venerdì 24 ottobre 2008

CHE SUCCEDE IN SICILIA? (di Vito Scalia)


Il Presidente del Governo Regionale, Raffaele Lombardo, ha enunciato il suo programma, ha insediato la sua Giunta, ha impartito le sue prime direttive ed ha dato la chiara sensazione di volere seguire una rotta, inspirata alla razionalità e all'efficienza, volta a valorizzare il merito e la produttività, pronta ad evitare gli sperperi ed a cancellare le spese superflue. Questo atteggiamento è stato approvato ed apprezzato da un'opinione pubblica, dapprima incredula e, poi, sempre più convinta che il Presidente voglia fare sul serio. Che, cioè, i propositi enunciati non corrispondano a velleitarie promesse od a fumosi impegni, ma a chiare direttive di un nuovo corso, di una linea politica ispirata alla chiarezza ed alla trasparenza. E pretesa da una situazione economica e politica profondamente mutata. Da una crisi economica, che mette a rischio la crescita del Paese per i prossimi anni. Da un federalismo fiscale, che si appresta a divenire legge dello Stato e che esige comportamenti virtuosi e di nuovo conio in quelle regioni del Sud che, fino ad oggi, non hanno badato troppo alla spesa ed hanno superato ogni limite di sostenibilità di un serio sviluppo, ispirato alla crescita reale ed alla produttività. In questa prospettiva, il Presidente del Governo ha incluso nella sua Giunta di Governo due magistrati, con il compito di rivedere i due settori più critici dell'Amministrazione: quello della Sanità e quello della stessa Amministrazione Pubblica. All'inizio tutto è filato liscio; anzi, è sembrato che a tirare la volata al Presidente Lombardo, fossero anche i partiti alleati. Poi, quando si è passati dalle parole ai fatti, qualcosa si è spezzato. Sono nati i primi mal di pancia in seno all'Assemblea regionale, si è subito manifestato il dissenso delle corporazioni colpite dall'azione governativa, è ricominciato il bla bla bla dei partiti politici, che si sono visti minacciati nel loro potere e nel loro predominio politico. Sulla Sanità, ha cominciato "a sparare" il fuoco amico, con l'astensione in Giunta degli Assessori dei partiti alleati e con la presentazione, ridicola, di due proposte di legge dei partiti di governo, alternative al disegno di legge presentato dal Governo stesso. Il provvedimento di scioglimento e di liquidazione dell'ESA, adottato "unanimemente" dal Governo regionale, è stato subito contrastato da Salvino Caputo, già capogruppo di AN ed in atto Presidente di quella Commissione Affari Produttivi, che dovreb be appoggiare il Governo. I sindacati hanno cominciato a "borbottare", non appena si sono affacciati i primi provvedimenti dell'Assessore Ilarda. Anche se, per la verità, va registrata la serietà di comportamenti della CISL di Bernava e della UIL di Barone, disposte alla trattativa e al dialogo. Ora si manifesta addirittura una.. grande battaglia, quella che attribuisce al Presidente del Governo, e non alla Giunta, la nomina dei.. Direttori Generali. In altri termini, il Presidente può nominare gli Assessori, cioè formare il Governo, ma non può nominare i Dirigenti Generali. La ragione di questo assurdo va ricercata nel fatto che, fino ad oggi, ciascun dirigente ha avuto il suo "santo" protettore, appartenente a questo o quel partito. La modifica proposta intaccherebbe naturalmente il potere delle segreterie dei partiti di "contrattare" la nomina di questo o quel Dirigente Generale. Ed un tale fatto metterebbe in forse un potere consolidato che ha, fino ad oggi, condizionato l'avveni re di qualsiasi Governo. Le cose a questo punto, ci domandiamo: "I partiti regionali, in una situazione economica quale l'attuale, con un federalismo fiscale alle porte, credono di potere continuare ad insistere sulle vecchie strade e consuetudini? Pensano, cioè, che sia possibile, per i loro dirigenti, pretendere di condizionare la vita e i comportamenti dell'attuale e dei futuri Governi?" Noi, francamente, riteniamo di no!!!! E invitiamo il Presidente Lombardo a continuare per la sua strada. Senza sconti o raccomandazioni di sorta, guardando solo all'interesse della Sicilia ed al benessere dei siciliani. Tutto il resto è fuffa, di scarsa consistenza e di nessuno spessore. Perché sarà l'opinione pubblica, alla fine, ad esprimere, con il proprio consenso, chi ha ragione e chi ha torto. E noi saremo tra coloro che esprimeranno inflessibilmente un proprio sereno giudizio!

Vito Scalia