martedì 23 febbraio 2010

Sicilia, Una Terra Da Spremere


Apprendiamo da SICILIAMEDIAWEB questa notizia:
Da ieri circa 30 mila lavoratori della Fiat Auto sono in cassa integrazione. La cig durerà due settimane. Fino al 7 marzo bloccato anche l'indotto della produzione di autovetture. La catena di montaggio ripartirà lunedì 8. Il provvedimento, quasi senza precedenti nella storia recente della Fiat, riguarda gli operai di Mirafiori, Cassino, Pomigliano, Melfi, la Sevel di Castel di Sangro e Termini Imerese.
Il 5 marzo, al Ministero delle Attività produttive, si scriverà l’ennesimo capitolo della vicenda che tocca proprio Termini Imerese. John Elkann intervenendo ieri ad una iniziativa in ricordo di Candido Cannavò, ad un anno della scomparsa, ha ribadito: “Su Termini Imerese abbiamo già detto tutto”. Parole che sono suonate come una smentita delle dichiarazioni del ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, che a Repubblica aveva detto “la Fiat ha già cambiato atteggiamento, ora e' più disponibile al dialogo”.
L'azienda si era già espressa il 26 gennaio, motivando la sua decisione con il calo degli ordinativi a inizio 2010 e la conseguente necessità di ridimensionare la produzione. Il calo sarebbe imputabile al mancato rinnovo degli eco-incentivi statali, una scelta confermata dall'esecutivo dopo il vertice spagnolo dei ministri europei dell'Industria, lo scorso 9 febbraio.
L'annuncio della cassa integrazione arrivò dopo la notizia che la Fiat avrebbe distribuito un dividendo, relativo al 2009, di 237 milioni di euro per gli azionisti. Ora la cig parte dopo che due giorni fa si è venuto a sapere che Sergio Machionne, Luca Cordero di Montezemolo, e Jonh Elkann, rispettivamente amministratore delegato, presidente e vicepresidente, guadagneranno complessivamente oltre dieci milioni di euro per aver raggiunto gli obiettivi di bilancio 2009. Rispetto allo scorso anno aumenteranno di un terzo i loro compensi, se l'assemblea degli azionisti del 26 marzo approverà. Insomma, la Fiat ci mette del suo per non farsi ben volere agli occhi dell'opinione pubblica.
Sono cifre inimmaginabili per chi, con una settimana di cassa integrazione vedrà il suo salario, già tra i più bassi d'Europa, assottigliarsi ulteriormente. 
Il dato che siamo colonia è certo e che le valutazioni sui problemi reali della nostra gente vengano prese con supponenza da questi giovani rampolli che nulla hanno fatto nella vita se non avere avuto la fortuna di ereditare il nome ed il patrimonio del più grande gruppo industriale e finanzario d'Italia, ci irrita sempre più ... ma non facciamo nulla.

Se il meridione in genere e la Sicilia in particolare viene vista come terra non Italiana che serve solo per il consumo ed anche ad attingere per 50 anni le provvidenze dello stato, attraverso i vari istituti che si sono susseguiti negli anni,  cassa per il mezzogiorno prima e insediamenti in zona ad obiettivo uno, dopo , ci porta sempre più a considerare la nostra isola "cosa diversa" rispetto all'Italia continentale che continua a fare gli interessi del nord ricco che ci ha invaso  e depauperato tutto. Nel 1861 le lire oro del Banco di Sicilia, adesso anche il Banco stesso, che per decisione unilaterale di Unicredito chiude e con esso chiude anche la sua gloriosa storia, ma di questo pochi se ne accorgono. E ci se ne accorge ancor meno delle conseguenze che tutto ciò possa avere.

Riportiamo alcune osservazioni di lettori attenti:

"CON L'ULTIMA PUNTATA SUL CREDITO IN SICILIA TERMINA UNA DELLE LUNGHE TRAGEDIE ECONOMICHE E SOCIALI DELLA SICILIA . CHIUSA LA CASSA DI RISPARMIO, CHIUSO IL BANCO DI SICILIA, AZZERATE LE BANCHE MINORI SICILIANE ACQUISITE DALLE BANCHE DEL NORD, ADESSO ANCOR DI PIU' LO SVILUPPO DELLA SICILIA DIPENDE DAI POTERI FORTI DELLA FINANZA DEL NORD, DAI BANCHIERI CHE PUNTANO SOLO ED ESCLUSIVAMENTE AL VALORE DEL CREDITO LEGATO ALL'INVESTIMENTO SICURO E GARANTITO. L'IMPRENDITORE SICILIANO PUO' STARE CERTO CHE I SUOI PROGETTI SARANNO FINANZIATI SOLO SE SONO SICURI E GARANTITI DAL CAPITALE DELL'IMPRENDITORE E NON TANTO SULLA BONTA' ECONOMICA E IL VALORE DELL'IDEA IMPRENDITORIALE FONTE DI SVILUPPO A MEDIO E LUNGO TERMINE. LA POLITICA,PURTROPPO SEMPRE PIU' LONTANA E SEMPRE PIU' MENO POLITICA A SERVIZIO DELLA SICILIA"


"Visto il ciarapame che ci circonda, lo stato che ci abbandona e tutto a seguire, precisando che noi siciliani abbiamo comunque moltissime colpe, mi date un buon motivo per festeggiare i 150 anni dell'Unità D'Italia?  Alla fine ....incomincio a pensare che sia meglio andare da soli che non essere legati all'Italia; alla fine o acceleriamo la nostra decadenza o forse riusciamo a rialzarci un poco visto che non dobbiamo attenderci  aiuti da nessuno".

E nessun ulteriore commento vogliamo fare, li lasciamo a voi.