sabato 27 ottobre 2007


I NEMICI DEL PROF FANNO I TURNI PER LA FRONDA INTERNA
una armata brancaleone che non riesce a decidere ne governare


Una maggioranza pericolante, rende gli alleati pericolosi. E così Romano Prodi, adesso si ritrova il «nemico» in casa, nell’emiciclo del Senato. Solo che non è uno solo, ma una galassia di gruppuscoli che si differenziano a turno, secondo il meccanismo della «defezione a rotazione».
Per esempio: «Da oggi ho le mani libere!», afferma con una dose di carattere e spavalderia Lamberto Dini, leader di un drappello di senatori, «i liberaldemocratici» raccolti intorno a lui. Che poi sono tre. Come tre sono i mastelliani. Come tre sono quelli della Svp. E come tre sono i senatori che seguono Willer Bordon (Roberto Manzione e l’ex pidicino Fernando Rossi). Non sempre sono gli stessi tre che mancano, ma in ogni voto al Senato, ormai, ne manca almeno un gruppo di tre, e per il Professore non è certo una bella cosa. Sono accadute anche cose fantastiche, come la meravigliosa trovata mastelliana di abbandonare i lavori. Un giorno Clemente è entrato in Aula dicendo ai giornalisti: «Ce ne andiamo, il gruppo se ne va». Poi però ha detto a uno degli altri due udeurrini: «Tu resta in Aula a controllare la situazione». Così, mentre lui e Nuccio Cusumano uscivano, il senatore Barbato non si muoveva. Solo Mastella, poteva conquistare titoli come «Il gruppo dell’Udeur lascia l’Aula» (amplificato dai quotidiani e dalle agenzie con un danno di immagine aggiuntivo) semplicemente andandosi a prendere un caffè con un collega.
Ma in realtà, è proprio questo meccanismo di defezione a rotazione che ha messo in crisi il sistema difensivo dell’Unione a Palazzo Madama, le prostate di ferro, il pugno duro con cui Anna Finocchiaro ha limitato al massimo le defezioni. Anche perché poi, ai terzetti dissidenti, si aggiungono anche «gli uno» che mancano ogni tanto: una volta manca Giulio Andreotti (e l’altra invece c’è), un’altra volta non c’è l’ex Rifondatore Fosco Giannini (giovedì rischiava di abbandonare i lavori per protesta contro un servizio sulla rivoluzione d’Ottobre del Tg2!), una volta può mancare uno dei senatori a vita, prima o poi mancherà Franca Rame, che da mesi esterna il suo crescente disagio e pre-annuncia le sue dimissioni dal Senato.