lunedì 26 gennaio 2009

Sakkoni: L'Italia come la Cina


"In generale credo che si debbano superare tutte le forme di democrazia diretta. Ormai ci confrontiamo con paesi che hanno processi decisionali velocissimi, penso al Brasile, alla Cina, alla Russia. Non sono modelli di democrazia, però è così. Per questo dico che non c’è tempo per le decisioni assembleari, tanto più per le relazioni industriali".

Così Sacconi, ministro del lavoro, parlando del pachetto anticrisi e del problema dei contratti. C'è fretta di varare il pacchetto anticrisi, per cui non bisogna perdere tempo con i confronti coi sindacati, né avere riguardo alle forme di partecipazione diretta quali i referendum, le assemblee, i confronti.
 
Si potrebbe iniziare così. Per poi passare, assumendo la stessa metodologia, anche ad altri argomenti che non siano quelli di natura economica-finanziaria. Facciamo diventare l'Italia come la Cina. Più decisionismo e meno partecipazione democratica, l'importante è raggiungere il risultato. Perchè non proporre anche di stracciare le garanzie costituzionali? Oppure abolire il Parlamento che fa perdere troppo tempo in discussioni inutili? 
ONLY ONE MAN TO COMMAND. 
Se questo è il modello di stato che il PdL vuole assumere nell'era di Obama e mentre il mondo va al contrario ... bisognerebbe chiederlo ai nostri parlamentari, ma no anche questo è inutile tanto sono stati nominati, sempre da quell'uomo solo al comando, per cui non hanno autorevolezza  né indipendenza.
Ecco perchè si deve intervenire affinché sia riformata la legge elettorale. 
I rappresentanti del popolo devono essere scelti da questo. Non dalle segreterie politiche alle quali devono per forza di cose sottostare, eliminando così la prima regola della democrazia, il rapporto fiduciario tra elettore ed eletto. Heil Sakkonen !!!