martedì 20 aprile 2010

Sicilia, Paternò - L’avvocato di Lombardo: “Mai detto che Torrisi è colluso con la mafia”

“Con molta sofferenza intendo esprimere il mio disappunto sul contenuto diffamatorio nei miei confronti dell’intervento del presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo”. Lo afferma Salvatore Torrisi – deputato del Pdl e componente della commissione Antimafia – in una lettera inviata oggi al presidente dell’Ars, Francesco Cascio e al presidente dell’Antimafia, Giuseppe Pisanu. Torrisi fa riferimento alle dichiarazioni rese all’Ars dal governatore siciliano lo scorso 13 aprile e annuncia che si rivolgerà alla magistratura. “Non comprendo affatto – spiega Torrisi – la ragione per la quale egli mi abbia indicato, offendendo gravemente la mia onorabilità. Mi riferisco al passaggio in cui per il solo motivo di avere trattenuto rapporti d’ordine politico con un certo Frisenna (già consigliere e assessore al Comune di Paternò) dovrei essere considerato contiguo alle sue private e dubbie frequentazioni con ambienti mafiosi. Chiarisco e sottolineo che non appartengo né a certe ‘menti raffinate’ né, tanto meno, sono politicamente tanto potente. Dunque, ritengo altamente lesivo verso la mia persona e la mia immagine – sia politica che morale – tali dichiarazioni”. “Pertanto – si legge nella missiva – contro le diffamazioni del presidente Lombardo non ho altra scelta che rivolgermi alla magistratura”.


“I riferimenti all’onorevole Salvo Torrisi citate nel suo intervento in aula dal presidente Raffaele Lombardo, erano riferite a contenuti testuali di intercettazioni con l’esponente di Forza Italia Carmelo Frisenna, peraltro abbastanza note anche perché pubblicate da un periodico locale a Catania”. Lo afferma l’avvocato Carmelo Galati, in qualità di legale del presidente della Regione Siciliana. “Nella fattispecie, come si può evincere chiaramente dal resoconto stenografico – osserva il legale – il presidente Lombardo si è limitato a ricordarne l’esistenza senza fare alcun riferimento, né diretto né indiretto, a presunte collusioni con ambienti mafiosi dell’onorevole Torrisi”.