giovedì 23 aprile 2009

Politica Siciliana: Termovalorizzatori Nuovo Capitolo... cassando il passato.


RAFFAELE LOMBARDO: AVANTI COL BUONSENSO

Il governo Lombardo ha deciso: per la costruzione dei termovalorizzatori in Sicilia si farà un nuovo bando. Il compito di predisporre la gara è stato assegnato all’Arra, l’agenzia regionale per i rifiuti e le acque. L’organismo, guidato da Felice Crosta, dovrà rielaborare il procedimento che era già stato messo a punto e successivamente congelato. Il presidente Lombardo ha chiesto all’Agenzia di rispettare le norme comunitarie, nazionali e regionali e, soprattutto, di adeguare il bando alle prescrizioni dettate dalla sentenza della Corte di Giustizia Europa del 17 luglio 2007. La regione Sicilia non ha intenzione di perdere nemmeno un euro rispetto alla tormentata vicenda della costruzione dei quattro termovalorizzatori in progetto da ormai sette anni. E anzi è pronta ad aprire un contenzioso sulla valutazione del rimborso su cui si è giunti ad un accordo con gli ex concessionari che nel 2003 si erano visti affidare l’appalto attraverso una procedura di affidamento di servizio impallinata nel 2007 dalla Corte di Giustizia europea.  

” La Giunta di Governo ha rimesso all'ARRA (l’Agenzia regionale delle acque e dei rifiuti) le ulteriori attività di definizione del procedimento amministrativo (ndr:iniziatosi con il bando di gara del 2002). Chi verrà chiamato a realizzare i quattro termovalorizzatori dovrà adeguare gli impianti e i progetti alle migliori tecnologie di salvaguardia ambientale oggi esistenti. Il dimensionamento degli impianti dovrà, inoltre, tenere conto dell'incremento stimato della raccolta differenziata dei rifiuti, in ottemperanza alle direttive comunitarie ”.  Questo il il comunicato ufficiale diffuso dal Governo siciliano.

Ma cosa vuol dire in effetti?  Raffaele Lombardo ha sottolineato: “Se dei 200 milioni su cui si è raggiunto l’intesa tra l’Agenzia regionale per i rifiuti (che ha piena autonomia) e i due operatori industriali Falck e Waste Italia ex concessionari verranno rifusi da chi si aggiudicherà le gare, bene. Se invece la gara andrà deserta e saranno gli stessi concessionari a realizzare gli impianti, nessuna cifra sarà dovuta. Se invece si verificherà la terza ipotesi, non improbabile, e cioè che la gara andrà deserta e cioè se gli ex concessionari non vorranno occuparsi di completare i termovalorizzatori siamo pronti a disconoscere la valutazione di 200 milioni di euro che spetterebbe loro. E anzi siamo pronti ad aprire un contenzioso”. In soldoni vuol dire che  Lombardo si è limitato a porre il tetto di 200 milioni di euro al doveroso rimborso delle opere edili già materialmente realizzate dalle società, ossia, si procederà al pagamento delle opere già prodotte sulla base del semplice computo metrico estimativo, remunerato in base ai prezzi del tariffario regionale vigente per le opere pubbliche.

. C’è, inoltre, la questione del sovradimensionamento. I quattro mega impianti previsti in precedenza, da costruire a Bellolampo, Paternò, Augusta e Casteltermini, erano stati progettati per una potenzialità standard di 2.604.410 tonnellate/anno di rifiuti contro una produzione consuntiva nell’anno 2004 pari a 2.544.316 tonnellate. Insomma, erano stati pensati per ‘bruciare’ il 100% dei rifiuti prodotti. Ma così non avrebbe dovuto essere. Infatti secondo le indicazioni dell’esecutivo, il bando dovrà prevedere la realizzazione di impianti e progetti che sfruttino le più recenti tecnologie di salvaguardia ambientale oggi esistenti I termovalorizzatori, dovranno tenere conto dell’incremento stimato della raccolta differenziata dei rifiuti, in ottemperanza alle direttive comunitarie, le quali non prevedono che si debba bruciare tutti i rifiuti di ogni tipo, ma solamente quelli compatibili, per evitare il rischio salute pubblica.

Il piano per la gestione dei rifiuti, predisposto nel dicembre 2002 dall’allora “Commissariato straordinario per l’emergenza dei rifiuti in Sicilia” ( Totò Cuffaro e Felice Crosta), non aveva affatto tenuto conto del Decreto Ronchi e le Direttive della UE, prevedendo un obiettivo da raggiungere per la raccolta differenziata dei rifiuti nell’Isola solo del 35% e per giunta nel lontano 2025. Non considerando, quindi, la fisiologica diminuzione della produzione indistinta dei rifiuti, proprio a seguito dell’obbligo di legge per la raccolta differenziata per il riciclaggio dei rifiuti, che in Sicilia dovrebbe attestarsi obbligatoriamente al 60% nel 2011, anno in cui, spiegano gli esperti, per soddisfare una corretta politica economica di gestione  dei mega impianti, addirittura, all’importazione di rifiuti dal resto d’Italia o anche dal Nord-Africa, ma chissà se era proprio questo, oltre a quello dei terreni, il vero affare a danno dei siciliani? Un nonsenso lampante, che Lombardo ha risolutamente rimosso.

Infine una ultima considerazione.  Il nuovo bando dovrà certamente prevedere anche che la localizzazione degli impianti non sia lasciata alle imprese aggiudicatarie, bensì vi sia l’indicazione da parte pubblica dei terreni ritenuti idonei per tale insediamento, e che non tenga conto solo degli interessi imprenditoriali e/o di bassa politica, come nel caso dei terreni della Sicil Power SpA (gruppo Waste), cha avrebbe individuato la localizzazione dell’impianto in un terreno ritenuto inidoneo non solo per impatto ambientale, ma addirittura riconosciuto Sito di Interesse Comunitario, e perciò tutelato dall’Unione Europea.

Quanto all’operato dell’Agenzia regionale sui rifiuti Lombardo sottolinea: “Si tratta di un organismo dotato di autonomia e sono certo che procederà nell’interesse della regione nell’emanazione dei nuovi bandi che non dovranno essere oggetto di attenzione da parte dell’Europa come in passato”. Il governatore siciliano ha inoltre posto altri paletti sempre per quanto riguarda la questione della realizzazione dei termovalorizzatori sull’isola. “Chiunque li costruirà dovrà attenersi alle tecnologie più avanzate non a quelle a cui ci si atteneva all’epoca dell’affidamento del servizio”. Di più: “Il sistema di smaltimento dei rifiuti in Sicilia dovrà essere dimensionato rispetto alle direttive europee prima tra tutti quella della raccolta differenziata che comporta il dimezzamento delle quantità da portare agli impianti di termovalorizzazione: questo comporta che se ne potranno costruire due rispetto ai quattro previsti o - per esempio - nove più piccoli”. Ma sarà una corsa contro il tempo perché se non si arriverà alla pubblicazione entro domenica c’è il rischio di pagare penali salatissime. La sentenza in questione aveva definito illegittima la precedente procedura di aggiudicazione per mancata applicazione della normativa che disciplina l’appalto di servizi. Se adesso il nuovo bando dovesse contenere clausole tali da impedire la partecipazione di imprese diverse dalle vecchie aggiudicatarie, e per alcuni casi anche della localizzazione degli impianti, ci sarebbe il concreto rischio di una nuova bocciatura.

Sulle decisioni di Lombardo e della Giunta Regionale,  sembra avere avuto un peso l’esposto presentato da un gruppo di associazioni ambientaliste ed il movimento di protesta che ha indirizzato a Palazzo d’Orleans centinaia di mail circostanziate di contestazione e denuncia, anche rispetto alla illegittima scelta dei terreni da parte delle precedenti ditte aggiudicatarie.

La  riunione di Giunta, in effetti, è stata molto animata. Le urla si sentivano fino a fuori Palazzo d’Orleans e i più duri sostenitori delle vecchie logiche del vecchio regime (assenti gli assessori dell’UDC a difesa dell’operato di Cuffaro e Crosta), sono stati quelli dell’ex Forza Italia, tutti associati contro quel rivoluzionario di Lombardo, irti a difesa degli interessi particolari.

Ma l’asprezza dei partner di governo, e la loro polemica in giunta, non ha trovato corrispondenza nell’atteggiamento di Raffaele Lombardo. Il Presidente della Regione, non ha portato in Giunta  la scelta già confezionata che questi si aspettavano, dopo l’improvviso stop imposto dieci giorni fa al vecchio piano che Crosta aveva elaborato.

Con tono distaccato, ha chiesto agli assessori di decidere cosa fare. “ Mi basta che – ha spiegato Lombardo- si rispettino le leggi comunitarie e nazionali in materia di rifiuti, e non vi sia alcun rischio di delitto ambientale “. Accusato di voler cavalcare un movimentismo ambientalista e di assumere atteggiamento demagogico, ha replicato dicendo che la legge ed il buonsenso non si possono sopravanzare né calpestare, e che non si può dileggiare l’istituzione che si rappresenta, tirando fuori una quantità considerevole di e-mail, inviate alla Presidenza della Regione in quest’ultima settimana, unitamente alle oltre 10.000 firme della Associazione “FIRMIAMO”, le quali chiedevano semplicemente di rispettare le previsioni di legge, ed in particolare le ultime novità tecnologiche in materia di bruciatura dei rifiuti e le tabelle obbligatorie sugli obbiettivi da raggiungere in Sicilia nella raccolta differenziata. Una petizione, ha fatto notare il Presidente,  che coinvolge il meglio del ceto medio siciliano, degli intellettuali e dei tecnici del settore. Ma soprattutto, che basa le proprie contestazioni, su dati e previsioni di legge incontestabili.

Questa la vera rivoluzione siciliana: ascoltare le giuste istanze che provengono dalla società e tradurre queste in atti, rispettare le norme senza scaltrezza nel volerle aggirare e l’uso del buonsenso senza prevaricazioni.

Tutto nell’esclusivo interesse del POPOLO SICILIANO.