giovedì 22 marzo 2012

Failla e l'Auto Blu: Excusatio non petita, Accusatio manifesta



PDFStampaE-mail
Politica - Politica Notizie
Scritto da ADOMEX   
Mercoledì 21 Marzo 2012 23:57

FAILLA CI SCRIVE ACCORATO, MA NOI RIDIAMO A CREPAPELLE
“In riferimento all'articolo ed al video pubblicato sul giornale telematico Qt Sicilia il 17.04. c.a preciso quanto segue:
E' vero. Qualche volta i miei figli, usciti dalla scuola, sono rientrati con me a casa, a Ragalna,(ANCHE FUORI COMUNE) con l'auto di servizio.
Hanno aspettato, al Comune, che io finissi di lavorare, perlopiù sbuffando, per l'ora tarda che sono stati costretti a fare (non prima delle 14,30 ed a volte pure oltre).
Può succedere che prima che scada il mio mandato accadrà qualche altra volta.(REITERA)
Non solo non è un reato, ma credo che non sia deprecabile neppure moralmente.(MERITA UN ENCOMIO)
Grazie ai miei concittadini ho ricevuto l'onore di essere Sindaco e l'ho fatto con grande passione ed onestà. Ma niente e nessuno mi può far dimenticare che sono anche un padre, che ha dei doveri (per la verità piacevoli) nei confronti dei propri figli, e fra questi vi è quello di non lasciarli in mezzo ad una strada se, un giorno, la madre (mia moglie) non può pigliarli all'uscita di scuola, e portarli con sé a casa , come fa quotidianamente. Nessun danno alle casse del Comune. 
Se c'è qualcuno ad avere subito danni economici, e morali, dalla carica di Sindaco sono stato io e la mia famiglia. Pur di fare risparmiare il Comune, e quindi i cittadini di Paternò, da quando dimoro a Ragalna (cinque anni) non ho richiesto, per motivi istituzionali, l'uso della macchina di servizio di pomeriggio, (tranne eccezionalmente per andare in trasferta), né la sera, nè la notte per ritirarmi a casa alla fine delle numerose sedute dei Consigli Comunali. Mai pensato di utilizzarla il Sabato o la Domenica, o nei giorni festivi. Avrei potuto farlo e non l'ho fatto. (CONTROLLEREMO ANCHE QUESTO DAGLI ATTI) Ho utilizzato la mia macchina. Alle stesso modo non ho mai richiesto una indennità di trasferta, o rimborsi per spese di ristorazione tutte le volte che mi sono recato fuori nell'interesse del Comune. Quando sono andato a Roma, sempre per motivi istituzionali, se non ricordo male, non ho richiesto neanche il rimborso spese del taxi, o se l'ho fatto, solo poche volte. Mi sono ridotto l'indennità di Sindaco del 10% (percepisco oggi 2.750,00 euro al mese). Sui danni morali sorvolo, quante storie inventate, quante lettere anonime i cui autori, giocherelloni, sono stati individuati dai CC. (E CHI SAREBBERO? FACCELO SAPERE)
Ho sottratto danaro, lo ammetto, ma alla mia famiglia, e non me ne pento perché i Paternesi veri ed onesti meritano questo ed altro. Non mi sarei mai vantato di ciò se non ci fosse stata la pubblicazione di un articolo, accompagnato da riprese video, pubblicati su un giornalino telematico, il cui giudizio lascio ai lettori. 
Invece, nulla merita chi, cercando, invano, una qualche mia malefatta ha spiato me (cimici al Comune ) e la mia famiglia, commettendo reati gravi come quello consumato ai danni della privacy mia e dei miei figli, di cui uno ancora minorenne, vilmente ripresi, di nascosto, e mandati in onda su YouTube da un ..... Non merita neanche una denuncia, perché farei sprecare tempo e danaro allo Stato, consapevole che non ha neanche gli occhi per piangere(SIAMO DEI MORTI DI FAME). Anzi una cosa la merita. L'inferno, semprechè Belzebù non abbia paura ad accoglierlo.(FACCIAMO PAURA ANCHE AL DIAVOLO... AZZ...)
Pippo Failla SINDACO DI PATERNO'”

Pippo Failla, sindaco di Paternò (ancora per un mese) usa la nostra pagina di Facebook per rispondere ad un articolo, scritto dal collega Fabrizio Giannino, ma più che altro rispondere ad un video- documento fattoci pervenire in redazione da un cittadino attento, cercando di suscitare la umana pietas dei lettori, come se fosse la vittima chissà di quale complotto, ma alla reale documentazione di uno o più fatti non si può adire a giustificazioni di sorta, bisogna solo prenderne atto, sei stato scoperto.
Il risultato dello sforzo titanico di Failla, ad ogni buon conto non ci sembra nemmeno apprezzabile, a noi ha prodotto solo ilarità. Un tentativo risibile tendente a spostare le responsabilità che sono proprie mettendo in mezzo i suoi ragazzi che nulla centrano con la vicenda che riguarda solo lui e le sue funzioni di pubblico ufficiale. Uno scritto farneticante, intriso di voli pindarici, grondante giustificazioni non pertinenti. Excusatio non petita, accusatio manifesta.
“Qualche volta”, scrive Failla. Ma quante volte sarebbero state, nel documentario se ne rilevano tre in  tre giorni diversi, ma sicuramente non saranno state le sole volte queste. E ci conferma pure che lo farà anche in futuro, bravo, bella faccia bronzinea e giacché questo non è reato dovrebbe spiegarlo alla Suprema Corte che di contro tale lo definisce:
“Il carattere plurioffensivo del peculato (posto a tutela, oltre che del patrimonio, anche della legalità, dell'efficienza, della probità e dell'imparzialità della pubblica amministrazione) non vale a rendere irrilevante il valore e/o l'utilità economicamente apprezzabile o comunque sfruttabile a fini patrimoniali della cosa sottratta. Ne consegue, pertanto, l'insussistenza del reato nell'ipotesi dell'uso momentaneo dell'autovettura di servizio per fini privati (in una sola circostanza), giacché in tal caso, anche per l'estrema esiguità di valore dei beni oggetto di appropriazione, questa non si protrae per il tempo sufficiente a determinare una sottrazione della cosa alla sua destinazione istituzionale”. Corte di Cassazione, pen., sez. VI, sentenza  11 aprile 2005, n. 13064
È ovvio, comunque, che il reato di peculato potrebbe ravvisarsi solo laddove risulti dimostrato un utilizzo non episodico ed estemporaneo dell'autovettura di servizio per mere ragioni personali di carattere privato. Con la conseguente sottrazione ai compiti d’istituto anche del personale addetto per il quale il Comune paga lo stipendio (e anche lo straordinario a volte) oltreché il valore effettivo del carburante e dell’usura dell’autovettura. Questo lo spirito delle molteplici sentenze della Corte di Cassazione che punisce questa fattispecie. Di questo, però, noi non ce ne occupiamo, non siamo giudici né giureconsulti, lo scriviamo ai fini di una esatta informazione del lettore.
Ma poi la sentenza Buzzanca è chiarissima, e in quella occasione l’uso distorto del mezzo pubblico era stato solo una volta. Ed è stato condannato anche con la pena accessoria di cinque anni di interdizione dai pubblici uffici. Dovrebbe saperlo il sindaco Failla tutto ciò, atteso che una volta faceva l’avvocato, invece di considerare uomini e mezzi comunali come di sua proprietà.
Dobbiamo altresì confessare che ci è scappata anche qualche lacrima quando abbiamo letto l’inno alla famiglia, alla sottrazione di denaro a questa, alla riduzione dell’indennità, si ci siamo veramente commossi, che tormento fare il sindaco di Paternò. Soprattutto per i paternesi che lo hanno subito per lungo tempo.
Alla fine ci insulta. Parla di privacy violata (evidentemente non conosce la norma) mischiando questo episodio di videoripresa con le cimici al comune (incredibile) e con gli anonimi autori di volantini scoperti dai Carabinieri. Ma cosa centrerebbero questi con noi? Farneticante.
Per ultimo ci definisce morti di fame e anche satanici a tal punto da far paura a Belzebù.
Vabbé..... Questo è il sindaco che Paternò ha sopportato per dieci lunghi anni.