| Politica - Politica Notizie |
| Scritto da ADOMEX |
| Mercoledì 21 Marzo 2012 23:57 |
FAILLA CI SCRIVE ACCORATO, MA NOI RIDIAMO A CREPAPELLE
“In riferimento all'articolo ed al video pubblicato sul giornale telematico Qt Sicilia il 17.04. c.a preciso quanto segue:
E' vero. Qualche volta i miei figli, usciti dalla scuola, sono rientrati con me a casa, a Ragalna,(ANCHE FUORI COMUNE) con l'auto di servizio. Hanno aspettato, al Comune, che io finissi di lavorare, perlopiù sbuffando, per l'ora tarda che sono stati costretti a fare (non prima delle 14,30 ed a volte pure oltre). Può succedere che prima che scada il mio mandato accadrà qualche altra volta.(REITERA) Non solo non è un reato, ma credo che non sia deprecabile neppure moralmente.(MERITA UN ENCOMIO)
Grazie ai miei concittadini ho ricevuto l'onore di essere Sindaco e l'ho fatto con grande passione ed onestà. Ma niente e nessuno mi può far dimenticare che sono anche un padre, che ha dei doveri (per la verità piacevoli) nei confronti dei propri figli, e fra questi vi è quello di non lasciarli in mezzo ad una strada se, un giorno, la madre (mia moglie) non può pigliarli all'uscita di scuola, e portarli con sé a casa , come fa quotidianamente. Nessun danno alle casse del Comune.
Se c'è qualcuno ad avere subito danni economici, e morali, dalla carica di Sindaco sono stato io e la mia famiglia. Pur di fare risparmiare il Comune, e quindi i cittadini di Paternò, da quando dimoro a Ragalna (cinque anni) non ho richiesto, per motivi istituzionali, l'uso della macchina di servizio di pomeriggio, (tranne eccezionalmente per andare in trasferta), né la sera, nè la notte per ritirarmi a casa alla fine delle numerose sedute dei Consigli Comunali. Mai pensato di utilizzarla il Sabato o la Domenica, o nei giorni festivi. Avrei potuto farlo e non l'ho fatto. (CONTROLLEREMO ANCHE QUESTO DAGLI ATTI) Ho utilizzato la mia macchina. Alle stesso modo non ho mai richiesto una indennità di trasferta, o rimborsi per spese di ristorazione tutte le volte che mi sono recato fuori nell'interesse del Comune. Quando sono andato a Roma, sempre per motivi istituzionali, se non ricordo male, non ho richiesto neanche il rimborso spese del taxi, o se l'ho fatto, solo poche volte. Mi sono ridotto l'indennità di Sindaco del 10% (percepisco oggi 2.750,00 euro al mese). Sui danni morali sorvolo, quante storie inventate, quante lettere anonime i cui autori, giocherelloni, sono stati individuati dai CC. (E CHI SAREBBERO? FACCELO SAPERE) Ho sottratto danaro, lo ammetto, ma alla mia famiglia, e non me ne pento perché i Paternesi veri ed onesti meritano questo ed altro. Non mi sarei mai vantato di ciò se non ci fosse stata la pubblicazione di un articolo, accompagnato da riprese video, pubblicati su un giornalino telematico, il cui giudizio lascio ai lettori. Invece, nulla merita chi, cercando, invano, una qualche mia malefatta ha spiato me (cimici al Comune ) e la mia famiglia, commettendo reati gravi come quello consumato ai danni della privacy mia e dei miei figli, di cui uno ancora minorenne, vilmente ripresi, di nascosto, e mandati in onda su YouTube da un ..... Non merita neanche una denuncia, perché farei sprecare tempo e danaro allo Stato, consapevole che non ha neanche gli occhi per piangere(SIAMO DEI MORTI DI FAME). Anzi una cosa la merita. L'inferno, semprechè Belzebù non abbia paura ad accoglierlo.(FACCIAMO PAURA ANCHE AL DIAVOLO... AZZ...) Pippo Failla SINDACO DI PATERNO'”
Pippo Failla, sindaco di Paternò (ancora per un mese) usa la nostra pagina di Facebook per rispondere ad un articolo, scritto dal collega Fabrizio Giannino, ma più che altro rispondere ad un video- documento fattoci pervenire in redazione da un cittadino attento, cercando di suscitare la umana pietas dei lettori, come se fosse la vittima chissà di quale complotto, ma alla reale documentazione di uno o più fatti non si può adire a giustificazioni di sorta, bisogna solo prenderne atto, sei stato scoperto.
Il risultato dello sforzo titanico di Failla, ad ogni buon conto non ci sembra nemmeno apprezzabile, a noi ha prodotto solo ilarità. Un tentativo risibile tendente a spostare le responsabilità che sono proprie mettendo in mezzo i suoi ragazzi che nulla centrano con la vicenda che riguarda solo lui e le sue funzioni di pubblico ufficiale. Uno scritto farneticante, intriso di voli pindarici, grondante giustificazioni non pertinenti. Excusatio non petita, accusatio manifesta.
“Qualche volta”, scrive Failla. Ma quante volte sarebbero state, nel documentario se ne rilevano tre in tre giorni diversi, ma sicuramente non saranno state le sole volte queste. E ci conferma pure che lo farà anche in futuro, bravo, bella faccia bronzinea e giacché questo non è reato dovrebbe spiegarlo alla Suprema Corte che di contro tale lo definisce:
“Il carattere plurioffensivo del peculato (posto a tutela, oltre che del patrimonio, anche della legalità, dell'efficienza, della probità e dell'imparzialità della pubblica amministrazione) non vale a rendere irrilevante il valore e/o l'utilità economicamente apprezzabile o comunque sfruttabile a fini patrimoniali della cosa sottratta. Ne consegue, pertanto, l'insussistenza del reato nell'ipotesi dell'uso momentaneo dell'autovettura di servizio per fini privati (in una sola circostanza), giacché in tal caso, anche per l'estrema esiguità di valore dei beni oggetto di appropriazione, questa non si protrae per il tempo sufficiente a determinare una sottrazione della cosa alla sua destinazione istituzionale”. Corte di Cassazione, pen., sez. VI, sentenza 11 aprile 2005, n. 13064
È ovvio, comunque, che il reato di peculato potrebbe ravvisarsi solo laddove risulti dimostrato un utilizzo non episodico ed estemporaneo dell'autovettura di servizio per mere ragioni personali di carattere privato. Con la conseguente sottrazione ai compiti d’istituto anche del personale addetto per il quale il Comune paga lo stipendio (e anche lo straordinario a volte) oltreché il valore effettivo del carburante e dell’usura dell’autovettura. Questo lo spirito delle molteplici sentenze della Corte di Cassazione che punisce questa fattispecie. Di questo, però, noi non ce ne occupiamo, non siamo giudici né giureconsulti, lo scriviamo ai fini di una esatta informazione del lettore.
Ma poi la sentenza Buzzanca è chiarissima, e in quella occasione l’uso distorto del mezzo pubblico era stato solo una volta. Ed è stato condannato anche con la pena accessoria di cinque anni di interdizione dai pubblici uffici. Dovrebbe saperlo il sindaco Failla tutto ciò, atteso che una volta faceva l’avvocato, invece di considerare uomini e mezzi comunali come di sua proprietà.
Dobbiamo altresì confessare che ci è scappata anche qualche lacrima quando abbiamo letto l’inno alla famiglia, alla sottrazione di denaro a questa, alla riduzione dell’indennità, si ci siamo veramente commossi, che tormento fare il sindaco di Paternò. Soprattutto per i paternesi che lo hanno subito per lungo tempo.
Alla fine ci insulta. Parla di privacy violata (evidentemente non conosce la norma) mischiando questo episodio di videoripresa con le cimici al comune (incredibile) e con gli anonimi autori di volantini scoperti dai Carabinieri. Ma cosa centrerebbero questi con noi? Farneticante.
Per ultimo ci definisce morti di fame e anche satanici a tal punto da far paura a Belzebù.
Vabbé..... Questo è il sindaco che Paternò ha sopportato per dieci lunghi anni.
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giovedì 22 marzo 2012
Failla e l'Auto Blu: Excusatio non petita, Accusatio manifesta
domenica 18 marzo 2012
Paternò, un Comune Virtuoso che pensa ai propri Ragazzi
| Politica - Politica Notizie |
| Scritto da FABRIZIO GIANNINO |
| Sabato 17 Marzo 2012 19:37 |
Aveva usato la sua "auto blu" per farsi trasportare insieme alla moglie, per imbarcarsi in crociera. “Pensavo di essere in regola - commenta Giuseppe Buzzanca, allora Presidente della Provincia di Messina -. A dirmi che potevo farlo erano stati il segretario generale della provincia e l' esperto di diritto amministrativo”.
Poi affina la versione: spiegò che prima di partire era stato a lavorare nel suo ufficio di Palazzo dei Leoni. In virtù di ciò, avrebbe usufruito dell' auto di rappresentanza, e cerca di rimediare a tutto con 111 mila lire per le spese di carburante. Ma la Cassazione gli scrive nero su bianco che a parte l’uso improprio del mezzo, ad essere fuorilegge era anche la moglie. Le consorti o i parenti dei funzionari, che occupando importanti ruoli istituzionali sono dotati di auto blu, sono “estranei alle esigenze di servizio”, quindi non sono ammesse all’uso dell’auto. “Esigenze di sicurezza” replica Buzzanca. Niente da fare. La condanna per peculato arriva.
Giuseppe Buzzanca, Pdl, dietologo, amico commilitone prima nel Msi e poi in An del compaesano Domenico Nania, pure lui di Barcellona Pozzo di Gotto. Ex fascista come Failla.
Era il 1997, e malgrado siano passati tanti anni la lezione non è servita agli ex fascisti, abituati alle manifestazioni di piazza, quando improvvisamente, per virtù berlusconiana, si son trovati al governo. Hanno governato e governano lo stato, le regioni ed i comuni. Ma con estrema disinvoltura.
“E la coperta l'abbiamo tirata sempre nell'interesse della Città (hi hi hi), per le cose necessarie ed indispensabili da fare. Nessuno spreco” (tranne l’uso dell’auto blu?). Dichiara Failla nella sua ultima (per fortuna) relazione. Un Comune Virtuoso quello di Paternò, come ha dichiarato e più volte detto Failla, tanto virtuoso che pensa ai propri ragazzi, i suoi di Failla, però, usando, anche, l’auto blu come scuolabus, ripetutamente, reiteratamente. All’autista all’orario indicato veniva ordinato di andare all’uscita di scuola per prendere i suoi figli, ed accompagnarli a Ragalna, dove Failla ha fissato la propria residenza.
Ma se la Cassazione ha condannato Buzzanca, non solo per l’uso improprio del mezzo pubblico, ma anche perché a bordo vi era la consorte, assieme a lui, ma comunque persona estranea alle esigenze di servizio, cosa dovrebbe fare con Failla la ghigliottina (?) stante che anzicchè la moglie a bordo vi salivano i suoi due ragazzi, appena usciti da scuola, e forse anche qualche loro compagnetto (?) Con l’aggravante che nemmeno il sindaco di Paternò, a volte, era all’interno dell’auto.
“Avremmo potuto fare di più in queste condizioni? – finisce così Failla la sua relazione di fine mandato- Certamente si. Sarà il tempo e la storia a dare i giudizi definitivi. Spero solo che chi verrà dopo di me, possa fare di più”. Speriamo di no. Perché più di così ci vorrebbero molte più auto blu per accompagnare o prendere i propri ragazzi a scuola. Ci auguriamo che il prossimo faccia moooolto meno di Pippo Failla. Viva Paternò
Pippo Failla
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sabato 10 marzo 2012
L'onorevole Salvo "Mezzapippa" alle Crociate
| Scritto da ADOMEX |
L'albero della cuccagna è un gioco popolare i cui partecipanti devono cercare di prendere dei premi posti in cima ad un palo (e che palo), in genere i premi sono prosciutti o altri generi appetibili. Solitamente il palo è ricoperto di grasso o altra sostanza viscida che renda difficile l'arrampicata da parte dei concorrenti. Alla fine della festa ne resterà solo uno, che mangerà il prosciutto.
Al centro dei bisogni c'era il Prosciutto. Al centro della scena c'era l'Albero di Maggio (il 6-7). Attorno c'era la festa di Paternò, cittadina popolosa assurta a simbolo politico per essere la città dell’ex ministro Ignazio “Diciamolo” che la dominava da un decennio.
A preparare per tempo l’arrampicata all’albero di maggio,però, era stato l’onorevole Salvo “Mezzapippa” (non era riuscito ad essere una pippa intera malgrado l’impegno profuso), il quale aveva cercato con grande sforzo di preparare Vittorio “Campione” dell’arrampicata, per tempo, attrezzare la cosiddetta simulazione, ovvero un modello della realtà che avrebbe consentito di valutare e prevedere lo svolgersi dinamico di una serie di eventi o processi susseguenti all'imposizione di certe condizioni, preparare il manipolo di giannizzeri che avrebbero diffuso il progetto simulato ed aiutato Vittorio “Campione” alla presa del Prosciutto, preparare insomma l’affrancamento personale, attraverso la Simulazione, dal giogo di Ignazio “Diciamolo”.
Ma Salvo “Mezzapippa” non essendo attrezzato personalmente bene, non possedeva quelle caratteristiche progettuali ed organizzative, malgrado la posizione ricoperta che non aveva certo guadagnata sul campo bensì gli era stata regalata più per culo che per capacità, dopo qualche tempo iniziò ad annaspare.
Perde la trebisonda Salvo “Mezzapippa”, cambia cavallo, ne prende uno di razza rossa, Turi “Bitrombato”, e prepara la Grosse Koalizione, ma anche questo dopo soli pochi giorni, anche se condiviso da “Lui” ovvero Sua Maestà Siciliana, affonda non lasciando di se nessuna traccia, nemmeno un vago ricordo se non le sue due precedenti trombate consecutive.
E mentre la Festa iniziava la sua Simulazione incominciò a squagliare, anche perché Ignazio “Diciamolo”, accortosi della ribellione sotterranea iniziò il bombardamento, sottraendogli perfino il Vittorio “Campione” che accompagnato da Pippo “Mutanda”, riceve la sua benedizione romana e quindi può adesso essere utilizzato come candidato del Popolo della Libertà … ma senza democrazia.
Le azioni di Salvo “Mezzapippa” crollano, la presunta leadership che cercava di affermare diventa una irreversibile caporetto, ci induce perfino a sentimenti di varia tenerezza, anche a noi, che non lo sputiamo per non profumarlo. Ci intenerisce perfino quando all’alba fa il viaggio della speranza verso la residenza di “Lui” Sua Maestà Siciliana, che dopo averlo ricevuto è stato visto vomitare ripetutamente per i giorni seguenti.
SIC TRANSIT GLORIA MUNDI. Il talento, inclinazione naturale di una persona a far bene una certa attività, non si compra al supermarket, o si possiede o non c’è nulla da fare.
"Passa un giorno, passa l'altro
mai non torna il prode Anselmo, perchè egli era molto scaltro andò in guerra e mise l'elmo... Mise l'elmo sulla testa per non farsi troppo mal e partì la lancia in resta a cavallo d'un caval.
Quando presso ai Salamini
sete ria incominciò, e l'Anselmo coi più fini prese l'elmo, e a bere andò. Ma nell'elmo, il crederete ? c'era in fondo un forellin e in tre dì morì di sete senza accorgersi il tapin. Passa un giorno, passa l'altro, mai non torna il guerrier, perch'gli era molto scaltro andò in guerra col cimier. Col cimiero sulla testa, ma sul fondo non guardò e così gli avvenne questa che mai più non ritornò. (Giovanni Visconti Venosta)
Tutto ciò mentre il Circo Barnum del Centrodestra paternese, famoso per impiegare esseri umani con particolari condizioni genetiche, difetti fisici e malattie, trasformandoli di fatto in fenomeni da baraccone, continua in evoluzioni implosive, facendo grande cortesia a Mauro “Gialinusu” che continua la sua perfomance da ciclista passita e che intravede il già il prosciutto. Ma lo spettatore, finora, d’eccellenza che alla fina sarà l’arbitro del gioco dell’albero della cuccagna è “Lui” Sua Maestà Siciliana. Seraficamente osserva il maturare degli eventi, parla, intrattiene, ma è pronto a calare “l’asu di mazzi” sul tavolo, ovvero un candidato nuovo, fresco, non partitico, impegnato nel sociale che possa essere l’autentica novità rispetto alle minestre riscaldate che altri propongono, conscio che il suo Movimento di fatto vincerà in ogni caso. Alla fine solo uno prenderà il prosciutto.Ma di questo ne riparleremo tra qualche ora.
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martedì 6 marzo 2012
FREDDURE … A PATERNO’ ALLA FINE ARRIVA LA RIFFA
| Politica - Politica Notizie |
| Scritto da ADOMEX |
| Lunedì 05 Marzo 2012 23:56 |
Ne avevamo sentite una varietà di proposte per la scelta di candidature per la formazione di una classe dirigente durante la nostra antica presenza collaterale o meno al mondo della politica.
E ne abbiamo anche subito molte di scelte, come cittadini, scellerate e parodiate dai concorsi canori come quella che “chi arriva primo va a fare l’amministratore”, ma non di Roccacannuccia, bensì della seconda città della provincia di Catania. Come quella effettuata nel 2007, proprio nella città dell’arancia rossa, da Forza Italia, la formazione? Frisenna, Leone, Sinatra, del risultato canoro e non aggiungiamo altro.
Scelte così amorfe e prive di discrimine metodologico serio il quale si basa non sulla meritocratica bensì su una gara, come il televoto, che porterebbe anche lo scemo del villaggio, che ha consenso, a essere chiamato ad amministrare una città complessa e difficile come Paternò.
Abbiamo anche assistito alle primarie non primarie come quelle del centrosinistra della stessa città, che dopo averle celebrate immediatamente smentite con la candidatura di entrambi i concorrenti.
Anche alle imposizioni milanesi che provenivano, in verità, da altri mondi, che calavano personaggi inadeguati.
Ogni metodo è stato buono quando si percepisce la volontà dello “scegliere di non scegliere”.
Avevamo proprio assistito a tutto, ma alla RIFFA giammai!
Invece ecco che improvvisamente arriva la proposta. Dopo che sembrava che tutte le formazioni politiche di centro e di centrodestra fossero convenuti sulla candidatura esogena ai partiti nel nome dell’avv. Asero, ecco che arriva la riffa. Dicesi riffa (citiamo il dizionario della lingua italiana) lotteria privata in cui si vincono oggetti di diverso valore, come il sindaco, il vice sindaco e il presidente del consiglio comunale (aggiungiamo noi).
Venghino signori venghino. Prendete un biglietto (“a polisa”) e vediamo che ti tocca fare.
Non è uno scherzo, nella giornata di oggi è stata fatta questa proposta da Nino Naso e da Vito Rau a più di un esponente politico locale (che puntualmente lo ha riferito a noi) … la riffa.
Regolamento: si dovrebbero riunire i tre aspiranti sindaci tramontati, a dir dei proponenti, e mollati dalle proprie formazioni cioè lo stesso Naso, Lo Presti e Panebianco (ma di questi ultimi due non abbiamo notizie) ed ognuno di loro dovrebbe pescare una “polisa” da un contenitore appositamente forgiato e leggere cosa gli toccherà fare nei prossimi cinque anni, uno sindaco, uno vice sindaco e l’altro presidente del consiglio.
Un’altra variabile, inusitata e nuova finora, per scegliere la classe dirigente in maniera originale, creativa, astrusa, eccentrica, incomprensibile, fantasiosa, bizzarra, comica, ridicola, grottesca, incredibile, mirabolante e sorprendente (per finirla qui ma avremmo voluto continuare).
A noi la riffa ci affascina …. ma solo se il premio è MONICA BELLUCCI, non per altro!!!
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domenica 4 marzo 2012
IL DOTT. STRANAMORE SU PATERNO’ CAPUT MUNDI
| Politica - Politica Notizie |
| Scritto da ADOMEX & STRANAMORE |
| Domenica 04 Marzo 2012 12:37 |
Il Dott. Stranamore, è uno di quei personaggi che più hanno influenzato l'immaginario collettivo, in piena guerra fredda, probabilmente perché la sua idea era permeata da un cinismo corrisposto dal pubblico, quando il tema della guerra nucleare, appariva sempre più ineluttabile. “Imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba”,questo era il suo motto. Lo abbiamo rispolverato (il personaggio esiste veramente, noi lo chiamiamo così) ed incontrato per discutere della naturale evoluzione della politica che in queste ore si sta consumando a Paternò “Caput Mundi”, come la definiamo da tempo e come si conferma per le assolute novità che spalma nel mondo della politica regionale.
“Lei sa benissimo – ci dice Stranamore- che la mia strategia è quella dell’interventismo, anche rasentando l'assurdità della distruzione mutua assicurata se, però, questa porta ad invertire la prassi deleteria e sicuramente mortale di una stagnante inazione che risulterebbe e reputo personalmente ancora più nociva del non intervento”.
“Detto ciò – continua- vorrei scendere nel particolare che più a voi interessa, la partita a scacchi di alto livello che non tutti comprendono, ma non certamente perché i giocatori locali lo siano eccellenti, bensì per gli interventi esogeni messi in campo da chi sa giocare veramente. La classe politica locale ha certamente un livello culturale e politico di bassissimo livello, salvandone proprio un paio, perché ognuno di loro, parlo dei politicanti paternesi, non vede oltre la punta delle loro scarpe, si innamorano delle proprie idee quasi sempre bislacche, stravaganti che nulla hanno di serio né sul piano della strategia complessiva né su quella della bontà della preposizione qualitativa amministrativa, una pratica quotidiana intrisa di onanismo ed autoerotismo autoreferenziale”.
“ Assistiamo ad una proliferazione esorbitante di candidati sindaci – insiste- che fondano la propria immaginaria vittoria sulla base di colloqui personali e diretti con i presunti elettori. Questi, però, non tengono conto che una elezione uninominale, a differenza di quella proporzionale, fonda le proprie ragioni di vittoria su un appeal globale che il candidato deve possedere, sulla capacità di comunicazione, sul “phisique du role” ed anche un retroterra economico da utilizzare e da investire. Un candidato che come si suol dire deve bucare lo schermo. Fattori questi essenziali e non rinunciabili per sedere al tavolo di gioco”.
“Scendiamo ancor più nel particolare –rincara- e parliamo dei due pseudo candidati attorno ai quali ruota la partita. Il primo del MpA il secondo del PdL mascherato da società civile, infine poi smascherato, tanto che se il PdL fa altra scelta lui si ritirerebbe. Il primo risponde al nome di Nino Naso, il quale si accredita sol perché riunitosi con altri accoliti dello stesso partito, raccoglie un consenso vago e poco sincero in sua assenza, nel senso che in colloqui personali questi ultimi lo deridono. Quando però, iniziano a sorgere obiezioni sui dati oggettivi, dei quali abbiamo parlato prima e che deve assolutamente incarnare il candidato, e lui non le ha, si ribella come se fosse stato spodestato dal ruolo che nessuno mai gli ha riconosciuto. Come se la mancanza di queste qualità personali fosse colpa di qualcuno e non di madre natura tanto ma tanto avara. Non c’è il senso della misura. Non basta minacciare ribellioni o scissioni, non basta nemmeno rifugiarsi in colloqui di sostegno, di incoraggiamento e di conforto come quello avuto ieri. Si proprio così. Mentre la situazione è ancora fluida alle 18,15 di un sabato (ieri) primaverile, lo stesso Naso, temendo l’oggettività nella scelta del proprio leader, si rifugia in un incontro da bar (bar Magrì in Catania) con l’on.le Lino Leanza, che lo incoraggia, spalleggiato anche dalla presenza di Franco Zitelli da Piano Tavola, incomprensibile. Un Naso saltellante, poco conscio dei propri mezzi. Non ha capito tre cose fondamentali: 1) La mancanza delle qualità richieste che abbiamo tracciato prima; 2) Il non rappresentare una eccellenza settoriale, in soldoni, dove eccellerebbe, anche su aspetti negativi ma pur sempre d’eccellenza, Nino Naso? Sta nella terra di mezzo, direbbe Tolkien, un hobbit , non aggiungiamo altro; 3) Non occorrono le convergenze delle solite conventicole per assumere questo ruolo, ma che si dedicasse ad altra scelta”.
Un fiume in piena il dott. Stranamore che continua a sentenziare: “Non parlo delle altre mille candidature quali quelle di Cuscunà, Auteri, Palumbo, Reitano che starebbero bene nel film Qualunquemente. Vorrei affrontare a volo raso però quell’altra, ormai superata, come afferma l’inventore della stessa Torrisi, di Vittorio Lo Presti, che nelle giornata di ieri ha fatto ,in ogni modo, affiggere i manifesti di candidato sindaco, salvo poi essere sponsorizzato dallo stesso Torrisi come vice sindaco di Asero. La commedia delle beffe, potenza del camaleontismo. Ma siccome questa storia è ancora in fieri ne vorrei parlare in termini di analisi ultime e non adesso, dando sin da ora la disponibilità di interessarmi della storia quotidiana e del destino di quella che voi definite “Caput Mundi”.
Così si congeda il dott. Stranamore. Ai Lettori attenti le riflessioni ed i commenti.
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venerdì 2 marzo 2012
Brevi su Paternò: Asero frutto innaturale dell’inciucio Galvagno – Torrisi ?
| Politica - Politica Notizie |
| Scritto da ADOMEX |
| Venerdì 02 Marzo 2012 03:08 |
La televisione canta e le canta a tutti. Malgrado le dichiarazioni di ieri di Raffaele Lombardo, oggi una TV locale annunzia Urbi et Orbi che la candidatura Asero è sostenuta dal PdL e dal MpA, più contorno.
Ma quale… Il Presidente Lombardo richiamato da noi, perseveranti curiosoni, mentre corre a sera inoltrata verso Palermo ci ribadisce ancora una volta: “Mai col PdL. E non scherzo su questo”.
Ma allora che succede? La TV racconta minchiate? Ovvero qualcuno ciula, e come se ciula, nel manico per far sortire la notizia, esagitare l’ambiente e trarne vantaggio ? Da dove arriva l’acqua? direbbero "o muntacinniri". Il ceto politico paternese, quello ordinario, sembra impazzito alla notizia. Quello di alto lignaggio e di tradizione storica consolidata, invece, da le carte ...tossiche, anche agli amici d'avventura.
Le liste a sostegno del candidato del centrodestra Lo Presti, tutte o quasi di provenienza pidiellina, non ci stanno e minacciano una secessione a sostegno dello stesso Lo Presti, che potrebbe anche candidarsi, a rompere.
Torrisi, così ci riferiscono, invece sostiene che questa candidatura (Lo Presti) è oramai superata dagli eventi della pacificazione politica e che Asero sia la scelta vincente (anche se questi ha perso già per ben due volte), la sola ( e che sola direbbero i romani) che potrebbe battere Mangano con l’aiuto del MpA.
Ma se il Movimento del Governatore non scendesse in campo insieme al PdL dove poggerebbe tanta sicurezza ? Quale misteriosa pozione magica avrebbero messo in fucina gli apprendisti stregoni locali, che sempre apprendisti rimangono?
Mimmo Galvagno non vedrebbe male tale soluzione proprio come Torrisi, ma vuoi vedere che questi si “ciauriano” come due fedifraghi. E l’inciucio da chi sarebbe sorretto? Da Lombardo no! Sarebbe forse un altro bluff, ancor più grande di quello messo su da qualche mese a questa parte, proprio quello che era contro la partitocrazia, quello che doveva radunare la migliore società cittadina, i giovani più audaci, sciolta da qualsiasi bizantinismo politicante che è demodè e benedetta da Torrisi.
Questa ultima soluzione, di contro, è l’apoteosi del partitismo inciucione ed ermafrodita. Galvagno + Torrisi. Contrari ma attratti. Vuoi vedere che dopo la ribellione contro La Russa da parte degli ex azzurri adesso vi è una rivolta autonomista del villaggio(?).
Ad essere inesorabilmente schiacciati resterebbero, in caso di successo della “mission impossibile”, solo gli ex fascisti, che per magia, dopo avere governato (male) la città, sarebbero cancellati dalla politica che conta, per quanto possa contare quella di Paternò. E questi non sono i soli pronti alla ribellione.
Ne vedremo delle belle ancora e siamo certi che chi era andato per fottere alla fine del viaggio rimarrà fottuto. Mentre Mangano dorme sogni tranquilli.
Good morning Paternò !!!
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mercoledì 29 febbraio 2012
PATERNO’ COME PALERMO, MAI COL PDL. INTERVISTA ESCLUSIVA DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE RAFFAELE LOMBARDO
| Politica - Politica Notizie |
| Scritto da ADOMEX |
| Mercoledì 29 Febbraio 2012 23:29 |
Un mercoledì abbastanza dinamico, mille voci si rincorrono su una candidatura a sorpresa che scompaginerebbe il voto, le scelte, le alleanze: l’avv. Turi Asero sarebbe il candidato della “grosse koalition” che vedrebbe il PdL e il Mpa alleate con il corollario delle liste civiche della galassia dell’uno e dell’altro partito. Ce lo annuncia stamattina l’assessore azzurro Daniele Venora, braccio destro di Torrisi, “una pacificazione politica finalmente - ci afferma- così potremmo amministrare bene la città e farla uscire dalla palude. Lo Presti si ritirerebbe”. O farebbe il vice sindaco aggiungiamo noi.
Gli risponde a distanza il Segretario provinciale vicario Gianfranco Romano: “Il PdL è per le primarie, dobbiamo stabilire solamente la data della consultazione. La candidatura Asero non ci convince molto”. Capiamo, anche se non ce lo dice, che per questa frangia di larussiani, questa candidatura potrebbe essere un ennesimo altro cavallo di troia di Torrisi, il quale ha posto più di un veto sulla candidatura Panebianco a loro benviso, ma come si sa … fratelli coltelli. Ma Lo Presti non si presenterebbe alle primarie, “non importa noi andiamo avanti lo stesso per come stabilito” conclude Romano.
A spezzare ogni indugio, in serata, è il Presidente della Regione Raffaele Lombardo che ci raggiunge al telefono per chiarire ogni dubbio che potrebbe insorgere da questo contesto, ed è estremamente chiaro.
“Ho parlato con Asero, che è venuto da me, lo ritengo una persona perbene e stimabile, potrebbe essere certamente un nome da spendere nella città e per la città – ci dice Lombardo- ma chiaramente io non scelgo e non decido, questo compito spetta alla dirigenza locale, posso suggerire, consigliare, dire come la penso. Giovedì pomeriggio vedrò i rappresentanti delle liste dell’Autonomia di Paternò e sceglieremo insieme il nome da proporre ad una assemblea cittadina di militanti e simpatizzanti, aperta alla città, dalla quale emergerà il nome del candidato sindaco da presentare ai cittadini”.
“Una cosa è assolutamente certa, nessuna alleanza col Popolo della Libertà, non per principio né per risentimenti personali – continua il Presidente della Regione- i motivi che ci dividono sono tanti, sono politici e sono di stile nell’amministrazione. Per Palermo ho affermato che Cammarata è stata la calamità più grande per la città. Ci ha anche defenestrato i nostri assessori. Come potremmo sostenerlo, significherebbe smentire le tante battaglie politiche fatte, le contrapposizioni ideali. Sarebbe come avallare le scelleratezze compiute da quella amministrazione. Noi non ci siamo stati e non ci stiamo. Failla è come Cammarata, ha affossato Paternò, anche lui ha buttato fuori dalla giunta i nostri assessori, e sapete perché? In piena emergenza rifiuti alle sette del mattino sono venuto personalmente in soccorso della città di Paternò accompagnato dai dirigenti della Protezione Civile, impegnandomi con i lavoratori per il pagamento delle spettanze a loro dovute e questi hanno ripreso il servizio ripulendo la città. Mi accompagnava l’allora assessore Rau, il quale è stato dimesso dal Sindaco Failla, avendo Rau fatto peccato di lesa maestà nei suoi confronti, per non averlo avvisato del mio arrivo, che non sapeva nessun altro oltre lui. Non volevo dare spettacolo, il mio era solo un passaggio di servizio alla comunità, volevo solo risolvere il problema rifiuti e l’ho risolto. E’ inverosimile. Anzicché ringraziarmi per l’intervento, Failla fa le ritorsioni contro i miei amici. Ma vi è di più. Non toglie tutti gli assessori ascrivibili al MpA, ne fa restare solo uno che convince (assieme a Torrisi ndr) a cambiare casacca per farlo rimanere in giunta e lui subisce il dolce ricatto e resta. I risultati di quest’amministrazione sono visibili a tutti, un fallimento politico-amministrativo. Ma poi come potrei allearmi col PdL se questi propongono la sfiducia verso il Presidente della Regione all’ARS? Come potrei coalizzarmi con questi se al congresso provinciale di sabato scorso c’è stata una sagra di insulti, attacchi, offese, nei confronti del MpA? Ecco perché anche a Paternò, come a Palermo, non vi sono le condizioni per stare insieme con questi qua”. Come andare a letto col nemico diciamo noi.
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domenica 26 febbraio 2012
PSEUDO CONGRESSO DEL PDL CATANESE. Paternò rimbomba.
| Politica - Politica Notizie |
| Scritto da ADOMEX |
| Domenica 26 Febbraio 2012 13:04 |
nella foto Firrarello
Non si può certamente chiamare primo in quanto non il congresso, quello vero, non si è celebrato. Si è assistito alla solita messinscena dalla parvenza democratica, ad una coreografia dove a ballare sono sempre i soliti noti che stabiliscono ruoli e dirigenti. Uno pseudo congresso del Popolo della Libertà catanese. Si potrebbero evitare tali pagliacciate, quando tutto è stato già programmato da tempo e il risultato previsto, non bisogna ancora ulteriormente frustare la buona fede di chi li segue ancora illusi dalla democratizzazione del movimento di plastica che ancora oggi ha un solo padrone e a cascata tanti satrapi che certamente non godono di libertà assoluta ma imperversano nel territorio a loro assegnato, grande o piccolo che sia.
“E’ stato un non congresso, nel senso che forse sarebbe stato meglio non farlo” così come ha scritto un nostro amico giornalista. Invece noi non siamo d’accordo su questa affermazione. E’ bene farle queste manifestazioni fantastiche, utopistiche, irreali, proprio per sottolineare che tra le parole ed i fatti ne corre. Sempre a scapito dell’autenticità delle dichiarazioni d’intendi. Si attesta una cosa per mascherarne altra.
Altri esempi di "mascariamento" della realtà, molto più infimi però rispetto a questa grande rappresentazione scenica maestosa, sono quelli di alcuni buontemponi che rifilano al popolo di Paternò una allegorica ed irreale verità, contrabbandando il movimento civico “La Città” come apartitico, a confessionale, trasversale, rappresentante della società civile, quando poi gli stessi promotori sono nominati nel Coordinamento Provinciale del partito di Firrarello (questo il responso del congresso). Sono, per esempio, Daniele Venora e Paolo Di Caro (classe 1985, da non confondere con l’omonimo 39enne ex di AN). Ci dicano, una volta per tutte, se sono contro le logiche di partito solo nel territorio di Paternò e di contro fuori dalle mura cittadine rientrano per incanto al seguito di Torrisi esponenti di questo PdL. E come si pone Vittorio Lo Presti entrato in questo tritacarne politico, “La Città”? Ne è cosciente oppure si è trovato inconsapevolmente in ballo... ingenuamente? La verità l’abbiamo scritta qualche settimana fa: IL MOVIMENTO LA CITTA’ E’ UN GRANDE BLUFF !!! Una forma metaforica di un PdL cittadino inviso e litigioso, per attrarre inconsapevoli consensi che altrimenti non arriverebbero. E il loro candidato sindaco non è altro che una imposizione, peraltro annunciata, del deputato Torrisi.
Adesso chi si vuole accomodare si accomodi, in questa palestra di democrazia che è questo centrodestra nostrano ove si negano perfino le primarie, richieste da più voci, al fine di fare prescrivere a tutti, dal satrapo locale, i candidati sindaci che gli sono più congeniali.
“Avere sempre ragione, farsi sempre strada, calpestare tutto, non avere mai dubbi: non sono forse queste le grandi qualità con le quali la stoltezza governa il mondo?” (William Makepeace Thackeray)
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domenica 19 febbraio 2012
PATERNO’ : LA TROUPE DE LA COMEDIE - FRANCAISE
| Politica - Politica Notizie |
| Scritto da ADOMEX www.qtsicilia.it |
| Domenica 19 Febbraio 2012 08:38 |
Siamo giunti ai livelli più alti dell’arte teatrale. Come a Parigi, che nel 1680 fu fondata la Comédie-Française, anchenella ahimè tristissima Paternòha preso corpo questa iniziativa. E come per quella francese anche quiquesto è il solo teatro che disponga di una compagnia permanente di attori, La Troupes, interamente pagata dallo Stato. Ma qui purtroppo non c’è Molière, c’è chi sappiamo (sic), e la qualità si deprezza da sola.
Premesso ciò veniamo alla cronaca. Mentre le primarie sono la regola dettata da Alfano e Castiglione, a Paternò non sono messe in atto. Le chiede Panebianco, probabilmente in ritardo. Ieri è “uscito” Lo Presti con tempestività da cronoprogramma !
Per aderire con serietà ad un ragionamento bisognerebbe in primo luogo stabilire se Lo Presti sia il candidato del PdL oppure un membro de “La Troupe”, pagata dallo stato, infatti è ancora Presidente dell’acquedotto cittadino dopo essere stato assessore di Failla in quota PdL, e che adesso, in costanza di pubblico incarico, si colloca come esterno al PdL e guarda caso il partito si sottrae ad un dovere democratico, come forza largamente maggioritaria nella città, la prerogativa di candidarne uno proprio, per appoggiare proprio lui. O di contro che essendo Lo Presti il candidato del deputato firrarelliano Torrisi, che non vuole cedere la leadership politica locale nei confronti del potente Ignazio e conseguentemente riprendersi in esclusiva il feudo paternese, dopo decenni di predominio familiare ed ereditare quella dello zio Nino Lombardo, presente peraltro alla manifestazione di presentazione, sponsorizzi l’unica figura positiva che ha a disposizione per realizzare tale proposito, avendo la percezione dell’avversione popolare personale per l’inedia egoistica consumata in questi anni. Un’autentica manovra di restaurazione dal sapore antistorico vetero-democristiana deleteria, per far risorgere il passato e i propri fantasmi.
Non abbiamo veramente nulla da obiettare nei confronti di Vittorio Lo Presti come persona, né sulle proprie capacità di amministratore pubblico, della forza morale che possa esprimere in una città, Paternò, talmente devastata da farci pensare che nemmeno un miracolo possa salvarla. Eppure (bere o affogare?) recita la parte dell’apprendista stregone, nella troupe della comedie francaise al servizio del satrapo pidiellino Torrisi autore della ripartenza di Paternò, come illustrato nelle passate campagne elettorali, ma in retromarcia, per far risorgere gli zombie.
Le presenze notate nella manifestazione di presentazione della candidatura di Lo Presti ci confermano i sospetti della vigilia, cioè che non sia una candidatura caratterizzata da società civile. Simulata con questa caratteristica per raccogliere anche elementi, in buona fede o per poltrone, dell’elettorato che certamente di destra non ha nulla e che negli anni del recente passato è stato palesemente e militarmente contro la candidatura Failla e contro il centrodestra, intruppata adesso come se quest’operazione sia contro le imposizioni di La Russa sulla città. Ma di questo avremmo modo di parlarne in seguito anche con lo stesso candidato sindaco al quale dovremmo dare voce per serietà etica.
E Panebianco si candida o non si candida? Vuole le primarie, che a La Russa non dispiacerebbero. Adesso ci sembra tuttavia troppo tardi una volta che Vittorio Lo Presti si è presentato a sindaco per la città attorniato da pidiellini importanti quali oltreché Torrisi anche D’Asero, deputato regionale e Papale sindaco di Belpasso e prossimo candidato a sala d’Ercole.
Ma cosa sono le primarie e a cosa servirebbero? D’Asero ci dice che “passando il PdL una fase intermedia tra il movimento di plastica berlusconiano e la formazione partitica viviamo un periodo di confusione. Bisognerebbe ritornare ai valori e tra la gente. Delle primarie -continua D’Asero- condivido l’idea della scelta della base. Ma chi dovrebbe votare, il popolo delle tessere? Non ci sono regole e non possono essere un’occasione per strumentalizzare le candidature”. Ancor più confuso sul “nuovo” partito è Filippo Drago, sindaco di Acicastello: “Mi sembrava che col tesseramento e i propositi dei congressi si fosse addivenuti ad una fase di democratizzazione delle scelte. Così non è. Ci impongono sia i dirigenti locali che le candidature, che noi sosteniamo, si badi bene, per spirito di appartenenza. Noi continueremo, però, la nostra battaglia per le scelte della base”. E su Paternò continua: “Leggo ogni giorno sulla stampa una diversa formula per la scelta del candidato sindaco, una vera devastazione interna. Il giorno prima le primarie, il giorno dopo il televoto come a San Remo, ma alla fine ha scelto Torrisi, o non è così?”.
Uno scenario desolante, tutti contestano Torrisi, tutti hanno mal di pancia ma alla fine questi tutti si accodano, salvo poi dissentire nella sede legittima, all’interno della cabina elettorale.
Non vi sono eroi, nemmeno Salvo Panebianco, che non compie lo straordinario e generoso atto di coraggio, che comporti o possa comportare il consapevole sacrificio di se stesso, allo scopo di proteggere il bene comune, il quale sa peraltro che perde solo se non si candida relegandosi in una posizione di non ritorno. “Mi ritirerò dalla politica –ci dice- di certo non me lo ha lasciato mio padre questo compito….come qualcuno. Io una professione ce l’ho. Voglio che si facciano le primarie, deve scegliere la base. Se perdo mi ritiro. Se non si fanno potrei candidarmi lo stesso”. Potrei ma non mi candido, diremmo noi.
Assente come il convitato di pietra il Movimento di Lombardo. Sta a guardare e prepara le liste. Tatticismo rispetto alla scelta del sindaco, forse troppo. E mentre Naso studia e si prepara alla candidatura, alcuni propongono una candidatura nuova che provenga autenticamente dalla società civile, una scelta rivoluzionaria, che rompa gli schemi soliti e dei soliti noti, che vada in controtendenza al PdL, per smascherare l’opera di restaurazione, per offrire alla città un’alternativa apartitica reale oppure una autenticamente forte ed autorevole. Ma gli addetti ai lavori lo capirebbero? Probabilmente no. Il tatticismo personalistico e miope prevale sulla strategia complessiva. Non c’è cultura della POLITICA.
Questo il merito del regime dominante in città, quello dei Torrisi, la determinazione che gli altri non hanno. Una visione strategica diversa e sappiamo che in terra caecorum, beato chi ha un occhio e non parliamo certo di Firrarello. Ma del suo braccio destro come afferma qualche testata giornalistica. Ecco perché alla fine impongono le proprie scelte, magari vincendo, ma facendo ancora una volta perdere la città. I paternesi hanno la maturità per capire tutto ciò? Finora non è stato così, ha prevalso la sudditanza. E come sempre reciteranno solo gli attori de la Troupe della Comedie Francaise”… Paternese.
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martedì 14 febbraio 2012
PATERNO' : AVANTI IN TRE (O QUATTRO) CHE BEL DIVERTIMENTO
| Politica - Politica Notizie |
| Scritto da ADOMEX |
| Martedì 14 Febbraio 2012 08:11 |
(nella foto Torrisi vs. La Russa)
<<Noi andiamo avanti coi nostri candidati-ci confessa Pippo Limoli deputato del PdL- l’asse Lombardo-Stancanelli ci spoglia tutti i giorni dei nostri consiglieri. Anche a Paternò abbiamo scelto di proseguire con un nostro candidato a prescindere di cosa faranno La Russa e gli ex AN. A decidere sarà il nostro deputato locale Torrisi che ha scelto Vittorio Lo Presti ed il simbolo del PdL sarà con lui>>.
E si lamenta di questo PdL che strutturato così ingenera solo confusione. << La fusione con questi di AN ci ha portato solo disordine, -continua Limoli- questi “milanesi” si vogliono impadronire della Sicilia. Ho sostenuto questa tesi da tempo, ci dobbiamo liberare >>.
E lo strappo, infatti, avviene proprio a Paternò, città simbolo, la città di La Russa.
Gli ex forzisti le tentano tutte, prima col movimento pseudo-ecumenico “La Città” una invenzione di Torrisi per sottrarsi al giogo larussiano, che imbarca anche alcuni pezzi della sinistra che non trovano soddisfazione nella candidatura di Mangano. Poi con lo scontro frontale con gli ex aennini, che a dir loro hanno amministrato male la città. Ma lui dov'era?
La Russa tenta la mossa Condorelli, coordinatore cittadino del MpA ma suo cugino, ma questa viene rimandata al mittente da Firrarello & C. : <<Il candidato è Lo Presti>> afferma in una riunione romana con Stancanelli inviato di La Russa ma amico di Lombardo, che avrebbe visto bene quest’ultima proposta. Nulla di fatto però.
Si profila una partita a tre, quindi: Mangano, candidato della sinistra; Lo Presti, quello della destra e dintorni, e quello del MpA che con astuto tatticismo ancora non esce fuori, ma c’è.
Tutto secondo le previsioni? NO !!! Improvvisamente spunta fuori la candidatura di Salvo Panebianco, amico di La Russa, che si candiderebbe anche da solo, trascinandosi dietro gli scontenti di AN, spaccando il centrodestra in contrapposizione a Torrisi e accoliti.
Una scelta coraggiosa, indubbiamente, quella di Panebianco, quasi naturale per la sua posizione all'interno del PdL locale, sa benissimo che non rientra e non rientrerebbe mai e poi mai nei piani degli ex forzisti, anzi diremmo proprio che questi gli sono veramente ostili. Un ragionamento logico, il suo, che vede in quest’equilibrio la frustrazione delle proprie aspirazioni e che come over 40 ritiene questa una delle ultime battaglie da cogliere per rimettere la propria carriera in linea con la politica che conta, se perdesse questa ultima occasione, vada come vada, sarebbe solo un violino di fila, sempre che lo facciano suonare. Questa candidatura lo porterebbe, se i consensi fossero quelli che si prevedono, ad una ribalta nuova e chissà come successivamente potrebbe essere spesa….non c’è solo il PdL, potrebbe anche……ma questa è altra storia.
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domenica 5 febbraio 2012
Brevi su Paternò: Stancanelli (La Russa) tratta con Lombardo
| Politica - Politica Notizie |
| Scritto da FABRIZIO GIANNINO www.qtsicilia.it |
| Domenica 05 Febbraio 2012 12:20 |
Panebianco - Lombardo e Condorelli
Ignazio La Russa e il PdL mettono in campo il mediatore Stancanelli, uomo di La Russa ma amico di Lombardo, per provare a trovare una sintesi su un candidato sindaco condiviso.
Panebianco e Condorelli le due ipotesi messe in campo. Mentre Torrisi non molla per Lo Presti, ma alla fine da buon vetusto democristiano, accetterebbe anche Condorelli, col quale ha parlato a lungo pur rimanendo questi ancora coordinatore locale del MpA. Solo così eviterebbe la candidatura di Panebianco sul quale ha messo un assoluto divieto. Solite menate per non perdere la leadership cittadina.
L’ipotesi di accordo con Lombardo, comunque, rimane lontano. Niente accordi col PdL su base regionale, sarebbe l’ipotesi più accreditata. In particolare a Paternò dove il Movimento del Governatore ha effettuato una opposizione ferma contro questa classe dirigente che governa da dieci anni.
“I cittadini non capirebbero, -afferma un deputato del MpA vicino all’Altra Sicilia che segue con attenzione Paternò- daremmo l’impressione, come è, che la politica viaggi su binari diversi rispetto al sentire comune. Questa è una battaglia elettorale simbolo e pertanto il discrimine deve essere il messaggio da consegnare agli elettori. Una scelta di campo pro o contro chi ha governato politicamente per anni la Città. Non è più tempo di giochetti. Bisogna dare alternative al cittadino e il partito che ha governato ha il dovere di presentarsi con le proprie facce al giudizio della gente. Noi, come la sinistra non ci siamo stati e siamo l’alternativa”.
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