle elezioni europee hanno pensato bene di far sapere ai siciliani, chi ha a cuore il rispetto verso di essi e che se ne frega letteralmente (FAS docet). La mossa di sciogliere anticipatamente la giunta regionale di governo a mio avviso non solo è condivisibile, ma ritengo, per la mia esperienza trentennale di attività politica, sia stata una soluzione geniale per evitare di essere schiacciati dalla corrente maggiortaria del PDL. Questo è il risultato di chi pensa che gli avversari vanno schiacciati come un rullo compressore, specie se si tratta di avversari interni di partito (PDL), dimenticando che ai tempi della D.C. una possibilità di sopravvivenza la si riconosceva a tutti e durò a lungo. Mi pare che il PDL, così facendo, non durerà molto. 

 

Anonimo

31 maggio 2009   01:25

Chi sta al potere sceglie i suoi uomini lo fanno tutti ed è giusto così, non bisogna scandalizzarsi, noi poveri cittadini ignoranti della complessità della macchina politico-amministrativa non abbiamo oggettivi elementi per valutare se Lombardo e la sua squadra facciano tutto il possibile per dare ai Siciliani quello che a loro spetta, mi auguro di si.

Ma una cosa è certa Castiglione & Company spiazzati dalla astuta mossa di sopravvivenza di Lombardo hanno dimostrato che pur di non perdere il loro potere e connessi privileggi passerebbero sopra il cadavere di 5 milioni di Siciliani.

Questo è veramente troppo, quindi anche solo per questo motivo Bravo Lombardo Forza e Coraggio annientali sono sicuro che tanti Siciliani onesti sono con te.

 

Anonimo

30 maggio 2009   17:04

CONDIVIDO ASSOLUTAMENTE. I Siciliani onesti sono con il PRESIDENTE LOMBARDO. E' semplicemente INAUDITO che al Senato sia stato presentato un ddl per far cadere Lombardo. E' inaudito che tra quelli che l'hanno presentato ci siano anche senatori siciliani. Siciliani si, ma non a favore della Sicilia. A questi interessano soltanto potere e dominio. E impazziscono quando qualcuno, per il bene della Sicilia, va contro i loro interessi.

Forza Lombardo, vai avanti perché i Siciliani onesti sono con te. Siamo disposti ad andare fino a Roma a protestare contro questo regime.

ruggero_siciliano

29 maggio 2009   16:50

E' fuori di dubbio che Lombardo dovrà mettere anche dei suoi fedelissimi in posti chiave della burocrazia  e delle istituzioni regionali se vuole cambiare le cose fino in fondo, altrimenti le riforme verrebbero rallentate da chi poi le applica materialmente. Ma se il suo scopo fosse solo di potere come era nei governi precedenti, non avrebbe mai preso così tante persone fuori dai partiti e difficilmente manipolabili in Assessorati di assoluto rilievo.

 Del resto, come già notava qualcuno, non ci sarebbe neanche tutta questa reazione antilombardiana se fosse solo un gioco di potere... sarebbe stato molto più facile per chiunque accordarsi per una nuova spartizione di poltrone.

 PS  Concordo con Sibilla su Porta a porta... magari l'avrà fatto per non aumentare ancora la tensione politica, ma andava detto più incisivamente di come i partiti della coalizione gli impediscono di riformare e non fanno arrivare i FAS per loro questioni interne.

 

Anonimo

29 maggio 2009   11:33

Qualcuno saprebbe dirmi qual'era il mestiere dell'on. castiglione prima di entrare in politica?

A quanto vedo non mi sembra un'uomo che possa gestire le istituzioni dello stato, io me lo ricordo ai tempi che era assessore all'agricoltura, un vero disastro.

Effettivamente una grossa  parte di uomini del PDL, non sa neanche cosa significa fare politica, si ritrovano a ricoprire posti istituzionali per effetto della plaralità della politica.

Concludo questo significa che il PDL è solo Berlusconi.

Credo che mi avete capito!

 

Anonimo

29 maggio 2009   10:03

LA veemenza delle reazioni antilombardiane è testimonianza del fatto che siamo ad una vera svolta. Altrimenti nessuno reagirebbe più di tanto. Stanno levando la pagnotta a Cuffaro & co. capite? Cuffaro all'opposizione, lo vedremo presto dimagrito. Sembra un sogno. Mi auguro soltanto che le risorse pulite nell'UDC (perché ci sono) abbiano la forza di venir fuori e chiudere questa triste stagione.

Diranno i maligni "mangeranno altri". Non lo sappiamo ancora. Mettiamo alla prova il nuovo metodo. Quello cuffariano lo conosciamo, altrimenti è una scusa per non cambiare mai.

 

Anonimo

28 maggio 2009   18:11

Sembra che l'on. Castiglione avesse progettato di far cadere Lombardo dopo le elezioni europee, inoltre pare che sia sempre lui il responsabile del mancato arrivo dei fondi FAS in Sicilia, una ripicca fatta a Lombardo esclusivamente per farlo cadere, solo però che la Regione ha dovuto aprire un mutuo di un miliardo di euro che dovranno pagare i siciliani, proprio perchè i FAS non arrivano.

 

Anonimo

26 maggio 2009   19:15

Torniamo alle urne, così l'on. Castiglione (genero del Senatore Firrarello quello del pistacchio) farà il governatore della Sicilia.

Oppure questa è l'occasione buona di scommettersi. Cinquanta deputati di buona volontà, che hanno amore per la propria terra,  formano un vero governo AUTONOMISTA, applicano lo Statuto siciliano alla lettera e chi vivrà vedrà.

 

Noi  ci ritorneremo nei prossimi giorni, perché qualcosa ancora accadrà.

venerdì 29 maggio 2009

Lombardo riesce a varare il suo governo dell’autonomia

La scena politica e del potere in Sicilia ne esce modificata


di Ignazio Panzica

In Sicilia non vi è nulla di irreparabile. Una soluzione ragionevole la si trova sempre. Forse, non soddisfacente per tutti, ma questo attiene all’andamento possibile della vita. Traspare questa massima filosofica dall’intervista di Marcello dell’Utri su “la Repubblica”. Lombardo c’è l’ha fatta. Il suo secondo – e nuovo – Governo, fondato sull’assunto  “Autonomia e Sviluppo”, darà i suoi primi passi, oggi 29 maggio 2009. Una data che comunque la si pensi, o  la si voglia raccontare, resterà nella Storia. Perché segna il ritorno sul proscenio nazionale da “protagonista” della politica siciliana. Pare si stia tornando a quando i segretari nazionali della Dc e del PSI, prima di esporsi su qualcosa, si preoccupavano prima di conoscere l’opinione di Gullotti e Gioia, di Mannino e Lima, oppure di Lauricella e Capria, di Saladino o Andò.

 

Altrimenti, perché, l’odierno editoriale in prima pagina del “Corriere della Sera”, il più grande quotidiano d’Italia – tra l’altro di proprietà dei cosiddetti “poteri forti” made in Italy -  si è occupato con tale rilievo della “scommessa” di Lombardo. Ha scritto Gian Antonio Stella: “La lezione che arriva da Palermo è che non basta vincere, e neppure stravincere, le elezioni: poi occorre governare.”

 

Insomma, ci si chiede se è possibile governare la Sicilia e se la soluzione trovata da Lombardo sarà vincente, cosa significa questo riappropriarsi dei siciliani della loro politica e delle loro risorse finanziarie, dopo 15 lunghi anni di deleghe ai referenti politici di Roma, a cominciare da Silvio Berlusconi.

 

Perché comunque lo si voglia giudicare, o considerare, Lombardo, con questo suo governo slegato dalla cappa cristallizzatasi per 15 anni dell’ex Forza Italia, l’asse delle decisioni politiche ed economiche (compresi i grandi affari) ritorna in terra di Sicilia; adesso ripassa da Roma a Palermo. Se ciò sarà meglio o peggio, questo lo si potrà vedere dopo. Ma intanto è così. E a giudicare dall’interesse del “Corriere”, non deve essere poco.

 

Vi propongo un piccolo test. Nei giorni scorsi, parlando con uno dei più bravi ed apprezzati professionisti di Palermo, avevo raccolto un giudizio molto scettico su Lombardo: “un furbacchione, un manovratore ex dc, una finta rivolta senza respiro”. Stamane, di buon ora, mi ha telefonato, non nascondendo il suo entusiasmo per la performance televisiva del Governatore da Bruno Vespa, “a Porta a porta” : “mi è sembrato determinato, sta facendo sul serio, finalmente un siciliano con la schiena dritta”.

 

Ecco il punto mostrarsi indipendenti, determinati, e di esserci sulla tolda di comando. Lillo Mannino, che ben conosce il suo allievo Lombardo, per cui stravedeva, lo ha comunicato ossessivamente, in questi giorni, ai suoi due residui “delfini” dell’UdC Siciliana, Cuffaro e Romano. “Freghiamo tutti, stabilendo un asse di ferro con Raffaele, sarebbe una scelta, una occasione, che può portarci lontano”. Ma per i due “delfini” la condizione psicologica non è delle migliori. Cuffaro, uomo di suo mite e generoso,è colmo di risentimento:  di sti tempi Lombardo lo strangolerebbe con le sue mani; sarebbe disposto a crepare di fame e di sete pur di non averci più a che fare con il suo “ex gemello ”traditore. Romano, invece, in questo momento non è lucido. E’ troppo compreso nella parte di interlocutore siciliano“presentabile” e privilegiato di Casini, ma vive con troppa angoscia la sua, non dichiarata, ossessione di un”grande complotto giudiziario” che si starebbe dispiegando contro l’UdC siciliana, per decimarla definitivamente. Il risultato, comunque, è che l’Udc siciliana rimane fuori dal governo e dall’area del potere e delle possibili clientele. Come finirà?

 

E torniamo al secondo grande vincitore di questa battaglia- dopo Lombardo - per ritrovare il protagonismo sicilianista: Marcello dell’Utri. Lo ha fatto capire a chiare lettere. Il contesto politico nazionale è una cosa, la Sicilia un'altra. Nell’inusitato braccio di ferro, in queste ultime settimane, giocatosi -per procura- tra lui e Berlusconi: da un lato dalla coppia Bondi-La Russa (in cerca di un suo possibile regno territoriale effettivo come la Sicilia) e dall’altro da quel “cavallo pazzo” di Miccichè. Che, poi, è meno pazzo di quello che voglia fare apparire; suo malo carattere a parte.

 

Quando il sottosegretario di Stato al CIPE ha detto, urbi et orbi, che “Castiglione è un farabutto, che continua a raccontare minchiate a Berlusconi, io sto con Lombardo”. Tutti hanno capito, che la partita politica, vera e propria, si era conclusa. Ossia , Berlusca doveva scegliere: sconfessare pubblicamente Dell’Utri o la coppia Bondi-La Russa. Il Cavaliere, che mai come adesso ha bisogno di non fare arrabbiare una delle poche persone serie che stanno con lui, ha fatto sapere in giro: mai avallato l’intenzione di voler espellere qualcuno in Sicilia, tantomeno Miccichè. Game over , appunto.

 

E’ pur vero , però, quello che dell’Utri ha detto a Repubblica: nel centrodestra siciliano i problemi si sono aggravati perchè troppi rapporti umani si sono deteriorati. E non si riferiva solo alla rottura Cuffaro-Lombardo, ma anche a quella insanabile, a questo punto, tra Castiglione e Miccichè, posto che Alfano e Schifani hanno dato prova di grandi capacità marinare, inguattandosi per tempo, rimanendo rigorosamente silenti.

 

Solo stanotte, a cabala risolta, Lombardo, stanco ma soddisfatto, ha guardato negli occhi il suo stravagante amico di sempre, il senatore Giovanni Pistorio, lasciandosi andare ad un lungo commento: “Dura eh!”, accompagnato dal suo sorrisetto, che i boss della politica palermitana cominciano a conoscere. La risposta di Pistorio è stata ancora più prolissa, racchiusa in una sola parola, una nota interiezione esclamativa dialettale siciliana.

 

Dice il capogruppo parlamentare dell’MPA a Montecitorio, Carmelo lo Monte: “è finita come è giusto che, una volta tanto in Sicilia, finisse: hanno vinto gli innovatori contro tutti quelli che lottavano per la conservazione dello “status quo” di posizioni privilegiate assurde, maturate negli ultimi quindici anni. E adesso, il Governo Berlusconi ci deve ridare i fondi FAS, che sono della Sicilia”.

Ma le novità nella politica siciliana non sono finite. Sta nascendo un nuovo astro nel centrodestra siciliano. Si chiama Luigi Gentile, agrigentino, deputato regionale ex AN, investito dai fiduciari siciliani di Gianfranco Fini, i parlamentari nazionali Granata-Scalia, come Assessore nel nuovo governo, nonché l’uomo che porterà in dote al Governo Lombardo altri quattro deputati regionali ex AN. In sostanza Fini sta cominciando a “tornare qualche cortesia” ai sui colonnelli romani che l’hanno abbandonato, scegliendo di fare da paggi a Berlusconi. In questo caso, il destinatario sarebbe Ignazio la Russa, che per la verità non è stato quello che si è comportato peggio con Fini, ma neanche benissimo.

 

Intanto, all’ARS i deputati, in modo trasversale, si stanno scambiando eterna promessa di non dimettersi mai e poi mai, facesse Lombardo quello che vuole. Appunto come dice dell’Utri: una soluzione ragionevole si trova sempre. Afferma Riccardo Savona, Presidente della Commissione Bilancio, che per ora subisce il fascino intellettuale di Lillo Mannino: “La Sicilia ha bisogno di essere governata, ha bisogno di stabilità. Nei prossimi cento giorni si capirà se la via scelta e tracciata da Lombardo è una via conducente per l’Autonomia. E’, perciò, necessario, da parte di tutti, riuscire a manifestare, ciascuno, un maggiore senso di responsabilità”.

L'AUTONOMIA: Europee 2009

martedì 26 maggio 2009

IL DIAVOLO COSTRUISCE LE PENTOLE, DIMENTICANDO DI COSTRUIRE. I COPERCHI !!!





scritto  da On. Vito Scalia
La congiura era stata preparata in segreto, addirittura a Roma, ed aveva previsto una precisa scadenza: la data delle elezioni europee. In quella occasione, secondo l'autorevole opinione degli "apprendisti-stregoni", il PdL siciliano avrebbe conseguito un trionfo, superando d'impeto il 50% dei consensi, mentre, la lista di Lombardo, non sarebbe riuscita a superare lo sbarramento del 4%, previsto in sede nazionale. A questo punto, il "fuoco amico", aperto, da mesi, sul Governo regionale, sarebbe ripreso, con maggiore intensità ed insistenza ed avrebbe costretto il presidente della Regione - reo di avere voluto rimuovere e cambiare antiche usanze - "a gettare la spugna" ed a dimettersi. A succedergli, sarebbe stato chiamato, a. furor di popolo e con festeggiamenti al pistacchio, il mitico autore della congiura politica! Nel bel mezzo dei festeggiamenti, sarebbe poi giunta la notizia del sospirato arrivo dei 4 miliardi e 93 milioni dei Fas. E, il popolo, avrebbe sciolto inni di gloria al nuovo "salvatore" della Trinacria, assegnandogli un posto nella storia infelice, ma fortunata, della nostra Terra. Fin qui la trama di una telenovela, costruita a tavolino, da menti fantasiose, ma imprevidenti. Perché, vedi caso, il segreto di Pulcinella, è stato rivelato da un uomo di governo, senza peli sulla lingua, coraggioso ed onesto. Che non ha sopportato l'ignobile orditura ai danni del governo Lombardo, e ne ha spiattellato pubblicamente la trama. Usando parole semplici, popolari ed efficaci. Come piacciono a Berlusconi! Chiamando "minchiate", le notizie riferite al premier, e "farabutto", chi se ne è reso colpevole. Sintomatica la risposta del Catilina di turno: "Non commento le volgarità". Che denuncia l'atonia morale di chi, considera "volgari" i commenti sui fatti, e non ritiene, invece, "vergognosi" ed "immorali" i propri comportamenti. Che hanno bloccato l'attività di governo, costretto la Regione a stipulare un mutuo di un miliardo di euro, in mancanza dei fondi Fas, indotto a raccontare "min." al Capo del Governo nazionale! Ora, è accaduto quel che doveva accadere! La reazione legittima di un presidente del Governo regionale, costretto, da mesi, a difendersi dagli alleati, ad inventare formule impossibili, ad arrampicarsi sugli specchi di compromessi al ribasso, a vivere in un clima di tensione e tormento! Lombardo, si è assunto le responsabilità di chi ha ricevuto il 65% dei consensi dei suoi corregionali! Ciascuno, ora, si assuma le proprie! Senza reticenze ed ipocrisie, con brutale franchezza, senza più oltre ricorrere a manovre diversive e dilatorie! C'è in gioco l'avvenire della nostra Terra! Che non può più essere fiaccata e stremata da perversi giochi di potere, da incrociate manovre di ascari! Che ha bisogno di Uomini veri, con la schiena dritta. ed i conseguenti attributi! 

lunedì 25 maggio 2009

Raffaele Lombardo azzera il Governo Siciliano, l'epilogo giusto per la contrapposizione fatta dagli ascari all'autonomia siciliana

Lo aveva già annunciati ieri in tarda mattinata, in una riunione aperta ai quadri dirigenti del suo movimento autonomista. Aveva continuato a ripeterlo nel corso della giornata nei vari interventi in giro per la provincia di Catania, ribadendo alcuni concetti che nel corso della conferenza stampa di oggi ha esplicitato con fermezza. Alcuni esponenti del Pdl, tra cui anche assessori della Giunta regionale siciliana, secondo il Presidente della Regione, Raffaele Lombardo "finiscono con il sabotare obiettivamente gli interessi della Sicilia e questo non e' piu' tollerabile". Lombardo ribadisce poi che sono stati espressi da alcuni assessori "rilievi poco istituzionali e poco compatibili con l'idea di maggioranza e alleanza che abbiamo sottoscritto. Questi assessori non potranno collaborare più con me".

Un azzeramento del Governo siciliano come questo non ha precedenti, e solamente un Presidente autonomista può avere la forza per farlo. “Io sono alleato con Berlusconi, ma rispondo solo al popolo siciliano”, un refrain che sentiamo da un anno e che adesso ci convince, ci convince con i fatti.

La decisione di, Raffaele Lombardo, di sciogliere la giunta e' ''inedita e senza precedenti pone sul tavolo politico elementi complessi ne delicati''. Lo afferma Fabio Granata, Vice Presidente della Commissione Antimafia e parlamentare siciliano.
Per questo motivo il Pdl ''deve riunire con urgenza i suo vertici politici a livello regionale, o almeno i coordinatori insieme ai parlamentari poiche' la posta in gioco e' altissima''.
Nell'interesse della Sicilia, conclude Granata, ''bisogna creare le condizioni per andare avanti rilanciando l'azione di governo all'insegna della legalita', della competenza e soprattutto con la volonta' di non disperdere l'enorme occasione dei fondi comunitari di ''agenda 2000'' che, nel caso di elezioni anticipiate, andrebbero perduti per intero e sarebbe davvero una tragedia storica per la Sicilia''. Una voce fuori dal coro, un ammiccamento quasi, rispetto ad uno dei due Co-Coordinatori regionali del partito di Berlusconi, catanese come Lombardo. Segno indiscutibile che all’interno del PdL non tutti sono omologati al pistacchio-pensiero anti Raffaele.

Lombardo annuncia che presto sentirà il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi: "Certo che lo sentirò. Lo farò con molto piacere. Perché sia chiaro, - ha aggiunto - fra tanta gente che lo consiglia male, non so se in un momento di grande difficoltà come questo, si ritroverebbe sempre accanto a lui. Questo sospetto, o questo dubbio, per quanto mi riguarda non ha motivo di esistere".

Dopo aspre polemiche con la sua maggioranza, dopo scambi di accuse con pezzi del Pdl e con l'Udc di Totò Cuffaro, in piena campagna elettorale per le elezioni europee e le amministrative, il leader del Movimento per l'Autonomia "demolisce" il suo governo: «Questa casa va rasa al suolo e ricostruita», dice senza mezzi termini, invitando gli assessori a «ritirare le deleghe», perché «stare in questo governo significa non sabotarlo».

È la resa dei conti dentro il Centrodestra, che appena un anno fa aveva trionfato alle Regionali con il 65% dei voti. «Con chi qui dice una cosa e fuori spara a zero, o a Roma si lamenta, non si va da nessuna parte», accusa però adesso il governatore autonomista, stanco di dovere fare i conti con litigi e tensioni interne alla coalizione: «Per ogni disegno di legge del governo – rileva – ce n'è un altro di altre forze della stessa maggioranza: questo non potrà più essere tollerato».

Piano di rientro della sanità, riforma del sistema dei rifiuti, gestione dei fondi europei ancora bloccati: questi i principali temi in agenda. E Lombardo promette una nuova Giunta in tempi brevi: «Entro 48 ore metteremo su un governo, che sarà anche e soprattutto un governo di alleanza sociale: le forze produttive e del lavoro e i corpi vivi della società siciliana dovranno partecipare. Si riscrive un programma e si riparte con chi ci sta».
Sicuro di potere contare sull’appoggio di 46 deputati. Tra di loro ci sono anche i deputati che fanno parte del gruppo che fa capo a Miccichè e Cimino. Nel video sopra riportato l’intera conferenza stampa del Presidente Lombardo.

domenica 24 maggio 2009

L'MPA e il PDL

Ciccio Musotto parla del rapporto PdL - MpA e del perchè dello scontro odierno. Una riflessione scolastico-ideologica che non tiene conto però dell'inimicizia individuale che alcuni esponenti del PdL aggiungono, facendo leva sulla concorrenza elettorale generale, per fini esclusivamente di bottega e di interessi propri personali, come quello aspro che c'è in territorio di Catania, dove si assite continuamente, tra l'altro, ad un vero e proprio mercato di consiglieri provinciali e comunali, che i rappresentanti del partito di Berlusconi adottano con  sapiente quanto immorale determinazione a suon di posti di lavoro per parenti, sistemazioni in posti di sottogoverno, facendo leva sulla bramosia smodata di questi rappresentanti del popolo che mirano al soddisfacimento dei bisogni e degli interessi personali anzicché rappresentare quelli generali degli elettori che li hanno votati in altro contesto politico.

sabato 23 maggio 2009

Catania, Stancanelli vince ma non convince


scritto da Carlo Lo Re

 

Utilizzando una classicissima frase della stampa sportiva, potremmo dire che Raffaele Stancanelli (per ora) vince, ma non convince. Almeno non convince me. Ed insieme a me numerosi colleghi, che oggi mi sembravano alquanto perplessi. Nella conferenza di stamattina a Palazzo degli Elefanti, infatti, il sindaco-senatore ha illustrato i contenuti della delibera che la Corte dei Conti di Palermo ha spedito ieri per fax al Comune di Catania, spiegando alla stampa che la Corte ha lodato il tentativo di risanamento da 11 mesi a questa parte messo in atto dall’Amministrazione Stancanelli, affermando anche che è lecito che la giunta abbia coperto il disavanzo 2003 con fondi messi a bilancio solo nel 2008 Continua a leggere »

L'AUTONOMIA - Elezioni Europee 2009

venerdì 22 maggio 2009

Alcune considerazioni sull'alleanza La Destra-Mpa


Scritto da Carlo Lo Re

Di certo quello che sta attraversando la maggioranza al governo in Italia è un momento di netta confusione politica. Non gravissima, per carità, ma sentita dai protagonisti e dalla gente. Gianfranco Fini tende sempre più a distinguersi da Silvio Berlusconi. Che guadagna consensi nonostante gli scandali e le polemiche, ma sa bene che prima o poi il sentire degli italiani potrebbe velocemente mutare. 
Dal caos, però, possono nascere nuovi equilibri, è bene tenerlo a mente. E nel caos può accadere che formazioni minori (ma ottimamente radicate in precise zone del Paese) riescano ad introdursi nel gioco politico imponendosi nello scenario nazionale  Continua a leggere »


lunedì 18 maggio 2009

Oggi i Sondaggi


Europee: la Lega vola oltre il 10%

Lunedí 18.05.2009 

Ormai ci siamo quasi. Meno di tre settimane alle elezioni europee e amministrative. Un test chiave per tutti i partiti, maggioranza e opposizione. Per conoscere gli ultimissimi trend sulle intenzioni di voto,Affaritaliani.it ha interpellato il più famoso sondaggista d'Italia, il presidente dell'Ispo Renato Mannheimer. "Chi si sta avvantaggiando maggiormente in questa fase è certamente la Lega Nord, perché raccoglie più di altre forze politiche la protesta dei cittadini sui temi legati all'immigrazione e agli sbarchi dei clandestini. Non solo; il Carroccio approfitta delle problematiche di Silvio Berlusconi". Ovvero? "Un appannamento del premier porta alcuni elettori del Centrodestra a rifugiarsi nel movimento di Umberto Bossi. Che il 6-7 giugno può ampiamente superare il 10%, raggiungendo il record storico e ottenendo qualcosa di significativo anche nelle Regioni del Centro-Sud".

Per quanto riguarda gli altri partiti, "il Popolo della Libertà appare ancora sopra il dato delle Politiche 2008 e potrebbe attestarsi attorno al 40%. Sul Partito Democratico è estremamente difficile fare una previsione. Attualmente oscilla tra il 24 e il 25%, ma dipende dai giorni. Si tratta di un voto molto instabile: ci sono persone che una volta scelgono il Pd, poi decidono di astenersi e poi tornano sul partito di Dario Franceschini. Fino all'ultimo giorno probabilmente sarà così. E' arduo stimare anche l'Italia dei Valori di Antonio Di Pietro, che comunque potrebbe ottenere un dicreto exploit rispetto alle elezioni del 2008. 

Il cartello Mpa-La Destra-A.C.-Pensionati supererà lo sbarramento del 4%

Impossibile prevedere al momento i risultati della lista comunista di Ferrero e Diliberto, Sinistra e Libertà di Nichi Vendola. Quasi impossibile che ce la facciano Bonino e Pannella".

domenica 17 maggio 2009

I CAMPIONI D'ITALIA SIAMO NOI

14 - 15 - 16 e ................ 17 di seguito

venerdì 15 maggio 2009

COMUNICATO STAMPA


COMUNICATO STAMPA 

(EMMECI Ag. Com.)

Martedì sera è stata rinvenuta una lettera di minacce gravi ad Adolfo Messina, titolare del blog on line SICILIASETTE, nonché politico di lungo corso, oggi vicino al MpA:

“Finisci di scrivere troppo perderò la calma e ti massacreremo per l’eternità” con disegnata una immagine di morte.

Questo il contenuto della lettera scritta con ritagli di giornali.

L’accaduto è stato immediatamente denunciato ai Carabinieri di Paternò.

Già due anni fa lo stesso, dopo una serie di minacce, aveva subito l’incendio della macchina, assieme all’allora assessore Ciancitto, ad opera di ignoti, in conseguenza di una serie di articoli, pubblicati in un periodico, riguardante inchieste politico-amministrative. Gli inquirenti già all’opera stanno analizzando i contenuti degli articoli per venire a capo del contesto ove possa essere stata generata la minaccia.

mercoledì 13 maggio 2009

domenica 10 maggio 2009

Politica Siciliana: Giochi di Potere

Europee: In Sicilia il clima incandescente fa immediatamente pensare che non si tratta esclusivamente di elezioni per il rinnovo del Parlamento di Strasburgo. La posta in gioco è ben altra. Le elezioni di giugno, europee ed amministrative, saranno un feroce saldo finale dentro l’alleanza del centrodestra siciliano. Non stiamo parlando di una competizione tra partiti diversi, ma di veri e propri contrasti sino alla rottura all’interno del grande contenitore PDL.

Oramai è arcinoto che nel centrodestra siciliano vi siano due alleanze una attorno a Raffaele Lombardo e Gianfranco Micciché, l’altra a Schifani ed Alfano, con l’UDC ed AN divisi anch’essi.

Una lotta senza limiti anche nell’interpretazione del fare politica tra rivoluzione o conservatorismo.

Il convitato scomodo del centrodestra è Lombardo, che da solo tenta l’impresa di costruire un partito nazionale che risponda solo al territorio e non agli oligarchi romani, anche se siciliani anch’essi. Ma questa campagna elettorale in Sicilia sembra ogni giorno di più un thriller cospicuo di colpi di scena. Li offre ogni secondo, giorno dopo giorno e davanti a noi ce ne sono ancora quasi 30, di giorni da passare. 

L’ultimo sondaggio elettorale di Demopolis, regala un segnale incredibile: lo scatto in avanti dell’MPA di Raffaele Lombardo che attua il sorpasso sull’UDC dell’ex amico Cuffaro.

Si è sparsa la certezza che dopo l’8 giugno tanto cambierà. A cominciare dal rimpasto del Governo regionale, tra l’atro, anche per affrontare la surroga degli assessori eletti a Strasburgo.

In questo clima bizantino molti satrapi locali di partito, e molti capielettori si muovono dentro il centrodestra, e anche dal centrosinistra, da dove pare salteranno il fosso verso l’area della governabilità. Poi l'influsso della politica attraverso i mass media, direttamente o indirettamente, aumenterà l’imprevisto di cui è capace l'incognita dell'opinione pubblica, la comunicazione oggi è decisiva, e potrebbe fare decidere quel 24% di siciliani indecisi a chi dare il consenso o se addirittura andare a votare. Tutti temono una deflagrazione istintiva dell’astensionismo che, scientificamente, se si manifestasse in tassi non usuali, modificherebbe significativamente le effettive percentuali dei consensi. Per il PDL sarebbe deleterio, per l’MPA, invece, una fortuna aggiunta, per la sinistra uno psicodramma dagli esiti imprevedibili. Sottolineiamo solo che a Palermo e provincia, nelle ultime provinciali ha votato solo il 27%, il dato più basso mai fatto registrare, che sottolinea la disaffezione verso la politica.

Mettiamo ordine ai ragionamenti però, parlando della novità ultima di peso, che ancora nessuno ha messo fuori e del malessere provato da Alfano e Miccichè che adesso si sentono come i due litiganti, mentre altri all’interno del PdL cerca di assumere il ruolo di “magna pars” e che ne vorrebbero godere.

Tutto ruota intorno alla questione del coordinatore del PDL in Sicilia. Ignazio la Russa avrebbe tramato alle loro spalle.

Ignazio La Russa, milanese di residenza ma paternese di nascita e siciliano nel sangue, coordinatore nazionale del PDL, ha visto la possibilità di diventare il patron siciliano di un grande potere, non solo elettorale, di un territorio significativo.  A stuzzicare, per la verità non ce ne sarebbe stato di bisogno, questo prurito sia stato il vecchio Senatore Pino Firrarello, che ha come tramite , il neo deputato Salvo Torrisi, che con La Russa condivide la co-cittadinanza paternese e non solo questa.  

Democristiano di lungo corso, Firrarello è da anni il boss indiscusso di F.I prima e del PdL a Catania e provincia adesso, unica vera opposizione territoriale dell’alleanza Lombardo-Miccichè.

La Russa sarebbe stato il benefattore di Castiglione per diventare co-coordinatore del PDL in Sicilia, dopo i vari declassamenti nel corso della giornata in questione. Spiegato il motivo perché La Russa qualche giorno fa ha fatto un affondo verso Lombardo: "Credo che ci siano obblighi che noi abbiamo verso il presidente della Regione, ma credo che ci siano obblighi del partito di Lombardo verso il Pdl, verso la coalizione, che non possono essere elusi". Lo ha detto a margine di un incontro a Catania, rispondendo alle domande dei giornalisti sullo stato dei rapporti del Pdl con il presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo. "Pensare di essere in competizione anche in elezioni amministrative col Pdl che l'ha scelto come presidente della Regione - ha concluso La Russa - sarebbe un errore non facilmente recuperabile". Questo è un preludio.

 Il perché La Russa ha tanto ascendente verso Berlusconi, ce lo scrive in un suo articolo, che qui di seguito citiamo, il quotidiano SiciliaInformazioni

 “”La risposta, mi spiega da Roma un famoso "grande vecchio" della prima Repubblica, ha un nome: Michelangelo Virgillito. E chi è costui? “Ignorantissimo”, mi sibila, indignato, il mio augusto interlocutore, prima di sbattermi il telefono in faccia, urlandomi “documentati!”. Da buon secchione quale sono l’ho fatto. Virgillito – morto a 76 anni nel 1977 - è stato uno dei più noti “rialzisti” (lo chiamavano alle spalle “il corsaro”) della Borsa italiana (e titolare all’epoca della prima grande rete privata nella distribuzione del gas su scala nazionale, in alternativa all’ENI), e fin quando fu vivo, uno dei più influenti finanzieri della Storia siciliana (era nato a Paternò) e nazionale tra gli anni '50 e tutti gli anni '70, ed oltre. Voi vi chiederete: ma come "oltre", se è morto nel 1977? Risposta facile. Hanno proseguito la sua opera il suo amico ed avvocato di fiducia, un altro catanese, Antonino La Russa (morto nel 2004, il padre del senatore Ignazio), che ha tirato la volata nella Finanza al giovane pupillo di Virgillito: l’Ing. Salvatore Ligresti (oggi di anni 77) , anche lui come il padrino nato a Paternò. Che facendo perno “sulle fortune” del “suo sponsor finanziere” ha saputo costruire la “sua fortuna”. Ovviamente, tenendo sempre a mente i consigli e le esperienze trasfusegli, via via, dall’Avv. Sen. Antonino La Russa, milanese di residenza, ma rieletto per 14 anni senatore in un collegio elettorale di Catania dal 1972 al 1986. Periodi nei quali è stato componente attivo, della Commissione Parlamentare Industria. Chi sia, poi, il potente Ing. Salvatore Ligresti, catanese da tempo emigrato a Milano, è noto. Oggi, è il più grande e ricco imprenditore di Milano; più di Berlusconi in Lombardia. In quanto costruttore edile, su scala nazionale è più grosso dei Caltagirone, nonché azionista di riferimento dei colossi finanziari Fondiaria SAI e PREMAFIN, con quota azionaria e poltrona nel CdA di Mediobanca. Il cosiddetto salotto di lusso della finanza italiana. Dove è stato determinante nel riuscire a far entrare pure Marina Berlusconi, in rappresentanza dell’impero economico-finanziario del padre suo, e presidente del Consiglio di tutti noi. I boatos spiegano, tra l'altro, così, l’alto tasso di esponenti dell’ex An siciliana che, seppur confluiti nel PDL, non si sono ancora schierati né con Micciché, né con Alfano. In termini militari si chiamano “riserve strategiche”. Ossia truppe da buttare in campo, a sorpresa, all’ultimo minuto, per scompaginare e mutare gli equilibri di una battaglia già in corso””.

La notizia dei nuovi inciuci, che se avesse successo elettorale e la coalizione del Governatora di Sicilia non raggiungesse il 4%, potrebbe avere applicazione concreta, contribuirebbe a cambiare i destini sia degli equilibri elettorali interni al PDL siciliano, ma anche quelli dello scenario politico generale nella Sicilia del dopo elezioni. Ecco perché anche Firrarello & C. (vestale Salvo Torrisi), contro la loro indole caratteriale, si sarebbero messi supini e devoti al diabolico Ignazio. Ecco perché da tempo riteniamo che il nodo cruciale della politica siciliana sia Paternò, città cara a La Russa, e che noi circa un anno fa definimmo caput mundi. Chi finora non lo ha capito, anche se si è in ritardo, farebbe bene ad attrezzarsi in tal senso, a volte vi sono cose che sembrano futili ma che invece hanno una portata inusitata.

Firrarello sarebbe disposto a tutto pur di sconfiggere definitivamente il nemico mortale (questo pensa e predica) Raffaele Lombardo, e ad impossessarsi della macchina regionale a costo di scatenare una crisi irreversibile. Ammazzare Lombardo e Micciché, questo l’obiettivo, questo è il tema della campagna elettorale che ha già iniziato con toni forti. Ma gli servono alleati forti, novità nel panorama isolano. E vedendo che Alfano deve soggiacere a certi equilibri con Micciché, rilancia il gioco scegliendo un partner più forte, costi quel che costi. Certo i conti si fanno alla fine, mentre si scendono le scale, e la risposta la daranno gli elettori, e non solamente quelli siciliani. Se Lombardo supera lo sbarramento, non vi saranno ulteriori calcoli da fare. 

Noi, oltre ad avere l’acume, per essere interpreti lungimiranti dei fatti socio-politici, e la cognizione interattiva dei fatti che producono la storia, abbiamo anche la conoscenza degli attori e dei mestieranti che zampettano in questo palcoscenico, ne conosciamo metodi, strategie e debolezze.

Tutto questo lo avevamo previsto da tempo. Lo avevamo scritto più volte. Adesso, però, bisogna occuparsi delle cure che il caso impone.

giovedì 7 maggio 2009

Sondaggio del 5 maggio 2009 Elezioni Europee


Pubblicato il 5/5/2009. 
Domanda : Se ieri si fossero tenute le elezioni europee, Lei per quale partito avrebbe votato?.
Risposta: 
Popolo della Libertà 39.3%;
Lega Nord 9.9%;
L'Autonomia 4.2%;
Udc 6.2%;
Partito Democratico 25.7%;
Italia dei Valori 7.6%;
Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani 3.1%;
Sinistra e Libertà 2.9%;
Altri 1.1%.