domenica 1 marzo 2009

Politica: Il Lombardo Pensiero - MpA erede moderno della tradizione D.C.

Che cosa è l’MPA ? Un ennesimo partito post-ideologico? Un movimento d’appoggio della Lega al Sud ? La sigla casalinga di Raffaele Lombardo? Una congrega di furbacchioni che vuole speculare sulle contraddizioni politiche insite nel progetto berlusconiano del PDL ? 
Sono queste le domande che si affollano nella mente di un osservatore, constatando l’incremento di adesioni che l’MPA 

registra in tutta Italia – evidente nel congresso in corso - addirittura pure a Milano.
Mentre Pier Ferdinando Casini ed i Popolari del PD almanaccano sulla possibilità di dar vita ad un partito di sintesi nazionale post moderno, stile l’israeliano Kadima. O mentre si ragiona su  una ipotetica formazione del Centro politico che, ispirandosi ai valori sociali della Chiesa, possa intercettare i prevedibili sfrangiamenti elettorali che la crisi economica, prima o poi, dovrà provocare. 
Ecco, mentre nei “palazzi bizantini” della neonata terza repubblica si continua a “ragionare”, Raffaele Lombardo e Vincenzino Scotti hanno creato – come lo chiamano loro - il “partito delle autonomie regionali”. Ossia un partito che sia la somma di più realtà politiche regionali autonome. Il federalismo come opzione strategica e la risoluzione dell’annosa questione Meridionale come occasione economica per rilanciare l’Italia in Europa e nel Mediterraneo. E anche la sua unità politica. Riattivando la voglia dei territori 

regionali di continuare a stare ancora insieme, ma lealmente. Tagliando gli istinti predatori di un certo capitalismo del Nord-Italia, e relegando nel dimenticatoio una certa parte di classe dirigente meridionale imbrogliona ed inconcludente. 
Insomma, una novità. Che gli scettici potranno semplificare, brutalmente, spiegando che si tratta di una mera operazione di marketing . Sottolineando che alla fine ci si trova di fronte, per lo più, ad una semplice operazione di franchiising politico, magari dal sapore originale, perchè  gestito da gente del sud.

Ed invece l’MPA è nipote della filosofia politica che ha generato la grande “balena bianca”, la DC “che tutto teneva”: solidarietà socialità e sapienza del potere; democrazia progressiva e conservatorismo dei valori. E potrebbe  anche essere , un po’, figlio dell’esperienza e delle ampie vedute del CCD e dell’UDR di cossighiana memoria. 
Vediamo allora, in dettaglio, alcune indicazioni politiche che stanno emergendo dal congresso in 
Vincenzino Scotti ha subito puntualizzato che il movimento ha una ispirazione liberale, e niente affatto liberista. Additando la “globalizzazione dei mercati”, “senza regole politiche nazionali ed internazionali”, come l’inevitabile matrice della crisi economica internazionale. La pretesa della Finanza di voler sopravanzare il ruolo legittimo delle istituzioni democratiche, in ogni dove,volendo essa indicare al mondo le vie dello sviluppo, del futuro. Di un futuro che prevedeva la marginalità della politica. E invece è oggi chiaro a tutti che senza la forza della politica legittimata dalla democrazia l’Occidente da questa crisi non può che uscire con le ossa sane. Altrimenti come spiegare la novità del fenomeno Obama?
Lombardo ha rincarato la dose contro l’economia ”del profitto a tutti i costi e senza responsabilità nei confronti dei territori”, indicando la correlazione esistente tra questo modo disinvolto di pensare all’economia, come un mondo di consumi punto e basta: il cui primo risultato è la progressiva distruzione dell’ecosistema ambientale, che cammina di pari passo con il degrado civile dei territori e delle loro popolazioni. 
Lombardo, a tal proposito, ha fatto due esempi concreti, strappando ovazioni alla platea congressuale. 
Anzitutto, lo sfregio ambientale provocato in alcuni territori siciliani dalla disinvolta e  sparagnina gestione degli impianti di raffinazione del petrolio con un profilo ambientale pesante. Senza che mai nessuno di questi inquinatori pensasse di chiedere scusa per i danni epocali prodotti a danno delle popolazioni. Senza che mai si parlasse di legittimo risarcimento, ne’ tantomeno ne giungesse alcuno. E peggio, senza che mai la classe dirigente siciliana chiedesse a qualcuno – multinazionale o governo centrale - conto e ragione di questo disastro perpetrato. Non dovrà mai più accadere, si è impegnato Lombardo.
Poi, il leader dell’MPA ha parlato del montante degrado civile, che trae anche origine dall’incrociarsi di più crisi: l’economica, quella del modello famiglia degli anni 2000,  quella dei ritardi e delle inefficienze della scuola pubblica. Ma mentre padri, madri, insegnanti e professori provano, comunque faticosamente, ogni giorno, ad onorare il loro impegno educativo e formativo, la pubblicità e le Tv distruggono la loro funzione proponendo ai giovani modelli comportamentali e sociali devastanti. Siamo sommersi ed aggrediti  da una valanga di “reality” e altre pessime trasmissioni   di egual genere, a cui basta solo un ora di messa in onda per distruggere tutto il lavoro positivo di cui genitori ed insegnanti si sono fatti carico in settimane e mesi di duro impegno.
E veniamo alla conclusione del Lombardo-pensiero: le colpe di questo folle andazzo è tutta dell’assenza della politica vera. Peggio di una classe politica che ha pensato solo ai suoi affari,costituendosi in casta, restando programmaticamente subalterna a qualunque volere dei grandi interessi economici, o piegandosi acriticamente alle esigenze strumentali di autoreferenziali  governi centrali.
 Oggi la politica - ha rilevato Lombardo – è popolata da partiti leaderistici che non praticano la democrazia interna, ne’ rispettano l’autonomia e le esigenze dei territori locali. Partiti, che formano le loro classi dirigenti indipendentemente dal consenso reale di cui è titolare solo la gente. Partiti che intendono determinare e pianificare tutto: da chi deve fare il consigliere di quartiere, sino alle massime cariche nazionali. Uccidendo,così, la passione civile e politica dei cittadini. Fagocitando il loro disprezzo per l’impegno politico. Permettendo in tal modo ai soggetti economici, alle mafie, alle terribili ed immutabili burocrazie, agli imbroglioni di tutte le risme, di far andare in malora la qualità e l’efficacia dei servizi pubblici e della pubblica amministrazione.
Ecco perché per Lombardo la vicenda della riconversione all’efficienza e trasparenza della Sanità in Sicilia , è la madre di tutte le battaglie politiche. Ecco perché, l’operato dell’Assessore Massimo Russo è una battaglia politica dalla quale l’MPA non intende recedere. E’ la cartina tornasole che il cambiamento politico in Sicilia è possibile. La prima prova concreta che gli imbroglioni, i malavitosi, gli speculatori, gli incapaci ed il malaffare, in Sicilia possono essere messi in un angolo. Che la politica espressa dai cittadini, possa gestire la pubblica amministrazione in modo efficiente e corretto, rispondendo anzitutto alle esigenze delle popolazioni locali. 
Lombardo ritiene che sulla base di questa linea politica, un partito federalista che sia la somma di tanti partiti regionali autonomistici, attestati su questi principi, possa riattivare la passione civile e politica delle popolazioni locali interessate a determinare i prima persona lo sviluppo del futuro, loro e delle generazioni a venire.
Una strategia ed un impegno non semplice, che dovrà contare sul determinante aiuto della provvidenza divina. Anche perché questo progetto politico può essere ben compreso dalla gente, crescere e  vincere in tutta Italia, proprio grazie al radicamento diffuso dei valori cristiani. Radicati in Italia sia nell’animo dei singoli come in quello delle famiglie.
Insomma con l’MPA ritornerebbe quella circolarità della filosofia politica che ha fatto grande la DC, che riusciva a coniugare le diversita’ fra il lombardo Marcora e Andreotti e Fanfani; Aldo Moro e Gabrio Lombardi; la Cisl di Macario e Carniti, e gli esponenti nordisti della Confindustria. La storia e l’esperienza, in definitiva della prima repubblica. Uno stato, una nazione, dove bene o male la prevalenza della politica democratica ha garantito un tasso di democrazia economica e politica di qualità, che gli osservatori europei hanno sempre riconosciuto.

(S.I.)