martedì 17 gennaio 2012

Pippo Failla attacca la società civile oltre ogni schieramento

Pippo Failla attacca la società civile oltre ogni schieramentoPDFStampaE-mail
Scritto da ADOMEX   
“So di non essere un diplomatico della parola,  dico sempre ciò che penso, in modo semplice, chiaro ed inequivocabile, attirandomi spesso le antipatie di alcuni interlocutori.
E' quanto mi è successo sabato scorso in occasione di un incontro organizzato dal circolo professionisti di Paternò avente ad oggetto la crisi dei Partiti e lo studio di una ipotesi di lavoro per andare oltre gli schieramenti tradizionali nella prossima competizione elettorale, per il bene della Città.
L'invito al dibattito è stato rivolto a tutta la società civile.
Ho ritenuto interessante l'argomento e, nonostante non invitato nella qualità di Sindaco di Paternò, non formalizzandomi, mi sono recato all'incontro per ascoltare ed eventualmente recepire nuove idee, nuove soluzioni, nuovi programmi per affrontare i gravi problemi che stanno attanagliando Paternò  a causa della crisi economica che sta colpendo l'Europa, l'Italia e sopratutto il meridione.
Ero speranzoso di trovare tanti professionisti, tanti giovani interessati a discutere di progetti politici nuovi, di proposte innovative utili a risolvere i problemi veri di Paternò, rassegnato a subire tutte le critiche possibili ed immaginabili, anche quella di essere stato la causa della crisi dell'Euro e dell'aumento dello spreed (certamente  tutti avremmo  potuto fare meglio e di più, però tutti debbono riconoscere che la città si è arricchita per le molteplici strutture ed infrastrutture realizzate, per avere mantenuto i conti in ordine nonostante l'ATO e la questione doposcuolisti, per avere alleviato il problema occupazione giovanile). Ero felice perché pensavo fra me: finalmente la Città si sta scuotendo, si stanno muovendo i professionisti. Hanno deciso di scendere in campo per Paternò e per i paternesi. Mi ero illuso.
Tranne poche persone da sempre attente alla vita politica ed amministrativa della Città, che si spendono in maniera disinteressata nel sociale, nello sport, nella informazione giornalistica e televisiva, tutti gli altri intervenuti erano politici e politicanti di vecchia data, alcuni scaduti per anzianità di servizio, altri,   giovani  aspiranti tali, accomunati tutti da un filo conduttore, cantato in tutti i modi ed esattamente: “ Il Sindaco Failla non ha saputo amministrare perché non ha saputo risolvere i problemi dell'agricoltura, del commercio e dei rifiuti (...sic!) La nuova classe politica deve essere decisa dalla società civile”. Non c'è stato un solo intervento al dibattito che non abbia utilizzato il termine “ Società Civile” - 10 volte su 20 parole dette. Addirittura il moderatore “super-partes” visto che l'incontro si protraeva ha suggerito all'assemblea, per recuperare tempo, di non far parlare i Consiglieri Comunali e gli amministratori, invitandoli a rinunziare per dare spazio agli interventi degli esponenti della “ Società Civile” presenti.
Scrutavo attentamente il pubblico e mi chiedevo chi fosse la società civile, termine usato ed abusato impropriamente in tutti i dibattiti politici solo per compiacenza linguistica pseudo intellettuale -  Mi chiedevo ancora perché l'intervenuto di turno si rivolge al pubblico qualificandolo società civile  quando quasi tutti i partecipanti fossero, come già detto, politici e politicanti più o meno giovani, ciascuno di loro per lo più con tessera di partito? Mi chiedevo infine, dove erano i professionisti?
Ho concluso che quell'incontro non fosse altro che una mistificazione, finalizzata ad ingannare l'elettore (sicuramente più intelligente di quanto loro possano credere), dove artatamente si voleva travestire il pubblico-politico-politicante presente quale società civile solo per compiacenza.  Sicuramente erano presenti all'incontro tante intelligenze che possono dare alla città grandi contributi, ma è altrettanto vero che, quasi tutti i presenti, compreso il moderatore, fossero dei politici che volevano e forse vogliono ancora dar vita ad una nuova organizzazione politica ibrida, trasversale, tentando di  farla apparire come il risultato della società civile. Mai ho visto tanta ipocrisia.
E siccome sono Pippo Failla notoriamente non incline a compromessi, a  mediazioni e a discorsi diplomatici, scientemente sono intervenuto in maniera dura e provocatoria, al solo fine di fare riflettere tutti ,  i professionisti per primi, affermando che il termine Società Civile  per lo più usato, anzi abusato  in prossimità di elezioni, in tutti i dibattiti politici,  mi fa ormai  schifo. Allo stesso modo ho voluto provocare i professionisti al solo fine di invitarli a scendere in campo candidandosi e a non limitarsi a criticare chi si spende per la città quotidianamente dando tutto se stesso sacrificando professione e famiglia.
Ci sono riuscito: la verità nuda e cruda delle parole ha creato un vespaio di polemiche, più o meno condivisibili, ma sicuramente si è aperto un dibattito in città e sui nuovi mezzi di comunicazione ( vedi facebook) che mi auguro sfoci  in un risultato utile per la città.
Chi è onesto intellettualmente deve ammettere che la società è una sola ed è tutta civile. Solo i delinquenti, i mafiosi ed i politici corrotti si pongono al di fuori della società.  Poi tutti fanno parte della società civile,  dalle forze sociali ai politici ed amministratori onesti.
E allora, dimenticando questo discutibile inizio di campagna elettorale, invito tutti gli uomini e donne di buona volontà a rinunziare a percorsi ibridi e trasversali, che tanto danno hanno fatto negli anni '80-'90, nonchè le forze politiche, affinchè si siedano attorno ad un tavolo e discutano di programmi, idee e di quanto è più utile per la città non per ultimo la scelta del prossimo candidato sindaco per il centro destra.
Infine, disposto sicuramente ad interloquire con tutte le vere forze sociali della città, preciso che qualora vi siano persone che vogliono creare movimenti trasversali ai partititi tradizionali lo facessero in maniera chiara, e gli eventuali aderenti a questi, se iscritti  in formazioni politiche diano, per onestà, le dimissioni dal partito di appartenenza e dalle cariche politiche o amministrative ricevute dalla politica (sporca), e poi scelga se proporsi da solo con un proprio candidato Sindaco, ovvero di allearsi alla coalizione politica che ritengono più idonea a risolvere i veri problemi della città, quelli risolvibili, e sicuramente fra questi non vi sono quelli dell'agricoltura, del commercio e dei rifiuti (ahimè, purtroppo di competenza di Istituzioni sovracomunali, quali Regione, Stato e Comunità Europea”.
Questa la lettera che ci ha recapitato Pippo Failla. Un attacco diretto al progetto pseudo-trasversale perché assoggettato ad un disegno preciso egemonico locale. Lo abbiamo ampiamente stigmatizzato alcune settimane fa con un nostro articolo (http://www.qtsicilia.it/politica/34-politica-notizie/656-paterno-lavvento-del-messia.html), allorquando il deputato nominato e non eletto Torrisi col solito falso ecumenismo ha esitato una lettera aperta alla città, quasi una bolla papale, nella quale richiamava al senso di responsabilità la c.d. società civile, le forze sane (non vediamo cosa ci sta a fare) ed ogni soggetto di destra, sinistra, di marte ed oltre ad appoggiare un progetto nuovo (divertente!) per il bene della città, come se lui fosse stato in Argentina (ad apprendere il peronismo) e fosse arrivato proprio adesso, in questi giorni, per risolvere o dare soluzione ai problemi di Paternò.
Failla può essere inadeguato come sindaco ma almeno ha la forza dell'incoscienza e della genuinità, se lasciato con almeno mezzo metro di spazio, e dice ciò che pensa senza rete.
Ma poi chi dovrebbe essere la società civile oltre gli schieramenti? L'organizzatore sotteso o meno Torrisi, il moderatore giornalista Fallica suo compare d'anello, e meraviglia assoluta Pasquale Pappalardo politico vetero-comunista della prima ora che tenta una risalita dopo essere stato messo fuori gioco dai suoi stessi compagni e che nel 1997 tentò di lanciare la candidatura di centrosinistra di Torrisi a sindaco in opposizione alla società civile (anch'essa di sinistra) ligrestiana, salvo poi essere tradito in corso d'opera dal ritiro di Torrisi che si accordò con la Ligresti per un posto in giunta. Potrebbe accadere anche adesso ! Ma la storia non finisce qui e se ne vedranno ancora delle belle.
il logo del cavallo di Troia
Failla al microfono - seduti Pappalardo e Fallica durante la conferenza