lunedì 15 dicembre 2008

Regione Sicilia: Tutti contro tutti


Ci sono tutte le condizioni perchè la geografia politica siciliana cambi radicalmente. Se si dovessero fare previsioni sulla base di ragionamenti logici, dovremmo annunciare la nascita di un inedito gruppo parlamentare, composto dai deputati del MPA, qualche deputato di Forza Italia e, forse, dell’UDC.


Ma la logica non c’entra niente con le vicende della politica e tutto quello che accade il giorno prima puo’ essere smentito il giorno dopo. Continuando, comunque, il ragionamento logico (ma improbabile) sopra illustrato, il PD dovrebbe provare ad entrare in una associazione di scopo con il governo regionale, in modo da formare una maggioranza di fatto, politicamente non dichiarata; se questa non potesse essere raggiunta, potrebbe perfino aprirsi un varco in AN impegnato nella difficile prova dello scioglimento e la nascita del PDL berlusconiano che fa ribollire di rabbia la base del partito.
Fantapolitica? Certo, la logica e la fantapolitica, sembra incredibile, si sposano magnificamente.

Niente paura percio', la logica non prevarra'.

E’ probabile che le cose restino come sono. Il sottosegreario forzista Micciche’, che sta dalla parte di Lombardo, lo ha detto chiaro e tondo che il governo regionale va appoggiato ed i suoi provvedimenti approvati e non avversati dal centro destra, ma il Governatore non puo’ far balenare alleanze diverse da quella del centrodestra. Stiano attenti i capi della maggioranza a non tentare di fare le scarpe a Lombardo, studiando tattiche devastanti, perche’ dietro l’angolo c’e’ il ritorno alle urne. Una ipotesi che Micciche’ affaccia, sapendo quanto preoccupi i deputati che hanno affrontato una dispendiosa campagna elettorale appena sette mesi or sono.
Anche nell’Udc si fa sentire la fronda lombardiana.

Contrariamente a quanto sostengono Cuffaro e l’onorevole Mannino, ideologo dell’Udc siciliano, il senatore Giampiero D’Alia, trapanese, mette in guardia il partito. “Oggi Lombardo rappresenta tutti i siciliani”, afferma, risoluto. “Dovra’ farsi carico della forza del confronto”.
Come? Non e’ chiaro nemmeno per noi, ma andiamo avanti e capiremo: “Formulando proposte sui principali problemi che affliggono la Regione".

Parole in codice, nonostante le apparenze.

"Se ci devono essere divisioni - spiega il senatore - siano sul piano dei programmi e non dettati da altri motivi”.
D’Alia sospetta, dunque, che la guerra a Lombardo non sia dettata da motivazioni politiche.
E allora da che cosa?
Il Presidente della Regione cerca di dar corpo ai sospetti, ma non ci riesce. Nonostante parli da una tribuna che lo vede a Messina a fianco dei dirigenti dell’Udc (padrone di casa), Il suo messaggio e’ abbastanza chiaro, ed ha come destinatari privilegiati il governo Berlusconi e l’ex amico ed alleato, senatore Cuffaro. ”I 4,5 miliardi di Fas non si toccano”, avverte Lombardo. “Tremonti lo ha promesso, ma c’e’ da aspettarsi di tutto".

E questo per quanto riguarda Roma.

"Se qualche senatore - continua Lombardo - invece di distrarsi per fare riunioni clandestine a Roma pensasse a difendere il Fas e i fondi alla Sicilia, forse sarebbe meglio per tutti”.
L’affondo riguarda Cuffaro, ritenuto il promotore di una riunione svoltasi a Palazzo Madama a Roma fra i dirigenti regionali UDC e PDL per fermare Lombardo. Siamo alle brutte, dunque, ma non e' una novita'.

E' da tempo che Cuffaro e Lombardo non si capiscono. Cuffaro aveva rimproverato Lombardo di fare a Palermo la guerra a Berlusconi e di continuare a dargli i voti in Parlamento a Roma.
“Terro’ conto delle indicazioni”, conclude il Governatore, “ma senza rinunciare neppure a difendere gli interessi della Sicilia”.


Espressioni rituali. La situazione e’ difficile per Lombardo, la sua dispombilita’ di principio non salva niente. Il nocciololo della questione e’ molto concreto. Il governo regionale deve rimangiarsi i provvedimenti nel campo della sanita’, delle partecipazioni e dell’amministrazione regionali.
Quanto al Fas ed ai soldi destinati alla Sicilia, la battaglia sembra persa in partenza. Il sottosegretario Micciche’, e c’e’ da credergli, ha fatto sapere che Tremonti si e’ preso tutto, fa solo gli interessi della Lombardia, al pari della Lega Nord.


Riflettete sulla posizione dell’Udc, per favore.
Se l’UDC vuole piegare Lombardo deve stare dalla parte del PDL romano, del quale i gruppi anti-Lombardo sono espressione, ma se vuole piegare Tremonti e Berlusconi deve stare dalla parte del Governatore e contro il PDL regionale, ossequiente al governo di Roma. Deve scegliere fra la salvaguardia degli interessi siciliani tutelati in Sicilia e gli interessi siciliani tutelati a Roma.


Quanto al MPA, la sciarada non sembra meno facile: per stanare l’esecutivo romano e portare i soldi in Sicilia deve combattere la Lega e il governo di centrodestra berlusconiano del quale fa parte. Non puo’ stare con due piedi su una staffa. Beh, come gli altri.
E il PD?
Deve assecondare le geometrie variabili di Lombardo o avversare i provvedimenti del governo, alleandosi, di fatto, con il PDL che combatte il suo Governatore? I suoi dirigenti sono divisi; alcuni affermano che dando una mano a Lombardo, mettono in crisi il centrodestra, facendone scoppiare le contraddizioni; altri, come il segretario regionale Genovese, sostengono che per nessuna ragione si deve stare a braccetto con Lombardo perche’ e’ inaffidabile.

Avete mai provato a fare il gioco delle tre carte ed insieme il gioco dell’oca? Sicuramente no: o l’uno o l’altro.

C'e' sempre una prima volta. In Sicilia e’ in corso una partita che mette insieme i due games. Vi sorprende? Non dovrebbe: l’Isola si fregia del titolo di laboratorio politico.

(fonte: SiciliaInformazioni)