venerdì 24 ottobre 2008

ANNO ZERO vs. FAILLA - il match continua



Serafico, tranquillo, calmo: “Non mi interessa altro, che tutelare l’immagine di Paternò, ecco perché ho scritto a chi di competenza, il resto non mi desta interesse, sono speculazioni, alimentate anche da qualche detrattore indigeno, di centrosinistra ma anche di casa nostra”.
Così Pippo Failla, sindaco mediatico, inizia il colloquio. Prima la protesta in mutande per il caso rifiuti, adesso la polemica sul call-center di Lombardia Call, fatto sta che è sempre in prima pagina.


“ Una polemica su Ignazio (La Russa) che è tutta lombarda. Non avrebbero mai fatto una trasmissione su questi temi del lavoro a Paternò. E qui da noi anziché alzare le barricate, c’è qualcuno che tenta una speculazione di bassa politica, impostata sul calcolo di parte, non tenendo conto che nel bene o nel male, si sono creati diversi posti di lavoro in una terra dove l’occupazione è un problema sociale gravissimo, che può portare devianza.
Certo l’insediamento del call center non risolve totalmente il problema del mercato del lavoro che manca, ma consentitemi di dire che in una città dove non vi sono iniziative imprenditoriali importanti, dove la recessione economica si fa sentire più forte rispetto ad aree della nazione che hanno una forte percentuale di occupazione della forza lavoro, come la lombardia, questo rappresenta un fatto straordinario.
Lo notiamo per le richieste che ci pervengono, come quando ha aperto Etnapolis. E mi sembra normale che questo succeda, con tanta fame che vi è in giro.
Una operazione oculata questa del call-center, che consente a chi ha fatto l’investimento, a fare realizzare un risparmio alla sanità lombarda. Perchè non si è sottolineato, nè nella trasmissione, né in seguito, che essendo la nostra una regione europea a “obiettivo uno”, Lombardia Call fa economia quantomeno rispetto agli oneri riflessi sui lavoratori impiegati.
Poi dare una immagine di Paternò come fosse un borgo rurale di tremila anime, e che l’occupazione nel call-center in questione rappresenterebbe il 30% della popolazione, si accredita il messaggio che il condizionamento della politica sia totale, quasi mafioso, questo si è voluto fare intendere con astuta abilità, come se questa classe dirigente avesse le mani sulla città. Così non è. Bisognerebbe finirla col le sterili polemiche tutte interne alla politica politicante e guardare più alla politica del fare, alla politica creativa. Ecco il perché della mia reazione, devo tutelare la mia città.
Si parla di federalismo fiscale solidale, di fiscalità di vantaggio per le regioni sottosviluppate, mi pare che questi siano i temi attuali di come si voglia riformare lo stato, e appena si ha un esempio concreto “ante litteram” si scatena la diatriba.
Non si può comprendere se non si è in prima linea, e non si hanno responsabilità di amministrare una comunità, come il problema occupazionale, al sud, rappresenti una tragedia in assoluto. L’ottanta percento delle richieste che ricevo come sindaco, parlando con la gente, sono solo in questa direzione. E’ mio preciso dovere intervenire dove posso per risolvere tali questioni. Poi nel caso in specie, essendo un servizio particolare e lo si capisce senza ulteriori chiarimenti, non basta la segnalazione per fare assumere, non basta il curriculum, occorrono alcune attitudini dei candidati che vengono vagliate da attenti selezionatori con severità “lombarda”, affinché il servizio reso sia di estrema qualità”.
Questi, brevemente, i pensieri che Pippo Failla ci ha consegnato.


Noi confermiamo ciò che abbiamo sostenuto circa un mese fa, quando ancora queste polemiche erano sul nascere nel varesotto, che l’operazione dello spostamento a Paternò del call-center della sanità della Regione Lombardia rappresenta per questa terra un ammortizzatore sociale, una opportunità di lavoro per tantissime persone che in mancanza di ciò sarebbero ancora dietro qualche porta di segreteria a pietire “un posto”. Una scelta politica precisa che non toglie nulla al popolo del nord ove le opportunità di occupazione sono enormi, ma che, in questa provincia tanto oltraggiata, è un positivo congegno politico-sociale di rilevante impatto.
Adesso, tornando al gossip ed alla polemica che ancora serpeggia, attendiamo le reazioni dei destinatari della lettera del sindaco Failla.