mercoledì 23 aprile 2008

GOVERNO, FORMIGONI RESTA IN LOMBARDIA


“Trenta minuti di faccia a faccia con Silvio Berlusconi a Villa San Martino e dopo, la faccia di Roberto Formigoni è quella che è: ‘Tutto bene, tutto bene’. E invece – scrive LA STAMPA – bene niente per il governatore della Lombardia che gira mezz’ora in auto per la Brianza prima di tornare in ufficio, telefonino spento, umore assai acceso. La sintesi di quei trenta inutili minuti ad Arcore, la trova Maria Stella Gelmini, coordinatrice di Forza Italia in Lombardia: ‘Lo sapevano tutti e due qual era la situazione’. La situazione era che Roberto Formigoni al suo secondo mandato al Pirellone, si sentiva pronto per scendere in campo anche a Roma. Pronto a fare il presidente del Senato, il ministro degli Esteri, andava bene anche quello delle Attività produttive, ultima richiesta messa sul piatto. Richieste bocciate una ad una dal futuro presidente del Consiglio che non vuole rischiare nuove elezioni, con la Lega che corre e macina voti al Nord, ministeri pesanti e pure le mani sulla Lombardia: ‘Mi affido al tuo senso di responsabilità, la gente non capirebbe se si tornasse a votare tra pochi mesi’. C’è tempo appena per un caffè. Amaro nonostante lo zuccherino di Silvio Berlusconi: per Formigoni un incarico importante nel Partito delle libertà, magari la vicepresidenza accompagnata da quella vaga promessa: ‘Tra due anni, alla fine del mandato in Lombardia, potresti entrare nella squadra di governo’. (...). Chi lo vede, racconta tutta l’amarezza di Silvio Berlusconi dopo il faccia a faccia: ‘Guarda che parte mi tocca fare, devo già accontentare tanta gente e mi tocca discutere con Formigoni’. Chi lo vede e gli parla, racconta le multiple arrabbiature del Governatore della Lombardia, in questa giornata iniziata male e finita peggio. Iniziata con Umberto Bossi che da Varese gli sega le gambe: ‘Formigoni rimane al Pirellone. Berlusconi ha paura della reazione della gente se il Presidente della Lombardia va direttamente a Roma. Se facciamo le elezioni a ottobre rischiamo la divisione tra alleati’. Roberto Formigoni incassa la dichiarazione via agenzia e replica: ‘Il mio futuro politico lo decidiamo io e Berlusconi, non Bossi’. Il viaggio ad Arcore è un calvario. Berlusconi ha già deciso. Gianfranco Fini a Porta a Porta liquida l’argomento: ‘Formigoni rimane in Lombardia’. Il Governatore replica a muso duro: ‘Non decide lui’. Fini giura di essere stato frainteso. (...) Roberto Castelli della Lega era dato come probabile successore di Formigoni. Sarà quasi sicuramente viceministro alle Infrastrutture. Comunque vada, con lui la Lega cade in piedi: ‘Non è che avendo vinto in tutto il Nord, si azzerano le cariche istituzionali. Per noi quello con la Regione Lombardia è solo un appuntamento mancato, se ne riparlerà tra due anni. Quanto a Formigoni, non mi sembrava che ci fosse spazio per le sue legittime aspirazioni. E comunque sono affari interni a Forza Italia’”.