sabato 3 novembre 2007

venerdì 2 novembre 2007
BERTINOTTI: "IL GOVERNO E' MALATO"

L'Mpa lancia Lombardo per la corsa alla Regione

Per il Segretario Leanza Sarebbe il Candidato Ideale
Quale futuro per il governo regionale? E' possibile tracciare un quadro deldopo Cuffaro? Oramai se ne parla apertamente in un clima molto vicino a quello di una campagna elettorale. «Raffaele Lombardo sarebbe il candidato ideale alla successione, anche se lui purtroppo non è interessato». Parole del segretario regionale dell'Mpa, Lino Leanza, che propone un futuro da governatore nell'Isola per il fondatore del movimento autonomista.
«Noi speriamo che non si arrivi alle dimissioni del presidente», ha sottolineato l'assessore regionale ai beni culturali, «ci auguriamo che venga assolto». Leanza però precisa: «Sia chiaro, comunque, che noi dell'Mpa, assieme all'Udc, siamo determinanti per qualunque maggioranza. Se si va a elezioni anticipate, siamo pronti a esprimere il candidato alla presidenza della Regione». Con Lombardo, ha aggiunto, «non ne abbiamo ancora discusso. Ma sarebbe l'uomo giusto. È la candidatura più autorevole che si possa esprimere. Libero da qualsiasi condizionamento».
In merito alle difficoltà della maggioranza all'Ars, secondo il leader dell'Mpa «c'è uno scollamento tra esecutivo e parlamento. Manca una regia e probabilmente non c'è un programma definito su cui tutti possono convergere. Si aggiunga che all'Ars ci sono personaggi autorevoli difficilmente controllabili, e si capisce perché spesso il parlamento si mostra più forte del governo».
Al presidente dell'Ars, Gianfranco Miccichè, che individua nelle assenze dei deputati l'origine delle difficoltà dell'As semblea, Leanza risponde che «la Cdl dovrebbe avere i numeri per essere largamente autosufficiente. Se ciò non avviene è perché le assenze di alcuni deputati sono evidentemente dovute a superficialità o calcoli politici. C'è chi non sta dando il meglio di sé, ma l'Mpa è sempre presente».
Tornando alle dinamiche interne alla Cdl, Leanza avverte gli alleati che «l'Mpa non può fare passi indietro» sulla provincia di Catania. «Che An ne rivendichi la guida è legittimo», ha spiegato Leanza, «ma la provincia è stata amministrata benissimo da Lombardo. Per questo è giusto dare continuità candidando un autonomista. A meno che la coalizione non decida di dare a noi le province di Palermo. Messina e Agrigento».
giovedì 1 novembre 2007
De Magistris va a Roma per depositare in Cassazione il ricorso contro l'avocazione dell'inchiesta Why not, risponde al vice presidente Nicola Mancino, che ha invitato alla riservatezza i magistrati, e conferma di non ever violato il codice etico.
De Magistris ci prova ancora con le istituzioni, cerca il dialogo e risponde di avere fiducia, nonostante gli attacchi, l'avocazione, la sassaiola di Mastella e la sua auto blu che non funziona.
Diversa invece è l'opinione di Clementina Forleo che dopo lo sfogo di domenica scorsa, continua a ripetere di essere in balia delle minacce delle istituzioni. Quindi perchè richiedere una scorta se il pericolo non viene dalla piazza? Tanto vale rinunciare alla scorta perchè non vuole "il taxi gratis" pagato dallo Stato.
Ma è uno scontro fra magistratura e le istituzioni oppure no? Secondo noi è la stessa magistratura che si sta spaccando: De Magistris denuncia il nuovo fascismo (perchè gli tolgono l'inchiesta su Mastella), attaccando di fatto più che la politica, la magistratura stessa. Non è vero quindi che il caso De Magistris è uno scontro tra politica e magistratura. E' uno scontro tutto interno alla magistratura e alle istituzioni, allo Stato. Così come la Forleo che attacca i Carabinieri per la scarsa protezione che le garantiscono, è un altro scontro interno al corpo dello Stato.
La richiesta di avocazione è stata davvero di troppo e ha infangato l'immagine già dubbia delle istituzioni agli occhi dei cittadini, specie dopo aver reso noti le lobby e gli interessi di chi è coinvolto nell'inchiesta, come ci spiega un quotidiano locale della Calabria.
Di certo la spaccatura tra istituzioni e magistratura si nutre delle infiltrazioni politiche, che utilizzano il Csm (per De Magistris) e i carabinieri (per la Forleo) per indebolire i magistrati coinvolti in inchieste troppo scottanti. Tutti parlano, Mastella "indifendibile" (?) continua a difendersi, i politici si spendono in mille parole per evitare di spiegare quello che Di Pietro ritiene inequivocabile. E anche per questo ci domandiamo come sarebbe stato se l'ex magistrato fosse Ministro della Giustizia.IL "FLOP" DELLA POLITICA MERIDIONALISTA

| L'invito dell'Osservatorio era già una relazione. La Fondazione Curella lo aveva diramato, fissando la data per il 26 ottobre con il tema: "Sud: unica alternativa un volo low cost solo andata?". Laddove il punto interrogativo rappresentava solo un gesto di cortesia, nei confronti delle personalità che avrebbero partecipato alla riunione: ed avrebbe potuto essere adeguatamente sostituito da un punto esclamativo. La relazione lo ha poi documentatamente ed ampiamente confermato. Ha descritto il "flop" del Sud, la ripresa dell'emigrazione dei giovani verso il Nord continentale ed europeo, ha tracciato un quadro deprimente dell'occupazione ed individuato le carenze; ha, in sintesi, certificato l'abbandono del Sud da parte della classe dirigente romana e proiettato la mancanza di prospettive per questa grande parte del Paese. Per la Sicilia, in particolare, non si sono usati toni leggeri o sfumati. A cominciare dal grave errore della mancata realizzazione del Ponte, fino a concludere che "la Sicilia progressivamente rischia di allontanarsi dall'Europa, avvicinandosi sempre più al Nord Africa". "Mancano gli investimenti pubblici - ha spiegato Pietro Busetta, Presidente della Fondazione Curella - non arrivano quelli esteri e il debito pubblico fa si che le risorse usate per il Mezzogiorno siano insufficienti. Abbiamo confrontato Mezzogiorno e Paesi europei, il Mezzogiorno è addirittura ultimo". Ed è giunta puntuale la considerazione di Raffaele Lombardo, Presidente della Provincia etnea, quando, in sede di intervento, ha affermato: "Ormai è abbastanza chiaro: del Sud, alla politica romana ed agli ascari dei partiti nazionali, al di là degli schieramenti, non gliene frega niente. Ed è questo il motivo per cui non si vara un piano, almeno decennale, per il Mezzogiorno". Per Lumia, diessino, invece, la colpa va attribuita alla classe dirigente regionale, dal momento che solo "un esecutivo regionale serio, rigoroso, non piagnone, competente, può battere i pugni per reclamare gli strumenti e le risorse necessarie per rilanciare lo sviluppo dell'Isola e dimostrare che in Sicilia esiste una classe dirigente che sa far bene". Rinunciamo di buon grado a confutare la tesi dell'Onorevole Lumia, che tende a giustificare le gravissime colpe del potere centrale,. piangendosi addosso! Sono troppo evidenti, infatti, e tutti alla luce del sole, i rifiuti, i rinvii e le menzogne di un Governo romano-centrico, che ha voluto discriminarci e "punirci" per ragioni politiche. Sicilia Domani, da tempo, si domanda ormai quale reazione possa essere utilmente adottata per "costringere" un Governo, corrivo e rancoroso, a compiere il suo dovere nei confronti dell'"altra" Italia. Giungendo ad una conclusione, che non ha alternative: quella di contribuire a "mandare a casa" un Esecutivo, tanto pernicioso e dannoso per l'avvenire del Paese. |
mercoledì 31 ottobre 2007
PRODI??? UNA BARZELLETTA
Romano Prodi e’ in visita in una scuola elementare della Padania. Chiede agli studenti se qualcuno e’ in grado di fargli un esempio di "tragedia". Un ragazzino alza la mano e dice: "Una tragedia e’ quando il mio miglior amico esce di casa e finisce sotto una macchina morendo". Ma Prodi lo interrompe: "No, questo sarebbe un incidente". Una bambina alza la mano: "Una tragedia e’ quando l’autobus della scuola con 50 bambini cade in un burrone e muoiono tutti". Ma Prodi contesta: "Mi dispiace, questo e’ quello che noi chiamiamo una ‘Grande Perdita’". Tutti tacciono finche’ Pierino alza la mano e dice: "Se il suo aereo mentre ritorna a Roma precipita per lo scoppio di una bomba, questa sarebbe una vera tragedia". E Prodi: "Perfetto, meraviglioso! E mi sai dire perche’ questa sarebbe una tragedia?". E Pierino: "Certo! Perche’ cio’ non sarebbe un incidente e non sarebbe neppure una grande perdita!".IL TERMOVALORIZZATORE A CATANIA

| Si è fatta sempre più pressante la richiesta di realizzare uno dei quattro termovalorizzatori previsti a Catania, invece che a Paternò. L'Assessore Rotella, che ha compiuto un viaggio esplorativo a Brescia, al fine di verificare gli effetti dell'impianto di raccolta e smaltimento dei rifiuti di quella città, ha formalmente avanzato la proposta di realizzare a Catania una identica iniziativa. Che permetterebbe, tra l'altro, di non dovere trasportare i rifiuti urbani etnei fino a Paternò, realizzando una notevole diminuizione di costi. IL Sindaco Scapagnini si è recentemente dichiarato favorevole a questa ipotesi. Ci si augura che la Regione voglia ora farsi carico di questo progetto, che incontrerebbe, tra l'altro, il favore della città di Paternò, amministrazione e cittadinanza, poco disposta a ricevere nel proprio territorio anche i rifiuti della città di Messina, e a fare realizzare l'opera nella valle del Simeto. |
martedì 30 ottobre 2007

Due giorni di lavori a Giardini Naxos dedicati ad approfondire i temi della legalità e dello sviluppo nell'azione di governo ai vari livelli
Sei deputati nazionali, un senatore, 10 deputati regionali in Sicilia, tre assessori regionali, oltre 50 sindaci, 50 tra consiglieri e assessori provinciali, 800 consiglieri comunali e circa 40 presidenti di consigli comunali. Sono questi i numeri del Movimento per l'Autonomia siciliano: Leanza aprendo i lavori ha sottolineato "lo straordinario radicamento in appena due anni dalla sua fondazione del Mpa in Sicilia, una realtà assolutamente nuova dell'isola".
"Siamo presenti - ha ricordato - in tutti i 500 Comuni dell'isola e la nostra presenza è garanzia della salvaguardia dei cittadini siciliani, nel segno della legalità e del buon governo". Sulle future alleanze il segretario regionale del Mpa e vice presidente della Regione Siciliana ha ribadito che "saranno determinate non dagli schieramenti ma dai progetti reali e concreti in favore della Sicilia. Nessuno avrà sconti perché il Mpa non si alleerà mai con chi antepone gli interessi del partito a quelli della Sicilia". Per questo Leanza ha "stigmatizzato il comportamento dei parlamentari siciliani al Senato che hanno anteposto gli ordini di scuderia alle esigenze della Sicilia, come nel voto sul Ponte sullo Stretto".
Ai lavori a cui hanno dato il loro contributo, la studiosa del risorgimento italiano Angela Pelliciari che ha raccontato una storia "diversa" dell'Unità d'Italia, dello sbarco dei Mille e del Regno delle Due Sicilie e il professore Rosario Sapienza e numerosi rappresentanti istituzionali. Il leader del Movimento per l'Autonomia Raffaele Lombardo ha sottolineato invece l'importanza di sviluppare una presenza forte e diversa nelle istituzioni di una forza politica autonomista.
"Se noi pretendiamo dal governo nazionale -ha detto Lombardo - è anche giusto che la nostra classe dirigente sia anche intransigente e rigorosa nella gestione del governo locale. Siamo un partito di popolo che oltre ad avere l'ambizione di governare senza dovere rispondere a logiche superiori di partito abbiamo la pretesa di dire che è giunto il momento di riscrivere la storia della Sicilia e del Mezzogiorno che dall'Unità d'Italia in poi è stata fatta di torti subiti e di diritti negati".
L'eurodeputato ha ricordato che "da oltre sessanta anni viene violata la Carta Costituzionale nella parte relativa allo Statuto autonomistico rimasto in gran parte inattuato" e che "la politica energetica dovrà essere sempre quella convenienza e della sicurezza su rigassificatori, eolico e termovalorizzatori. Finora - ha detto Lombardo - abbiamo avuto solo uno sviluppo neocoloniale che dall'Unita d'Italia ci ha visti soccombere agli interessi forti dello stato nazionale. Ora questo deve finire perche ci siamo noi del Mpa che non consentiremo altri misfatti come quelli delle raffinerie".
Lombardo ha anche sottolineato "la coerenza della Lega che al Senato ha votato favorevolmente sul Ponte, frutto concreto dell'intesa alle ultime elezioni politiche con il Mpa". Infine il leader autonomista ha chiarito che il rapporto con "l'Udc siciliano è di alleanza e non di federazione" e ha rivelato che "deputati ed esponenti politici di altre regioni sono pronti ad aderire al Mpa".

On. Vito Scalia | | ||
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| NON TUTTE LE CIAMBELLE RIESCONO COL BUCO! | |||
| La ciambella avvelenata ce l'aveva confezionata quel simpaticone (si fa per dire!) di Di Liberto che, venuto in Sicilia e non ancora pago di avere fregato a Marinello il posto di deputato, aveva annunciato l'emendamento al decreto fiscale, con il quale si sarebbe provveduto allo "scioglimento" della Società dello Stretto. Si sarebbe così dovuto pagare 500 milioni di euro all'Impregilo, a titolo di penale, e si sarebbe pure fatto "un favore" a Francantonio Genovese, socio della Caronte, che gestisce le "carrette" private in quel braccio di mare. La notizia aveva soltanto allarmato i soliti. rompiscatole dell'MpA di Lombardo e allertato il.vituperato Presidente Cuffaro. Per il resto. tutti zitti! E mosca! Lo scioglimento della Società dello Stretto avrebbe significato il definitivo e "perenne" rifiuto del Ponte, la riduzione in cenere del progetto di massima e la severa. punizione di Prodi e dell'estrema sinistra nei confronti di una regione, i cui abitanti sono tanto "buzzurri ed ignoranti" da votare per il centrodestra. Con questi nobili sentimenti, la maggioranza di Governo si è apprestata a fare l'ennesimo regalo alla Sicilia!! Al Senato, però, le cose sono andate diversamente. Perché Di Pietro e i Senatori di Italia dei Valori, tutti tranne "l'acida" moglie di Dario Fo, hanno votato contro lo scioglimento, in uno con i Senatori di Rinnovamento liberale di Dini e, naturalmente, l'opposizione. E la ciambella è risultata cieca! Giustamente, il Senatore Giovanni Pistorio, dell'MpA, ha rivendicato la paternità di una battaglia, nel nome del buonsenso, della coerenza e dell'onestà politica. E Sicilia Domani, in questa occasione, esalta i valori dell'autonomia ed esprime la propria riconoscenza a Pistorio ed ai Senatori di Di Pietro e di Dini, che hanno sventato, con il loro gesto, un vile e proditorio attacco ad una Regione, la Sicilia, che rappresenta una insostituibile risorsa per tutto il Paese. | |||

Camera,Idv e Udeur votano con la Cdl
La proposta di legge per istituire una commissione di inchiesta sul G8 di Genova è stata bocciata in prima commissione della Camera. Con 22 voti contrari e 22 voti favorevoli la commissione non è riuscita ad affidare il mandato al relatore a riferire in aula. La Cdl, accorsa in massa a votare, ha salutato il risultato con un lungo applauso. Con l'opposizione hanno votato anche Idv e Udeur.
Nuova bufera nella maggioranza. Questa volta a non essere approvata alla Camera in sede di prima commissione, è stata la proposta di legge per istituire una commissione d'inchiesta sul G8 di Genova. La sinistra radicale insorge. "Un atto gravissimo, preferiscono insabbiare", dice Paolo Ferrero di Rc; secondo Paolo Cento deri Verdi, "dipietristi e mastelliani sono colpevoli di aver sabotato il programma dell'Unione".
Il ministro Mastella ironizza e commenta: "La commissione? Nel programma non l'ho vista". Caustico Di Pietro dell'Idv: "Volevano indagare solo sulla polizia, una giustizia a metà. Noi vogliamo una commissione che indaghi sia sui manifestanti che sugli abusi delle forze dell'ordine".
Positive, come era lecito supporre, le reazioni della Cdl. Maurizio Gasparri di An: "E' stata cancellata una irresponsabile iniziativa della sinistra per mettere sotto processo in Parlamento le forze dll'ordine. An si è impegnata particolarmente contro questa sciagurata ipotesi che dimostra come la sinistra non abbia a cuore la sicurezza, ma la difesa dei centri sociali e di altri gruppi di violenti.
Nonostante i tentativi di fare imbrogli durante le votazioni in commissione, la sinistra è stata sconfitta. I violenti del G8 vanno ricercati tra i gruppi di estremisti, non tra chi indossa la divisa".

Questa poesia di Trilussa, da cui Baglioni ha tratto una canzone, vale sempre la pena di ricordarsela.
Attualissima. È datata 1914.
Ninna nanna, nanna ninna,
er pupetto vò la zinna :
dormi, dormi, cocco bello,
sennò chiamo Farfarello
Farfarello e Gujermone
Che se mette a pecorone,
Gujermone e Ceccopeppe
Che se regge co’ le zeppe,
co’ le zeppe d’un impero
mezzo giallo e mezzo nero.
Ninna nanna, pija sonno
ché se dormi nun vedrai
tante infamie e tanti guai
che succedeno ner monno
fra le spade e li fucili
de li popoli civili…
Ninna nanna, tu nun senti
li sospiri e li lamenti
de la gente che se scanna
per un matto che commanna;
che se scanna e che s’ammazza
a vantaggio de la razza…
o a vantaggio d’una fede
per un Dio che nun se vede,
ma che serve da riparo
ar Sovrano macellaro.
Ché quer covo d’assassini
che c’insanguina la terra
sa benone che la guerra
è un gran giro de quatrini
che prepara le risorse
pe’ li ladri de le Borse.
Fa’ la ninna, cocco bello,
finché dura ‘sto macello:
fa’ la ninna, ché domani
rivedremo li sovrani
che se scambieno la stima
boni amichi come prima.
So’ cuggini e fra parenti
nun se fanno comprimenti:
torneranno più cordiali
li rapporti personali.
E riuniti fra de loro
senza l’ombra d’un rimorso,
ce faranno un ber discorso
su la Pace e sul Lavoro
pe’ quer popolo cojone
risparmiato dar cannone!
lunedì 29 ottobre 2007
BONDI: Noi interlocutori credibili dei cattolici

"Un uomo onesto politicamente e intellettualmente come Gerardo Bianco, verso il quale nutro una sincera e profonda ammirazione, ha ammesso (in una intervista rilasciata oggi al Quotidiano nazionale) che con il Partito democratico era inevitabile l’emarginazione dei cattolici e dei loro valori. È proprio cosi’, e noi di Forza Italia ci proponiamo di diventare sempre di piu’ interlocutori credibili di tutti quei cattolici che non intendono rinunciare a esercitare un ruolo nell’ambito politico al servizio del bene comune". Lo ha affermato Sandro Bondi, coordinatore nazionale di Forza Italia.
domenica 28 ottobre 2007

Di un traballante governo dc si disse che
era come il top di un bikini indossato da
una formosa ragazza: tutti si chiedevano
come facesse a stare su e tutti speravano che venisse
giù. Si potrebbe dire lo stesso di Prodi&co
se nel frattempo non si fosse diffuso il topless. Il
decreto collegato alla finanziaria è passato smentendo
le previsioni della vigilia. Così come sono
passate in cavalleria tante altre questioni che
sembravano esiziali per l’inquilino di Palazzo
Chigi. Brodino dopo brodino, il malato ha superato
le crisi senza spirare. Come mai? Ci aiutiamo
con una citazione di Jacques Bainville: “La
politica consiste essenzialmente nel prevedere.
L’esperienza è la sola tecnicità possibile della politica.
Non esiste una nuova politica. C’è la politica
e basta, fondata sull’esperienza storica, sulla
conoscenza degli uomini e dei popoli”. In parole
povere: Prodi conosce i suoi polli ed ha l’esperienza
sufficiente a tenere la barca a galla.
Non sono molti attualmente i politici in grado
di vantare la tecnicità prodista. E tocca aspettare
il “nuovo che avanza”. Oggi Veltroni sarà ufficialmente
investito della leadership del Pd. L’attesa
per quello che dirà (soprattutto sulla legge
elettorale) è grande. Al momento la parola d’ordine
è: silenzio, parla Walter. Probabilmente da
domani altre onde si abbatteranno sulla barca
governativa aggravando la già difficile situazione.
Le scommesse sono sul classico panettone:
chi lo mangerà a Natale? Nessuno, però, si azzarda
a fare previsioni. La confusione è grande ma
siamo sicuri che è anarchica? In occasione della
visita del Re sulla nave ammiraglia della flotta
borbonica, fu emanato un ordine di servizio che
prescriveva ai marinai che stavano a poppa di
correre a prua, a quelli sulla tolda di arrampicarsi
sulle sartie ed agli altri si scendere velocemente
dalle sartie. Il documento era intitolato “Facìte
ammuìna”. L’ammuìna (la confusione; per chi
non ha dimestichezza con la lingua napoletana)
era segno di attività dall’esterno vista come caotica
ma era il frutto di una tattica stabilita con sapiente
furbizia. E torniamo alla definizione di
Bainville laddove parla di “conoscenza degli uomini”.
Se succede che un Di Pietro o un Mastella
oppure un Ferrero facciano la faccia feroce (altro
proclama borbonico), chi li conosce trova il
modo di ricomporre. Se accade che un magistrato
indaghi sul premier e dintorni, scatta il “facìte
ammuina”: così fra una travagliata marmellata,
una sceneggiata che mischia Falcone, P2,
massoneria sanmarinese e ‘ndrangheta, e la regia
di showmen abili scalatori appoggiati da opinionisti
a gettoni, la brodaglia è servita.





