martedì 31 gennaio 2012

Confesercenti: POLITINO GATE ...la storia si evolve



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Scritto da TITTA NICOLOSI   
“Politino parla proprio di lui (del Senatore Firrarello) : “Non è come prima… non è il senatore di una volta… anche lui… io in alcune cose debbo dirti la verità, quando l’ho chiamato in causa risponde!”
. Rosario Di Dio chiede: “Ma lui che cosa è?”. E Politino risponde:  “Non ne ha più forza Saro!  Sono finiti i tempi quando avevano la possibilità di gestire…anche…”. Di Dio non sembra d’accordo e Politino incalza: “Lombardo gli ha tolto tutto dalle mani”.  Il direttore della Confesercenti è furioso, Saro parla di un “momento transitorio” e lui ribatte:  “Oggi, oggi!  Perché quel testa di buriddu come deve fare le assunzioni… al posto di parlare quello ( il nemico Lombardo) ci sta combattendo!  Tutto gli ha tolto… gli ha tolto tutto!”. (fonte S n. 46 del febbraio 2012)……… Arrabbiatissimi

Questo quanto si legge sul mensile S a proposito del direttore della Confesercenti di Catania Politino, autosospesosi per finta, come diciamo noi.  A dire il vero ci siamo meravigliati come ci fossero sfuggiti tali passaggi, proprio a noi che abbiamo iniziato, con scrupolo, questa inchiesta. Passaggi che aprirebbero altri scenari più “seri” e preoccupanti. Finora avevamo appreso dalle carte solo che Politino e Di Dio avessero parlato male del Governatore Lombardo, delle sigarette mangiate, dei voti rifiutati a  lui ed a i suoi uomini, con grande confidenza ma null’altro, ma qui c’è di più.
La rivista parla anche di soldi dirottati su conto correnti non ufficiali dell’organizzazione Confesercenti, ma ascrivibili a Politino ed altri, soldi che come “sostiene Giovanni Felice sarebbero arrivati a Rosario Di Dio, boss di Palagonia che puntava a conquistare Catania”. Circostanza questa che, se accertata, farebbe saltare il banco.
Spiazzati da queste novità, ci siamo messi di buzzo buono per riprendere la questione e vi assicuriamo che abbiamo trovato molto, molto più di quanto immaginavamo, acquisendo tra l’altro anche la denunzia della presunta appropriazione indebita di circa 250.000 euro nel solo anno 2010.
Il 27 maggio 2009, alle ore 12, la sezione Anticrimine del R.O.S. dei Carabinieri di Catania intercettano la famigerata oramai, conversazione tra Politino e Di Dio, che non è quella pubblicata nei media parecchi mesi fa,  nella quale si parlava solamente male di Lombardo. La novità è la presunta pianificazione politico-elettorale tra i due, tra il direttore della Confesercenti e il boss della mafia. E rispetto a quello che il mensile ha riportato, noi raccontiamo il proseguo su quei passaggi che riteniamo interessanti, con nostro commento critico e che denotano una probabile consorteria (ma noi non sappiamo se sia così) fra Di Dio, Politino e …………. (omissis)
RD (Rosario Di Dio): Tu li devi lasciare stare queste cose… Poi parlo di cose diverse
SP (Salvo Politino): Ti incarico (come una delega al boss a trattare a suo nome per gli affari della politica)
RD: Intanto ti faccio presentare in una commissione dove puoi fare politica … alla fine a te cosa interessa ? Uno strumento nelle mani  per fare politica (infatti la cd “commissione” arriva dopo qualche mese, guarda caso, Politino viene nominato, col contributo determinante della Provincia di Catania, presieduta da Giuseppe Castiglione, genero di Firrarello, nel CdA della SOACO SpA, società che gestisce l’aeroporto di Comiso, sarà stato un caso? Guarda caso! Forse una nomina programmata e contrattata da Di Dio? Lo diranno le autorità)
SP: No, ma , se mi ci metto ……  noi (Politino e Di Dio) ci mettiamo avanti e lui (Pino) resta sempre indietro
RD: Allora io ti dico una cosa… aspetta un minuto … allora: io mi metto d’accordo con Pino (presumibilmente Firrarello?), senti … tu rappresenti Forza Italia … io l’UDC, il partito Comunista, quello che cazzo vuoi ! Guardiamoci negli occhi (come se parlasse con Pino) vediamo quello che dobbiamo fare e non ci litighiamo perché alla fine della storia…
SP: no, non conviene
RD: perché alla fine della storia … tutta questa sciarra per chi è? Che gli devi portare duecento voti al Senatore? Non ti preoccupare (caro Salvo Politino)… tu hai la forza di cento? Cento te li faccio avere io! (E Di Dio si mette a disposizione di Politino per sostenerlo nelle eventuali campagne elettorali a favore di “Pino”. Una macchina elettorale comune quindi, sono una squadra o no?)
SP: ehhhh… a questo punto. Se fossero solo questi …i voti li hanno presi…
G (non identificato/a): Si ottiene di più con gli amici che con la politica (direi amici degli amici)
SP: il rapporto personale…sono un’altra cosa Saro! Ormai io sono dell’idea …(quella che gli amici degli amici sono più importanti e danno forza?)
RD: io alla Regione Siciliana avevo due amici…erano reggenti Regionali (..azz..non certamente della Caritas)..uno che si chiamava Turi…ed è morto… suo nipote ora è venditore qua alla BMW a Catania… era un grande uomo! Ma a quello dove lo chiamavo chiamavo….. a quello….. segretario particolare di Enzo Petralia… segretario particolare di uno di AN …segretario particolare di un deputato  Comunista…segretario deputao della Democrazia Cristiana … ma perché ,perché quello conosceva… loro non sapevano dove entrare nelle grotte di Palermo … e quallo sapeva pure i buchi a Palermo! Dove non arrivava la politica … arrivava con le amicizie personali… Allora tu puoi (rassicura Politino che anche lui può con la forza degli “amici degli amici”) …con questi cristiani dove devi andare? (con i politici senza lui dietro)
SP: (dando ragione a Di Dio) no,no! Tu ti puoi togliere la vita … ognuno per la sua strada (lui con quella di Di Dio?)  tu ti puoi togliere la vita…… (ma se non hai questi “appoggi” non conti nulla)
RD: sai…però c’è uno che tu gli hai dimostrato duecento voti (Politino + Di Dio) …lo sai…duecento voti sono sempre duecento voti
SP: duecento voti … duecento voti?
Che dire di più !!! Una conversazione che a noi sembra chiarissima. Ad ogni buon conto:
CONCORSO ESTERNO IN ASSOCIAZIONE MAFIOSA E PATTO POLITICO-MAFIOSO: come definito in una sentenza della Cassazione nel  febbraio 2010:
  • Per le S.U. la veste di concorrente “esterno” è assunta da chi, non inserito stabilmente nella struttura organizzativa dell'associazione mafiosa e privo dell'affectio societatis (che quindi non ne “fa parte”), fornisce tuttavia un concreto, specifico, consapevole e volontario contributo.
  • Deve trattarsi di apporto che abbia un'effettiva rilevanza causale ai fini della conservazione o del rafforzamento delle capacità operative dell'associazione (o, per quelle operanti su larga scala come “Cosa nostra”, di un suo particolare settore e ramo di attività o articolazione territoriale) e sia comunque diretto alla realizzazione, anche parziale, del programma criminoso della medesima.
Se questo è il caso in specie, non siamo di certo noi a stabilirlo, anche perché Politino afferma da giureconsulto: “Non ci sono azioni perseguibili penalmente. Io ho chiesto scusa per il dialogo con Di Dio, è stato chiesto il mio reintegro ed io non sono indagato”. Se lo sa lui….. Ma quante cose sa Politino, si autoassolve con delle scuse e sa di non essere indagato. O che non lo sarà? Se bastassero solo le scuse si svuoterebbero perfino le carceri.
Per completezza d’informazione. In questi ultimi giorni abbiamo appreso che alcuni parlamentari hanno disposto un’interrogazione sull’argomento rivolta  al Presidente del Consiglio e ai ministri dell’Economia, dell’Interno, della Giustizia per sapere:
  • Se i fatti summenzionati siano stati riscontrati dalle autorità competenti e se riportino il vero, se così fosse, questi, al di la degli eventuali reati già accertati o da accertare, in ogni caso costituiscono una grave alterazione dei valori sociali di riferimento, ingenerando confusione sui ruoli collettivi e sfiducia nel cittadino rispetto alle organizzazioni imprenditoriali, sociali e di categoria, il quale non capirebbe più chi sono le vittime e chi i persecutori;
  • Quali iniziative abbiano intrapreso gli organi inquirenti, i quali ne hanno notizia data la diffusione avuta, per indagare ed eventualmente punire, ove fossero accertate tali circostanze denunziate dalla stampa alla pubblica opinione.
Quindi non si finisce qui. Nemmeno noi, continueremo nella prossima puntata sui fatti denunziati dall’ex Presidente Regionale Felice, attualmente vice Presidente Nazionale di Confesercenti, sulla vile questione del denaro, circa 250.000 euro alla faccia del vile denaro, che scomparirebbe dentro conti che non sono propri dell’organizzazione di categoria.

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