sabato 19 aprile 2008

Da questa, alla prossima. Immaginiamo il futuro politico dell'Italia











Non è cambiato molto? Però qualcosa sì. Anzitutto, contrariamente alla volta precedente, c'è stato un vincitore chiaro, non ci sarà bisogno d'aprire un indegno mercato di compravendita delle vacche per raggiungere una risicata maggioranza in uno dei rami del parlamento. Questo è un bene, ed è anche un cambio rispetto alla volta precedente: le democrazie funzionano molto meglio quando è chiaro, aldilà d'ogni ragionevole dubbio, chi deve governare e chi sta all'opposizione.

Poi vi sono i vinti ed i vincitori. In Italia vi sono sempre stati due tipi di vinti e di vincitori: quelli assoluti e quelli relativi. Nel sistema proporzionale che ha retto sino ai primi anni '90, i vincitori assoluti e quelli relativi erano gli stessi. Per ragioni geo-politiche (in nome della guerra fredda) doveva governare la DC, più chi servisse a fare maggioranza. Non c'erano dubbi su chi dovesse andare al governo e la vittoria o la sconfitta era misurata in movimenti relativi: quanti voti si guadagnavano, soprattutto rispetto al proprio gruppo di riferimento. Quindi la DC si confrontava con il PCI, ma quest'ultimo in certi periodi doveva tener d'occhio anche il PSI. Il PSI doveva sempre fare i conti con PSDI, PRI, PLI; raramente con il PSIUP (che a volte molestava il PCI, ma non era confrontabile). Idem per l'MSI ed i monarchici (che non durarono molto), i quali a volte toglievano voti alla DC, si diceva, ma anche al PLI ! Si', in Italia i fascisti ed i liberali prendevano, in parte, voti dallo stesso bacino elettorale. Insomma, era una baillame infernale e non cambiava mai nulla.

Ora invece i vincitori assoluti e quelli relativi sono diversi. I vincitori assoluti sono Berlusconi, Bossi e Lombardo, gli altri sono tutti sconfitti assoluti. Inutile girarla, ed è un passo avanti: sappiamo chi deve governare, e deve governare la coppia Berlusconi Silvio e Bossi Umberto, che sono necessari l'uno all'altro. Il resto, tipo Lombardo, è siciliano, potrebbe sembrare inutile a livello di seggi, ma sappiamo bene che la Lega Nord ha senso politico sull’intero territorio nazionale solo se ha un dirimpettaio che svolga le funzioni di “sindacalista” del territorio meridionale, infatti sono solidari e solidi alleati. Anche il signor Fini Gianfranco, non serve molto: i conti esatti di quanti siano i deputati ed i senatori in "carica" alla corrente AN del PdL non li abbiamo fatti, per cui magari Fini Gianfranco è ancora necessario, tecnicamente, per governare. Ma siccome è diventato politicamente marginale - perché è uno sconfitto relativo e quelli della sua corrente questa volta lo accoltelleranno (politicamente parlando), si accontenterà del posto di Bertinotti, e fine della fiera: per cinque anni è fuori. Belli gli opposti estremisti che ora fanno i presidenti della Camera, no? Vedete che di cose positive ne sono successe tra ieri e l'altrieri?

I vincitori relativi? Qui, questa volta, non ce n'è neanche uno, ed è questo il più bello! Nel passato erano quasi tutti vincitori relativi, mentre questa volta (a causa del fatto che i vincitori assoluti lo sono stati così brutalmente e chiaramente) sono spariti tutti i vincitori relativi. Tutti hanno perso voti rispetto al loro numero di riferimento. Quindi niente vincitori relativi. Neanche Storace può dichiararsi tale, perché ha preso così poco che non ha né un deputato né un senatore. Come Bertinotti. Fascisti puri e comunisti puri sono, parlamentariamente parlando, una cosa del passato. Ottimo risultato!

Bertinotti, come dicevamo, è sconfitto sia assoluto che relativo. L'estrema sinistra avrà finalmente il ruolo che le compete: quello di evanescente punzecchiatore extraparlamentare. Un ruolo utile ma limitato, e soprattutto non finanziato dalle tasse di tutti, anzi, peggio, di chi le paga. Perché, fra quelli che le tasse le pagano, pochissimi votano per l'estrema sinistra, quindi è giusto che non debbano mantenere le loro eleganti giacche di cashmire. Questo è certamente l'aspetto più positivo dei risultati delle elezioni. Di questo certamente va ringraziato Veltroni. Ok, scusate: vanno ringraziati anche gli elettori che NON hanno votato SA e le altre cose rare con falce e martello. In ogni caso, ringraziamo.

Con il ridimensionamento di Casini, l'idea di un partito che si rivolge all'elettorato cattolico è oggi ancora più lontana di quanto non fosse alla caduta della DC, ed è probabilissimo che partirà perdente in partenza alle prossime elezioni, qualsiasi possa essere la legge elettorale prossima ventura

Sono spariti anche altri partitini senza anima e senza messaggio, che esistevano solo perché c'era un simbolo storico a cui attaccarsi ed una vita passata in politica, a fare parte (seppur da fratello minore) della casta. Anche questo è un bene e non perché noi si abbia qualcosa contro la pluralità di partiti, ma perché né PSI, ne PLI, né le varie cose con la falce il martello, e l'UDEUR e quello che volete voi, avevano alcunché da dire. Non rappresentavano nessuna posizione, né ideale né di pratica progettualità. Erano solo dei vermi nel formaggio. Come il senatore Pallaro, che probabilmente non è sparito ma che ora conterà come il due di bastoni quando la briscola è a coppe. Ed è anche questo un bene: il formaggio ha un po' di vermi in meno.

Ci lamentavamo molto, su questo sito, di alcuni dettagli assurdi del Porcellum, che, alla fin fine, sembrano aver contato poco nella deteminazione di quanto è accaduto. Anche questa, se ci pensate, è una notizia positiva! Anzi, forse, questa è la grande notizia del 15 Aprile 2008: il Porcellum non ha fatto il suo dovere! Come vedete, stiamo facendo incetta di buone notizie dai risultati.

Ma ci sono ancora altre cose positive, per trovarle basta guardare avanti. Poniamoci un attimo nel 2013, e proviamo a ragionare. Forse solo fantapolitica.

Berlusca avrà allora cinque anni in più e non avrà la forza di fare ancora il leader. Meglio ancora, questo parlamento per pochi mesi non riuscirà a votarlo presidente della repubblica (sempre che duri Napolitano, cosa non ovvia ma questi argomenti contorti e complicati li discutiamo quando ridiventiamo cinici. Oggi abbiamo l'animo puro. Comunque sia, fra 5 anni probabilmente anche se Berlusconi avrà governato, molta gente sarà felice di votare per qualcun altro, in ossequio dell’alternanza, e vince chi è all’opposizione. Legge elettorale a parte, compresi i rapporti coi partiti territoriali : Lega Nord e Movimento per l’Autonomia – SUD, che siamo convinti che continuerà a crescere. Infatti ricordiamo solamente gli esordi della Lega che sono stati numericamente inferiori a quelli del Partito di Lombardo, e dopo 16 anni vedete dov’è. Tra l’altro il MpA-SUD è stato distratto dalle elezioni regionali siciliane (dove prende il 24 % dei voti a fronte del 14% delle nazionali in Sicilia)

Cosa sarà del PD nel 2013 è fonte di notevole incertezza. La bolla WV si è sgonfiata. Ha già detto che non si dimetterà. Ci sarà l'opportunità di passare cinque anni occupati in lotte al coltello fratricide e subdole per cercare di eliminarlo e sostituirlo con un nuovo candidato gradito ai maggiorenti del partito. Ognuno si diverta come vuole. Azzardiamo che con o senza Veltroni, l'attuale classe dirigente del PD non sarà in grado di produrre grosse idee innovative. Con Veltroni di sicuro no, e siccome Veltroni resterà, la probabilità che cambi qualcosa è infinitesima. Non notiamo grandiose idee nemmeno fra le nuove leve, la futura classe dirigente del partito. Anche perché, ha deciso Veltroni che per diventare capolista alla Camera per il PD non serve elaborare idee e darsi da fare per costruire politica nuova, basta frequentare la gente giusta, essere carini ed essere funzionali al capo. Solo vernissage.

La legge elettorale è stata nel frattempo migliorata. Ma azzardiamo che il problema non risieda (oggi, 2013, come cinque anni fa, 2008) nei dettagli delle regole del sistema elettorale bensì nella definizione del corpo politico e delle sue proposte. Il problema principale stava (nel 2008) nella mancanza di alternative al duo PdL-PD, ossia agli apparati dei partiti. Non a caso, ancora una volta come nel 1992-94, la Lega abilmente apparendo come estranea alla casta (lo era nel 1994, molto meno nel 2008, ora di certo non lo è più) raccolse voti a palate. Il federalismo è realtà, ed i partiti autonomistici hanno sempre più peso nella politica nazionale.

Questo fatto ha, a nostro avviso, delle implicazioni positive non solo per l'oggi del 2008, ma per tutti gli oggi che riempiranno i cinque anni a venire.

TORNIAMO AL 2008

Ed ecco la migliore delle notizie: i vantaggi dei nuovi soggetti politici (PdL e PD) sono, nel quinquennio che inizia ora, al massimo storico. Il fenomeno Grillo l'ha anticipato ed il maggiore astensionismo l'ha parzialmente confermato; lo interpretiamo come l'onda lunga di un processo d'emancipazione ideologica iniziato nel 1992-94, poi fermato dall’incongruenza politica della loro classe dirigente. Il forte movimento di voti in direzione "anti-Roma" ed "anti-tasse" prova l'esistenza di un elettorato molto più fluido ed ideologicamente molto meno attaccato ai propri simboli che nel passato. Il rinnovamento anagraficamente necessario e certo, nel PdL e nel PD, ridurrà il loro potere monopolistico. La possibiltà dei partiti di ispirazione autonomistica e quelli della cosiddetta società civile (Grillo per intenderci) possano essere il futuro discrimine tra vinti e vincitori, non è completamente azzardata.

Il Popolo italiano ha bisogno di risposte concrete, ha bisogno altresì di interlocutori locali e diretti di chi vive i problemi legati al proprio territorio e non di rappresentanti del popolo per nomina, chi riuscirà ad interpretare questo ed essere il “partito” del fare avrà futuro.

Buon lavoro Berlusconi.

Iniziamo il dibattito.