venerdì 8 gennaio 2010

Sicilia, Paternò : BOOM !!! SERVIZI SOCIALI .... ZERO TITULI




Il forte si mesce col vinto nemico;
Col novo signore rimane l’antico;
L’un popolo e l’altro sul collo vi sta.
Dividono i servi, dividon gli  armenti;
Si posano insieme sui campi  cruenti
D’un volgo disperso che nome non ha.


Servizi Sociali di Paternò forever. Una storia che non finisce mai e che assume sempre più i connotati di una black commedy.
Giovedì, nel primo pomeriggio, l’assessore ai Servizi sociali del Comune di Paternò nella sede della Cooperativa Edelweis (ancora una volta, e come sempre, vincitrice dell’appalto per l’assistenza igienico personale ai bambini portato ridi handicap nelle scuole) convocate le lavoratrici della cooperativa stessa per l’inizio del servizio de quo, delude le aspettative delle stesse ( non tutte ovviamente)dichiarando che non può aiutarle più nel proseguimento dell’impiego, in quanto per colpa di un sindacalista, tutte coloro che non hanno il titolo idoneo richiesto per lo svolgimento del compito istituzionale non potranno essere riassunte, ovvero licenziate.
Un epilogo di una storia infinita che dal 2005 in avanti vede addensarsi nuvole di tempesta su uno dei settori più delicati e importanti del comune di Paternò.
In origine fu il licenziamento di alcune operatrici che lavoravano da anni nell’assistenza igienico-personale a fare scattare alcune denuncie e ad infiammare la ribalta sul verminaio della gestione dei servizi comunali, e che ha portato al processo a Giovanni Leone, iniziato nell’ottobre del 2008, presumibilmente reo, per avere fatto licenziare alcune di esse ( per non essersi cancellate dal sindacato cui erano iscritte) per farne assumere altre in loro vece, senza che quest’ultime avessero  i titoli idonei, così come denunziato dal sindacato in questione, al quale il comune rispose che le procedure erano legittime.
Questa inaspettata accensione di interesse da parte dell’opinione pubblica ha fatto scattare altre inchieste nel merito, facendo si che tutti gli atti adottati negli anni fossero attenzionati dalla Procura Catanese, ma di questo ce ne siamo già occupati e ne aspettiamo gli esiti. Il sindaco Failla, in seguito a ciò e ad altro, fa repulisti nell’assessorato, dopo l’arresto di Frisenna che era succeduto a Gennaro ( uomo di Leone ), nominando un nuovo assessore, la Cancellieri, ed un nuovo sostituto capo unità operativa, Gulisano. Un vernissage nel tentativo  di immettere delle novità nella gestione di un settore apparso come la cloaca maxima di un’amministrazione discussa.
Ma cosa vi è di realmente innovativo rispetto alle gestioni precedenti? NULLA
Le cooperative che si aggiudicano gli appalti sono sempre le stesse e sempre in associazione coi soliti noti. Evidentemente qualcosa non torna, imperizia, negligenza, dolo ???
Ma veniamo ai nostri giorni, si pubblica  il bando per il rinnovo della gara alla fine dell’anno 2009, e già scattano le polemiche, l’ormai famoso sindacato fa pervenire una lettera all’amministrazione comunale in data 31.12.2009, sottolineando che nel bando stesso vengono previste e prescritte  figure professionali anomale, nel senso che si ritiene non idonee a svolgere quel compito per cui occorrerebbe un titolo professionale diverso. L’amministrazione   non né  da importanza ritenendo, così ci raccontano, di essersi informata con gli uffici dell’ispettorato provinciale e che tutto è regolare.
In più alle società partecipanti vengono chiesti i curricula delle persone da impiegare e per le quali viene attribuito un punteggio. Si va avanti senza nessun mutamento di rotta  fino all’aggiudicazione, avvenuta giorno 4 gennaio, che ha visto imporsi la cooperativa Edelweis, come detto, sempre quella, la solita, aggiudicazione fatta da una commissione ad hoc costituita formata dal capo U.O. Rasà, dal suo vice Gulisano, dal contabile del settore Distefano e dall’assistente sociale Guarnaccia, e loro come esperti aggiudicano non si accorgono delle dichiarazioni inidonee della cooperativa rispetto ai titoli da richiedere al personale addetto.
Il caso però scoppia il giorno dopo al rinvenimento della lettera del sindacato con in allegato la nota dell’ufficio provinciale del lavoro. Si accorgono finalmente che alcune lavoratrici non hanno il titolo idoneo per assistenza alla persona, che non è certamente una cosa da ridere o da sottovalutare.
Adesso sorgono spontaneamente alcune domande che ci si deve necessariamente porre, ma rispetto alle quali non pretendiamo risposta alcuna.
·         Ma la nota era già a conoscenza della commissione prima della gara e questa non ne ha tenuto conto? Oppure la lettera non è stata  resa pubblica per fare svolgere la gara lo stesso?
·         Chi aveva interesse che si continuasse ad ignorare che alcune operatrici non avessero i titoli per svolgere tale compito che peraltro hanno svolto per almeno 4 anni?
·         Quanto ha falsato l’esito della gara tale circostanza se nel bando viene attribuito un punteggio da dare al personale idoneo impiegato?
·         E se oggi l’amministrazione prende tale decisione di rimettere ordine nell’impiego di personale idoneo in possesso del titolo richiesto per legge, tagliando queste lavoratrici che non possiedono il titolo, ma che hanno lavorato (abusivamente???) per tanti anni, come si regolerà per il passato quando le stesse note dello stesso sindacato non furono prese in considerazione ( una nota del 2005 ed una del 2007 ) ma che portarono, per esasperazione e ricerca di giustizia, alle denunzie delle lavoratrici danneggiate?
“Zero tituli” direbbe Mourinho, questa è la verità, più volte denunciato ma nessun provvedimento preso da chi aveva l’obbligo del controllo.  Come se uno fosse laureato in Ingegneria, o meglio, avesse anche una laurea di avvocato e pretenderebbe di fare il medico per la quale professione ne occorre una sola anziché due. Secondo voi è possibile?
Ma nel paese delle meraviglie di Paternò può succedere di tutto,e noi non ce ne meravigliamo (scusate l’assonanza) più. Stiamo andando solamente a cercare Alice che qui si è persa.