lunedì 10 maggio 2010

Sicilia, Paternò - IL PHARAONE E' NUDO


A FURIA DI CIUCCIARE GLI SI SON RISTRETTE LE POCHE "PALLE" CHE AVEVA
( per questo post tutti i commenti saranno sottoposti al vaglio della censura)

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Un anno fa avevamo pubblicato questa vignetta che aveva suscitato tanta reazione, perfino una audizione presso Sua Maestà affinché intercedesse e facesse smorzare la satira che tanto fastidio suscitava.
Adesso con questa anteprima criptica iniziamo la campagna di primavera.
La nostra tribù disotterra l'ascia di guerra ci dipingiamo in viso i colori della battaglia, usciamo dalla riserva indiana ......... e chi ha più filo da tessere .... TESSA, accussì finisci sta farsa.

giovedì 6 maggio 2010

Sicilia, Il PdL ed i suoi servi



"Apprendo dai media di un incontro nelle prossime ore tra me, alcuni esponenti cosiddetti lealisti e il Presidente Silvio Berlusconi. Bene, me ne rallegro! Solo che hanno dimenticato di avvisarmi. Ma in fondo, che volete che sia?  Capisco che possa da taluni essere considerato un dettaglio informarmi di una riunione, cui si dà per certo la mia stessa presenza. Pazienza, me ne farò una ragione. Per fortuna, ci sono le televisioni e i tg a tenermi l’agenda e ad informarmi dei miei impegni.

Però, mi domando: qualcuno ha avvisato il Presidente? O forse gli si vuol fare una bella improvvisata, stile siculo, guantiera di dolci e bottiglia di vino in mano? Magari, perchè no, andare sotto Palazzo Grazioli, citofonare e dire: “Presidente, ci apra, siamo noi, quelli del Pdl siciliano, Sicilia, noi, quelli leali ribelli, lealisti sleali…insomma siamo noi, ci apra”. Ma si, proprio una bella improvvisata! Non vorrei, però, che sia un pò troppo per il Presidente, impegnato, com’è, a risolvere questioni nazionali ed internazionali della massima importanza. A pensarci bene, almeno lui, è meglio che lo avvisino.
Oppure, non sarà mica una specie di sketch, mandato in onda dal tg regionale? Qualcosa mi riporta alla mente una gag dei nostri bravissimi Ficarra e Picone: chiederò a Staffsud di cercarla e metterla on line, così ci facciamo altre due belle risate. Alla prossima". 
Gianfranco Micciché


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Proprio così, c'è da farsi veramente due belle risate. La farsa che ci propinano quotidianamente quelli del PdL cosiddetto lealista che affamati ed assetati (questo mi ha affermato un loro deputato regionale) non ci stanno più con la testa e guardano Lombardo come quello che prima gli ha tagliato i viveri e poi tolto lo sgabello da sotto il culo.
Hanno un atteggiamento acido, anzi, hanno molta acidità che gli perfora lo stomaco, non riescono più a vivere tranquilli, ed ogni giorno fanno esternazioni, che definirei sfoghi, lai, direbbe padre Dante.
Soprattutto Castiglione, il Presidente delle Provincia di Catania, tutti i giorni a lamentarsi.
Traditori, farabutti, scorretti, questi i temi giornalieri .... voleva farlo proprio lui il Presidente della Regione, e Micciché a prenderlo per il culo ... come avrete di certo letto sopra.
Adesso si rivolge al proprio dante causa, il ministro Alfano, come quei scolaretti che adiscono il maestro per qualche torto subito in classe.
Gli brucia proprio il fatto che nonostante il proprio arroccamento e l'opposizione decisa, le leggi in Parlamento passano e la finanziaria regionale che avrebbe dovuto essere il day-after è stato invece il trionfo di chi vuole governare la Sicilia ed andare avanti a prescindere dalle formulette partitiche.
Il tutto mentre Berlusconi se ne fotte e sta a guardare, tanto.............
Ai poveracci, non bastano nemmeno i gastroprotettori (per loro), e si abbarbicano su ogni cosa che emerge, ogni pelo gli pare una trave, e giù querele (a Lombardo) per avere detto in Parlamento ed in "mondovisione" ciò che tutti sapevano per averlo letto sulla stampa periodica e su atti riservati (ma che dalle nostre parti di riservato non vi è nulla), facendo a nostro avviso un autogol per più motivi, non ultimi quelli di fare riparlare, con documentazione alla mano stavolta e con dovizia di particolari inediti, di una vicenda dolorosa per la comunità che vi è coinvolta, Paternò in questo caso, trascinata nella melma non da chi ne ha parlato pubblicamente (Lombardo) bensì da chi l'ha usata in modo malverso (il PdL locale e non). Non ha certo colpe il cronista ma l'autore del misfatto, mi pare.
 Ed io che sbaglindo li avevo definiti camerieri di un solo padrone, LUI, non è così, questi sono servi perché non hanno nemmeno la dignità professionale che hanno i camerieri, i quali vengono pagati e ai quali si porta rispetto all'interno di regole contrattuali ma loro non sono in questa condizione, sono SERVI.
Continuate nell'avversione nei confronti di una storia che vi travolgerà, quella della rivoluzione democratica di una Sicilia che ha bisogno del riscatto definitivo, non asservita a nessun servo del padrone romano.
Noi rimaniamo all'interno della riserva indiana ad osservare il vostro fallimento, ridendo di voi, anche, e non solo, per come vi tratta Gianfranco Micciché, senza nessun freno inibitorio, con schiettezza e chiarezza, vi conosce molto, molto bene ... ma io ancor meglio !!!

mercoledì 28 aprile 2010

L'ASCARISMO CONTRO LA SICILIA



Dal BLOG di Gianfranco Micciché:
La notiziache che alcuni parlamentari siciliani, cosiddetti "lealisti", hanno presentato al Ministro Tremonti un'interpellanza urgente (dai contenutivolutamente allarmistici e tendenziosi),tecnicamente per sapere se la Regione Siciliana abbia rispettato nel 2009 il patto di stabilità, praticamente per tentare ancora una volta di mettere il bastone tra le ruote al governo regionale, mi ha colto un pò di sorpresa, rispetto agli appelli degli ultimi giorni, invocanti il dialogo e l'unità.
Se queste sono le premesse del dialogo e dell'unità, credo proprio che non si vada da nessuna parte! Su che cosa dovrebbe vertere il dialogo? Sul modo in cui far cadere l'inviso governatore catanese? Sulla strategia da mettere in atto per sovvertire la volontà dei siciliani e portarli di nuovo alle urne o, peggio ancora, costringerli a un governo di Sinistra? Su che cosa vogliono costruire l'unità? Su azioni pseudo politiche, come quest'ultima, volte non ad indirizzare e determinare la politicaregionale (come dovrebbe convenirsi al maggior partito della coalizione), bensì a sopprimere il nemico? Su una cruenta guerra di potere, che rischia di lasciare sul campo milioni di vittime siciliane?
Invocare strumentalmente l'intervento del Ministro Tremontimi pare l'azione meno costruttiva e meno elegante che questi deputati potessero compiere: meno costruttiva per la nostra terra, che ha bisogno, oggi, di un bilancio che rimanga fuori dall'agone di una sterile politica-litigiosa e consenta concretamente alla Regione diproseguire nell'opera di risanamento delle finanze, dopo sessant'anni di sprechi e scelte scriteriate; meno elegante, perchè equivale all'ennesimo tentativo di consegnare a squallide logiche ascariste l'immagine e il destino della Sicilia.
E' una storia che si ripete! Vendersi agli altri, per svendere la propria gente, al prezzo modico di una presidenza o di un ministero o di chissà che cosa. Un film già visto altre volte, un remake proiettato in tutte le sale dell'Isola; e i siciliani qui, a fare, malgrado loro, da spettatori e a pagare il biglietto ... altro che se lo pagano!

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Dopo il disegno di legge costituzionale sulla sfiducia al presidente della regione, ora questa ennesima porcata. Scrivevo un paio di post fa, che la scelta è tra il farsi cacciare o il mandarli a quel paese. Berlusconi propabilmente cercherà di mantenere tutti nello stesso ovile, e dal suo punto di vista ci può stare. Ma guardiamo la realtà: Come si può pensare di continuare a fare politica con questa banda di masnadieri, che graziati dal bacio di re Silvio, continuano a perpetrare danni a quest’isola, pur di rimanere abbarbicati ad una sedia romana, che occupano in maniera indegna. e siccome dire alcuni è generico mi facio carico di scrivere i nomi degli Ascari in questione: 

PAGANO ALESSANDRO – primo firmatario
FONTANA VINCENZO ANTONIO
MARINELLO GIUSEPPE FRANCESCO MARIA
GIBIINO VINCENZO
GERMANA’ ANTONINO SALVATORE
TORRISI SALVATORE
GAROFALO VINCENZO
PALUMBO GIUSEPPE
GIAMMANCO GABRIELLA


a questi si aggiungono altri 25 parlamentari di altre regioni, che firmano per spirito di corpo senza magari leggere quello che firmano.
Non vi è dubbio che Pagano, conosce bene gli artifizi contabili di cui parla, considerato che da Assessore regionale al Bilancio ne ha sicuramente autorizzati alcuni, ivi compresi quelli di cui parla. Sulla questione del fondo di quiescenza, se avessero avuto la pazienza di attendere la formulazione dei documenti di bilancio e la finanziaria per il 2010 avrebbero trovato le risposte cercate. Il che dimostra che sono in malafede e votati a fare danno. l’interpellanza è del 13 aprile e annunciata il 21 in aula.
Che altro dire? UNA VERGOGNA  contro il POPOLO SICILIANO

venerdì 23 aprile 2010

Il Partito del Sud sempre più indispensabile




Oggi, più che mai, è indispensabile che ci sia un Partito del Sud“. Questa la conseguenza che trae Raffaele Lombardo dalla lite tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini, avvenuta ieri durante la direzionale nazionale del Pdl.
Infatti, avendo “Fini posto anche il tema dell’appiattimento del Pdl rispetto alla Lega e alle sue politiche”, ciò dovrebbe portare lo spostamento del baricentro dell’azione del governo verso il Mezzogiorno.
In quest’ambito s’inserisce il Partito del Sud, “unico strumento che serve a compensare lo strapotere obiettivo della Lega, che fa bene il suo mestiere per il Nord”, indispensabile “per equilibrare i due piatti della bilancia”.

martedì 20 aprile 2010

Sicilia, Paternò - L’avvocato di Lombardo: “Mai detto che Torrisi è colluso con la mafia”

“Con molta sofferenza intendo esprimere il mio disappunto sul contenuto diffamatorio nei miei confronti dell’intervento del presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo”. Lo afferma Salvatore Torrisi – deputato del Pdl e componente della commissione Antimafia – in una lettera inviata oggi al presidente dell’Ars, Francesco Cascio e al presidente dell’Antimafia, Giuseppe Pisanu. Torrisi fa riferimento alle dichiarazioni rese all’Ars dal governatore siciliano lo scorso 13 aprile e annuncia che si rivolgerà alla magistratura. “Non comprendo affatto – spiega Torrisi – la ragione per la quale egli mi abbia indicato, offendendo gravemente la mia onorabilità. Mi riferisco al passaggio in cui per il solo motivo di avere trattenuto rapporti d’ordine politico con un certo Frisenna (già consigliere e assessore al Comune di Paternò) dovrei essere considerato contiguo alle sue private e dubbie frequentazioni con ambienti mafiosi. Chiarisco e sottolineo che non appartengo né a certe ‘menti raffinate’ né, tanto meno, sono politicamente tanto potente. Dunque, ritengo altamente lesivo verso la mia persona e la mia immagine – sia politica che morale – tali dichiarazioni”. “Pertanto – si legge nella missiva – contro le diffamazioni del presidente Lombardo non ho altra scelta che rivolgermi alla magistratura”.


“I riferimenti all’onorevole Salvo Torrisi citate nel suo intervento in aula dal presidente Raffaele Lombardo, erano riferite a contenuti testuali di intercettazioni con l’esponente di Forza Italia Carmelo Frisenna, peraltro abbastanza note anche perché pubblicate da un periodico locale a Catania”. Lo afferma l’avvocato Carmelo Galati, in qualità di legale del presidente della Regione Siciliana. “Nella fattispecie, come si può evincere chiaramente dal resoconto stenografico – osserva il legale – il presidente Lombardo si è limitato a ricordarne l’esistenza senza fare alcun riferimento, né diretto né indiretto, a presunte collusioni con ambienti mafiosi dell’onorevole Torrisi”.

domenica 18 aprile 2010

Sicilia, Raffaele Lombardo e Paternò Caput Mundi


Noi non ci siamo meravigliati. Da più di un anno i media scrivono le stesse cose che il Presidente Lombardo ha detto martedì scorso al Parlamento Siciliano. Certo la platea è stata diversa, tutta Europa ha ascoltato. Certo l’autorevolezza del Presidente della Regione fa assumere alle notizie un peso specifico diverso. Ma i temi sempre gli stessi, Paternò, e questo non può smentirlo nessuno, da tempo definita da noi crocevia della politica provinciale ed oltre, CAPUT MUNDI .
Abbiamo scritto fiumi di parole su questa ridente ( sic ! ) cittadina alle falde dell’Etna, abbiamo stigmatizzato l’azione politico-amministrativa a volte facendo le pulci agli atti amministrativi e criticato aspramente l’azione dell’amministrazione comunale. Non è successo nulla. Ci guardano con superiore supponenza. E a parte qualche macchina data alle fiamme, qualche minaccia di morte, qualche anonimo volantino di insulti ( ma l’anonimo è stato beccato per stupidaggine ), il nulla. Nessun risultato da parte degli inquirenti e soprattutto nessuna reazione dei cittadini, nessuna  replica dell’opposizione ( qualora ce ne fosse alcuna ), solo l’assoluto asservimento intellettuale … di tutti, per timore o per amore, o forse per interesse.
Adesso questa sedicente classe dirigente paternese, dopo l’esposizione dei fatti da parte di Lombardo, reagisce, come se queste cose non le sapesse meglio di lui, e reagisce cercando di trascinare l’opinione pubblica sullo sdegno in una difesa della città, non hanno altri argomenti.
“Paternò non è Corleone”  – dicono – “non si può criminalizzare una comunità”. Ma nessuno potrebbe lontanamente paragonare Paternò a Corleone, lo spessore era o è diverso, nella cittadina etnea vi sono solamente aborti. Aborti di criminalità organizzata (nel senso che ci tentano ma non ci riescono nemmeno), aborti politici, aborti imprenditoriali ed aborti sociali.
E poi di certo Lombardo non credo abbia voluto criminalizzare genericamente la città di Paternò.
Una città sventurata, caro Presidente, ove altri e non Lombardo vengono a mietere consensi consistenti, costituiscono lobby di potere, la usano per fini diversi e personali senza nessun vantaggio per la stessa comunità, dove i cittadini si abbrutiscono sempre più.
Ma di ciò il POPOLO non si indigna !!!
Consenso drogato per perpetuare il potere personale di questa classe dirigente (quello citato da Lombardo è solo la punta dell’iceberg), gestione disinvolta e particolare del territorio, esercizio della malamministrazione del settore dei servizi sociali.
Siamo noiosi e ripetitivi, lo sappiamo bene, ma qui, qualunque cosa succeda (ma non succede mai nulla) la musica è sempre la stessa.
Dei terreni del Termovalorizzatore se ne stanno occupando gli inquirenti, della gestione dell’urbanistica ce ne occuperemo più avanti, ma come spesso ci capita vorremmo riparlare oggi della annosa “questio” Servizi Sociali.
Si, ancora una volta, ma che volete, ce ne danno motivo.
I Fatti: qualche settimana fa abbiamo appreso dalla stampa una denuncia pubblica di un sindacalista (sempre lo stesso per la verità ) che diffidava l’amministrazione a voler iniziare senza ulteriori indugi il servizio di assistenza domiciliare agli anziani, giacchè per contratto lo stesso avrebbe dovuto iniziare entro dieci giorni, ma ahimé erano passati già un paio di mesi e non si capiva come mai la società che si era aggiudicata la gara, per sorteggio, non si era ancora presentata provocando l’interruzione del servizio. E l’amministrazione anziché revocare l’aggiudicazione e scorrere la graduatoria, così come avrebbe dovuto fare ha aspettato sine die la Cooperativa Azione Sociale di Caccamo.
A quel che registriamo, che emerge, che ci riferiscono  soprattutto, un motivo serio ci sarà.
La Cooperativa  AZIONE SOCIALE Soc. Coop. Sociale a.r.l. ONLUS, il cui presidente  risulta essere Luigi Baratta, è una società qualificata, almeno da ciò che affiora dal sito della cooperativa stessa, quindi sarà stato questo il motivo di tanta attesa?
Ci dicono però le malelingue che nelle more dell’assunzione dell’incarico e a seguito delle pressioni sindacali e della stampa una serie spasmodica di telefonate partivano dall’utenza telefonica dell’assessore ( così ci dicono) verso il numero del segretario particolare di un importante uomo politico catanese, del PdL ( ci dicono ), ma la verifica di tutto ciò è di una semplicità indiscutibile, basterebbe che gli inquirenti controllassero le utenze in questione, anche solo i tabulati, ed ecco che ciò che ci sussurrano (ma noi non sappiamo se credere a questa grossa dabbenaggine) assumerebbe certezza e concretezza.
Delle domande ci sorgono tout court:
1.      - Perché l’amministratore in questione, anziché revocare la gara per inadempienza sui tempi, telefona per      sollecitare la cooperativa a prendere servizio?
2.       - Perché non telefona al Presidente della stessa ma si rivolge al segretario del politico importante, ne era il dante causa ???
3.       -Cosa centrerebbe quest’ultimo e cosa ha a che fare con una cooperativa di Caccamo?
Tante voci si rincorrono, forse la cooperativa non aveva ancora la centrale operativa prevista per bando e per la quale era stato dato un punteggio?
E la sede sociale attesa dove e come è stata individuata? Chi è la responsabile locale nominata per lo svolgimento del servizio e come è stata scelta?
Sarebbe a questo punto interessante una replica dell’assessore Cancelliere, che smentisca tali notizie di corridoio. Restiamo quindi in attesa di questo e dei riscontri oggettivi da parte degli inquirenti su tutti i pettegolezzi che ci hanno raccontato, sulle telefonate impertinenti e non pertinenti, se non altro, per fugare il sentore della poca trasparenza dell’azione amministrativa del Comune di Paternò. Ovvero questi hanno la patante di onorabilità permanente, come ha dichiarato qualcuno, e non possono essere “mascariati  “ in alcun modo?
Guardatevi la propria gobba (ce l’hanno..... ce l'hanno) prima di guardare quella degli altri.
Noi di notizie ne abbiamo un archivio intero e non vorremmo pubblicarle tutte, anche perché non basterebbero secoli ad una al giorno e ci toglierebbe tutto il tempo per il nostro lavoro … anche se toglie il malaffare di torno.
Ah!!! Dimenticavamo la ghigliottina .... a noi tanto cara

sabato 10 aprile 2010

Sicilia, Lombardo e l'inchiesta. Chi gioca al tavolo della politica?


Il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, stamani è stato sentito dai  magistrati della procura di Catania. Durante l'incontro il presidente Lombardo, che non si e' avvalso dell'assistenza di legali, ha chiarito la sua 'assoluta estraneita' alle propalazioni contenute negli articoli di stampa oggetto della fuga di notizie'


"Ho trovato magistrati attenti e disponibili - ha spiegato Lombardo - a cui ho riferito tutte le circostanze utili alle verifiche in corso. Ho fornito altresi' elementi precisi e circostanziati a cominciare dalle farneticanti accuse del sig. Avola, che non ho mai conosciuto, affermazioni che mi vedono parte offesa per il reato di calunnia che contestero' a qualsivoglia altro soggetto mi dovesse chiamare in causa impropriamente".

"Ai magistrati - ha continuato Lombardo - ho fornito, altresi', elementi specifici che si pongono come una plausibile chiave di lettura della vicenda nella quale sono indebitamente coinvolto e di cui rendero' conto pubblicamente, perche' ciascuno possa farsi un proprio autonomo convincimento. Ho avuto modo di confutare nel merito gli addebiti contenuti in notizie di stampa, in quanto durante la mia azione politica e in tutta la mia vita ho sempre contrastato l'illegalita', e quella mafiosa in particolare e gli interessi ad essa sottesi, come peraltro dimostrano incontrovertibilmente le mie azioni di presidente della Regione Siciliana. Infine - ha concluso il presidente Lombardo - ho ribadito ai magistrati la mia piena e totale disponibilità, qualora ne ravvisino l'opportunita', a fornire ogni ulteriore elemento utile alla loro azione".
Il procuratore ha sottolineato che il presidente della Regione Siciliana "ha ribadito la sua assoluta estraenità a qualsiasi contaminazione riconducibile a rapporti con esponenti mafiosi". "Ha illustrato in particolare - ha concluso il procuratore D'Agata - le scelte e le iniziative antimafia che con rigore sono state assunte dal governo regionale fin dall'insediamento del governatore Lombardo".

E proprio sulle riforme del Governo Lombardo sapremo nei prossimi giorni i retroscena coperti, quelli che hanno portato il Governatore a dire basta alla realizzazione di mega-interessi oscuri a danno del popolo siciliano.
Sanità, Eolico, Formazione, sono tre questioni oggetto di riforma che  Lombardo ha sensatamente affrontato e sui quali si è frantumata la coalizione. Proprio così. Nei mesi scorsi avevamo affermato che le contestazioni sul Governo Lombardo non sono solo politiche, bensì attengono agli interessi che esso vanifica e portano ad uno scontro senza precedenti, di avversione personale nei confronti di colui il quale, per la prima volta nella storia siciliana, ha spazzato via i coacervi oscuri della macchina regionale, continuando imperterrito sulla strada delle riforme radicali malgrado tutto.

Non abbiamo dimenticato i Termovalorizzatori. Abbiamo solamente lasciato per ultima la questione più importante.

Da mesi oramai gli inquirenti scavano sulla faccenda, ed alcune indiscrezioni sostengono che siano arrivati a scoperchiare fatti che coinvolgerebbero non solo vertici del precedente establishment  regionale (politici e funzionari della passata amministrazione)ma soprattutto personaggi politici e non, amministratori locali di Catania e provincia, mettendo alla luce fatti nuovi quanto gravi ed intrecci che accomunano loschi figuri ad insospettabili notabili della politica.

Forse proprio per questo qualcuno di essi, approfittando delle posizioni di potere ricoperte, ha fatto in modo che venissero pubblicate, con tanto e tale clamore, le notizie, certamente enfatizzate, dei rapporti segretati apparse qualche settimana fa sul quotidiano “La Repubblica”?
  
Nessuno aveva interesse a farlo se non questi.
Distrarre la pubblica opinione e fuorviarla, bruciare le strategie degli inquirenti e spostare l’asse verso Lombardo che aveva fatto saltare l’affare spazzatura?

E’ un’ipotesi poco peregrina atteso che ci troviamo in una terra dove i giocatori seduti al tavolo della pubblica amministrazione non sono solamente i politici, dove la controinformazione è asservita a questi poteri forti che da sempre hanno dominato l’isola, che è arretrata sempre più, poteri che Lombardo cerca con ogni mezzo di lottare, pagando anche questi prezzi, nella speranza di non pagare quello più alto.

Queste sono certamente riflessioni poco innocenti. Noi di “pelo antico”, che sappiamo leggere oltre ciò che appare, cerchiamo di non fare solo scarna cronaca giornalistica, ma entriamo dentro la notizia, rendendo trasparente ciò che si vuole offuscare, LA VERITA', anche pagando costi.

A PENSAR MALE SI FA PECCATO MA MOLTO SPESSO CI SI INDOVINA (Giulio Andreotti).

sabato 3 aprile 2010


PROMETTIAMO CHE PER PASQUA SAREMO BUONI 
... NON LO PROMETTIAMO PER DOPO

lunedì 29 marzo 2010

LOMBARDO: “ABBIAMO COMBATTUTO LA MAFIA, COME NEI TERMOVALORIZZATORI”




 Durissima presa di posizione del Presidente della Regione Raffaele Lombardo in merito alla notizia dell’indagine per concorso esterno in associazione mafiosa. In una dichiarazione pubblica, Lombardo ha dichiarato: “replico a questa pattumiera di notizia di oggi dicendo molto chiaramente che si tratta di notizie paradossali fino ad essere ridicole, la cui matrice circa la diffusione –ne sono convinto anch’io- è politica.





Io non ho mai avuto a che fare, trattato neppure indirettamente, con uomini della mafia, tanto più con questo signor Aiello o l’ altro che mi attribuiva le visite in un bar, si chiama Avola, con una macchina che non ho mai guidato, che non ho mai visto neppure come è fatta.
Dico ancora che non solo io non ho fatto nessun affare con i boss, ma io non faccio affari da mille euro a un miliardo di euro con chicchessia, boss o imprenditori limpidissimi. Alla Regione gli affari sono banditi per quanto riguarda me e per quanto riguarda il mio ruolo. Dico ancora che concretamente noi abbiamo combattuto la mafia e i suoi affari, dall’energia fino ai termovalorizzatori, dove la mafia è infilata fino ai capelli.
E dico ancora che io mi rivolgerò e mi rivolgo alla magistratura, a cui ovviamente offro tutta la mia disponibilità e mi rivolgo anche alla magistratura e non ad altri, non evoco né complotti né congiure, perché mi querelo e mi costituisco parte civile contro chicchessia osi – pentito, collaboratore, quant’altro- dichiarare il contrario”.
Il suo legale, avv. Carmelo Galati, ha precisato:
“In questo momento noi abbiamo soltanto delle indiscrezioni giornalistiche. E’ stato confermato dal Procuratore della Repubblica di Catania dott. D’Agata, autorevolmente, che le notizie sono state propalate con motivazioni o comunque attraverso canali politici, non sappiamo se in atto vi sia un’indagine a carico del Presidente della Regione On. Lombardo, poiché non è pervenuto allo stesso nessun avviso di garanzia, quindi allo stato non siamo in condizione di poter stabilire nulla, si tratta solo di capire se nel prossimo futuro queste notizie, indiscrezioni, anticipate dai giornali, da un giornale in particolare, abbiano o possano avere effetti a danno del Presidente, il quale si tutelerà in tutte le sedi”.

venerdì 26 marzo 2010

Sicilia, Paternò: Servizi Sociali - ZERO TITULI - parte terza


E siamo alla terza (ma non ultima) puntata dell'ultima grana dei servizi sociali di Paternò.
Chi non abbia seguito le prime tre puntate è pregato di rileggerle cercando in questo sito "ZERO TITULI" , avrete una cronistoria puntuale di ciò che è accaduto in quella che noi definiamo la cloaca maxima del Comune di Paternò, ci tediamo ancora una volta a farne il sunto, vorremmo andare avanti con le nostre valutazioni circa la condotta politica di soggetti del PdL locale che da anni gestiscono questo settore importante per le fasce deboli, per quei cittadini che hanno più bisogno di assistenza pubblica di altri, ma che negli anni tante inchieste, provvedimenti giudiziari e processi hanno prodotto sottolineando la malaamministrazione, e che i vertici di quel partito, ancora, come sempre negli ultimi anni, difendono l'indifendibile anzicché qualificare gli interventi, e che adesso passano al contrattacco con la disinformazione mendace.
Abbiamo riportato sopra due articoli tratti dai quotidiani La Sicilia (quello a sinistra) del 25 marzo e del Giornale di Sicilia (quello a destra) del 23 marzo e li abbiamo anche letti, per scoprire che l'assessore al ramo cerca di arrabbattarsi per non affogare.
Ma Assessore come puoi fare certe affermazioni smentite da documenti ufficiali vuoi proprio mettere la mortadella avanti gli occhi dei cittadini per non fare vedere ciò che hai combinato, anche se in una tua dichiarazione su la Sicilia, ti discolpi, dando la colpa ai funzionari, dicendo che il politico (che saresti tu, ma noi abbiamo tanti dubbi in merito) da solamente gli indirizzi e che i funzionari fanno il resto.
Come sai perfettamente che la lettera del sindacato che denunziava le irregolarità è antecedente alla gara e cioè del 31 gennaio, è possibile che tu non l'hai proprio letta? Abbiamo dubbi, anche perchè avresti potuto bloccare la gara in qualsiasi caso.
Come certamente sei a conoscenza di ciò che ha scritto l'Ufficio Provinciale del Lavoro circa quali titoli occorrono per espletare la professione di assistenza igienico personale alla persona, abbiamo perfino pubblicato il documento su questo sito, lo abbiamo inviato agli organi tutori Regionali e Giudiziari che ti assicuro si attiveranno.
Affermi:  "Se ci fosse qualche irregolarità perché non presentare prima un apposito ricorso anziché parlare adesso. La legge richiede come qualifica quella di operatore socio sanitario, mentre per il personale che non avrebbe tale titolo la normativa specifica che sono sufficienti almeno tre anni di esperienza nel settore». (Giornaledi Sicilia del 23.03.2010)
Me ti rendi conto di ciò che dici oppure è una difesa strenua di una posizione indifendibile. Della questione se n'é parlato sin da subito, ne è stata investita l'opinione pubblica, anche tu lo sapevi perchè hai letto la lettera, gli articoli, hai perfino stigmatizzato pubblicamente il comportamento del sindacalista (così ci riferiscono testimoni) e adesso mendacemente dici di saperlo solo ora? E poi quale sarebbe la normativa specifica in virtù della quale basterebbero tre anni di esperienza? Affermazioni risibili, che nascondono un nervosismo inusitato rispetto chi dovrebbe amministrare la cosa pubblica in modo asettico senza preservare né sacche di privilegio alcuno né ALTRO.
Onorevole Torrisi, tu che hai la responsabilità politica più alta in questa città, non ti accorgi che le scelte che fai (O CHE HAI FATTO) non ti rendono, e se fino adesso non te ne sei accorto OGGI non hai più alibi, MANDALI A CASA, non solo non sono bravi politici ed ancor pessimi amministratori, ma non sanno nemmeno comunicare ovvero fare ammenda degli errori che commettono, dovrebbero andarsene per sempre e chiedere perdono alla Città.
Prima Gennaro (Leone) , poi Frisenna, adesso Cancelliere, ma non se ne può più.
Proporrei di chiamarli SERVIZI ASOCIALI, che ne dici?
Vi raccomando rileggetevi le altre due puntate per memoria ..... ZERO TITULI   :-)
A BIENTOT
P.S. - Noi ci attiveremo presso la Regione per avere contezza e certezza di ciò che è accaduto e che accade.

sabato 20 marzo 2010

INTERESSANTE SCOPRIRE COSA NE PENSA IL POPOLO DEL VIDEO : Tutto Tranne Berlusconi


Noi siamo asettici rispetto al contenuto del video, cioè non sudiamo né ci emozioniamo, ma ritenendo la libera espressione l'aspetto più importante di una democrazia e la satira è la forma più alta di tale espressione, noi lo pubblichiamo in modo che tutti possano valutarlo, nel momento in cui le televisioni sono state private dei programmi di approfondimento e la RETE dovrebbe sopperire a tale grave forma di censura, vorremmo sapere cosa ne pensano i lettori .... sia in pubblico che in privato

sabato 13 marzo 2010

Miccichè lascia il Pdl per Lombardo



Il sottosegretario alla presidenza
del Consiglio: sì al Partito del Sud
PALERMO
Il matrimonio politico tra il presidente della Regione Sicilia Raffaele Lombardo e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianfranco Miccichè è stato ufficializzato oggi a Palermo, al termine del convegno "Regioni, riforme, autonomie".

Un’unione che dunque spiana la strada alla costituzione del partito del Sud ben prima della prossima chiamata alle urne per le elezioni politiche. «Non potevamo più ritardare il nostro percorso politico del Partito del Sud - ha detto Lombardo -, e in questi giorni abbiamo quasi ufficializzato la nascita di questo forte e nuovo soggetto politico che dovrà entrare in azione presto. Soprattutto per impedire, ad esempio, l’approvazione dei decreti attuativi del federalismo fiscale voluta dalla Lega».

Alle parole del governatore siciliano fanno eco quelle del sottosegretario alla presidenza del Consiglio: «Sarà un partito trasversale, le cui finalità andranno oltre il divario destra-sinistra, in un’ottica di esclusivo interesse per i cittadini». Spettatori d’eccezione alla nascita di questa unione sono stati il capogruppo all’Ars del Pd Antonello Cracolici, e il senatore Beppe Lumia, che hanno dichiarato entrambi di «assistere con interesse queste nuove dinamiche». Al giornalista che gli chiede se a questo punto, dopo aver annunciato il varo del Partito del Sud in tandem con Raffaele Lombardo, dirà addio al Pdl, Gianfranco Miccichè, risponde in modo chiaro: «Non lascerei mai il Pdl, ma non è possibile dar vita al Partito del Sud dentro il Pdl, non crede?».

Uno scossone, considerato che il sottosegretario alla Presidenza è stato il fondatore in Sicilia di Forza Italia, principale "azionista" del Pdl. Ma, dopo avere ispirato la fronda intera al partito con la nascita del Pdl-Sicilia, allo scopo di sostenere il Lombardo ter, Miccichè sembra volere andare avanti senza troppi rimpianti. Semmai il problema è sui numeri: «Se non raggiungeremo il 20% in Sicilia non se ne fa nulla». E racconta che l’idea del Partito del Sud è diventata per lui «irrinunciabile» molto prima della nascita del Partito delle libertà ed esattamente in seguito ad un episodio avvenuto nel 2005, quando titolare del ministero per lo Sviluppo e la coesione territoriale presentò in Consiglio dei ministri una norma sull’utilizzo dei fondi strutturali. «Incontrai l’opposizione della Lega - racconta Miccichè - e Berlusconi mi chiese di ritirare la norma. Io insistetti e volli ragione di questa sua posizione. Mi rispose: perchè loro sono un partito e tu no. Fu allora - conclude Miccichè - che ho capito che dovevo fare un partito» (La Stampa)


Sancito a Palermo, a conclusione del convegno su "Regioni, riforme, autonomie", il si' ufficiale tra il governatore della Sicilia Raffaele Lombardo e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianfranco Micciche' sulla costituzione del partito del Sud prima delle prossime elezioni politiche. "Sara' un partito trasversale che superera' il divario destra-sinistra e terra' presente solo gli interessi dei cittadini e del territorio", ha spiegato Micciche', accogliendo l'invito rivoltogli dal presidente della Regione. "Non hai bisogno di chiedermi conferme sulla volonta' di proseguire su questo progetto - ha detto Micciche' a Lombardo - io ormai vivo solo per questo". 'Testimoni' delle 'nozze' politiche tra i due, il capogruppo del Pd all'Ars Antonello Cracolici e il senatore del Pd Beppe Lumia che hanno dichiarato di guardare con interesse alla nascita del movimento. "E' un momento importante perche' abbiamo registrato oggi la nascita di qualcosa di nuovo - ha detto Raffaele Lombardo - qualcosa che parla di una nuova autonomia e che segna un'inversione dal processo di disintegrazione sociale ed economica verso cui la Sicilia va incontro e al quale i partiti nazionali non sanno dare risposta". "I nostri primari obiettivi - ha chiarito il leader del Mpa - saranno un forte interesse per il territorio, ispirato all'innovazione, la lotta alla mafia, la riforma della burocrazia e la selezione di una classe dirigente di qualita'". Quanto alle forze che si coalizzeranno intorno al nuovo progetto politico, Lombardo ha espresso apprezzamento per l'interesse
 manifestato da Lumia, Cracolici e Michele Cimino del Pdl. Grande fiducia sui numeri del movimento "Se non raggiungeremo il 20% in Sicilia non se ne fa nulla", ha detto Micciche' con una battuta, confermando senza rimpianti la sua uscita dal Pdl, dopo avere fondato Forza Italia nell'Isola e piu' recentemente il Pdl-Sicilia rompendo con i vertici regionali.  (AGI)

"Abbiamo un'occasione storica. Non fare il Partito del Sud sarebbe criminale. Per crearlo sono disposto a uscire dal Pdl. Non si può stare con un piede in due scarpe. Se il Partito del Sud lo facesse il Pdl sarei felice, ma non sarà così". Gianfranco Miccichè ha rotto gli indugi. Dopo l'ultimo appello lanciatogli dal governatore siciliano Raffaele Lombardo (Mpa), il sottosegretario e fondatore del Pdl Sicilia ha annunciato che sarà della partita. Lo ha fatto al convegno organizzato dal Mpa all'hotel Villa Igiea di Palermo su "Regioni, riforme e autonomie".

"Deve essere pronto per le prossime politiche - ha aggiunto Miccichè - questo è l'importante. Dobbiamo partire con il piede giusto e in Sicilia dobbiamo ottenere il 40%". Quanto ai rapporti con il Pd, finora uno degli scogli più difficili da superare, ha sottolineato: "Per fare il Partito del Sud posso sopportare anche Lumia e Cracolici". Adesso, ha concluso, "tocca a Lombardo: dobbiamo puntare alla qualità con una classe dirigente straordinaria. Facciamo la rivoluzione".

In mattinata, proprio Lombardo aveva detto: "La formazione del Partito del Sud non dipende solo da me, sentiamo cosa ne pensa Miccichè". E il governatore è stato accontentato. Ma incassato l'ok del sottosegretario alla Presidenza, Lombardo ha rilanciato chiedendo di accelerare i tempi. "Non possiamo più ritardare il nostro percorso politico del Partito del Sud", ha affermato  Lombardo. "In questi giorni - ha aggiunto - abbiamo quasi ufficializzato la nascita di questo forte soggetto politico. Dobbiamo scendere presto in campo, anche prima delle politiche. Per impedire, per esempio, l'approvazione dei decreti attuativi del federalismo fiscale voluta dalla Lega. Ci dobbiamo sbrigare".

Schifani. "Personalmente sono sempre stato e continuo a essere convinto che il sud vada tutelato attraverso l'impegno dei parlamentari del Mezzogiorno, di qualunque area politica essi siano. Esiste il Parlamento, esiste un governo con ministri del sud che quotidianamente si possono impegnare per tutelare il Mezzogiorno". Così, il presidente del Senato Renato Schifani, ha bocciato l'idea del Partito del Sud.

Lumia.
 "Se il Partito del Sud servirà a spezzare i vecchi schemi della politica nel suo ruolo di intermediatore burocratico clientelare e a dare vita a una nuova classe dirigente che sappia costruire legalità e sviluppo, potrà essere l'occasione per intraprendere insieme con il Pd un percorso politico comune", ha affermato il senatore del Pd Giuseppe Lumia. "Oggi siamo di fronte a un'unità d'Italia sbagliata - ha aggiunto - con un Nord che investe e cresce e un Sud che consuma e si organizza in modo assistenziale. Il Partito del Sud ha senso solo se servirà a spezzare il sistema clientelare e spesso affaristico mafioso alla base di questo divario". (La Repubblica)


martedì 23 febbraio 2010

Sicilia, Una Terra Da Spremere


Apprendiamo da SICILIAMEDIAWEB questa notizia:
Da ieri circa 30 mila lavoratori della Fiat Auto sono in cassa integrazione. La cig durerà due settimane. Fino al 7 marzo bloccato anche l'indotto della produzione di autovetture. La catena di montaggio ripartirà lunedì 8. Il provvedimento, quasi senza precedenti nella storia recente della Fiat, riguarda gli operai di Mirafiori, Cassino, Pomigliano, Melfi, la Sevel di Castel di Sangro e Termini Imerese.
Il 5 marzo, al Ministero delle Attività produttive, si scriverà l’ennesimo capitolo della vicenda che tocca proprio Termini Imerese. John Elkann intervenendo ieri ad una iniziativa in ricordo di Candido Cannavò, ad un anno della scomparsa, ha ribadito: “Su Termini Imerese abbiamo già detto tutto”. Parole che sono suonate come una smentita delle dichiarazioni del ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, che a Repubblica aveva detto “la Fiat ha già cambiato atteggiamento, ora e' più disponibile al dialogo”.
L'azienda si era già espressa il 26 gennaio, motivando la sua decisione con il calo degli ordinativi a inizio 2010 e la conseguente necessità di ridimensionare la produzione. Il calo sarebbe imputabile al mancato rinnovo degli eco-incentivi statali, una scelta confermata dall'esecutivo dopo il vertice spagnolo dei ministri europei dell'Industria, lo scorso 9 febbraio.
L'annuncio della cassa integrazione arrivò dopo la notizia che la Fiat avrebbe distribuito un dividendo, relativo al 2009, di 237 milioni di euro per gli azionisti. Ora la cig parte dopo che due giorni fa si è venuto a sapere che Sergio Machionne, Luca Cordero di Montezemolo, e Jonh Elkann, rispettivamente amministratore delegato, presidente e vicepresidente, guadagneranno complessivamente oltre dieci milioni di euro per aver raggiunto gli obiettivi di bilancio 2009. Rispetto allo scorso anno aumenteranno di un terzo i loro compensi, se l'assemblea degli azionisti del 26 marzo approverà. Insomma, la Fiat ci mette del suo per non farsi ben volere agli occhi dell'opinione pubblica.
Sono cifre inimmaginabili per chi, con una settimana di cassa integrazione vedrà il suo salario, già tra i più bassi d'Europa, assottigliarsi ulteriormente. 
Il dato che siamo colonia è certo e che le valutazioni sui problemi reali della nostra gente vengano prese con supponenza da questi giovani rampolli che nulla hanno fatto nella vita se non avere avuto la fortuna di ereditare il nome ed il patrimonio del più grande gruppo industriale e finanzario d'Italia, ci irrita sempre più ... ma non facciamo nulla.

Se il meridione in genere e la Sicilia in particolare viene vista come terra non Italiana che serve solo per il consumo ed anche ad attingere per 50 anni le provvidenze dello stato, attraverso i vari istituti che si sono susseguiti negli anni,  cassa per il mezzogiorno prima e insediamenti in zona ad obiettivo uno, dopo , ci porta sempre più a considerare la nostra isola "cosa diversa" rispetto all'Italia continentale che continua a fare gli interessi del nord ricco che ci ha invaso  e depauperato tutto. Nel 1861 le lire oro del Banco di Sicilia, adesso anche il Banco stesso, che per decisione unilaterale di Unicredito chiude e con esso chiude anche la sua gloriosa storia, ma di questo pochi se ne accorgono. E ci se ne accorge ancor meno delle conseguenze che tutto ciò possa avere.

Riportiamo alcune osservazioni di lettori attenti:

"CON L'ULTIMA PUNTATA SUL CREDITO IN SICILIA TERMINA UNA DELLE LUNGHE TRAGEDIE ECONOMICHE E SOCIALI DELLA SICILIA . CHIUSA LA CASSA DI RISPARMIO, CHIUSO IL BANCO DI SICILIA, AZZERATE LE BANCHE MINORI SICILIANE ACQUISITE DALLE BANCHE DEL NORD, ADESSO ANCOR DI PIU' LO SVILUPPO DELLA SICILIA DIPENDE DAI POTERI FORTI DELLA FINANZA DEL NORD, DAI BANCHIERI CHE PUNTANO SOLO ED ESCLUSIVAMENTE AL VALORE DEL CREDITO LEGATO ALL'INVESTIMENTO SICURO E GARANTITO. L'IMPRENDITORE SICILIANO PUO' STARE CERTO CHE I SUOI PROGETTI SARANNO FINANZIATI SOLO SE SONO SICURI E GARANTITI DAL CAPITALE DELL'IMPRENDITORE E NON TANTO SULLA BONTA' ECONOMICA E IL VALORE DELL'IDEA IMPRENDITORIALE FONTE DI SVILUPPO A MEDIO E LUNGO TERMINE. LA POLITICA,PURTROPPO SEMPRE PIU' LONTANA E SEMPRE PIU' MENO POLITICA A SERVIZIO DELLA SICILIA"


"Visto il ciarapame che ci circonda, lo stato che ci abbandona e tutto a seguire, precisando che noi siciliani abbiamo comunque moltissime colpe, mi date un buon motivo per festeggiare i 150 anni dell'Unità D'Italia?  Alla fine ....incomincio a pensare che sia meglio andare da soli che non essere legati all'Italia; alla fine o acceleriamo la nostra decadenza o forse riusciamo a rialzarci un poco visto che non dobbiamo attenderci  aiuti da nessuno".

E nessun ulteriore commento vogliamo fare, li lasciamo a voi.



domenica 21 febbraio 2010

Raffaele Lombardo e la sua politica visto da Adolfo Messina - intervista di Michele Santoro su OsservatorioSicilia




Politica e sicilianità. Il nostro giornale, sicilianista e “sui generis”, di norma non fa interviste a politici e personaggi vari, ma abbiamo voluto fare una eccezione e quindi abbiamo deciso di intervistare il nostro “collega” Adolfo Messina – ADOMEX, corsivista attento e acuto di politica e società, che però non dimentica la vasta esperienza ed il passato di politico di lungo corso in prima linea. L’epiteto “collega” tra virgolette, è giustificato dal fatto che lui si definisce più opinionista – polemista che giornalista.
Politico, burocrate, serio professionista e “giornalista”, ma profondamente siciliano, Messina le sue idee le esprime con chiarezza e senso di responsabilità anche a costo di andare contro corrente; ha ricoperto con la D.C., nel periodo politici definito impropriamente prima repubblica, tanti  incarichi pubblici e politici a livello provinciale, successivamente, con l’avvento della “secondo repubblica”, anche a livello nazionale, fino ad approdare alla corte del Presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo. Messina non nasconde la sua profonda amicizia con Lombardo che definisce “ “Un autentico amico da circa 40anni”  e aggiunge “iniziammo assieme e giovanissimi nel movimento giovanile DC, – afferma Adolfo Messina – col quale ho collaborato lealmente ed affettuosamente pur non appartenendo né alla stessa corrente democristiana prima, e nemmeno nello stesso partito dopo che la DC era scomparsa. Ognuno nei suoi ruoli e per gli incarichi ricoperti. Ma la stima, l’affetto  ed il “favor intelligentiae”  ha fatto si che la corrispondenza non si interrompesse mai.
Lo ritengo l’uomo della prospettiva, ha un passo in più rispetto a … tutti quelli che ho conosciuto, e ne ho conosciuto tantissimi”.  
D        Raffaele Lombardo ha più svolte giustificato la sua scelta di campo malgrado avesse solennemente affermato a Bari nel 2005 che non si sarebbe schierato né con la destra né con la sinistra. Smentendosi clamorosamente, ha fatto una scelta che l’ha portato alla presidenza ma i giochi di palazzo assecondati da Gianfranco Miccichè che non ha mai nascosto la sua voglia di presidenza, che lo vedono amoreggiare “politicamente” con il PD, fanno pensare ai cittadini che alla fine Lombardo non è meglio di quanti lo hanno preceduto.  Possibile aspettarsi qualcosa di buono per il futuro in questa situazione? 
R        “Ritengo che in politica una cosa importante è vincere e non tentare avventure velleitarie, per cui in un sistema elettorale maggioritario sarebbe da folli andare da soli. Lombardo che folle non è ha accettato la proposta del Centrodestra a candidarsi a Presidente della Regione Siciliana, esponendo un suo programma preciso intriso di riforme radicali, molti pensavano che fossero solamente dichiarazioni d’intendo, ma chi lo conosce bene avrebbe dovuto sapere che non lo erano affatto. Questo è stato il contratto coi siciliani, e la coalizione che lo sosteneva avrebbe dovuto realizzare tali propositi e non remare contro, alcuni,  per far rimanere le cose cristallizzate e mantenere i propri interessi. Avrebbe potuto  comodamente fare il Presidente come altri che lo avevano preceduto, al massimo girandosi dall’altro lato per non vedere. Invece no, ha scelto la via personalmente più scomoda ma quella che lo rende, proprio per questa sua dote, meglio di quanti lo hanno preceduto. Ecco perché,  se lo facessero lavorare con serenità,  la Sicilia avrebbe certamente dei vantaggi enormi e non solamente qualcosa di buono, come chiede lei”.   
D        All’ARS il PDL si è diviso ad opera di Miccichè, in periferia, vedi Marsala, di PDL ce ne sono almeno tre, il PDl dei lealisti, il PDl Sicilia che vede Giulia Adamo la principale condottiera, e il PPE per il PDL di Massimo Grillo … A Marsala l’unica cosa certa è che il PDl Sicilia è contro la giunta Carini, mentre all’ARS appoggia Lombardo.  Ma andando a ritroso nel tempo, su Ragusa News del 23/2/2008, : “Posso riferirvi (parlerebbe l’attuale ministro Prestigiacomo) che la lista (che avrebbe dovuto guidare Miccichè)  ha  l’obiettivo di mandare a casa l’establishment di Cuffaro e Lombardo. Li considera un peso per la Sicilia, di sicuro sono un peso per lui” . E’ sbocciato l’amore verso Lombardo oppure Miccichè, come pensano in molti, sta giocando una partita doppia per mandare a casa Lombardo ? 
R        “ Le cronache immediatamente precedente le elezioni regionali scorse hanno poi registrato una conferenza stampa congiunta Lombardo – Micciché, ove Gianfranco allora Presidente dell’ARS, annunciava l’apertura personale alla candidatura di Lombardo affermando  che avendo sentito le intenzioni programmatiche del candidato Presidente della Regione, si riteneva sicuro che lo stesso  avrebbe attuato quella rivoluzione politico-istituzionale in favore del popolo siciliano che era già nelle sue intenzioni, rompendo col passato intriso di cuffarismo.
Per quanto riguarda l’atteggiamento diversificato del PdL nel territorio, questo attiene alle diverse circostanze  locali, la politica è interpretata da uomini, non vi può essere un pensiero omologante globalmente  per tutti i casi particolari. Ma poi la fusione a freddo dettata dall’alto, senza democrazia né partecipazione, che ha partorito il PdL è innaturale, difficilmente metabolizzabile per uomini di buon senso, a parte i geneticamente servi,  è chiaro che poi nascano le discordanze. Non è un partito ma una accozzaglia propaggine di un solo uomo al comando. Bene fanno quelli del Gruppo Sicilia a pensare con la propria testa ed a governare il processo di cambiamento e delle riforme. Su chi poi possa essere il prossimo Presidente della Regione, non le sembra troppo presto per poterlo anche  immaginare?”. 
D        Prima delle elezioni europee, Lombardo durante il suo intervento nella trasmissione di Ballarò,  ebbe ad affermare : “se questa è la politica nazionale, io ex DC ho abbracciato la causa autonomista sto pensando di abbracciare la causa indipendentista … senza armi però”. A Tretis su la 7, dialogando, si fa per dire con Michele Placido, ha affermato che la classe politica è l’espressione della società e che questa classe politica non ha mai governato l’Italia e ha fatto il burattino negli interessi di (interrotto)”. Questo governo sta facendo il burattino, e se si, di chi? 
R        “Proprio per il motivo che questo Governo regionale non è burattino  di nessuno ha tante difficoltà. Raffaele lo aveva detto in campagna elettorale che non ci sarebbe stato nessun padrone che avrebbe telefonato da Roma per dare ordini,  ma che l’unico padrone sarebbe stato il popolo siciliano. Mi pare consequenziale rispetto alle affermazioni elettorali. E trovare un politico che faccia seguire i fatti alle dichiarazioni d’intendo è difficilissimo se non impossibile”. 
D        «Il mio autonomismo è la vera unità d’Italia. I siciliani sono stati truffati da Cavour, massacrati da Garibaldi. Gli Stati preunitari potevano evolvere verso una confederazione, invece i Savoia ci hanno invaso, hanno accentuato razzismo e disuguaglianza tra Nord e Sud. Ma ora ci sono io, c’è l’Mpa». Così parlò Lombardo nel 2008 (La Stampa 15 marzo). Il presidente ha perso la strada dell’autonomia o ha giocato con le parole autonomiste? 
R        “Non credo proprio, di autonomismo è intrisa la politica regionale, ma anche di rivendicazionismo rispetto all’invasione savoiarda,vorrei solo ricordare gli esempi contemporanei di colonizzazione come quello della Fiat che ha stabilito l’insediamento di Termini per fottersi i contributi della Cassa per il Mezzogiorno, salvo adesso affermare che in nome dell’indipendenza e nell’interesse dell’impresa smobilita tutto, che ci ritorni i soldi presi e con gli interessi. Nessun siciliano dovrebbe acquistare più un’auto del gruppo Fiat .Il governo nazionale ha tolto gli incentivi auto proprio perché la Regione ha fatto la voce grossa. Nessuno mai ha puntato i piedi come Lombardo, e rischia, non le pare? Io osservo molti politici, vorrei dire politicanti, che per la carriera venderebbero la famiglia, immagini la Sicilia ed il popolo siciliano così come hanno fatto per 50 anni, obbedendo a Roma anche contro l’interesse dell’Isola. Siamo colonia da secoli, ma non vogliamo destarci da questo sonno (cito Tommasi di Lampedusa) adesso almeno Lombardo  tenta una rivoluzione democratica nella speranza di riuscirci, anche se gli ascari gli minano la strada. Tutti i siciliani dovremmo essere autonomisti, non crede?”. 
D        Parliamo di energia. La Sicilia produce energia elettrica e combustibile per l’Italia ed è pesantemente inquinata da raffinerie, centrali elettriche e impianti chimici che provocano disastri ambientali e gravi patologie alle popolazioni che abitano nei dintorni delle centrali e degli impianti. Malgrado   ciò, il governo regionale dà il via libera a rigassificatori in aree di interesse archeologico ed ambientale che risultano inutili considerato che esistono navi rigassificatrici. Come si concilia l’interesse ambientale ed architettonico con queste decisioni? 
R        “Le dico solo questo per non addentrarmi in questioni che non afferiscono alla mia competenza né di mia profonda conoscenza, Lombardo sta ritardando la pubblicazione del regolamento attuativo del Piano energia proprio per essere sicuro che l’ambiente sia tutelato al più alto grado di difesa. La Sicilia potrebbe diventare la più grande industria nazionale di energia ecocompatibile, col fotovoltaico integrato sui tetti  e non desertificando l’agro siciliano, con la ricerca e la realizzazione da fonti alternative come la biomassa e l’arricchimento per gas, e poi mi risulta personalmente, per averci parlato, che l’azione del governo è gradita agli  ambientalisti”.
 D        Rifiuti. Il grande business che molti dicono essere nelle mani della mafia sta travolgendo il governo Lombardo perché non solo non riesce a far approvare la sua proposta di riforma, ma nel frattempo non pensa neanche di evitare che gli ATO e i sindaci siciliani continuino a sperperare soldi pubblici con progetti inutili ma che ampliano la platea del business. Secondo lei perché Lombardo non decide di firmare un decreto di salvaguardia per bloccare ogni “ulteriore” progetto nelle more dell’approvazione della nuova legge? E’ forse poco informato della reale situazione ? 
R        “A mio avviso qualcosa certamente gli sfugge, ma non il fatto che interessi malavitosi si muovano in questo campo, tant’è che dopo avere fatto una pubblica denunzia è stato sentito dalla Commissione Antimafia, chissà cosa avrà riferito, subito dopo  ha mandato commissari negli ATO più a rischio in attesa della riforma che di recente è stata licenziata dalla competente commissione legislativa ed aspetta adesso l’approvazione dell’Aula. Lombardo ha avuto il coraggio di bocciare il piano rifiuti Cuffaro che prevedeva quattro termovalorizzatori sovradimensionati per bruciare di tutto anche quello che non c’era con gravissimo rischio diossina”. 
D        Formazione. Oltre 200 milioni l’anno vengono letteralmente gettati al macero per mantenere in piedi il sistema delle formazioni senza che il governo Lombardo abbia mai preso in considerazione di “deviare” il flusso di denaro verso attività amministrative più redditizie per gli interessi dei cittadini. Non pensa che così, come per i distretti produttivi che tanto auspica, Lombardo pensi di tenere in piedi un sistema feudale dove i sindacati hanno un potere molto importante? 
R        “Formazione, ricerca, innovazione sono le scommesse per il futuro di questa terra. Certamente non si possono e non si devono più finanziare centinaia di corsi per estetiste e parrucchiere, mi sembra oltremodo anacronistico. Bisognerebbe essere seri e rigorosi e concordare col mondo produttivo le linee per una formazione che abbia sbocchi occupazionali necessari ed utili per la nostra vocazione economica. Qua non credo che qualcuno  pensi di tenere in piedi nessun sistema feudale, siamo arrivati al fondo,  così si muore, adesso bisogna fare sistema, di contro non c’è futuro”.
 D        Mafia e l’antimafia. Quali azioni pensa che il governo Lombardo stia attuando per combattere la mafia che si è ben consolidata all’interno delle istituzioni siciliane e non solo? Quanto ancora dobbiamo “finanziare” per far vivere l’antimafia di professione ?
Poi lei è di Paternò, città che diede i natali al ministro della difesa Ignazio La Russa e quindi non posso esimermi dal chiederle cosa ne pensa della spinosa questione delle infiltrazioni mafiose all’interno dell’amministrazione che sono state rilevate anche dal Prefetto Finazzo che ha chiesto, inutilmente da mesi al ministro degli Interni Maroni, lo scioglimento per mafia.  Ci sono interessi politici così forti che impediscono al ministro Maroni di procedere secondo norme oppure le lobby locali e uomini potenti riescono ad imporre il silenzio su Paternò? Può essere che Maroni non voglia inimicarsi La Russa? Ma se fosse così questo cos’è? 
R        “Domanda difficile articolata e graffiante per la quale bisognerebbe scrivere un libro per potere rispondere compiutamente, mi sforzerò di essere sintetico, anche se appare difficile, e rispondere a tutto per non destare sospetti di “omertosità”.
Lombardo ha fatto, intanto, due azioni eclatanti per rimuovere interessi quantomeno sospetti, la riforma sanitaria e, come detto prima, la bocciatura del piano rifiuti e dei termovalorizzatori. Due materie queste che erano di grande interesse  di alcune lobby, definiamole così,  e proprio su questi due argomenti si è scatenato il putiferio, si è trovato contro l’UDC e parte del PdL (Forza Italia) della Sicilia orientale, oggi sono opposizione, forse  questi i motivi dell’odio che ha suscitato contro di lui. Dico cose gravi, forse, mi espongo, ma ormai ci sono abituato a subire minacce e intimidazioni  per le cose che scrivo, ma lo faccio ancora, il nostro Governatore ha toccato i nervi scoperti. Penso proprio che queste faccende siano la genesi della fine della maggioranza uscita dalle elezioni.
 I professionisti dell’antimafia esistono perché la società siciliana non è ancora rientrata nella normalità civile, l’antimafia va fatta con le azioni non declamate,col vivere quotidiano,  e non con le dichiarazioni di principio, di farisei non ne abbiamo bisogno, furono scacciati dal tempio circa duemila anni fa.
Paternò, ho consumato tanto ma tanto inchiostro, ho reso dichiarazioni pubbliche per dire come la pensavo e come la penso, ma nulla si muove, anzi, una novità c’è, Finazzo non è più il Prefetto di Catania, lo hanno sostituito, quindi il nuovo ha voluto rivedere la situazione prima di fare la  relazione al ministro Maroni, cosa succederà? Non facciamo gli indovini per cui….. !
In questi anni  ci siamo illusi che molte nefandezze, privilegi,prerogative di casta  venissero a galla, che alcuni illeciti documentati venissero puniti. Ha notato qualcosa? Nulla. Ed in questa situazione cosa vuole che alligni in una società depressa e flagellata come quella di Paternò? Lei ha letto e pubblicato molti miei articoli su questa già ridente cittadina all’ombra dell’Etna,non vorrei ripetermi per non essere scambiato per un noto personaggio di Cervantes. Forse si è persa anche la speranza. A pagare, adesso, è solo uno di questi politicanti paternesi, non so se veramente compromesso ovvero solo un idiota megalomane, il processo è già iniziato e la magistratura ci darà la verità, ma certamente il famigerato assessore avrebbe dovuto essere in compagnia.
Io non solo avrei sciolto il comune di Paternò, ma questo è il mio virtual- pensiero,  avrei fatto cessare le garanzie democratiche per anni ed anni, solo così si può salvare una comunità che allo stato dell’arte sembra irrimediabilmente compromessa.
Ringraziamo Adolfo Messina per la sua disponibilità e apprezziamo come, ancora una volta, sia rimasto fedele al suo personaggio, schietto e sincero. L’aver sottolineato che Finazzo non sia più prefetto di Catania, è tutto dire …
MICHELE SANTORO

lunedì 15 febbraio 2010

Etica e Politica.... anche all'ombra dell'Etna

È la ministra per le pari opportunità e capolista del Pdl a Napoli, Mara Carfagna, a scuotere il Pdl, dicendosi «contraria alla candidatura di persone compromesse con la giustizia» e sostenendo «l’idea che chi vuole rappresentare i cittadini, non debba avere su di sé nessuna ombra», ma «essere al di sopra di ogni sospetto». La Carfagna, poi, sulla candidatura di Sandra Lonardo (la moglie di Mastella), precisa comunque di non voler parlare di casi particolari. «Personalmente da questo punto di vista sono assolutamente rigida e intransigente».
Ora noi ci chiediamo, questo sussulto etico vale solo adesso e solo per la Campania ovvero sarebbe necessario che valesse ovunque e per sempre.
E cosa ne pensa la ministra Mara Carfagna di ciò già consumato nelle liste per le elezioni politiche di due anni fa? Non ha avuto nessun prurito etico allora, né lei né chi confezionava il listone dei nominati, e proprio per questo ancora più grave in quanto questi soggetti non passavano nemmeno dal giudizio del POPOLO.
Ma siccome a noi sembra, sommessamente, che la ministra non conti "un cazzo", come quasi tutti all'interno del PdL, e del suo giudizio i potenti, ancorché "puzzolenti" e sopra i quali, non solo, vi sono tantissimi sospetti ma addirittura sentenze di condanna, sia giudiziale che popolare, sono stati candidati (anche se non candidi o addirittura sporchi)  e adesso siedono al Parlamento Nazionale.
Non si possono usare metri diversi per misurare una stessa cosa e se vi è un codice etico questo vale per tutti ed in ogni tempo. E col Premier come la mettiamo?  Vero che per LUI, unto dal signore, certe cose non valgono.
Italo Bocchino, vicecapogruppo alla Camera del Pdl, fa, invece, chiarezza: «Dobbiamo darci un codice etico con delle regole precise e rigide che mostri una differenza marcata tra noi e il centrosinistra. In questo contesto occorre, poi, fare le opportune valutazioni politiche. Ci può essere anche qualcuno che ha problemi giudiziari sorti nell’ambito dello scontro politico e altri per i quali si pone una questione di opportunità. Per esempio: uno che fa il sindaco da dieci anni e dopo aver prodotto diecimila atti risulta indagato per abuso di ufficio è come la rottura del menisco per un calciatore. Avrà pure trovato due persone che l’hanno denunciato perché si sono sentite danneggiate. Io penso che bisogna essere rigorosi dal rinvio a giudizio in poi. Ma l’ultima parola deve spettare alla politica. Insomma, liste trasparenti», precisa Bocchino, «ma senza fare del giustizialismo alla Di Pietro".
Iniziamo a fare dimettere, quindi, chi ha carica elettiva di qualsiasi natura (dal consiglio di quartiere all'euro parlamento) all'interno del PdL, se questi è stato rinviato a giudizio ed "impicchiamo"  tutti coloro  i quali sono stati condannati anche in primo grado, siano essi Sindaci, Senatori, Sindaci e Senatori assieme,    e qui nella Sicilia Orientale abbiamo fulgidi esempi di sinistri figuri, sorretti immeritatamente solo dal clientelismo bieco e misero ma privi di cultura a sostegno della carica. D'altronde, poverini, hanno un rapporto casuale con la lingua italiana ..... e non solo questa "disgrazia".