venerdì 7 novembre 2008

SICILIA: CASCIO, SIAMO PIATTAFORMA ENERGIA ITALIA SENZA AVERE RICAVI


(ASCA) - Palermo, 6 nov - ''La Sicilia puo' considerarsi a tutti gli effetti la piattaforma energetica dell'Italia. Questo produce effetti disastrosi per l'ambiente, provocando alti tassi di inquinamento del terreno, dell'acqua e dell'aria''.

Lo ha detto il presidente dell'Assemblea regionale siciliana, Francesco Cascio, nel corso delle ''Giornate dell'economia del mezzogiorno'', organizzate dalla Fondazione Curella, in corso a Palermo nella Sala Gialla di Palazzo dei Normanni.

''Per quanto i temi dell'ambiente - ha specificato Cascio - siano scarsamente presenti nelle agende politiche, l'impegno comune deve muoversi proprio in questa direzione, per rimuovere l'inerzia di fondo, legata all'approccio a lungo termine che i temi dell'ambiente richiede''.

''Dalla Sicilia - ha aggiunto Cascio - arriva al nostro paese il 44 per cento del metano che esso consuma, il 43 per cento della benzina e del gasolio necessari e il 15 per cento dell'elettricita' che alimenta le regioni del Sud d'Italia.

Di contro i ricavi delle attivita' industriali vanno ai produttori nazionali ed internazionali che nella maggior parte dei casi non hanno sede legale e fiscale in Sicilia. E il prelievo per accise sulla raffinazione petrolifera e' esclusivo appannaggio dello Stato. Si tratta di circa 10 miliardi di euro l'anno''.


Il presidentedell'Ars, Francesco Cascio, si e' poi soffermato sulla crisi economica internazionale. ''Oggi l'Europa - ha spiegato - subisce i contraccolpi della globalizzazione, un fenomeno che si immaginava essere soltanto benefico. Gli eventi hanno squarciato il velo e mostrato che non e' cosi'. Un mondo aperto, un mercato senza confini non possono sopravvivere senza regole condivise, senza il superamento degli egoismi nazionali''.

Regoli comuni, dunque, ''per salvaguardare l'equilibrio mondiale e gestire i tre grandi nodi che rischiano di soffocare l'umanita': cibo, ambiente ed energia''.

''Il persistere di un differenziale negativo - ha ricordato il presidente dell'Ars - tra la domanda di cibo e di acqua, da una parte, e la capacita' dei singoli sistemi di soddisfare quella domanda, dall'altra, rappresenta il piu' grave crimine che l'umanita' possa consumare contro se stessa. Un ordine sopranazionale, probabilmente, potrebbe essere la soluzione.

Intanto potremmo muovere dalla necessita' condivisa di ricorrere ad alcune colture per l'alimentazione umana, superando una serie di pregiudizi che accompagnano gli OGM, dando cosi' risposte al dramma della fame che colpisce soprattutto le popolazioni africane, solo per citare il continente a noi piu' vicino. Mi sembrerebbe - ha concluso - un modo efficace per contenere le migrazioni di questi ultimi anni''.