sabato 12 marzo 2011

Politica Siciliana - Lumia e il fotovoltaico dopo Vitrano

Un brevissimo commento alla notizia che ancora una volta scuote la politica siciliana e mette ancor di più il dito nella piaga della mancata semplificazione amministrativa e nella sburocratizzazione delle prassi amministrative che sono da tempo la zavorra che frena l’economia siciliana e la mancata occasione di investimenti che potrebbero arrivare.
Un commento che va in controtendenza, il nostro, rispetto alle prime reazioni della politica isolana.
Sul fatto nulla da dire, se è vero, ed è vero, che l’imprenditore ha segnalato la richiesta di una tangente agli inquirenti, se è vero ed è vero che la polizia ha seguito tutta l’azione e se è vero com’è vero che il corpo del reato di 10.000 euro è stato trovato nelle tasche del deputato, non c’è nulla da dire perché il fatto è talmente chiaro che non servono commenti.
Quello su cui noi vorremmo soffermarci sono invece le solite reazioni stantie e ripetitive della politica, parole, distinguo, fiducia nella magistratura, meraviglia. E poi esaltazione di alcune scelte che non c’entrano nulla con le bonifiche ambientali proprio perché non c’è nulla di bonificato.
Andiamo con ordine.
 "Chi sbaglia paga – dice Lumia-  è una regola severa che il Pd applicherà senza alcuna titubanza. Un imprenditore che denuncia è un valore. La denuncia e la selezione della classe dirigente sono la via maestra per stroncare la nefasta intermediazione nel rapporto con la pubblica amministrazione. Si conferma, inoltre, che l'azione di bonifica avviata dal prefetto Giosuè Marino (attuale assessore regionale, ndr) nel settore delle energie alternative è stata quanto mai necessaria".
Noi vorremmo chiedere, però, all’on.le Lumia quale bonifica è stata fatta dal neo assessore Marino atteso che ancora oggi l’imprenditore nordista per accelerare la propria pratica si sia rivolto a chi avrebbe dovuto fare pressioni per sbloccarla. Ma si è chiesto l’on. Lumia a che data di presentazione delle istanze è fermo l’esame  autorizzativo  per le energie rinnovabili? Cosa ha fatto questa classe politica, autoreferenziale bonificatrice,  per snellire tali procedure? Lo sa l’on. Lumia ogni quando si riuniscono le conferenze dei servizi e quante pratiche esaminano ogni seduta? Ovvero questa prassi è strategica al fine di fare elemosinare “favori”?
Riteniamo che non basti l’antimafia di facciata per rendere un servizio alla collettività. Dichiarazioni d’intenti ne abbiamo sentite abbastanza ma di fatti tangibili ne abbiamo visto pochi, tant’è che un settore di sviluppo importantissimo per la nostra terra che è certamente quello delle energie rinnovabili, pulite e biocompatibili, in una regione come la nostra che produrrebbe il doppio rispetto ad altre zone del paese, è fermo. E lo dimostra ancor di più questo fatto odierno. Per accelerare le pratiche occorre “l’intervento”, pagato nel caso in specie.
Un’ultima domanda vorremmo infine fare all’on.le Lumia. Quali cambiamenti epocali ha realizzato la sua parte politica da quando è preponderante, anche condizionante direi,  in questo governo, in un dipartimento come questo, per esempio, che sovrintende da molti mesi, tramite l’assessore Marino?
Noi, che però non siamo attenti, non ci siamo accorti di nulla. Ne vorremmo avere contezza, come cittadini e come siciliani.
Ovvero si deve stroncare il settore delle energie rinnovabili, nel quale lavorano 12.000 addetti in Sicilia, per  consentire la costruzione di qualche centrale nucleare che al primo terremoto ci contamini tutti come successo oggi in Giappone terra di altissima qualità tecnologica?

Ci faccia sapere  l’on.le  Lumia a quale bonifica si riferisca, quella del non far nulla?
Certamente bisogna essere rigorosi nell’esame dei soggetti imprenditoriali, sulle loro qualità personali, sulla loro capacità tecnica e finanziaria, sapere da dove arrivino i soldi per l’investimento per evitare che vi siano infiltrazioni, che vi siano prestanomi della criminalità organizzata. Ma questo è stato fatto? Riteniamo di no. Ma dopo aver assolto questo compito, la burocrazia deve essere velocissima ad esaminare “le carte “ e dare risposte, piuttosto ieri anziché oggi.
Se la rivoluzione lombardiana non è riuscita in questo ha fallito il compito principale che si era preposta.