sabato 2 maggio 2009

Politica: Sesso, Potere, Cesarismo ed Autonomia


Ieri ascoltavo, per casulalità, in macchina un intervento di Massimo D'Alema ospite di RAITRE:

«Berlusconi invece di governare andrà a fare i comizi con le veline, per dimostrare che sono brave e non solo belle. Il nostro essere eccezionali in Europa ci farà del male» - questo sostiene D'Alema - «Le elezioni non sono un rodeo ma un momento in cui i cittadini scelgono le personalità che devono rappresentare il Paese nel Parlamento europeo. Negli altri Paesi, la candidatura di big o addirittura del premier, non esiste».
«È abbastanza deprimente che il dibattito pubblico si concentri su questi temi e la causa è l'uso satrapesco che Berlusconi, incline a un narcisismo non di rado volgare, fa del potere», dice ancora l'esponte del Pd, liquidando così la querelle nata dalle critiche di Veronica Lario alle liste del Pdl. «È un dibattito umiliante - sostiene D'Alema - in un Paese democratico, dove otto milioni di persone vivono sotto la soglia di povertà, mentre si sta a dibattere su questo. È un segno di grave decadimento della vita pubblica italiana». L'ex ministro degli Esteri ricorda però che a sollevare il problema delle “veline” nelle liste del Pdl «è stata l'Associazione Farefuturo, (e non la stampa di sinistra che ha manipolato la moglie come sostiene Berlusconi) guidata da Gianfranco Fini, ma forse Berlusconi considera anche Fini parte della sinistra».
«Berlusconi ha una visione cesarista e velleitaria, della politica», sostiene ancora D'Alema, secondo il quale questo è un atteggiamento grave ed irresponsabile.

Bene, questo l’ultimo intervento qualificato sul gossip settimanale che ha visto Veronica Berlusconi scagliarsi contro il marito Imperatore, così come lo definisce lei stessa. Una occasione risibile, questa, che domina da alcuni giorni su tutti i media nazionali, se come contesto non avesse come sfondo la Repubblica, il Governo, insomma le sorti del paese,se non avesse la responsabilità della formazione della classe dirigente che deve governare il paese, che deve essere, tra l’altro, il filtro istituzionale tra il popolo e l’Imperatore (così come lo definisce la moglie Veronica). E salgono alla mente alcune riflessioni sul futuro e sul destino del nostro paese.

La scelta della classe dirigente futura non può assumere i caratteri dell’incomprensibilità, o meglio, i canoni non possono essere mediati da altri sistemi che non siano di stretta osservanza scolastico-meritocratica. Oggi questo non avviene, e gli esiti prodotti sono palesi.

Una classe politica scarsa, mediocre, deficiente sotto ogni profilo. Che non risponde al cittadino perché non ha bisogno dei suoi consensi. Che deve ubbidienza al Capo perché lui l’ha nominata. E se tutti questi/e giovani rampolli, che provengono dalla scuola politica di formazione di F.I., da anni istituita, hanno questo risultato, anche la formazione è certamente imperfetta.

Una selezione effettuata mediante canoni diversi da quelli doverosi: l’avvenenza fisica, accompagnata dalla sottomissione sessuale al potere, che in aggiunta alla mancanza delle preferenze, porta all’assunzione-nomina di tanti yes-man che rispondono solo al leader; queste le maggiori disfunzioni, non si spiegherebbe in altro modo l’occupazione di posti di rilievo cui abbiamo assistito in questi anni ed assistiamo in questi giorni, di tutta questa gente che passa dal gossip al governo.

Il cesarismo centralizzato di un solo uomo al comando, non favorisce la diattica locale dei tanti campanili italiani, ed il territorio da rappresentare abbandonato. Prevalgono le logiche centraliste, che vengono esaltate dall’assenza di rapporto eletto–elettore, col solo appeal diretto tra Berlusconi ed il popolo che lo sopravvaluta, lo esalta senza rappresentanti mediani. Una sorta di peronismo moderno rafforzato dalla comunicazione massmediatica e dalla plutocrazia.

Ecco il perché dell’importanza fondamentale, in questo quadro politico e per la democrazia, di questi partiti legati al territorio, come la Lega Nord e il MpA, che portano avanti le rivendicazioni regionalistiche e danno voce ai cittadini, ed ognuno di questi, con le proprie diverse caratteristiche, arricchiscono e fanno crescere il dibattito politico essenziale in un sitema.

Ecco perché non bisogna trascurare nel dare importanza a queste che sono le autentiche novità del sistema Italia.

Ecco perché noi crediamo che senza i partiti o movimenti autonomisti, del nord, del sud, e dell'italia in genere, che danno voce alla gente, il rapporto democratico può avere una deriva pericolosa spinta dall’attrazione populistica e propagandistica, priva di fatti seri, essenziali e concreti, che cela l’interesse particolare che ne sottende.

Ecco perché bisogna far capire ciò capire agli italiani.

Queste europee assumono un significato diverso e più ampio rispetto a quello che dovrebbero significare: una verifica del sistema politico che si è instaurato e verso quale direzione bisognerebbe riformarlo. Una grandissima responsabilità degli elettori che col proprio consenso plebiscitario, nei confronti del PdL, ne darebbero l’avallo.

Berlusconi è senza dubbio un grande trascinatore, fa sognare il popolo, ma troppo egocentrico per essere un buon politico, moderno e democratico. Ciò lo si deve comprendere. Apprezziamolo, valorizziamolo, ma senza eccessi, il surplus del 51% da lui chiesto sarebbe estremamente pericoloso, e il PdL nato per questa ragione e così come strutturato, è lo strumento perfetto del delitto. Historia magistra vitae.