lunedì 25 maggio 2009

Raffaele Lombardo azzera il Governo Siciliano, l'epilogo giusto per la contrapposizione fatta dagli ascari all'autonomia siciliana

Lo aveva già annunciati ieri in tarda mattinata, in una riunione aperta ai quadri dirigenti del suo movimento autonomista. Aveva continuato a ripeterlo nel corso della giornata nei vari interventi in giro per la provincia di Catania, ribadendo alcuni concetti che nel corso della conferenza stampa di oggi ha esplicitato con fermezza. Alcuni esponenti del Pdl, tra cui anche assessori della Giunta regionale siciliana, secondo il Presidente della Regione, Raffaele Lombardo "finiscono con il sabotare obiettivamente gli interessi della Sicilia e questo non e' piu' tollerabile". Lombardo ribadisce poi che sono stati espressi da alcuni assessori "rilievi poco istituzionali e poco compatibili con l'idea di maggioranza e alleanza che abbiamo sottoscritto. Questi assessori non potranno collaborare più con me".

Un azzeramento del Governo siciliano come questo non ha precedenti, e solamente un Presidente autonomista può avere la forza per farlo. “Io sono alleato con Berlusconi, ma rispondo solo al popolo siciliano”, un refrain che sentiamo da un anno e che adesso ci convince, ci convince con i fatti.

La decisione di, Raffaele Lombardo, di sciogliere la giunta e' ''inedita e senza precedenti pone sul tavolo politico elementi complessi ne delicati''. Lo afferma Fabio Granata, Vice Presidente della Commissione Antimafia e parlamentare siciliano.
Per questo motivo il Pdl ''deve riunire con urgenza i suo vertici politici a livello regionale, o almeno i coordinatori insieme ai parlamentari poiche' la posta in gioco e' altissima''.
Nell'interesse della Sicilia, conclude Granata, ''bisogna creare le condizioni per andare avanti rilanciando l'azione di governo all'insegna della legalita', della competenza e soprattutto con la volonta' di non disperdere l'enorme occasione dei fondi comunitari di ''agenda 2000'' che, nel caso di elezioni anticipiate, andrebbero perduti per intero e sarebbe davvero una tragedia storica per la Sicilia''. Una voce fuori dal coro, un ammiccamento quasi, rispetto ad uno dei due Co-Coordinatori regionali del partito di Berlusconi, catanese come Lombardo. Segno indiscutibile che all’interno del PdL non tutti sono omologati al pistacchio-pensiero anti Raffaele.

Lombardo annuncia che presto sentirà il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi: "Certo che lo sentirò. Lo farò con molto piacere. Perché sia chiaro, - ha aggiunto - fra tanta gente che lo consiglia male, non so se in un momento di grande difficoltà come questo, si ritroverebbe sempre accanto a lui. Questo sospetto, o questo dubbio, per quanto mi riguarda non ha motivo di esistere".

Dopo aspre polemiche con la sua maggioranza, dopo scambi di accuse con pezzi del Pdl e con l'Udc di Totò Cuffaro, in piena campagna elettorale per le elezioni europee e le amministrative, il leader del Movimento per l'Autonomia "demolisce" il suo governo: «Questa casa va rasa al suolo e ricostruita», dice senza mezzi termini, invitando gli assessori a «ritirare le deleghe», perché «stare in questo governo significa non sabotarlo».

È la resa dei conti dentro il Centrodestra, che appena un anno fa aveva trionfato alle Regionali con il 65% dei voti. «Con chi qui dice una cosa e fuori spara a zero, o a Roma si lamenta, non si va da nessuna parte», accusa però adesso il governatore autonomista, stanco di dovere fare i conti con litigi e tensioni interne alla coalizione: «Per ogni disegno di legge del governo – rileva – ce n'è un altro di altre forze della stessa maggioranza: questo non potrà più essere tollerato».

Piano di rientro della sanità, riforma del sistema dei rifiuti, gestione dei fondi europei ancora bloccati: questi i principali temi in agenda. E Lombardo promette una nuova Giunta in tempi brevi: «Entro 48 ore metteremo su un governo, che sarà anche e soprattutto un governo di alleanza sociale: le forze produttive e del lavoro e i corpi vivi della società siciliana dovranno partecipare. Si riscrive un programma e si riparte con chi ci sta».
Sicuro di potere contare sull’appoggio di 46 deputati. Tra di loro ci sono anche i deputati che fanno parte del gruppo che fa capo a Miccichè e Cimino. Nel video sopra riportato l’intera conferenza stampa del Presidente Lombardo.