sabato 10 aprile 2010

Sicilia, Lombardo e l'inchiesta. Chi gioca al tavolo della politica?


Il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, stamani è stato sentito dai  magistrati della procura di Catania. Durante l'incontro il presidente Lombardo, che non si e' avvalso dell'assistenza di legali, ha chiarito la sua 'assoluta estraneita' alle propalazioni contenute negli articoli di stampa oggetto della fuga di notizie'


"Ho trovato magistrati attenti e disponibili - ha spiegato Lombardo - a cui ho riferito tutte le circostanze utili alle verifiche in corso. Ho fornito altresi' elementi precisi e circostanziati a cominciare dalle farneticanti accuse del sig. Avola, che non ho mai conosciuto, affermazioni che mi vedono parte offesa per il reato di calunnia che contestero' a qualsivoglia altro soggetto mi dovesse chiamare in causa impropriamente".

"Ai magistrati - ha continuato Lombardo - ho fornito, altresi', elementi specifici che si pongono come una plausibile chiave di lettura della vicenda nella quale sono indebitamente coinvolto e di cui rendero' conto pubblicamente, perche' ciascuno possa farsi un proprio autonomo convincimento. Ho avuto modo di confutare nel merito gli addebiti contenuti in notizie di stampa, in quanto durante la mia azione politica e in tutta la mia vita ho sempre contrastato l'illegalita', e quella mafiosa in particolare e gli interessi ad essa sottesi, come peraltro dimostrano incontrovertibilmente le mie azioni di presidente della Regione Siciliana. Infine - ha concluso il presidente Lombardo - ho ribadito ai magistrati la mia piena e totale disponibilità, qualora ne ravvisino l'opportunita', a fornire ogni ulteriore elemento utile alla loro azione".
Il procuratore ha sottolineato che il presidente della Regione Siciliana "ha ribadito la sua assoluta estraenità a qualsiasi contaminazione riconducibile a rapporti con esponenti mafiosi". "Ha illustrato in particolare - ha concluso il procuratore D'Agata - le scelte e le iniziative antimafia che con rigore sono state assunte dal governo regionale fin dall'insediamento del governatore Lombardo".

E proprio sulle riforme del Governo Lombardo sapremo nei prossimi giorni i retroscena coperti, quelli che hanno portato il Governatore a dire basta alla realizzazione di mega-interessi oscuri a danno del popolo siciliano.
Sanità, Eolico, Formazione, sono tre questioni oggetto di riforma che  Lombardo ha sensatamente affrontato e sui quali si è frantumata la coalizione. Proprio così. Nei mesi scorsi avevamo affermato che le contestazioni sul Governo Lombardo non sono solo politiche, bensì attengono agli interessi che esso vanifica e portano ad uno scontro senza precedenti, di avversione personale nei confronti di colui il quale, per la prima volta nella storia siciliana, ha spazzato via i coacervi oscuri della macchina regionale, continuando imperterrito sulla strada delle riforme radicali malgrado tutto.

Non abbiamo dimenticato i Termovalorizzatori. Abbiamo solamente lasciato per ultima la questione più importante.

Da mesi oramai gli inquirenti scavano sulla faccenda, ed alcune indiscrezioni sostengono che siano arrivati a scoperchiare fatti che coinvolgerebbero non solo vertici del precedente establishment  regionale (politici e funzionari della passata amministrazione)ma soprattutto personaggi politici e non, amministratori locali di Catania e provincia, mettendo alla luce fatti nuovi quanto gravi ed intrecci che accomunano loschi figuri ad insospettabili notabili della politica.

Forse proprio per questo qualcuno di essi, approfittando delle posizioni di potere ricoperte, ha fatto in modo che venissero pubblicate, con tanto e tale clamore, le notizie, certamente enfatizzate, dei rapporti segretati apparse qualche settimana fa sul quotidiano “La Repubblica”?
  
Nessuno aveva interesse a farlo se non questi.
Distrarre la pubblica opinione e fuorviarla, bruciare le strategie degli inquirenti e spostare l’asse verso Lombardo che aveva fatto saltare l’affare spazzatura?

E’ un’ipotesi poco peregrina atteso che ci troviamo in una terra dove i giocatori seduti al tavolo della pubblica amministrazione non sono solamente i politici, dove la controinformazione è asservita a questi poteri forti che da sempre hanno dominato l’isola, che è arretrata sempre più, poteri che Lombardo cerca con ogni mezzo di lottare, pagando anche questi prezzi, nella speranza di non pagare quello più alto.

Queste sono certamente riflessioni poco innocenti. Noi di “pelo antico”, che sappiamo leggere oltre ciò che appare, cerchiamo di non fare solo scarna cronaca giornalistica, ma entriamo dentro la notizia, rendendo trasparente ciò che si vuole offuscare, LA VERITA', anche pagando costi.

A PENSAR MALE SI FA PECCATO MA MOLTO SPESSO CI SI INDOVINA (Giulio Andreotti).