sabato 25 ottobre 2008

ORGOGLIO SICILIANO, MICCICHE' TUONA


La Festa del Movimento per l'Autonomia si addentra nei temi politici attuali Si avvicendano gli incontri, s'infiamma il dibattito politico e gli interventi autorevoli .

Molto atteso in mattinata, l'intervento di Gianfranco Miccichè, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega al CIPE che ha aspramente criticato la Lega Nord: "La cosa scandalosa è che appena spendiamo 140 milioni per la Sicilia, si lamentano i lombardi. Una vigliaccata, lo dico molto chiaramente: noi abbiamo dato 1,4 miliardi di euro all'Expo di Milano con i nostri soldi, quelli destinati al Fas per il Mezzogiorno. Immatura la polemica sui fondi destinati a Catania dal decreto sulle autonomie approvato in Consiglio dei ministri insieme al Federalismo fiscale. Allora Catania dovrà restituire i 140 milioni soltanto dopo che Milano restituirà gli 1,4 miliardi di euro".

Gianfranco Micciché, nel il suo intervento, non ha lesinato disapprovazioni alla Finanziaria, che prevede la detrazione alle regioni del sud di 3,6 miliardi di euro: "La verità - afferma Miccichè - è che per adesso gli unici fondi che ci sono sono quelli per il Mezzogiorno (che provengono dall’Europa). Il problema è territoriale e non politico. Nel 2013 finiranno i fondi strutturali e si andrà verso il Federalismo, se in questi anni ci tolgono pure i quattrini che abbiamo è chiaro che il problema comincia a diventare serio. I soldi il Mezzogiorno li deve spendere bene".

Micciché continua a sentenziare, passa dalla critiche alla Finanziaria ai sospetti sul Federalismo: "Non mi piace, non mi fido del Federalismo fatto da gente come quelli della Lega. Loro vogliono lo scontro tra i territori, ma se ci deve essere allora che sia alla pari: scontro politico e non territoriale perché loro sono più forti di noi anche nella demagogia. Mi sembra che in generale nel Mezzogiorno si è sudditi nei confronti dei poteri del Nord. Il governo della Regione siciliana, presieduto da Raffaele Lombardo –ha continuato Miccichè- mi sembra che sia partito con il piede giusto e mi sembra intenzionato a fare meglio. Bisogna vedere se ci riuscirà: ma penso e spero di sì”.
Sembra il più acceso degli autonomisti, ed appare chiaro che l’intesa col leader movimentista Raffaele Lombardo c’è, continua, si rafforza. Il progetto di un forte partito siciliano si fiuta, oltre che nelle parole anche negli atteggiamenti. Musotto ne è un prototipo notevole. Sottrarre Lombardo all’abbraccio leghista potrebbe essere la strategia per realizzare il “federalismo partitico”, cioè un grande contenitore del centrodestra che comprenda tutti, come il PDL, ma tutto siciliano, alleato col Cavaliere….. ma non dipendente. Poi ci si confronterà anche coi leghisti.