venerdì 19 settembre 2008

SALVIAMO CATANIA



di Aldo Canuto
(cataniaomnia)

Qualcuno a Catania si era illuso, dopo il trionfo nelle elezioni regionali e amministrative del centro destra, che la tanto auspicata “ pace “ tra Raffaele Lombardo e Pino Firrarello – Castiglione, si fosse finalmente conclusa. Evidentemente questo qualcuno peccava di ingenuità o di scarsa conoscenza della situazione politica vissuta a Catania negli ultimi dieci anni, tentiamo di ricostruirla sulla base di esperienze dirette, vissute.

Esattamente da quando Raffaele Lombardo, uscito dall’obbligato riservo politico, irruppe in prima persona nell’agone politico catanese. In quel momento trovò ben piazzato, un anno prima 1999, il suo potenziale avversario, Pino Firrarello, che in un certo senso con il passaggio delle sue “truppe”dal Cdu a Forza Italia, gli aveva con tempismo atletico, chiuso la porta verso Berlusconi. Siamo nel 2000, amministrative di Catania, Firrarello inventa Scapagnini sindaco della Città, sbarrando a Lombardo l’ipotesi di una candidatura personale o persona di sua fiducia. E' quella la data storica, sono passati otto anni, in cui inizia la conquista del Comune di Catania da parte di Lombardo, pretese, per dire sì a Firrarello, la vicesindacatura per sé, con delega ai lavori pubblici e personale, presidenza del Consiglio con il fedele Roberto Commercio.

L’assedio a Scapagnini inizia subito dopo le amministrative del 2000, FI con 15 consiglieri eletti riduce sempre più la sua rappresentatività in Consiglio a favore dei Lombardiani che, avendo in mano un ruolo importantissimo, quello del personale, con il fedelissimo dr. Reale, apre i concorsi con esito” tutti promosis”, tutte le decisioi amministrative importanti passano dalle mani del Vicesindaco.Scapagnini è costretto a prendere le distanze da Firrarello e seguire fedelmente di fatto le indicazioni di Raffaele Lombardo che diventa, ogni giorno di più, il “ vero “ sindaco di Catania.Forza Italia al comune di Catania e quindi Firrarello, rincula sempre più subendo il tradimento politico del Prof. Umberto Scapagnini che ha un solo obiettivo restare a galla.

Arrivano le elezioni provinciali, lo stratega Pino Firrarello intravede la possibilità di “stanare” Lombardo dal potere enorme acquisito a Palazzo degli elefanti, attraverso la sua candidatura alla presidenza della provincia etnea, Lombardo intuisce la mossa dell’avversario e tenta di sottrarsi al “ pressing”. Interviene da Roma Berlusconi e Fini, sollecitati dai catanesi e Lombardo si “sacrifica” accettando a malincuore di fare il presidente. Altro errore dello “ stratega “Brontese, anziché indebolirlo lo rafforza, trova un Ente gestito bene da Musumeci, senza debiti e quindi in grado di accrescere il suo potere politico,( nasce la Pubbliservice con 250 assunzioni) tenendo sotto “ particolare” controllo Scapagnini attraverso il Consiglio Comunale e i suoi assessori. Forza Italia tenta di recuperare, appoggiando la candidatura del sen Mimmo Sudano ( Udc) a Vicesindaco, con la delega all’urbanistica, sarà un tentativo vano perché Scapagnini non mollerà l’alleanza organica con Lombardo.

Nasce il Mpa e Scapagnini viene considerato oramai un affiliato di quel movimento. Amministrative del 2006, Firrarello è contro la ricandidatura di Scapagnini e tenta di bloccarla a livello romano. Altra sconfitta, Berlusconi è intransigente,” il mio medico personale non si tocca”, Berlusconi per la situazione critica nazionale non può perdere a Catania, nasce così l’alleanza elettorale tra Lombardo e Berlusconi.Il cavaliere viene a Catania, prima visita a Raffaele Lombardo nella sede della Provinci,a e così si compie il secondo misfatto della ricandidatura di Scapagnini eletto sindaco e candidato sicuro per un “meritato” seggio alla Camera di deputati. Non è finita la “querelle” Firrarello – Lombardo: Elezioni regionali e amministrative 2007 Firrarello e Castiglione propongono un candidato alla Presidenza della Regione che non è ovviamente Raffaele Lombardo, ma Angelino Alfano, la candidatura di Miccichè nascerà dopo, sempre per arrestare la crescita sempre più esponenziale di Lombardo.

Va precisato che il Mpa è stato in questo percorso politico lo strumento scardinante di tutte le alleanze tra Lombardo e gli alleati naturali del centro destra ( Fi,An,Udc), in un certo senso un grimaldello politicamente ricattatorio, “con me si vince, contro di me si perde”. Fi e An, anche a livello nazionale, gli hanno sempre creduto, anche se poi, a risultato acquisito. si è verificato che il centro destra in Sicilia, con qualsiasi candidato, avrebbe vinto le elezioni regionali. Amministrative di Catania, dopo lunghe e tormentate riunioni nazionali con la presenza dei massimi leader,si concordano le candidature per i due enti: Sindaco Giuseppe Castiglione,Presidente Provincia Raffaele Stancanelli.

Tutto ok, liste candidati già pronte, manifesti stampati, improvvisamente Raffaele Lombardo vola a Roma e con il solito grimaldello del Mpa, cambia le carte in tavola all’insaputa di Firrarello: Raffaele Stancanelli candidato sindaco, Castiglione (uomo fortunato) Presidente Provincia. In questo inversione evidentemente c’è un’ importante motivazione politica .Il potere reale a Catania si controlla e si accresce governando il Palazzo di Città, non certamente la Provincia, forse destinata ad essere eliminata perché doppione del ruolo istituzionale delle regioni e quindi solo spreco di risorse.

Ed è questo fatto politico l’ennesima debacle del gruppo Firrarello Concludendo dopo questo excursus della politica locale, chi oggi si scandalizza che la politica e gli uomini del centrodestra non si sbraccino tanto,non inizino un lungo digiuno alla Pannella, fino a quando Berlusconi non salverà Catania,forse gli manca, come detto più avanti,la conoscenza dei recenti fatti politici da cui risalgono tutte le responsabilità politiche dell’attuale gravissima situazione. Catania va salvata con l’apporto di tutti, opposizione compresa, certamente, ma non si può tacere, come dice il Consigliere PD Rosario D’Agata,sulle responsabilità di chi ha gestito questa Città servendosene per assurgere a ruoli di primaria importanza istituzionale.