domenica 20 dicembre 2009

Sicilia, Paternò: Raffaele Lombardo ritira il MpA dall' amministrazione comunale e va all'opposizione




L'occasione era per gli auguri natalizi, i quadri dirigenti del Movimento per l'Autonomia della Sicilia Orientale si sono ritrovati al Palatenda del Centro Ulisse per stringersi attorno al proprio leader. Ma come sempre in queste occasioni, poi, si finisce di parlare di politica. E Raffaele dal palco si rivolge alla folla di adetti ai lavori parlando dell'amministrazione regionale, di ciò che ha fatto il Governo in questo ultimo anno, dalle riforme messe in campo, alla rivoluzione burocratica regionale, alle proposte di legge governative ferme all'ARS (compresa la riforma degli ATO), al fuoco amico che ha dovuto subire sin dall'inizio dell'esperienza, alle minacce subite, agli insulti di chi vedendo lesi i propri interessi personali e familiari non bada al bene del popolo siciliano e alla rivoluzione del sistema ma è attenta solamente alle posizioni di rendita. E fin qui tutto normale. Improvvisamente e con piglio veemente il Presidente parlando dell'emergenza rifiuti e delle soluzioni messe sul tavolo, affronta il caso Paternò, affermando che dopo gli ultimi attacchi  ha compreso che la strategia di un certo PdL paternese/catanese ha finalmente acclarato i sentimenti di grandissima avversione ed inimicizia verso se ed i suoi amici.


"Ho subito insulti da settimane dal Sindaco - tuona Lombardo-  come se fossi io il responsabile del dissesto ecologico cittadino e quando mi sono recato a parlare con gli operatori ecologici di Paternò, il solo comune ove non si raccoglievano i rifiuti da settimane in avversione al sindaco che con supponenza trattava i  lavoratori, insultandoli e denunciandoli, anzicchè convincerli che la soluzione sarebbe arrivata da lì a poco, ha visto la mia visita come un atto di avversione, anzicchè ringraziandomi per lo sforzo di risolvere il problema, sol perchè non lo ho avvertito di tale incontro. L'ho fatto solo per evitargli un linciaggio da parte degli operai che lui stesso aveva esasperato. E per finire ha defenestrato l'assessore al ramo, Vito Rau, che mi ha accompagnato in questa azione compiuta nell'esclusivo interesse della città di Paternò. Ora visto che da questa amministrazione e da questa maggioranza mi arrivano da sempre segnali di inimicizia è ora di dire basta. Il Movimento per l'Autonomia esca dalla maggioranza e da una amministrazione che lavora ogni giorno contro di me e contro i miei amici. Ringrazio l'amico Rau per il senso di responsabilità nei confronti del Partito e della città e spero che tale atteggiamento sia seguito anche da coloro che hanno responsabilità amministrative all'interno dell'amministrazione comunale di Paternò".

Il giocattolo si è rotto. Ceramente la maggioranza bulgara del PdL potrà amministrare come vuole (non ne siamo del tutto convinti), come ha fatto finora fottendosene e fottendo gli alleati, ma la situazione politica non sarà certamente la stessa. Il clima siciliano muta complessivamente in virtù degli equilibri nuovi ispirati dal Presidente della Regione, e Paternò non ne potrà che esserne influenzato.
Non ci si poteva aspettare altro in una città come questa che conta un ministro, La Russa, ed un deputato, Torrisi, tutti del PdL e di quella frangia (la stessa di Firrarello e Castiglione) che ha odio nei confronti  di Raffaele Lombardo e che è fuori dall'alleanza regionale, ma che vuole essere totalizzante. Paternò è la "summa" di questo PdL deleterio, lo abbiamo detto tante, troppe volte, stigmatizzando tra l'altro la malaamministrazione e la malapolitica che ne consegue, mettendo la città alla nefasta ribalta delle cronache nazionali.
Così il MpA si libera da legacci innaturali e pericolosi potendo finalmente rendere una azione politica nuova e qualificata nell'interesse dei cittadini.
L'ultima curiosità, ma solamente a livello di gossip e non certo di alto spessore politico, è constatare se l'altro assessore presente in giunta, Alfio Virgolini ieri assente alla convention augurale del MpA,  rimanga al suo posto rompendo col partito e consegnandosi a questo PdL oppure segua ancora le idee del proprio leader Lombardo.
A nostro avviso questa storia all'ombra dell'Etna non è ancora finita.