domenica 21 febbraio 2010

Raffaele Lombardo e la sua politica visto da Adolfo Messina - intervista di Michele Santoro su OsservatorioSicilia




Politica e sicilianità. Il nostro giornale, sicilianista e “sui generis”, di norma non fa interviste a politici e personaggi vari, ma abbiamo voluto fare una eccezione e quindi abbiamo deciso di intervistare il nostro “collega” Adolfo Messina – ADOMEX, corsivista attento e acuto di politica e società, che però non dimentica la vasta esperienza ed il passato di politico di lungo corso in prima linea. L’epiteto “collega” tra virgolette, è giustificato dal fatto che lui si definisce più opinionista – polemista che giornalista.
Politico, burocrate, serio professionista e “giornalista”, ma profondamente siciliano, Messina le sue idee le esprime con chiarezza e senso di responsabilità anche a costo di andare contro corrente; ha ricoperto con la D.C., nel periodo politici definito impropriamente prima repubblica, tanti  incarichi pubblici e politici a livello provinciale, successivamente, con l’avvento della “secondo repubblica”, anche a livello nazionale, fino ad approdare alla corte del Presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo. Messina non nasconde la sua profonda amicizia con Lombardo che definisce “ “Un autentico amico da circa 40anni”  e aggiunge “iniziammo assieme e giovanissimi nel movimento giovanile DC, – afferma Adolfo Messina – col quale ho collaborato lealmente ed affettuosamente pur non appartenendo né alla stessa corrente democristiana prima, e nemmeno nello stesso partito dopo che la DC era scomparsa. Ognuno nei suoi ruoli e per gli incarichi ricoperti. Ma la stima, l’affetto  ed il “favor intelligentiae”  ha fatto si che la corrispondenza non si interrompesse mai.
Lo ritengo l’uomo della prospettiva, ha un passo in più rispetto a … tutti quelli che ho conosciuto, e ne ho conosciuto tantissimi”.  
D        Raffaele Lombardo ha più svolte giustificato la sua scelta di campo malgrado avesse solennemente affermato a Bari nel 2005 che non si sarebbe schierato né con la destra né con la sinistra. Smentendosi clamorosamente, ha fatto una scelta che l’ha portato alla presidenza ma i giochi di palazzo assecondati da Gianfranco Miccichè che non ha mai nascosto la sua voglia di presidenza, che lo vedono amoreggiare “politicamente” con il PD, fanno pensare ai cittadini che alla fine Lombardo non è meglio di quanti lo hanno preceduto.  Possibile aspettarsi qualcosa di buono per il futuro in questa situazione? 
R        “Ritengo che in politica una cosa importante è vincere e non tentare avventure velleitarie, per cui in un sistema elettorale maggioritario sarebbe da folli andare da soli. Lombardo che folle non è ha accettato la proposta del Centrodestra a candidarsi a Presidente della Regione Siciliana, esponendo un suo programma preciso intriso di riforme radicali, molti pensavano che fossero solamente dichiarazioni d’intendo, ma chi lo conosce bene avrebbe dovuto sapere che non lo erano affatto. Questo è stato il contratto coi siciliani, e la coalizione che lo sosteneva avrebbe dovuto realizzare tali propositi e non remare contro, alcuni,  per far rimanere le cose cristallizzate e mantenere i propri interessi. Avrebbe potuto  comodamente fare il Presidente come altri che lo avevano preceduto, al massimo girandosi dall’altro lato per non vedere. Invece no, ha scelto la via personalmente più scomoda ma quella che lo rende, proprio per questa sua dote, meglio di quanti lo hanno preceduto. Ecco perché,  se lo facessero lavorare con serenità,  la Sicilia avrebbe certamente dei vantaggi enormi e non solamente qualcosa di buono, come chiede lei”.   
D        All’ARS il PDL si è diviso ad opera di Miccichè, in periferia, vedi Marsala, di PDL ce ne sono almeno tre, il PDl dei lealisti, il PDl Sicilia che vede Giulia Adamo la principale condottiera, e il PPE per il PDL di Massimo Grillo … A Marsala l’unica cosa certa è che il PDl Sicilia è contro la giunta Carini, mentre all’ARS appoggia Lombardo.  Ma andando a ritroso nel tempo, su Ragusa News del 23/2/2008, : “Posso riferirvi (parlerebbe l’attuale ministro Prestigiacomo) che la lista (che avrebbe dovuto guidare Miccichè)  ha  l’obiettivo di mandare a casa l’establishment di Cuffaro e Lombardo. Li considera un peso per la Sicilia, di sicuro sono un peso per lui” . E’ sbocciato l’amore verso Lombardo oppure Miccichè, come pensano in molti, sta giocando una partita doppia per mandare a casa Lombardo ? 
R        “ Le cronache immediatamente precedente le elezioni regionali scorse hanno poi registrato una conferenza stampa congiunta Lombardo – Micciché, ove Gianfranco allora Presidente dell’ARS, annunciava l’apertura personale alla candidatura di Lombardo affermando  che avendo sentito le intenzioni programmatiche del candidato Presidente della Regione, si riteneva sicuro che lo stesso  avrebbe attuato quella rivoluzione politico-istituzionale in favore del popolo siciliano che era già nelle sue intenzioni, rompendo col passato intriso di cuffarismo.
Per quanto riguarda l’atteggiamento diversificato del PdL nel territorio, questo attiene alle diverse circostanze  locali, la politica è interpretata da uomini, non vi può essere un pensiero omologante globalmente  per tutti i casi particolari. Ma poi la fusione a freddo dettata dall’alto, senza democrazia né partecipazione, che ha partorito il PdL è innaturale, difficilmente metabolizzabile per uomini di buon senso, a parte i geneticamente servi,  è chiaro che poi nascano le discordanze. Non è un partito ma una accozzaglia propaggine di un solo uomo al comando. Bene fanno quelli del Gruppo Sicilia a pensare con la propria testa ed a governare il processo di cambiamento e delle riforme. Su chi poi possa essere il prossimo Presidente della Regione, non le sembra troppo presto per poterlo anche  immaginare?”. 
D        Prima delle elezioni europee, Lombardo durante il suo intervento nella trasmissione di Ballarò,  ebbe ad affermare : “se questa è la politica nazionale, io ex DC ho abbracciato la causa autonomista sto pensando di abbracciare la causa indipendentista … senza armi però”. A Tretis su la 7, dialogando, si fa per dire con Michele Placido, ha affermato che la classe politica è l’espressione della società e che questa classe politica non ha mai governato l’Italia e ha fatto il burattino negli interessi di (interrotto)”. Questo governo sta facendo il burattino, e se si, di chi? 
R        “Proprio per il motivo che questo Governo regionale non è burattino  di nessuno ha tante difficoltà. Raffaele lo aveva detto in campagna elettorale che non ci sarebbe stato nessun padrone che avrebbe telefonato da Roma per dare ordini,  ma che l’unico padrone sarebbe stato il popolo siciliano. Mi pare consequenziale rispetto alle affermazioni elettorali. E trovare un politico che faccia seguire i fatti alle dichiarazioni d’intendo è difficilissimo se non impossibile”. 
D        «Il mio autonomismo è la vera unità d’Italia. I siciliani sono stati truffati da Cavour, massacrati da Garibaldi. Gli Stati preunitari potevano evolvere verso una confederazione, invece i Savoia ci hanno invaso, hanno accentuato razzismo e disuguaglianza tra Nord e Sud. Ma ora ci sono io, c’è l’Mpa». Così parlò Lombardo nel 2008 (La Stampa 15 marzo). Il presidente ha perso la strada dell’autonomia o ha giocato con le parole autonomiste? 
R        “Non credo proprio, di autonomismo è intrisa la politica regionale, ma anche di rivendicazionismo rispetto all’invasione savoiarda,vorrei solo ricordare gli esempi contemporanei di colonizzazione come quello della Fiat che ha stabilito l’insediamento di Termini per fottersi i contributi della Cassa per il Mezzogiorno, salvo adesso affermare che in nome dell’indipendenza e nell’interesse dell’impresa smobilita tutto, che ci ritorni i soldi presi e con gli interessi. Nessun siciliano dovrebbe acquistare più un’auto del gruppo Fiat .Il governo nazionale ha tolto gli incentivi auto proprio perché la Regione ha fatto la voce grossa. Nessuno mai ha puntato i piedi come Lombardo, e rischia, non le pare? Io osservo molti politici, vorrei dire politicanti, che per la carriera venderebbero la famiglia, immagini la Sicilia ed il popolo siciliano così come hanno fatto per 50 anni, obbedendo a Roma anche contro l’interesse dell’Isola. Siamo colonia da secoli, ma non vogliamo destarci da questo sonno (cito Tommasi di Lampedusa) adesso almeno Lombardo  tenta una rivoluzione democratica nella speranza di riuscirci, anche se gli ascari gli minano la strada. Tutti i siciliani dovremmo essere autonomisti, non crede?”. 
D        Parliamo di energia. La Sicilia produce energia elettrica e combustibile per l’Italia ed è pesantemente inquinata da raffinerie, centrali elettriche e impianti chimici che provocano disastri ambientali e gravi patologie alle popolazioni che abitano nei dintorni delle centrali e degli impianti. Malgrado   ciò, il governo regionale dà il via libera a rigassificatori in aree di interesse archeologico ed ambientale che risultano inutili considerato che esistono navi rigassificatrici. Come si concilia l’interesse ambientale ed architettonico con queste decisioni? 
R        “Le dico solo questo per non addentrarmi in questioni che non afferiscono alla mia competenza né di mia profonda conoscenza, Lombardo sta ritardando la pubblicazione del regolamento attuativo del Piano energia proprio per essere sicuro che l’ambiente sia tutelato al più alto grado di difesa. La Sicilia potrebbe diventare la più grande industria nazionale di energia ecocompatibile, col fotovoltaico integrato sui tetti  e non desertificando l’agro siciliano, con la ricerca e la realizzazione da fonti alternative come la biomassa e l’arricchimento per gas, e poi mi risulta personalmente, per averci parlato, che l’azione del governo è gradita agli  ambientalisti”.
 D        Rifiuti. Il grande business che molti dicono essere nelle mani della mafia sta travolgendo il governo Lombardo perché non solo non riesce a far approvare la sua proposta di riforma, ma nel frattempo non pensa neanche di evitare che gli ATO e i sindaci siciliani continuino a sperperare soldi pubblici con progetti inutili ma che ampliano la platea del business. Secondo lei perché Lombardo non decide di firmare un decreto di salvaguardia per bloccare ogni “ulteriore” progetto nelle more dell’approvazione della nuova legge? E’ forse poco informato della reale situazione ? 
R        “A mio avviso qualcosa certamente gli sfugge, ma non il fatto che interessi malavitosi si muovano in questo campo, tant’è che dopo avere fatto una pubblica denunzia è stato sentito dalla Commissione Antimafia, chissà cosa avrà riferito, subito dopo  ha mandato commissari negli ATO più a rischio in attesa della riforma che di recente è stata licenziata dalla competente commissione legislativa ed aspetta adesso l’approvazione dell’Aula. Lombardo ha avuto il coraggio di bocciare il piano rifiuti Cuffaro che prevedeva quattro termovalorizzatori sovradimensionati per bruciare di tutto anche quello che non c’era con gravissimo rischio diossina”. 
D        Formazione. Oltre 200 milioni l’anno vengono letteralmente gettati al macero per mantenere in piedi il sistema delle formazioni senza che il governo Lombardo abbia mai preso in considerazione di “deviare” il flusso di denaro verso attività amministrative più redditizie per gli interessi dei cittadini. Non pensa che così, come per i distretti produttivi che tanto auspica, Lombardo pensi di tenere in piedi un sistema feudale dove i sindacati hanno un potere molto importante? 
R        “Formazione, ricerca, innovazione sono le scommesse per il futuro di questa terra. Certamente non si possono e non si devono più finanziare centinaia di corsi per estetiste e parrucchiere, mi sembra oltremodo anacronistico. Bisognerebbe essere seri e rigorosi e concordare col mondo produttivo le linee per una formazione che abbia sbocchi occupazionali necessari ed utili per la nostra vocazione economica. Qua non credo che qualcuno  pensi di tenere in piedi nessun sistema feudale, siamo arrivati al fondo,  così si muore, adesso bisogna fare sistema, di contro non c’è futuro”.
 D        Mafia e l’antimafia. Quali azioni pensa che il governo Lombardo stia attuando per combattere la mafia che si è ben consolidata all’interno delle istituzioni siciliane e non solo? Quanto ancora dobbiamo “finanziare” per far vivere l’antimafia di professione ?
Poi lei è di Paternò, città che diede i natali al ministro della difesa Ignazio La Russa e quindi non posso esimermi dal chiederle cosa ne pensa della spinosa questione delle infiltrazioni mafiose all’interno dell’amministrazione che sono state rilevate anche dal Prefetto Finazzo che ha chiesto, inutilmente da mesi al ministro degli Interni Maroni, lo scioglimento per mafia.  Ci sono interessi politici così forti che impediscono al ministro Maroni di procedere secondo norme oppure le lobby locali e uomini potenti riescono ad imporre il silenzio su Paternò? Può essere che Maroni non voglia inimicarsi La Russa? Ma se fosse così questo cos’è? 
R        “Domanda difficile articolata e graffiante per la quale bisognerebbe scrivere un libro per potere rispondere compiutamente, mi sforzerò di essere sintetico, anche se appare difficile, e rispondere a tutto per non destare sospetti di “omertosità”.
Lombardo ha fatto, intanto, due azioni eclatanti per rimuovere interessi quantomeno sospetti, la riforma sanitaria e, come detto prima, la bocciatura del piano rifiuti e dei termovalorizzatori. Due materie queste che erano di grande interesse  di alcune lobby, definiamole così,  e proprio su questi due argomenti si è scatenato il putiferio, si è trovato contro l’UDC e parte del PdL (Forza Italia) della Sicilia orientale, oggi sono opposizione, forse  questi i motivi dell’odio che ha suscitato contro di lui. Dico cose gravi, forse, mi espongo, ma ormai ci sono abituato a subire minacce e intimidazioni  per le cose che scrivo, ma lo faccio ancora, il nostro Governatore ha toccato i nervi scoperti. Penso proprio che queste faccende siano la genesi della fine della maggioranza uscita dalle elezioni.
 I professionisti dell’antimafia esistono perché la società siciliana non è ancora rientrata nella normalità civile, l’antimafia va fatta con le azioni non declamate,col vivere quotidiano,  e non con le dichiarazioni di principio, di farisei non ne abbiamo bisogno, furono scacciati dal tempio circa duemila anni fa.
Paternò, ho consumato tanto ma tanto inchiostro, ho reso dichiarazioni pubbliche per dire come la pensavo e come la penso, ma nulla si muove, anzi, una novità c’è, Finazzo non è più il Prefetto di Catania, lo hanno sostituito, quindi il nuovo ha voluto rivedere la situazione prima di fare la  relazione al ministro Maroni, cosa succederà? Non facciamo gli indovini per cui….. !
In questi anni  ci siamo illusi che molte nefandezze, privilegi,prerogative di casta  venissero a galla, che alcuni illeciti documentati venissero puniti. Ha notato qualcosa? Nulla. Ed in questa situazione cosa vuole che alligni in una società depressa e flagellata come quella di Paternò? Lei ha letto e pubblicato molti miei articoli su questa già ridente cittadina all’ombra dell’Etna,non vorrei ripetermi per non essere scambiato per un noto personaggio di Cervantes. Forse si è persa anche la speranza. A pagare, adesso, è solo uno di questi politicanti paternesi, non so se veramente compromesso ovvero solo un idiota megalomane, il processo è già iniziato e la magistratura ci darà la verità, ma certamente il famigerato assessore avrebbe dovuto essere in compagnia.
Io non solo avrei sciolto il comune di Paternò, ma questo è il mio virtual- pensiero,  avrei fatto cessare le garanzie democratiche per anni ed anni, solo così si può salvare una comunità che allo stato dell’arte sembra irrimediabilmente compromessa.
Ringraziamo Adolfo Messina per la sua disponibilità e apprezziamo come, ancora una volta, sia rimasto fedele al suo personaggio, schietto e sincero. L’aver sottolineato che Finazzo non sia più prefetto di Catania, è tutto dire …
MICHELE SANTORO