sabato 10 marzo 2012

L'onorevole Salvo "Mezzapippa" alle Crociate



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Scritto da ADOMEX   
L'albero della cuccagna è un gioco popolare i cui partecipanti devono cercare di prendere dei premi posti in cima ad un palo (e che palo), in genere i premi sono prosciutti o altri generi appetibili. Solitamente il palo è ricoperto di grasso o altra sostanza viscida che renda difficile l'arrampicata da parte dei concorrenti. Alla fine della festa ne resterà solo uno, che mangerà il prosciutto.
Al centro dei bisogni c'era il Prosciutto. Al centro della scena c'era l'Albero di Maggio (il 6-7). Attorno c'era la festa di Paternò, cittadina popolosa assurta a simbolo politico per essere la città dell’ex ministro Ignazio “Diciamolo” che la dominava da un decennio.
A preparare per tempo l’arrampicata all’albero di maggio,però, era stato l’onorevole Salvo “Mezzapippa” (non era riuscito ad essere una pippa intera malgrado l’impegno profuso), il quale aveva cercato con grande sforzo di preparare Vittorio “Campione” dell’arrampicata, per tempo, attrezzare la cosiddetta simulazione, ovvero un modello della realtà che avrebbe consentito di valutare e prevedere lo svolgersi dinamico di una serie di eventi o processi susseguenti all'imposizione di certe condizioni, preparare il manipolo di giannizzeri che avrebbero diffuso il progetto simulato ed aiutato Vittorio “Campione” alla presa del Prosciutto, preparare insomma l’affrancamento personale, attraverso la Simulazione, dal giogo di Ignazio “Diciamolo”.
Ma Salvo “Mezzapippa” non essendo attrezzato personalmente bene, non possedeva quelle caratteristiche progettuali ed organizzative, malgrado la posizione ricoperta che non aveva certo guadagnata sul campo bensì gli era stata regalata più per culo che per capacità, dopo qualche tempo iniziò ad annaspare.
Perde la trebisonda Salvo “Mezzapippa”, cambia cavallo, ne prende uno di razza rossa, Turi “Bitrombato”, e prepara la Grosse Koalizione, ma anche questo dopo soli pochi giorni, anche se condiviso da “Lui” ovvero Sua Maestà Siciliana, affonda non lasciando di se nessuna traccia, nemmeno un vago ricordo se non le sue due precedenti trombate consecutive.
E mentre la Festa iniziava la sua Simulazione incominciò a squagliare, anche perché Ignazio “Diciamolo”, accortosi della ribellione sotterranea iniziò il bombardamento, sottraendogli perfino il Vittorio “Campione” che accompagnato da Pippo “Mutanda”, riceve la sua benedizione romana e quindi può adesso essere utilizzato come candidato del Popolo della Libertà … ma senza democrazia.
Le azioni di Salvo “Mezzapippa” crollano, la presunta leadership che cercava di affermare diventa una irreversibile caporetto, ci induce perfino a sentimenti di varia tenerezza, anche a noi, che non lo sputiamo per non profumarlo. Ci intenerisce perfino quando all’alba fa il viaggio della speranza verso la residenza di “Lui” Sua Maestà Siciliana, che dopo averlo ricevuto è stato visto vomitare ripetutamente per i giorni seguenti.
SIC TRANSIT GLORIA MUNDI. Il talento, inclinazione naturale di una persona a far bene una certa attività, non si compra al supermarket, o si possiede o non c’è nulla da fare.
"Passa un giorno, passa l'altro
mai non torna il prode Anselmo,
perchè egli era molto scaltro
andò in guerra e mise l'elmo...

Mise l'elmo sulla testa
per non farsi troppo mal
e partì la lancia in resta
a cavallo d'un caval.
Quando presso ai Salamini
sete ria incominciò,
e l'Anselmo coi più fini
prese l'elmo, e a bere andò.

Ma nell'elmo, il crederete ?
c'era in fondo un forellin
e in tre dì morì di sete
senza accorgersi il tapin.

Passa un giorno, passa l'altro,
mai non torna il guerrier,
perch'gli era molto scaltro
andò in guerra col cimier.

Col cimiero sulla testa,
ma sul fondo non guardò
e così gli avvenne questa
che mai più non ritornò.   (Giovanni Visconti Venosta)
Tutto ciò mentre il Circo Barnum del Centrodestra paternese, famoso per impiegare esseri umani con particolari condizioni genetiche, difetti fisici e malattie, trasformandoli di fatto in fenomeni da baraccone, continua in evoluzioni implosive, facendo grande cortesia a Mauro “Gialinusu” che continua la sua perfomance da ciclista passita e che intravede il già il prosciutto. Ma lo spettatore, finora, d’eccellenza che alla fina sarà l’arbitro del gioco dell’albero della cuccagna è “Lui” Sua Maestà Siciliana. Seraficamente osserva il maturare degli eventi, parla, intrattiene, ma è pronto a calare “l’asu di mazzi” sul tavolo, ovvero un candidato nuovo, fresco, non partitico, impegnato nel sociale che possa essere l’autentica novità rispetto alle minestre riscaldate che altri propongono, conscio che il suo Movimento di fatto vincerà in ogni caso. Alla fine solo uno prenderà il prosciutto.Ma di questo ne riparleremo tra qualche ora.