domenica 19 febbraio 2012

PATERNO’ : LA TROUPE DE LA COMEDIE - FRANCAISE



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Politica - Politica Notizie
Scritto da ADOMEX   www.qtsicilia.it
Domenica 19 Febbraio 2012 08:38
Siamo giunti ai livelli più alti dell’arte teatrale. Come a Parigi, che nel 1680 fu fondata la Comédie-Française, anchenella ahimè tristissima Paternòha preso corpo questa iniziativa. E come per quella francese anche quiquesto è il solo teatro che disponga di una compagnia permanente di attoriLa Troupes, interamente pagata dallo Stato. Ma qui purtroppo non c’è Molière, c’è chi sappiamo (sic), e la qualità si deprezza da sola.
Premesso ciò veniamo alla cronaca. Mentre le primarie sono la regola dettata da Alfano e Castiglione, a Paternò non sono messe in atto. Le chiede Panebianco, probabilmente in ritardo. Ieri è “uscito” Lo Presti con tempestività da cronoprogramma !
Per aderire con serietà ad un ragionamento bisognerebbe in primo luogo stabilire se Lo Presti sia il candidato del PdL oppure un membro de “La Troupe”, pagata dallo stato, infatti è ancora Presidente dell’acquedotto cittadino dopo essere stato assessore di Failla in quota PdL, e che adesso, in costanza di pubblico incarico, si colloca come esterno al PdL e guarda caso il partito si sottrae ad un dovere democratico, come forza largamente maggioritaria nella città, la prerogativa di candidarne uno proprio, per appoggiare proprio lui. O di contro che essendo Lo Presti il candidato del deputato firrarelliano Torrisi, che non vuole cedere la leadership politica locale nei confronti del potente Ignazio e conseguentemente riprendersi in esclusiva il feudo paternese, dopo decenni di predominio familiare ed ereditare quella dello zio Nino Lombardo, presente peraltro alla manifestazione di presentazione, sponsorizzi l’unica figura positiva che ha a disposizione per realizzare tale proposito, avendo la percezione dell’avversione popolare personale per l’inedia egoistica consumata in questi anni. Un’autentica manovra di restaurazione dal sapore antistorico vetero-democristiana deleteria, per far risorgere il passato e i propri fantasmi.
Non abbiamo veramente nulla da obiettare nei confronti di Vittorio Lo Presti come persona, né sulle proprie capacità di amministratore pubblico, della forza morale che possa esprimere in una città, Paternò, talmente devastata da farci pensare che nemmeno un miracolo possa salvarla. Eppure (bere o affogare?) recita la parte dell’apprendista stregone, nella troupe della comedie francaise al servizio del satrapo pidiellino Torrisi autore della ripartenza di Paternò, come illustrato nelle passate campagne elettorali, ma in retromarcia, per far risorgere gli zombie.
Le presenze notate nella manifestazione di presentazione della candidatura di Lo Presti ci confermano i sospetti della vigilia, cioè che non sia una candidatura caratterizzata da società civile. Simulata con questa caratteristica per raccogliere anche elementi, in buona fede o per poltrone, dell’elettorato che certamente di destra non ha nulla e che negli anni del recente passato è stato palesemente e militarmente contro la candidatura Failla e contro il centrodestra, intruppata adesso come se quest’operazione sia contro le imposizioni di La Russa sulla città.  Ma di questo avremmo modo di parlarne in seguito anche con lo stesso candidato sindaco al quale dovremmo dare voce per serietà etica.
E Panebianco si candida o non si candida? Vuole le primarie, che a La Russa non dispiacerebbero. Adesso ci sembra tuttavia troppo tardi una volta che Vittorio Lo Presti si è presentato a sindaco per la città attorniato da pidiellini importanti quali oltreché Torrisi anche D’Asero, deputato regionale e Papale sindaco di Belpasso e prossimo candidato a sala d’Ercole.
Ma cosa sono le primarie e a cosa servirebbero? D’Asero ci dice che “passando il PdL una fase intermedia tra il movimento di plastica berlusconiano e la formazione partitica viviamo un periodo di confusione. Bisognerebbe ritornare ai valori e tra la gente. Delle primarie -continua D’Asero-  condivido l’idea della scelta della base. Ma chi dovrebbe votare, il popolo delle tessere? Non ci sono regole e non possono essere un’occasione per strumentalizzare le candidature”. Ancor più confuso sul “nuovo” partito è Filippo Drago, sindaco di Acicastello: “Mi sembrava che col tesseramento e i propositi dei congressi si fosse addivenuti ad una fase di democratizzazione delle scelte. Così non è. Ci impongono sia i dirigenti locali che le candidature, che noi sosteniamo, si badi bene, per spirito di appartenenza. Noi continueremo, però, la nostra battaglia per le scelte della base”. E su Paternò continua: “Leggo ogni giorno sulla stampa una diversa formula per la scelta del candidato sindaco, una vera devastazione interna. Il giorno prima le primarie, il giorno dopo il televoto come a San Remo, ma alla fine ha scelto Torrisi, o non è così?”.
Uno scenario desolante, tutti contestano Torrisi, tutti hanno mal di pancia ma alla fine questi tutti si accodano, salvo poi dissentire nella sede legittima, all’interno della cabina elettorale.
Non vi sono eroi, nemmeno Salvo Panebianco, che non compie lo straordinario e generoso atto di coraggio, che comporti o possa comportare il consapevole sacrificio di se stesso, allo scopo di proteggere il bene comune,  il quale sa peraltro che perde solo se non si candida relegandosi in una posizione di non ritorno. “Mi ritirerò dalla politica –ci dice- di certo non me lo ha lasciato mio padre questo compito….come qualcuno. Io una professione ce l’ho. Voglio che si facciano le primarie, deve scegliere la base. Se perdo mi ritiro. Se non si fanno potrei candidarmi lo stesso”. Potrei ma non mi candido, diremmo noi.
Assente come il convitato di pietra il Movimento di Lombardo. Sta a guardare e prepara le liste. Tatticismo rispetto alla scelta del sindaco, forse troppo. E mentre Naso studia e si prepara alla candidatura, alcuni propongono una candidatura nuova che provenga autenticamente dalla società civile, una scelta rivoluzionaria, che rompa gli schemi soliti e dei soliti noti, che vada in controtendenza al PdL, per smascherare l’opera di restaurazione, per offrire alla città un’alternativa apartitica reale oppure una autenticamente forte ed autorevole.  Ma gli addetti ai lavori lo capirebbero? Probabilmente no. Il tatticismo personalistico e miope prevale sulla strategia complessiva. Non c’è cultura della POLITICA.
Questo il merito del regime dominante in città, quello dei Torrisi, la determinazione che gli altri non hanno. Una visione strategica diversa e sappiamo che in terra caecorum, beato chi ha un occhio e non parliamo certo di Firrarello. Ma del suo braccio destro come afferma qualche testata giornalistica. Ecco perché alla fine impongono le proprie scelte, magari vincendo, ma facendo ancora una volta perdere la città. I paternesi hanno la maturità per capire tutto ciò? Finora non è stato così, ha prevalso la sudditanza. E come sempre reciteranno solo gli attori de la Troupe della Comedie Francaise”… Paternese.