domenica 27 marzo 2011

FORZA DEL SUD, INTERVISTA ESCLUSIVA DI QTSICILIA AL COORDINATORE ON.LE PIPPO FALLICA




Stiamo assistendo ad una evoluzione brusca dell’orgoglio meridionale, una mobilitazione intellettuale piuttosto che organizzativa. Tanti piccoli o grandi gruppi, partiti localistici, seminazionali, stanno sviluppando  un dibattito inusitato, se si vuole anche concorrenziale tra loro, ma quantomeno affrontano un problema antico, mai risolto: l’Italia a due velocità e la difesa del SUD. La scusa è stata anche l’occasione dei 150 anni dell’unità d’Italia o annessione al Regno di Sardegna come sostiene qualcuno, ma il fermento c’era già da tempo, da quando Raffaele Lombardo, uscito dall’UDC, fondò il Movimento per l’Autonomia ( era il 2005) e Gianfranco Micciché, uscito dal Popolo della Libertà, iniziò col PdL Sicilia (2009) prima, e Forza del Sud adesso .
Due grandi contenitori con due indiscutibili leaders hanno dato la stura alla corsa per mettere in piedi un forte competitor della Lega Nord, la quale, con organizzazione invidiabile e forte appeal territoriale, aumentando in maniera crescente il proprio consenso, ha in mano il pallino della politica nazionale, condizionando il governo, che in modo indiscutibile realizza i tornaconti della parte settentrionali del Paese, costi quel che costi.
Lombardo e Micciché, già alleati, oggi in corsa da antagonisti, con stile e formazione diversi,  ambiscono, ciascuno per conto suo, a costruire il possibile Partito del Sud o comunque si chiamerà, per equilibrare il peso che da un secolo e mezzo fa pendere il bilancino verso la terra di Bossi, oggi più che mai.
Forza del Sud e MpA, o in qualsiasi modo si denominerà la costruzione di Lombardo, sono le realtà più importanti nell’arcipelago di formazioni meridionaliste, indipendentiste, autonomiste e secessioniste che nascono ogni giorno da Napoli in giù, con attrazione in alcune regioni del “centritalia”.  E proprio a queste due formazioni, per ora antagoniste (?) che si dovrà da adesso offrire più attenzione, per poi addebitarne la responsabilità di un eventuale fallimento dell’impresa sudista, non vediamo altri soggetti in grado di farlo. Soli, Lombardo e Micciché.
Iniziamo da questo pezzo,quindi,  una panoramica sui movimenti “sudisti” per fare meglio comprendere, e comprendere noi stessi, lo stato dell’arte e l’evoluzione della politica in Sicilia e nel meridione.
Abbiamo a tal proposito posto l’accento, per primo, verso la nuova formazione (governativa berlusconiana) di Forza del Sud, incontrandone il Coordinatore On. Pippo Fallica, braccio destro di Micciché e segretario di presidenza della Camera, l’altra formazione (MpA) la conosciamo meglio e tra l’altro è in via di restyling e ne parleremo in appresso.
Un colloquio cordiale con Pippo Fallica, lungo ed articolato che ha chiarito ogni aspetto fondante e le attese di Forza del Sud.
“Dell’esperienza di Forza Italia, meravigliosa e formativa per tutti noi, - afferma Pippo Fallica- ci accomuna solamente l’entusiasmo che stiamo rivivendo come nel 1994, però di mediatico non dobbiamo fare nulla, mai ripetere ciò che abbiamo consumato anche perché la spinta è diversa. Noi invidiamo tantissimo il modello Lega, modello del territorio, e Forza del Sud parte dal territorio, dai tanti amministratori locali, da tutti quelli che ogni giorno sono a contatto con i cittadini e vuole partire dai problemi apparentemente semplici ma che sono gli elementi per una dignitosa vivibilità e dai servizi che si devono rendere alla collettività. Attenzioni che oggi sono tralasciate dai grandi partiti nazionali, mentre la Lega interpreta tutto questo e accertiamo il successo che ha per la cura e la difesa del territorio, opera in maniera accurata, consegue tanti consensi e condiziona l’azione del Governo, sistematicamente.
Noi vogliamo fare tutto ciò per avere più vigore, con l’aiuto del popolo meridionale, per potere equilibrare l’asse politico spostato troppo a nord. L’entusiasmo ci viene perché riscontriamo quotidianamente un’inimmaginabile quantità di adesioni al progetto sia in modo diretto e personale, sia via web, di dirigenti di formazioni politiche, di eletti (ci dice circa 800 amministratori locali ndr), di cittadini che vogliono sapere, capire, avere cognizione di cosa è Forza del Sud, e non solo dal centrodestra. Abbiamo per esempio i club web che stanno operando eccellentemente, insomma dobbiamo essere riferimento del popolo meridionale per poterlo difendere come merita ma stando seduti al governo facendo valere la nostra forza”.
“Quello che ci distingue dall’esperienza di Raffaele Lombardo e del MpA, -continua Pippo Fallica-  è che Lombardo avrebbe voluto esportare il concetto di autonomia oltre la Sicilia, ma questo può funzionare solo qui, in Sicilia, che siamo a statuto speciale autonomo, infatti non ha funzionato, noi invece parliamo di meridionalismo attivo, non del sud piagnone ed assistenzialista. Noi siamo per il governo centrale, altro che autonomia, noi vogliamo stare al governo della nazione per fare gli interessi del meridione. Altro che autonomia lombardiana, noi pretendiamo di incidere da dentro, ora lui vuole rilanciare con un nuovo partito, sta al centro, ed è padrone di farlo. Siamo stati alleati di Lombardo, e lui è stato Presidente proprio perché ci chiesero (dall’alto ndr) di fare un passo indietro, e siamo stati leali con lui, e nel momento in cui il PdL e L’UDC, nel primo governo Lombardo, non votarono il DPEF, i rapporti di maggioranza si incrinarono e sono stati buttati fuori quelli del PdL, ma noi rimanemmo fermi (PdL Sicilia ndr) e coerenti perché i nostri comportamenti sono sempre stati lineari con la scelta fatta in campagna elettorale, noi siamo i veri lealisti, e ci siamo sempre comportati onestamente finché non  ci è stato proposto di rimanere in giunta con l’ingresso ufficiale del PD camuffato da tecnici (Lombardo quater ndr), abbiamo preferito uscire per non fare ammucchiate, ce ne siamo andati.
“Col PdL siciliano, oggi, abbiamo rapporti forse discontinui, sicuramente a corrente alternata, ma ritengo il PdL in stato confusionale, per esempio a Palermo vi sono ben cinque coordinatori comunali e provinciali, non è un partito pronto, questi sono segnali di debolezza, sono insorti problemi da questa mescolanza tra FI e AN, una fusione a freddo senza coinvolgimento cultural-ideologico, troppa fretta.  Ma io vorrei parlare solo di Forza del Sud , ognuno deve guardare a casa propria e noi siamo coesi e univoci, da noi non esistono correnti, in noi Micciché ripone assoluta fiducia e non vuole essere interessato nelle scelte che compie il territorio, lascia liberi tutti, abbiamo delle province e delle regioni dove vi sono deputati eletti e abbiamo nominato questi a coordinare le attività politiche che svolgono con grande autonomia propria ma armonizzata e dirò di più, essendo FdS rappresentata dall’Abruzzo fino in Sicilia, abbiamo immaginato una struttura federale per distinguere i problemi che sono diversi nelle varie realtà meridionali, che vanno affrontati sicuramente in maniera diversa.
“E’ chiaro che nel 2013 il candidato naturale è Gianfranco Micciché, – asserisce Fallica - e lo chiedono tanti filoni della politica siciliana, e su questo non c’è nessun mistero, noi abbiamo già fatto il passo indietro nel 2008, la prossima volta non vogliamo rinunziare né fare un ulteriore passo indietro e delle voci che accreditano una candidatura presidenziale di  Leontini, spinta dal Gruppo parlamentare pidiellino, non parlo”.
Poi si sofferma sulla legge elettorale ritenendo quella che prevedeva i collegi uninominali con la quota proporzionale la migliore possibile, perché consentiva un rapporto tra rappresentante e rappresentati ottimale, essendo i collegi di circa centomila elettori  e l’attuale norma che elegge i “nominati, da noi definita una vergogna nazionale,  l’on.le Fallica la ritiene sbagliata perché annulla il rapporto dei deputati col territorio da rappresentare e amplifica la disaffezione dei cittadini verso la politica non potendo scegliere chi li rappresenti. “E poi noi siamo per il bipolarismo di coalizione –dice Fallica- e non per il bipartitismo che abbiamo visto fallire pure a sinistra. Oltre che nel PdL anche nel PD tra gli ex margherita e ex diessini”.
“In definitiva noi siamo per la politica del fare nell’interesse del Sud -conclude Pippo Fallica- e lo abbiamo fatto ultimamente minacciando una crisi di governo per la salvaguardia delle energie rinnovabili, volano economico del meridione, che conta oltre 150.000 posti di lavoro in Italia di cui l’80% addetti al sud. Noi non vogliamo fare i primi della classe, ma questa è la prima dimostrazione che nel momento in cui vengono toccati gli interessi del popolo meridionale siamo pronti a dare battaglia, a qualunque costo, questo è Forza del Sud, governare per incidere, non come chi litiga con tutti e non trova più interlocutori”.
Abbiamo notato l’entusiasmo col quale Pippo Fallica parlava, un entusiasmo da neofita ma con l’esperienza dell’organizzazione formatasi in tanti anni in Forza Italia, non le dice ma le manda a dire.
ADOMEX