domenica 1 febbraio 2009

SICILIA: RIVOLUZIONARE IL SISTEMA O RESTAURARE IL "CUFFARISMO"


"Quello che ho costruito io in Sicilia non l'ha costruito nessuno. Per fortuna io ho le spalle abbastanza larghe per portare il peso della riconoscenza di Silvio Berlusconi. Altro che astro calante". E' quanto dichiara in un'intervista al quotidiano 'Libero' il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio ed ex presidente dell'Assemblea regionale siciliana, Gianfranco Micciche'.

E sulla sua presunta candidatura alle europee Micciche' sottolinea: "la mia e' una provocazione rivolta ad Alfano e Schifani. Se non si trova una soluzione al coordinamento Regionale prima delle Europee, dico che la soluzione migliore e' che io mi candido, cosi' poi ci contiamo. Se il partito e' ancora privo di un coordinatore regionale e' anche per una loro responsabilita'. Io mi candido. Loro scelgono un candidato. E chi prende piu' voti decide la linea. Un congresso virtuale e virtuoso, fatto con i voti anziche' con le tessere".

Una sfida che Gianfranco Micciché lancia alle sue stesse creature di un tempo, che da qualche anno lo hanno messo all'angolo. Interessante non solo per chiarire gli equilibri del partito di maggioranza relativa, ma anche per delineare la linea politica del centro-destra siciliano. Micciché, alleato del Presidente Lombardo, fautore come lui delle riforme radicali per rivoluzionare la realtà della regione e conseguentemente della sicilia, lotta assieme a Lombardo contro quelle che considera le forze reazionarie della maggioranza di centrodestra che tendono alla conservazione del c.d. sistema "cuffaro" rappresentate da Alfano, Schifani, Firrarello, Castiglione alleati appunto proprio con Cuffaro. Giochi di palazzo, vertici di maggioranza, conventicole restauratorie, tutti riti di una politica politicante che anzicché affrontare e risolvere con serietà i problemi di una terra martoriata, guardano solamente al potere da esercitare in nome di interessi partigiani.

Un clima da ferri corti, insomma. "La maggioranza dell'Assemblea puo' sfiduciare in qualunque momento il presidente della Regione", lancia la sfida il leader del Mpa, che aggiunge: "Sono disponibile a fornire i moduli per le dimissioni, che peraltro esistono gia' sia all'Assemblea sia alla Regione". In Sicilia, come e' noto, se cade il presidente, viene sciolta l'Ars.

"Questa mattina era stato il vicesegretario nazionale dell'UDC, Salvatore Cuffaro, a contestare da Caltanissetta il presunto asse tra il governatore e il Pd, nonche' le scelte, ma che faccia di bronzo, sui versanti della sanita' e dei rifiuti. Dimentica forse Cuffaro che nelle motivazioni della sua condanna vi è il favoreggiamento nei confronti di Aiello, e non solo per le informazioni riservate che forniva, ma anche per i patteggiamenti sulle tariffe sulle prestazioni sanitarie che la Regione rimborsa agli istituti sanitari accredidati. Per non parlare poi del piano rifiuti che ebbe tanta cura a varare, piano bocciato dalla Unione Europea.

E c'è da chiedere ad Alfano, Schifani, Firrarello e Castiglione, se anche loro intendono perseguire tale strada, il cuffarismo, in particolar modo su sanità e rifiuti, se così fosse lo dicano esplicitamente, senza nascondesi dietro il velo della democrazia partecipata, ed alle accuse di dispotismo nei confronti del Governatore.

Ma stamattina Castiglione, vice Coordinatore di F.I., replica: “È apprezzabile che il Presidente della Regione non voglia prendere ordini – dichiara- ma al tempo stesso le regole della democrazia non gli permettono neanche di darne; considerato che i risultati elettorali hanno attribuito al Pdl il delicato ruolo di primo partito e di forza fondamentale della coalizione che lo sostiene. Sarebbe auspicabile, pertanto che Lombardo convochi un tavolo della coalizione sulle riforme, piuttosto che appoggiarsi sistematicamente al Pd, venendo meno al patto sancito con gli elettori. Il nostro impegno è sempre stato chiaro: portare avanti un processo di riforme per il definitivo "riscatto"della Sicilia, ma è naturale che questi profondi cambiamenti debbano essere decisi in piena condivisione”.

D’accordo con la cosiddetta condivisione, che deve avere il limite del programma elettorale sul quale gli elettori hanno dato i consensi,. Ma non si può essere d’accordo se questa declamata “condivisione” nasconda una sottesa restaurazione di quelle pratiche che hanno ammorbato la Sicilia per tanti anni e che l’hanno svenduta a logiche di interessi nazionali diversi.

''C'e' un disegno preciso, ovvero, di voler indebolire, delegittimare, aggredire, tra virgolette, e possibilmente ribaltare...". Lo ha detto il Presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo, oggi a Catania, parlando con i giornalisti sulla 'situazione politica' isolana. "Ricordo l'esperienza di Milazzo. - ha aggiunto il leader del Mpa - Quando autonomamente e autonomisticamente si vuole difendere e rappresentare la Sicilia eliminando il modello ascaristico, gli ascari reagiscono e gli ascari sono maggioranza e sono potentissimi."Noi andremo avanti lungo la strada di lealta' con gli elettori che si misura - ha concluso Lombardo - nell'attuazione del nostro programma sin quando, chiaramente, i cittadini vorranno e sin quando, obiettivamente, questa Assemblea resta in vita'".

Gianfranco Micciche', sostenitore di queste tesi e di Lombardo, sottolineando che è il più gradito Governatore d’Italia (fonte Il Sole 24 Ore), stamane lo invita ad un'ultima "stringente verifica di maggioranza", poi si va avanti, aspettando le Europee, che qui in Sicilia avranno il sapore di un referendum sul gradimento che i siciliani hanno pro o contro le due linee politiche antitetiche della maggioranza di governo.