venerdì 30 gennaio 2009

Sicilia: Lombardo non è il clone di Cuffaro, altri invece...

Scossa tellurica all’ARS. Mpa e Pd hanno approvato in  commissione Territorio e Ambiente dell’Ars il provvedimento sulla riforma dei rifiuti, mentre i rappresentanti del Pdl e dell’Udc hanno abbandonato sin dall’inizio i lavori della commissione prevedendo il clima instauratosi. Il disegno di legge sulla riforma degli Ato rifiuti approvato dalla commissione prevede, infatti, un nuovo Piano rifiuti che soppianterà quello voluto da Cuffaro costruito sui quattro termovalorizzatori. Sono stati previsti inoltre un Piano di rientro per i debiti degli Ato e un Piano straordinario di discariche ad iniziativa pubblica in Sicilia. Un nuovo piano di rifiuti incentrato sulla raccolta differenziata; un piano di rientro per superare la situazione debitoria degli Ato siciliani; utilizzare esclusivamente discariche pubbliche, stabilire tariffe uniche per il conferimento dei rifiuti e ridurre gli Ato da 27 a non oltre 14.

 

Soddisfazione nel governo e nel partito del presidente Lombardo, l’Mpa. “L’approvazione della IV commissione dell’Ars del disegno di legge di riordino degli Ato è un significativo passo in avanti nella strada già tracciata”, commenta l’assessore Regionale al Territorio e all’Ambiente Pippo Sorbello.  “Si tratta di una segnale molto importante delle scelte che il governo intende perseguire in un settore così decisivo. Nei prossimi giorni, su richiesta dei parlamentari della IV commissione valuteremo l’opportunità di insediare una Task force tecnica in grado di gestire l’emergenza fino all’approvazione della legge e alla sua piena applicazione”.

 

“L’approvazione del ddl di riforma degli Ato rifiuti rappresenta un momento di vera riforma della politica ambientale in Sicilia”. L’MpA per voce dell’on. Riccardo Minardo,  manifesta la soddisfazione del partito per aver “sbloccato l’iter di un provvedimento fondamentale per superare l'attuale fase di crisi, il sistema della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti in Sicilia era al collasso a causa della precedente riforma, che non aveva risolto i problemi, ma li aveva amplificati. Il disegno di legge esitato dalla commissione - rincara Minardo - è addirittura migliorativo rispetto al testo presentato dal governo, perché permetterà ai comuni di recuperare le somme non riscosse e soprattutto perché elimina una serie di costi che erano già stati ribaltati sul servizio e quindi sui cittadini”.

 

 Così la situazione debitoria degli Ato rifiuti non sarà scaricata tutta sugli enti locali siciliani poiché andrebbero, in gran parte, in dissesto.

 

A cercare di buttare acqua sul fuoco scende in campo anche l’ex governatore Salvatore Cuffaro: "Ci siamo presentati agli elettori dando un contributo determinante prima alla scelta e poi alla elezione di Raffaele Lombardo. Intendiamo fare la nostra parte nell'attività di questo governo. Quando è necessario lo facciamo evidenziando le criticità nell'azione di governo, nella speranza che nostri suggerimenti servano a superare le difficoltà. Non ci adegueremo quindi a scelte che non condividiamo e che a parer nostro non sono in linea con gli interessi della Sicilia. Visto l'assoluto immobilismo in cui si trova oggi la Regione siciliana è inevitabile che l'Udc, svolga una forte azione di pungolo, così come d'altronde faceva l'Mpa, in tempi in cui invece l'azione del governo era caratterizzata da un grande fermento e si muoveva con grande determinazione anche a livello nazionale in difesa della Sicilia".

 

"Sulla riforma sanitaria scorgiamo finalmente i primi segnali distensivi in un rinnovato clima di collaborazione", afferma l’on. Marco Falcone del Pdl, della commissione Sanità all’Ars. “Rinunciare a rigide posizioni consente di facilitare il percorso del disegno di legge. E' chiaro che, se dal Pdl arrivano importanti segnali di disponibilità, anche il governo deve fare la sua parte rimuovendo gli ostacoli che rischiano di rallentare un vero e concreto processo riformatore".

IL tentativo è di ricucire. Bisognerebbe però che non si mollasse sul principio ineluttabile delle riforme, tagliando i privilegi che qualcuno ancora cerca di difendere, in una azione reazionaria che non tiene conto che una nuova stagione si è aperta nel mondo.