mercoledì 14 novembre 2007

Show al Parlamento Ue, Grillo e De Magistris processano la sinistra


«Hai una cognizione da fumetto dell’Europarlamento! Parli come Le Pen!» gli strilla contro il sinistro democratico Claudio Fava. «Ma voi piuttosto, che fate? Sempre occupati a decidere la lunghezza delle banane o l’altezza dei bassotti!» gli replica a brutto muso Beppe Grillo. Scene di caccia incrociate in bassa Alsazia tra urla di disappunto e rissa finale. Tutt’altro scenario rispetto a quello che si era preventivato.

Eh già. Perché erano attesi come i tre re magi, Grillo Travaglio e soprattutto De Magistris sulle rive del Reno. Mentre la sinistra italiana al completo si è ritrovata davanti il trio dell’Apocalisse. Pronto a scatenarsi non solo contro il solito (e annunciato) Mastella, ma contro il governo Prodi, le sue leggi, le sue non scelte, il suo nascondere la testa sotto la sabbia. Già all’inizio erano in parecchi - tra cui la Gruber («Si squalifica da solo») e la verde Frassoni - a ringhiare contro la telepredica del Grillo parlante: «Vi prego, sono qui per chiedervi di non dare più una lira all’Italia» esortava. E partivano i primi mormorii di disapprovazione, si alzavano i cenni della protesta. Ma lui proseguiva ieratico, conscio dell’appoggio di un De Magistris in palla («Guardate che l’intreccio del malaffare in Calabria è tra tutte le forze politiche, non è che riguardi solo una parte…») e di un Travaglio in versione Buddha («Castelli ne aveva fatte, ma mai come Mastella»), pigiando il piede sull’acceleratore: «Non siete manco capaci di dire al cittadino dove finiscono i suoi soldi!».

PRIMAPAGINA

Gli ortodossi: "Il Papa è il primo patriarca"


Il Papa è il "primo dei patriarchi", Roma è la "prima sede", la Chiesa di Roma "presiede nell'amore". Nero su bianco un documento congiunto della Chiesa cattolica e delle Chiese ortodosse fissa definitivamente e in maniera inequivocabile il primato del romano pontefice, spianando la strada alla riunificazione di cattolici e ortodossi divisi dallo scisma del 1054.

martedì 13 novembre 2007

L'"AMMUINA" DELLA LEGGE ELETTORALE


Tutti vogliono una nuova legge elettorale. Tutti lavorano per realizzare nuove regole e rifiutare il "porcellum" di calderoliana memoria. Tutti si sbracciano nell'addossare la responsabilità all'altro schieramento. Tutti declamano che occorre evitare il referendum. Tutti affermano che si deve far presto, anzi, subito. Ed è un gesticolare affannoso, un susseguirsi di comunicati, dichiarazioni, ultimatum, intervi ste, senza tregua. Con un corredo mediatico di ipocrisie, di finte, assai spesso, di spudorate menzogne. Intanto, tutto è fermo. Non si fa un passo avanti. Passano i giorni, le settimane, i mesi, e la nuova legge elettorale diventa sempre più una chimera. E, il vocio indistinto della folla urlante dei politici, richiama alla memoria la splendida pagina napoletana della "ammuina" ferdinandea. Laddove i marinai dell'equipaggio corrono da poppa a prua, e da prua a poppa, senza alcuna ragione: solo per fare "ammuina", creare l'illusione di un intenso e faticoso lavoro. Fuori di metafora, occorre verificare quali sono le ragioni vere che producono questo stato comatoso di immobilismo, su una materia, tanto essenziale, per la vita di una democrazia. C'è, innanzitutto, uno stato di crisi generale. "Il Governo è malato", afferma Bertinotti. E, se lo dice lui, che di. malattie se ne intende, c'è da credergli! Al di là della battuta, c'è uno stato di vera e propria sofferenza, per il venir meno di alcuni valori fondanti, su cui poggia qualsiasi comunità umana. Si è perduto il senso dello Stato, si è resa irreperibile qualsiasi nozione di bene comune, sono enormemente cresciuti, e divenuti prioritari, l'interesse individuale e il tornaconto della "fascia sociale" a cui si appartiene. Tutto questo ha allentato i vincoli della solidarietà, ha attenuato il senso di Nazione, ha esaltato lo spirito delle "corporazioni". Non si dimentichi che c'è voluto un Presidente della Repubblica, Ciampi, per rivalutare la nozione di "Patria" e per affermare il valore emblematico dell'Inno nazionale! In questa logica, la tensione ideale del periodo della ricostruzione post-bellica si è andata perdendo negli anni della prima Repubblica, fino ad arrivare alla crisi del '92, con Tangentopoli e Mani pulite. Crisi dalla quale non si è mai veramente usciti, per la modestia di una legislazione, che non ha saputo curarne i mali alla radice, e per l'incompetenza e la scarsa professionalità di una classe dirigente, improvvisata e di modesto livello. Si pensi alla moltitudine di leader che, salvo eccezioni, potrebbero ben figurare in una qualsiasi categoria di "subalterni", per capire il perché di tante leggi e leggine, ispirate al tornaconto individuale o di gruppo. E di norme elettorali, in cui ciascuno dei partiti ha curato solo i propri interessi: e privato i cittadini-elettori del diritto di scegliersi, con il voto diretto e segreto, il proprio rappresentante parlamentare! Ora siamo al dunque. Al momento in cui, destra e sinistra non hanno più senso. E lasciano il posto a due schieramenti. Quello dei grandi partiti e quello dei piccoli partiti. I primi, decisi a sbarazzarsi o, quantomeno a ridurre, il numero dei secondi. Questi, pronti, a loro volta, a difendere con le unghie e con i denti, la propria rendita di posizione ed il proprio "potere contrattuale" di ricatto sui grandi partiti. Si è così determinata una situazione che, definire ridicola, diventa un eufemismo. Perché il Pd e Forza Italia, pur avendo l'interesse di "normalizzare" la situazione politica, sono costretti a fare finta di difendere i piccoli partiti, con cui sono alleati. E, Prodi, che si regge sulle stampelle, esercita, ormai, il mestiere di "sensale", tra una sinistra comunista, che scalpita, ed una destra centrista e liberale, sempre più decisa a non accettare i diktat estremisti. Con un risultato deprimente: quello di un Governo che non governa, di una maggioranza che non esiste, di una opposizione che aspetta, in riva al fiume, il passaggio del "cadavere politico" del proprio nemico. E, la legge elettorale? Tedesca, francese, spagnola, maggioritaria, proporzionale? Veltroni ci sta provando ed ha pronta una bozza, sulla quale intende dialogare con tutte le forze politiche. Fini e Casini si sono subito dichiarati disponibili. Berlusconi e Forza Italia si sono negati. Al di là delle chiacchiere, allo stato, la previsione è una , ed una sola. Che non si farà alcuna nuova legge, e che si andrà al referendum! Punto e basta! A meno che la Corte Costituzionale, a gennaio, non rovesci il tavolo e non ne ammetta i quesiti. Ma questo è un altro discorso!... E chi vivrà, vedrà!
Vito Scalia

MCL «Per l'Europa il Mediterraneo deve costituire una priorità»


Movimento Cristiano dei Lavoratori - seminario sull'immigrazione

"E' soprattutto l'Europa come entità politica che deve prendere maggiore coscienza delle questioni che riguardano l'immigrazione; è l'Europa che deve dare risposte alla domanda di sicurezza dei cittadini e, al contempo, continuare a coltivare la solidarietà senza peraltro rinunciare alla propria identità storica e culturale: è l'Europa che su questi temi dovrebbe svolgere un ruolo più incisivo". Questo il leit motiv del seminario internazionale promosso dal Movimento Cristiano Lavoratori sul tema dell'immigrazione e il tema centrale dell'intervento del presidente Carlo Costalli.

Raffaele Lombardo: "Forse mai come oggi la Sicilia svolge un ruolo delicato di crocevia di popoli, di culture, di religioni, di tradizioni - ha detto -. La centralità geografica della nostra isola si è trasformata, soprattutto negli ultimi anni, in una speranza concreta per uomini e donne di trovare una nuova vita e una nuova dignità, negata nel Paese d'origine. L'accoglienza di queste speranze deve certamente essere improntata allo spirito cristiano ma, nel contempo, non può prescindere dall'affrontare le difficoltà oggettive che l'immigrazione, l'integrazione, la comprensione delle diverse culture comportano. La completa integrazione degli immigrati nel nostro Paese, e in particolare in Sicilia, deve basarsi infatti sulla accettazione della legalità, delle regole, del lavoro onesto. Soltanto così sarà perseguibile uno sviluppo economico che sia anche sociale, culturale e multirazziale. La continua ricerca del dialogo è certamente un obiettivo prioritario per le Istituzioni, locali e nazionali, che devono agevolare la collaborazione tra i popoli. Anche le associazioni e i movimenti culturali possono facilitare questo compito".

Putin, ecco perche' corro a elezioni


MOSCA, 13 NOV - Per la prima volta il presidente russo Vladimir Putin ha fatto ufficialmente campagna elettorale. Putin, che guida la lista di 'Russia Unita' alle elezioni parlamentari del 2 dicembre, ha spiegato di essersi candidato per 'contribuire a formare una maggioranza alla Duma che pensi all'unisono col governo'. Putin non ha voluto svelare quale sara' il suo ruolo futuro, ma ha precisato che 'esistono diverse varianti'.

Finanziaria, maggioranza battuta


E' la prima volta che il centrosinistra va sotto da quando è iniziato l'esame della manovra. Con la Cdl, su questo specifico emendamento, hanno votato anche i senatori dell'Ulivo, Lamberto Dini e Giuseppe Scalera, e quello del gruppo Misto (ex An ed ex Margheria), Domenico Fisichella. Proprio Dini e Fisichella sono considerati due dei parlamentari che potrebbero passare nelle fila del centrodestra e su cui il leader dell'opposizione, Silvio Berlusconi, conta per poter far venire meno il sostegno all'esecutivo (che al Senato conta di un solo voto di vantaggio, oltre ai senatori a vita) e arrivare così alle dimissioni di Prodi.
"Non abbiamo ancora preso alcuna decisione sul voto finale alla Finanziaria". Lo ha detto Lamberto Dini, nel corso della tramissione "Panorama del giorno", in onda su Canale 5. "Ci sono ancora centinaia di emendamenti da esaminare. Su alcune questioni abbiamo chiesto cambiamenti, in particolare sul tetto alle remunerazioni del pubblico impiego. E' una misura sbagliata".

Catania - Aeroporto, Turrisi si dimette da presidente Sac


Alfio Turrisi si è dimesso dall'incarico di presidente della Sac, la società che gestisce i servizi a terra dell'aeroporto di Catania. "La gestione del quarto scalo d'Italia - ha spiegato l'imprenditore - deve essere portata avanti da qualcuno che possa dedicargli tutto il suo tempo e che abbia la possibilità di decidere".

lunedì 12 novembre 2007

PER NON DIMENTICARE - NASSIRYA 12 NOVEMBRE 2003


ONORE AI CADUTI

LAGUNARE CAPITANO Massimo Ficuciello (35 anni).

MARESCIALLI - Giovanni Cavallaro, Massimiliano Bruno, Enzo Fregosi (56 anni), Alfonso Trincone (44 anni), Filippo Merlino.

VICEBRIGADIERE - Giuseppe Coletta (38 anni).CARABINIERI - Domenico Intravaia (44 anni), Alfio Ragazzi (39 anni), Ivan Ghitti (30 anni) Orazio Majorana (29 anni), Andrea Filippa (31anni), Daniele Ghione (30 anni).

BRIGATA SASSARI - Maresciallo Silvio Olla (32 anni), Alessandro Carrisi (23 anni), Emanuele Ferraro (28 anni), Caporalmaggiore Pietro Petrucci (22 anni).

CIVILI - Stefano Rolla (65 anni)

GIUSTIZIA GIUSTA


ULTRAS O BANDA ARMATA



Oggi è il giorno della sociologia fina, quella dell'approfondimento sulle cause e del fermiamo il calcio che voglio scendere, della polizia assassina e della tragica fatalità, ma lo sappiamo da almeno 25 anni come gira. Che allo stadio certa gente non ci vada per divertirsi non è una sorpresa e neanche una novità. Chissà che non sia giunto il momento di rendersi conto che questi qua vadano messi in prigione non per lesioni o danneggiamenti, ma per banda armata.

domenica 11 novembre 2007

"Sono pazzi questi italiani"


Diliberto vuole in Italia la mummia di Lenin , Fini è la new entry fra i big Cdl con seconda famiglia: Grillo, non c'è più.


Oliviero Diliberto, segretario di un partito al governo, ha appena partecipato ad un raduno di nostalgici comunisti in quel di Mosca. Una Mosca quasi impietrita dal freddo (basta vedere le foto del nostro) che alla manifestazione offre poche migliaia di partecipanti (dicono diecimila). Un po’ di russi, un po’ del resto del mondo, molti italiani, perché noi dobbiamo sempre farci riconoscere.

Ma come, il comunismo è crollato col Muro di Berlino, in Russia è uno sgradevole ricordo, in Cina quasi non c’è più, presi come sono dalle vicende del mercato, e in Italia è nella coalizione di governo? No, dice il marziano a Roma, non ci posso credere. Credici, credici, è così.

E pensa anche che Diliberto, segretario del PdCI, tra una battuta e l’altra, ha detto anche che l’ormai imbarazzante (per Putin e amici) mummia di Lenin (ospitata nel celebre mausoleo sulla piazza Rossa) la porterebbe volentieri a Roma. Speriamo a casa sua. Nel soggiorno accanto alla tv, accanto alle sue foto col colbacco, col naso rosso dal freddo.

Al Senato il ministro della Giustizia Mastella, prima pronuncia parole di fuoco (e fiamme) contro un articolo della Finanziaria dello stesso governo di cui fa parte, e poi per "spirito di coalizione" (o forse di poltrona) vota a favore.

Gianfranco Fini ha una nuova fidanzata apparsa dopo (o forse prima) la separazione dalla moglie Daniela: si chiama Elisabetta Tulliani, avvocato, showgirl (aspirante), ex di Luciano Gaucci (ex pirotecnico presidente del Perugia Calcio, rifugiato a Santo Domingo) incinta di otto mesi. Fini sarà di nuovo padre.

Fini si è allineato (come stato di famiglia) con i colleghi di schieramento Berlusconi e Casini. Tutti contro i Dico, tutti pronti a scendere nuovamente in piazza per il family (o meglio, families, al plurale)-day.

Grillo, devi battere un colpo, oppure ti hanno fatto ritirare?

La Santanchè lascia An e va con Storace


L'esponente di An abbandona il partito di Fini per entrare ne «La destra». Berlusconi: «Restiamo uniti»


Un addio eccellente. Daniela Santanchè, che ha lasciato Alleanza nazionale per entrare ne «La destra» il nuovo movimento dell'ex senatore di Francesco Storace, è l'ospite inatteso dell'Assemblea costituente del nuovo partito che si è aperta al Palazzo dei congressi dell'Eur. Dell'esponente e deputato di Alleanza nazionale si era a lungo parlato come segretario della nuova forza di Storace, nata dopo la scissione da Alleanza nazionale dell'ex delfino di Fini, seguito poi da altri esponenti di An. La Santanchè, sempre pronta al dialogo con Storace, sembrava poi aver preferito l'impegno per i suoi Circoli D-donna, sempre rimanendo in An. E invece, a sorpresa Daniela Santanchè, accolta dall'ovazione dei presenti, ha annunciato al Palazzo dei Congressi il suo ingresso ne «La destra». E per lei si parla già di un ruolo importante, quello di portavoce del partito. Intanto Storace sembra aver vinto la sfida dei numeri: gli immensi spazi del Palazzo dei congressi dell'Eur, di solito riservati a grandi kermesse politiche, si sono riempite.

Riforme,Veltroni:"Ok proporzionale"


Leader Pd plaude ad aperture An e Udc

Il segretario del Pd Walter Veltroni pone quattro paletti entro cui lavorare per arrivare ad una nuova legge elettorale: sistema proporzionale, no al premio di maggioranza per evitare coalizioni con alleanze fatte dopo il voto, meno frammentazioni all'interno dei poli, ritorno alle preferenze espresse dai cittadini. Veltroni ha detto di apprezzare le aperture sulle riforme venute da Udc e An e assicura che continuerà ad offrire il dialogo.

"Possiamo lavorare su questi 4 principi - ha spiegato il segretario del Partito democratico - per trovare la soluzione migliore per il sistema italiano. Questa è la mia offerta. L'offerta per avere, non la fine del bipolarismo, ma la nascita di un vero bipolarismo, l'inizio del bipolarismo virtuoso e non più quello che nasce per costrizione".

Veltroni ha quindi giudicato ''importanti le posizioni di Udc e An, anche se domani verranno magari corrette. Ma so che anche nel centrodestra c'è preoccupazione che si arrivi alle elezioni'' senza una riforma elettorale. Per il sindaco di Roma sarebbe irresponsabile per il Paese far cadere il governo, andare all'esercizio provvisorio di bilancio e alle elezioni politiche con la legge attuale. Tutti gli sforzi quindi dovranno andare nella direzione di un'intesa che "non può che avvenire in Parlamento tra le forze politiche". Uno scenario che secondo Veltroni ''nell'arco di un anno permetterà di uscire da questa situazione per varare una riforma istituzionale laddove si arrivi ad avere un ramo del Parlamento che fa le leggi e la riduzione del numero dei parlamentari".

venerdì 9 novembre 2007

Grillo il pifferaio e la Grande Gnocca


MVB: è come dire una bella gnocca con la testa, guardate la foto


Il grillo parlante si è trasformato in pifferaio magico, e si porta dietro tutta l'antipolitica targata Sinistra Radicale che un elezione truffa ed un anno di governo della sinistra hanno generato. Ma mentre nel centro-destra MVB (Michela Vittoria Brambilla - alias Grande Gnocca) raccoglie il sentimento popolare di avversione ad un sistema ingessato ed ancorato al passato, cercando di convogliare il seguito su un progetto di Partito della Libertà che include e faccia finire la frammentazione dei partiti della CDL per consunzione, il comico fa nascere una formazione nana destinata a alimentare la frammentazione e la confusione. Una cosa positiva l'esperienza in atto ce là!. Nasce dalla rete e dal basso ed è proprio questa sua peculiarità ad essere rassicurante: il popolo della rete non cadrà nel burrone, vi cadrà il pifferaio saltellante e gli sciocchini seguitanti, buoni solo nel lamentarsi, protestare e fare la rivoluzione con il denaro dello stato.

Nuova 'fiamma' per Gianfranco Fini:

è la bionda Elisabetta Tulliani
La neo-coppia già in attesa di un bebè

L'avvocato e deputato di An Giulia Bongiorno - che a giugno aveva dato la notizia della separazione del leader di An dalla moglie Daniela Di Sotto - si lascia andare a un laconico "Confermo" che dà ufficialità alla notizia. La Tulliani fu fidanzata anche dell'ex presidente del Perugia Gaucci.

L'aveva anticipato il settimanale Diva e Donna, l'aveva poi commentato a suo modo il tg satirico Striscia la notizia. Ma ora è ufficiale: Gianfranco Fini si è ripreso in fretta dalla separazione, si è rifidanzato con una bionda 35enne e la neo-coppia ha pure già messo in cantiere un bebè.

La nuova fiamma si chiama Elisabetta Tulliani, ha lunghi capelli biondi, occhi neri, piglio volitivo. Sul suo sito Internet si racconta così: "Brillantemente laureata in Giurisprudenza", e continua: "decide allora di diventare docente universitario di Diritto penale internazionale, durante questo cammino però la passione per lo spettacolo diventa prevalente, e intraprende così il suo percorso artistico".

Province: Deputati Mpa, Bersani ha Firmato Solo Dopo Protesta


"La firma del decreto da parte del ministro Pierluigi Bersani che conferma quanto dovuto alla Sicilia e alla Calabria arriva poche ore dopo la manifestazione che ha portato ieri migliaia di siciliani a Roma". Lo sostengono in una nota i sei deputati del Movimento per l'Autonomia alla Camera che ieri erano in piazza a manifestare "contro la continua penalizzazione da parte di questo governo del Sud e in particolare della Sicilia".

"Questi fondi destinati alla viabilità secondaria delle due regioni del Sud - aggiungono i deputati autonomisti - non sono stati concessi dal governo ma finalmente riconosciuti con mesi e mesi di ritardo dopo decine di lettere, promesse non mantenute, atti parlamentari e proteste culminate nella manifestazione di ieri. Sarà stato un caso che, dopo mesi di attesa, proprio due giorni fa il ministro Di Pietro abbia firmato il decreto per lo stanziamento dei fondi? E come mai appena ieri sera Bersani ha aggiunto al decreto la sua firma?"

"Temiamo - concludono - che senza l'imponente protesta di ieri il decreto avrebbe dovuto attendere molto altro tempo. In ogni modo abbiano la decenza di tacere oggi i politici che si ricordano solo occasionalmente della loro terra, che si sono uniformati allo stile politico dei palazzi romani".

CASTIGLIONE SU L'INTEROPERABILITÀ DEL SISTEMA FERROVIARIO COMUNITARIO



Le procedure nazionali per l'approvazione dei locomotori e delle
locomotrici sono attualmente considerate come una delle principali
barriere alla creazione di nuove ferrovie e un ostacolo notevole
all'interoperabilità del sistema ferroviario europeo. Visto che nessun
Stato membro può decidere da solo che l'autorizzazione di messa in servizio da lui
rilasciata valga sul territorio di altri Stati membri, si rende necessaria un'iniziativa
comunitaria che affronti la problematica attraverso l'armonizzazione e la semplificazione
delle procedure nazionali e il ricorso al principio del riconoscimento reciproco.
La proposta, che riguarda il consolidamento, la rifusione e l'integrazione delle attuali
direttive in materia d'interoperabilità, comprende sia il sistema ferroviario transeuropeo
ad alta velocità sia il sistema ferroviario transeuropeo convenzionale.

giovedì 8 novembre 2007

L'AMPLESSO TRA "ROMENO PRODI" E L'ITALIA: quanto durerà???

LA SICILIA DEVE CONTARE DI PIU'



La manifestazione promossa dall'MpA a Roma, per chiedere con forza al Governo centrale le risorse reiteratamente promesse per le strade provinciali, ha registrato un concreto successo ed indicato a tutti i meridionali la via da seguire per ottenere giustizia e rispetto. Di fronte ad un Governo, che ha deciso di cancellare il Sud dall'agenda dei suoi obblighi ed impegni, non serve lamentarsi o imprecare. Occorre mettere in campo "l'azione di pressione" di una cospicua parte del suo territorio e mobilitare l'attenzione di tutta l'opinione pubblica italiana su un comportamento dei vertici istituzionali romani, che rappresenta un "suicidio" per l'intero Paese. Infatti, mentre in Francia, il nuovo Presidente Sarkozy intende puntare sul Mediterraneo, per farne l'asse centrale del suo programma di Governo, in Italia, una classe dirigente miope e sorda, penalizza ed isola il Sud dal resto del Paese. Negando, in tal modo, la vocazione mediterranea dell'Italia ed il ruolo che le compete per la sua naturale collocazione geografica. La manifestazione romana di ieri rappresenta, inoltre, un grande passo avanti per diversi motivi. In primo luogo, perché ha superato lo steccato destra-sinistra, ed ha mobilitato le forze istituzionali e popolari, in uno sforzo corale, che ha priorizzato gli interessi dell'Isola rispetto ad ogni collocazione politica In secondo luogo, perché il divieto opposto ad una manifestazione pacifica e popolare, di svolgersi davanti alla sede del Governo, dimostra il disagio e lo sconcerto di un Premier che ha, fino ad oggi, mentito e turlupinato i suoi interlocutori. E, che si affida ai due vice Ministri siciliani, D'Antoni e Capodicasa, per nascondere la propria vergogna ed il proprio imbarazzo. Un'ultima valutazione va fatta per registrare, con soddisfazione, il successo conseguito dagli organizzatori, in primo luogo, Lombardo, Crisafulli e Leanza; e l'elevato tono delle rivendicazioni avanzate dagli stessi, oltre che dal Presidente Cuffaro e dal Senatore Pistorio. L'avvenuta firma del decreto, anche da parte del Ministro Bersani, dimostra la validità dell'azione condotta. Ieri si è segnata una svolta, si è aperta una nuova strada. Si è dato lo stop alle recriminazioni, e si è scesi in piazza. Non in nome di un partito o di uno schieramento, ma di un popolo: quello siciliano. Che ha indicato a tutto il Mezzogiorno la via da seguire se vuole "pesare" e "contare"!
Vito Scalia

100 di questa INTER


È stato uno dei grandi protagonisti della gara contro il CSKA, ha segnato due reti una delle quali davvero meravigliosa. Zlatan Ibrahimovic racconta la gara contro i russi: "Oggi è andata bene anche se saremmo potuti partire meglio. Ci sono due possibilità per spiegare la gara di oggi: o che loro hanno giocato male, o che loro hanno giocato bene e noi meglio. Io penso che la seconda affermazione sia quella più vera. Loro sono andati sul 2-0 e ci hanno messo in difficoltà, ma è stato importante pareggiare entro la fine del primo tempo". "È stato fondamentale vincere - prosegue - perchè ci dà tranquillità. Abbiamo tanti infortunati e ogni tre giorni si gioca una nuova gara, le gambe sono un po' dure ma le vittorie come quella di oggi non le fanno sentire. In questo periodo sto provando sia a segnare che a far segnare i miei compagni: oggi ho fatto una doppietta ed è andata molto bene così. Adriano? Sto provando ad aiutarlo tutti i giorni. Lui lavora per fare le cose al meglio, poi decide il tecnico e noi rispettiamo le sue scelte".

Silvio dai sei tutti noi, tappa un prodino!

AVANTI UN ALTRO/2 - QUESTO BOSS FA RIDERE


Ormai sono inadeguati pure i Boss dei Boss. Quest’ultimo, l’ennesimo si è fatto beccare con l’archivio dei pizzini, la prima nota cassa degli estorti, il manuale del perfetto Capo dei Capi, il codice etico del picciotto con annesso la formula del rito di affiliazione posta dietro la “Santina” sacrificale, un discreto gruzzolo dei denari frutto di recente "Fatica" e per non perdersi ed avere tutto bene individuato, la mappa dei mandamenti della città alias il Risiko mafioso con i nomi dei contendenti. Roba da Matti, da non crederci siamo al ridicolo farsesco aggravato, dalla commedia alla tragedia; questi sono quelli che sparano e fanno le guerre, che latitano con 40 mila euro al mese, la iper-casta quelli che lavorare non ne vogliono proprio sapere . E’ proprio vero non ci sono più i boss di una volta, ormai il tutto è il denaro.

GOVERNO BUGIARDO


Marcia su Roma di presidenti delle Province e sindaci. Tutti insieme, di destra e di sinistra, capitanati da Raffaele Lombardo, per chiedere al governo non tanto quei miliardi di cui la Sicilia avrebbe bisogno per voltare pagina, ma quei pochi euro che erano stati promessi prima nella vecchia finanziaria, poi in un incontro estivo dove l'impegno venne rinnovato, dandogli anzi una scadenza quasi immediata.
Ancora una volta si trattava di una presa in giro. Del miliardo, diviso in tre anni per intenderci, promesso e ripromesso neanche l'ombra. Gli stessi rappresentanti della maggioranza qui in Sicilia, dopo aver tacciato quasi di calunniatori coloro che si erano permessi solo di criticare il mancato arrivo di questi finanziamenti, sono stati costretti a stare zitti. La grande bugia di Prodi e compagni li aveva spiazzati. E' lecito chiedersi dove siano andati a finire D'Antoni, Capodicasa, Bianco, Finocchiaro, Burtone. Dei deputati a protestare è solo l'ennese Mirello Crisafulli, del neo Partito democratico. Degli altri sopra citati il silenzio più assoluto. Non si era detto che al posto del Ponte occorreva realizzare tutte le infrastrutture necessarie all'Isola? E proprio le infrastrutture non sarebbero l'altro pilastro dello sviluppo, insieme con la sicurezza che lo Stato, lodevolmente, si sta sforzando di garantire con la lotta alla mafia?
Non è che a noi il ricorso alla piazza piaccia molto. La democrazia, ma soprattutto l'equità dei diritti, vorremmo che si esercitasse nei ministeri, nel governo, nel Parlamento. Ma quando l'indifferenza, se non la presa in giro, raggiunge il suo culmine, anche la pazienza ha dei limiti.
Sentite cosa ha detto l'altro giorno a Milano il ministro Antonio Di Pietro: «Dal punto di vista delle infrastrutture la Lombardia è la regione più penalizzata in Italia». E la Sicilia, signor ministro? Tra l'altro scopriamo che dell'ultimo tratto della Siracusa-Gela (47 km) non esiste neanche il progetto. Un vecchio giornalista insegnava a noi allora giovani cronisti: ragazzi, state attenti quando scrivete, non è tanto la cattiva figura che si fa con i lettori, quanto lo sberleffo della gente. E aveva ragione. Noi non vogliamo arrivare a tanto, ma i siciliani chissà, potrebbero provarci.
Domenico Tempio

Pistorio e Reina, Questore Roma ha Sabotato nostra Manifestazione


(ANSA) - ROMA, 7 NOV - Duro attacco nell'aula del Senato da parte del senatore del Movimento per l'autonomia, Giovanni Pistorio, al questore di Roma di cui ha chiesto la rimozione. L'accusa che muove Pistorio al questore è quella "avere, con premeditazione, sabotato la manifestazione di protesta dell'Unione regionale delle Province siciliane e del Mpa a Montecitorio contro la mancata concessione dei finanziamenti promessi dal Governo per interventi sul sistema viario secondario nell'isola".

Secondo Pistorio "un migliaio di persone, partite dalla Sicilia e dalla Calabria, è rimasto ostaggio negli autobus che sono stati prima bloccati e poi fatti camminare a passo d'uomo con l'intento di boicottare l'iniziativa". "Per questo - aggiunge l'esponente del Mpa - c'é una responsabilità oggettiva che è quella del Questore di Roma che va rimosso subito perché ha boicottato un'iniziativa di un Ente pubblico come l'associazione delle Province della Sicilia e il Movimento dell'autonomia, che mettono il rispetto delle legalità al primo posto, ma non solo in Sicilia..."

La rimozione del questore di Roma da parte del ministro dell'Interno Giuliano Amato è stata richiesta anche da Giuseppe Reina, deputato alla Camera del Movimento per l Autonomia:"La vergognosa segregazione - ha spiegato in aula Reina - per ben quattro ore di centinaia di manifestanti siciliani, giunti a Roma per protestare contro il Governo per il mancato stanziamento dei fondi per la viabilità secondaria in Sicilia e Calabria, non è degno di una Paese democratico ma di uno stato di Polizia".

A ROMA PER RISCATTARE IL SUD


Migliaia di partecipanti alla manifestazione svoltasi davanti a Montecitorio. Pulmann bloccati all'aeroporto per ore per ritardare l'arrivo a piazza Montecitorio

Un miliardo e mezzo, 'una goccia nel mare dei tesoretti e dei tanti stanziamenti della Finanziaria, ma che alla Sicilia e alla Calabria servono come il pane per rimettere in sesto le strade provinciali delle due regioni del sud'. Raffaele Lombardo, leader indiscusso della manifestazione organizzata davanti a Montecitorio a Roma contro il governo, presidente dell'Urps, l'Unione delle province siciliane, usa nel suo intervento toni duri, dice che da '150 anni i governi' li hanno trattati 'come cani; noi abbiamo sopportato, siamo diventati 'pupi' ma oggi non possiamo piu' permettercelo e chiediamo quello che ci spetta'.

Nel mettere in evidenza il carattere bipartisan della manifestazione (' Abbiamo messo da parte stupide divisioni'), Lombardo ha pero' avvertito: 'se fosse necessario bloccheremo anche lo stretto di Messina; dobbiamo farci valere, siamo stufi di dichiarazioni di principio, vogliamo fatti concreti, date'. Il presidente si e' anche lamentato del fatto che, 'in un decreto messo a punto ieri sera dal ministro Di Pietro', ancora non ci siano 'i fondi che ci spettano; Bersani - ha precisato - deve dire se c'e' la copertura. Ma lo sanno che sulla Catania-Gela in dieci anni ci sono stati 300 morti? Sanno qual'e' lo scempio dei nostri trasporti? E ci parlano di turismo...'.

Lombardo ha anche criticato l'atteggiamento delle forze dell'ordine che avrebbero bloccato numerosi pullman impedendone l'arrivo per la manifestazione: 'Vi ringrazio - ha detto rivolto ai poliziotti che hanno presidiato la piazza - conosco la vostra onesta' e i vostri stipendi', ma rivolto ai dirigenti ha aggiunto:' questa manifestazione non si boicotta; noi siamo civili e responsabili, cosa pensavano che succedesse?'.

"Apprendiamo ora di un decreto firmato dai ministri competenti che assegna le somme, seppur condizionato al via libera del Cipe, della prima annualità di 500 milioni di euro previsti dalla finanziaria 2007 per l'ammodernamento della viabilità secondaria di Sicilia e Calabria. Ne prendiamo atto perché comunque sia è conferma che quando le battaglie vengono condotte con convinzione i risultati arrivano. C'è voluta la mobilitazione di migliaia di meridionali per suonare la sveglia a questi signori del governo nazionale - ha detto Lombardo, che è anche Presidente della Provincia di Catania e che oggi ha guidato la manifestazione di protesta. Ammesso che siamo di fronte a un atto concreto, ancora tutto da verificare visto che dovrà passare all'esame del Cipe che lo scorso 3 Agosto mise lo stop all'iniziativa. Comunque sia, lo accogliamo con favore continuando a vigilare ricordando a tutti che solo i sacrifici e la generosità di quanti oggi si sono sobbarcati una dura trasferta, con l' immotivata ostilità della questura di Roma, hanno costretto il potere romano a occuparsi della sacrosante ragioni di presidenti di Provincia, sindaci e amministratori locali di Sicilia e Calabria. Il resto sono solo chiacchere: sappiano tutti infatti che se non vedremo arrivare i finanziamenti promessi siciliani e calabresi sono pronti a scendere in piazza ancora una volta" .

mercoledì 7 novembre 2007

FORZA ITALIA CANDIDA SALVO TORRISI


La richiesta è ufficiosa. Il sen. Firrarello incontrando il Presidente della Provincia di Catania on.Raffaele Lombardo, ha notificato allo stesso che Forza Italia avrebbe intenzione di candidare alla Presidenza della Provincia Regionale di Catania l'avv. Salvo Torrisi, attuale assessore provinciale all'agricoltura.
La notizia non ha riscontro ufficiale, ma pare che Forza Italia non intenda fare un passo indietro rispetto alla pretesa di avere il vertice di Palazzo Minoriti, per conto della CdL.

CATANIA: AMBIZIONI POLITICHE E ORGANIGRAMMA CONTRATTATO





La situazione politica catanese , ma, mettiamoci in queste nostre brevi riflessioni a ruota libera, anche palermitana, anche del Governo regionale, della stessa assemblea regionale, vive un momento di grande attesa, legato alle vicende politiche nazionali.
Tutti i tasselli dell’assetto politico dei partiti del centrodestra, in caso di elezioni anticipate, auspicate dagli oppositori del Governo Prodi, cambierebbero per effetto delle scelte personali di alcuni suoi protagonisti. Alcuni per mettersi al riparo da possibili “incidenti di percorso”, altri per raggiungere alcune posizioni di prestigio a livello regionale o nazionale.
Le scadenze amministrative di primavera sono sempre più prossime e se lo scenario politico nazionale restasse immutato fino a dopo Natale, sarebbe un vero dilemma mettere assieme uomini, costruire alleanze, su cui fare convergere, in particolare per la Provincia di Catania, tutti i riferimenti della Casa delle Libertà.
Il rischio è quello che il centro-destra vada a ranghi sparsi nei rinnovi del 50% dei comuni etnei e conseguentemente anche per l’elezione del Presidente della Provincia e del relativo Consiglio.
E’ convinzione ormai diffusa che una probabile crisi di Prodi, ricomporrebbe il centrodestra a Catania, e non solo nella Città etnea. L'interesse “supremo”, la riconquista del Governo nazionale, indurrebbe eventuali contendenti, sui versanti politici e personali, a riporre lascia di guerra.
Se questa previsione ottimistica (?) dei leader locali del centrodestra si avverasse, questo potrebbe essere scenario fantastico degli assetti politici a Catania ed in Sicilia:
a) Totò Cuffaro, si dimetterebbe da Governatore della Sicilia e si candiderebbe alla Camera o al Senato.
b) Il Sindaco di Catania Umberto Scapagnini si dimettebbe per candidarsi al Senato o alla Camera, a Catania
c) Raffaele Lombardo, leader nazionale dell'MpA, avrebbe due possibilità. La prima, vincendo Berlusconi avere un posto di ministro, la seconda, in caso che il Cavaliere non vincesse, l'MpA porrebbe la sua candidatura (anticipata dal suo delfino alla regione, on. Lino Lenza) alla presidenza del Governo Regionale, entrando così in controinteresse con il forzista Gianfranco Miccichè (ipotesi che non ci sembra assolutamente verosimile).
d) A Catania si aprirebbe la disputa per due poltrone ambite: Sindaco e Presidente della Provincia.
Fare previsioni non è facile, anche attingendo alla fantasia. Il MpA, potrebbe accontentare AN, favorendo la candidatura di Stancanelli, uomo politico di gradimento personale di Lombardo. Per la sindacatura di Catania, lo scontro sarebbe durissimo,tra Forza Italia (Giuseppe Castiglione, Banna, Ziccone, Gibino), e il MpA ( Commercio, Leanza, Scavone).
Tutto funzionerebbe a condizione che ci sia un “garante” di altissimo rango e prestigio, che farebbe sottoscrivere nell'interesse della provincia etnea, una pax in nome della CdL.
Abbiamo dato fondo alla nostra fantasia? Abbiamo attinto indiscrezioni "ambientali". Adesso facciamo raccomandazione alla politica ed ai suoi importanti gestori: si prepara una campagna elettorale cruenta e pesante a Catania e provincia. Ci auguriamo che sui programmi, sulle questioni che interessano i cittadini, quali il lavoro, la sicurezza, le infrastrutture, lo sviluppo, si possa andare verso la direzione dell'interesse comune per la cosa pubblica. Non lasciamo che sia un comico, e mi riferisco a Beppe Grillo, a ricordare a tutti noi, quali siano i doveri della politica. Che non possono essere solo quelli di "casta". La nostra terra ha bisogno di riscatto, così come sostiene Raffaele Lombardo. Questo non si deve mai dimenticare. Dobbiamo uscire dalla condizione di neo-colonialismo. Poi giustifichiamo tutte le strategie e i conflitti personali sullo schacchiere della politica. Ma prima viene l'interesse della Sicilia e dei Siciliani.




martedì 6 novembre 2007


Davvero cretini quegli squadristi. L'attenzione al problema delle baraccopoli, con la scoperta che sono centinaia e che hanno effetti devastanti sulla sicurezza dei cittadini, è stata immediatamente deviata. Gli squadristi hanno consentito ai responsabili del degrado di uscire dal cono di luce, al padre nobile della sinistra, Eugenio Scalfari, di pontificare sulla tolleranza zero per delinquenti e squadristi, accomunandoli nella medesima riprovazione, ed ai media in genere di ritrovare gli accenti buonisti momentaneamente accantonati.



comizio di "CETTO LAQUALUNQUE" (klikka qui)


Avanti un'altro: storia dei (Lo) piccoli boss

Non ci sono più i Boss di una volta! Nei bei tempi andati che non ritorneranno più, i Capi dei Capi se la godevano per anni ed anni, vite intere di latitanza da Padrino dei Padrini; oggi li prendono ancor prima di spegnere la candelina del primo compleanno. Intendiamoci, grande plauso alle forze dell'ordine, bravi, preparati, capaci; loro lo sanno prima chi diventerà il successore e prima ancora che il diretto interessato finisca di piangere l'arresto del capo, i mastini della catturandi già gli hanno piazzato la cimice nelle mutande. Certo mafieggerà a 40 mila euro al mese per un pò, scrivera guestbook di estorti, per un pò farà il guerrigliero impegnato nella sussistenza delle famiglie dei commilitoni in galere , farà il latitante super armato, sarà impegnatissimo come postino con pizzini da recapitare e farsi recapitare ed una miriade di cose da fare come truccare gare d'appalto mettere a posto questioni, insomma una vita da cane. Una vita da cane bastardo. Che se la goda per un pò il bastardo, tanto i nostri la cimice già nel culo gli l'hanno piazzata.

E' DIVENUTO UN "OPTIONAL" LA CARICA DI DEPUTATO REGIONALE




Il deputato regionale siciliano Cateno De Luca, in un suo comunicato, si è definito "uno dei 46 minchioni che in buona fede ha votato la legge di autoconservazione della casta politica siciliana". E, a maggior chiarimento, ha aggiunto: "Non mi sarei mai aspettato di votare una norma che consente ai baroni della politica regionale di assumere contemporaneamente il ruolo di deputato regionale e di presidente della provincia regionale e/o di sindaco di un Comune con popolazione superiore a 20 mila abitanti". Il riferimento è alla legge approvata dalla Assemblea regionale l'8 agosto 2007 - in piena calura estiva, data. l'urgenza! - recante "Norme in materia di ineleggibilità e di incompatibilità dei deputati regionali", pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana n. 38 del 24/08/2007. Si tratta di una legge incredibile! Soprattutto in tempi in cui soffia potente il vento dell'antipolitica, e la "casta", indicata da Rizzo e Stella, gode di un crescente discredito. Una legge che riduce ad un "optional" il ruolo di deputato regionale: dal momento che l'esercizio del compito di presiedere una Provincia, o di amministrare un Comune, assorbirebbe "full time" il lavoro di qualsiasi persona, anche se dotata di particolare robustezza e. intelligenza. Il deputato De Luca ha, allora, chiesto l'attuazione di un referendum confermativo. Per la qualcosa occorrono 100 mila firme o la richiesta di 18 deputati regionali. Facciamo i nomi dei deputati firmatari: Cateno De Luca e Nunzio Maniscalco (gruppo DCA - Sicilia Vera), Giuseppe Basile e Giuseppe Gennuso (MpA), Simona Vicari, Antonino D'Asero, Giulia Adamo, Salvo Fleres, Giancarlo Gonfalone e Giuseppe Limoli (Forza Italia), Maurizio Ballistreri, Francesco Cantafia e Salvatore La Manna (Uniti per la Sicilia), Riccardo Savona (gruppo UDC), Francesco Rinaldi, Giuseppe Laccoto e Giovanni Villari (PD). Noi preferiamo, per ora, astenerci da ogni commento e attendere la conclusione di questa miserevole vicenda!

lunedì 5 novembre 2007

Vigilare sul vigilante


Vigilerà: stiamo attenti a quello che fà. Il Presidente della Repubblica che rappresenta la minoranza degli Italiani che hanno votato alle ultime elezioni politiche ha detto che VIGILERA'. Ora fermo restando le prerogative e gli obblighi costituzionale della Presidenza della Repubblica, la parolina in bocca ad un comunista deve sempre metterci sull'avviso. Ricordo a me stesso e a chi legge che l'ultima volta che un compagno usò il termine era il tardo pomeriggio dello spoglio elettorale. A tale parola d'ordine i compagni nei seggi attardarono le operazioni, ribaltando l'esito dello scrutinio alla Camera, essendo quello al Senato ormai attribuito favorevolmente alla Casa delle libertà. Vigilare è l'ordine subliminale dei quadri Frantocchiani dei comunisti. Diciamo di quelli della generazione di Napolitano. Suggerimento: Vigilare sul Vigilante.

domenica 4 novembre 2007



Contro l'ennesimo tradimento del governo Prodi, che cancella i fondi destinati all'ammodernamento e la messa in sicurezza delle strade provinciali isolane

La Sicilia torna in piazza nella capitale d'Italia, guidata nuovamente da Raffaele Lombardo. Costretta dal colpevole disiteresse di governo e parlamento, che nonostante lo prevede una specifica norma di legge, non hanno trasferito i fondi necessari per migliorare la rete viaria secondaria di comptenza delle Province.

All'iniziativa, che comincerà alle 10, è annunciata la partecipazione anche di sindaci e amministratori siciliani. "L'arrivo dei fondi - spiega il presidente dell'Unione regionale province siciliane, Raffaele Lombardo - era stato garantito pubblicamente dal presidente del Consiglio dei ministri Romano Prodi il 27 luglio scorso, durante un incontro coi presidenti delle Province isolane".

"La decisione di promuovere la manifestazione - sottolinea Lombardo, che è presidente della Provincia di Catania - è stata adottata all'unanimità, senza distinzione di schieramento politico, dai rappresentanti degli Enti locali intermedi dell'isola e riguarda 1,5 miliardi di euro che erano stati promessi a Sicilia e Calabria con un piano di distribuzione triennale e che invece non sono mai stati trasferiti alle Province che così non possono avviare i necessari lavori di ripristino delle strade della viabilità secondaria".

In un telegramma inviato a Palazzo Chigi lo scorso 18 Ottobre, il presidente dell'Urps, Raffaele Lombardo aveva chiesto al presidente del Consiglio, Romano Prodi, "un incontro urgente per chiarire ulteriormente le gravi conseguenze prodotte da questo mancato finanziamento, che ritarda e aggrava ulteriormente l'ammodernamento e la messa in sicurezza della viabilità nelle nove province della Sicilia".

guarda i video del MpA

MPA Video su YouTube.com

sabato 3 novembre 2007


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Francesco Cossiga esterna
a proposito del PD

Il Gattosardo: “Quando mi è stato chiesto come il leader del PD Veltroni tratti il Governo Prodi, mi è sovvenuto il giudizio-aforisma del Duca François de La Rochefoucauld: “Fà il frocio con il culo degli altri!”…




Siamo in grado di stabilire l'identità nazionale di Prodi: è romeno, nel senso di Ceausescu. Governa senza maggioranza, confida nella capacità di intortare gli italiani avendo le tivù e i giornali dalla sua. Gli auguriamo una fine molto migliore di quella del suo predecessore di Bucarest. Ha cercato di ingannarci. Ha detto ieri: «Quello che dovevamo fare lo abbiamo fatto e continueremo seriamente a vigilare e a fare in modo che questi atti non si ripetano più». Ma la realtà è più forte. Lo sbatte a terra. Vediamo perché. Prodi e Veltroni (anche Walter più che americano è transilvano, nonostante il buonismo) si vantano di aver provveduto ottimamente e per tempo all'emergenza connessa all'arrivo dei rom, con decreti e leggi, espulsioni e moratorie. Per il passato danno la colpa al governo Berlusconi. Inoltre i loro quotidiani di riferimento annunciano: «La destra dà la caccia ai rom» (L'Unità). La caccia alle signore di Roma e di altre parti d'Italia da parte dei criminali è stata incentivata da questi atteggiamenti "pseudo-buonisti" e dalla sconcertante demagogia dei tipi di cui sopra.

venerdì 2 novembre 2007

Telefonata di Berlusconi a Baget Bozzo




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BERTINOTTI: "IL GOVERNO E' MALATO"




Bertinotti ribadisce: “Il governo è malato”. Il presidente della Camera intervistato da Panorama: “Prodi se l’è presa, ma negarlo sarebbe ipocrita”. Bertinotti ha svolto una critica alla formula del bicameralismo perfetto (“non funziona più”) e ha rilanciato l’ipotesi di una riforma elettorale sul modello tedesco: “Il tanto più sei piccolo tanto più sei essenziale non va bene”.

Noi, però, non ci spieghiamo come mai, se il Presidente della Camera è convinto di ciò, insiste ancora a star vicino all'infermo, con il pericolo di esserne contagiato.

L'Mpa lancia Lombardo per la corsa alla Regione



Per il Segretario Leanza Sarebbe il Candidato Ideale

Quale futuro per il governo regionale? E' possibile tracciare un quadro deldopo Cuffaro? Oramai se ne parla apertamente in un clima molto vicino a quello di una campagna elettorale. «Raffaele Lombardo sarebbe il candidato ideale alla successione, anche se lui purtroppo non è interessato». Parole del segretario regionale dell'Mpa, Lino Leanza, che propone un futuro da governatore nell'Isola per il fondatore del movimento autonomista.

«Noi speriamo che non si arrivi alle dimissioni del presidente», ha sottolineato l'assessore regionale ai beni culturali, «ci auguriamo che venga assolto». Leanza però precisa: «Sia chiaro, comunque, che noi dell'Mpa, assieme all'Udc, siamo determinanti per qualunque maggioranza. Se si va a elezioni anticipate, siamo pronti a esprimere il candidato alla presidenza della Regione». Con Lombardo, ha aggiunto, «non ne abbiamo ancora discusso. Ma sarebbe l'uomo giusto. È la candidatura più autorevole che si possa esprimere. Libero da qualsiasi condizionamento».

In merito alle difficoltà della maggioranza all'Ars, secondo il leader dell'Mpa «c'è uno scollamento tra esecutivo e parlamento. Manca una regia e probabilmente non c'è un programma definito su cui tutti possono convergere. Si aggiunga che all'Ars ci sono personaggi autorevoli difficilmente controllabili, e si capisce perché spesso il parlamento si mostra più forte del governo».

Al presidente dell'Ars, Gianfranco Miccichè, che individua nelle assenze dei deputati l'origine delle difficoltà dell'As semblea, Leanza risponde che «la Cdl dovrebbe avere i numeri per essere largamente autosufficiente. Se ciò non avviene è perché le assenze di alcuni deputati sono evidentemente dovute a superficialità o calcoli politici. C'è chi non sta dando il meglio di sé, ma l'Mpa è sempre presente».

Tornando alle dinamiche interne alla Cdl, Leanza avverte gli alleati che «l'Mpa non può fare passi indietro» sulla provincia di Catania. «Che An ne rivendichi la guida è legittimo», ha spiegato Leanza, «ma la provincia è stata amministrata benissimo da Lombardo. Per questo è giusto dare continuità candidando un autonomista. A meno che la coalizione non decida di dare a noi le province di Palermo. Messina e Agrigento».

giovedì 1 novembre 2007


De Magistris va a Roma per depositare in Cassazione il ricorso contro l'avocazione dell'inchiesta Why not, risponde al vice presidente Nicola Mancino, che ha invitato alla riservatezza i magistrati, e conferma di non ever violato il codice etico.
De Magistris ci prova ancora con le istituzioni, cerca il dialogo e risponde di avere fiducia, nonostante gli attacchi, l'avocazione, la sassaiola di Mastella e la sua auto blu che non funziona.

Diversa invece è l'opinione di Clementina Forleo che dopo lo sfogo di domenica scorsa, continua a ripetere di essere in balia delle minacce delle istituzioni. Quindi perchè richiedere una scorta se il pericolo non viene dalla piazza? Tanto vale rinunciare alla scorta perchè non vuole "il taxi gratis" pagato dallo Stato.

Ma è uno scontro fra magistratura e le istituzioni oppure no? Secondo noi è la stessa magistratura che si sta spaccando: De Magistris denuncia il nuovo fascismo (perchè gli tolgono l'inchiesta su Mastella), attaccando di fatto più che la politica, la magistratura stessa. Non è vero quindi che il caso De Magistris è uno scontro tra politica e magistratura. E' uno scontro tutto interno alla magistratura e alle istituzioni, allo Stato. Così come la Forleo che attacca i Carabinieri per la scarsa protezione che le garantiscono, è un altro scontro interno al corpo dello Stato.

La richiesta di avocazione è stata davvero di troppo e ha infangato l'immagine già dubbia delle istituzioni agli occhi dei cittadini, specie dopo aver reso noti le lobby e gli interessi di chi è coinvolto nell'inchiesta, come ci spiega un quotidiano locale della Calabria.

Di certo la spaccatura tra istituzioni e magistratura si nutre delle infiltrazioni politiche, che utilizzano il Csm (per De Magistris) e i carabinieri (per la Forleo) per indebolire i magistrati coinvolti in inchieste troppo scottanti. Tutti parlano, Mastella "indifendibile" (?) continua a difendersi, i politici si spendono in mille parole per evitare di spiegare quello che Di Pietro ritiene inequivocabile. E anche per questo ci domandiamo come sarebbe stato se l'ex magistrato fosse Ministro della Giustizia.

IL "FLOP" DELLA POLITICA MERIDIONALISTA

L'invito dell'Osservatorio era già una relazione. La Fondazione Curella lo aveva diramato, fissando la data per il 26 ottobre con il tema: "Sud: unica alternativa un volo low cost solo andata?". Laddove il punto interrogativo rappresentava solo un gesto di cortesia, nei confronti delle personalità che avrebbero partecipato alla riunione: ed avrebbe potuto essere adeguatamente sostituito da un punto esclamativo. La relazione lo ha poi documentatamente ed ampiamente confermato. Ha descritto il "flop" del Sud, la ripresa dell'emigrazione dei giovani verso il Nord continentale ed europeo, ha tracciato un quadro deprimente dell'occupazione ed individuato le carenze; ha, in sintesi, certificato l'abbandono del Sud da parte della classe dirigente romana e proiettato la mancanza di prospettive per questa grande parte del Paese. Per la Sicilia, in particolare, non si sono usati toni leggeri o sfumati. A cominciare dal grave errore della mancata realizzazione del Ponte, fino a concludere che "la Sicilia progressivamente rischia di allontanarsi dall'Europa, avvicinandosi sempre più al Nord Africa". "Mancano gli investimenti pubblici - ha spiegato Pietro Busetta, Presidente della Fondazione Curella - non arrivano quelli esteri e il debito pubblico fa si che le risorse usate per il Mezzogiorno siano insufficienti. Abbiamo confrontato Mezzogiorno e Paesi europei, il Mezzogiorno è addirittura ultimo". Ed è giunta puntuale la considerazione di Raffaele Lombardo, Presidente della Provincia etnea, quando, in sede di intervento, ha affermato: "Ormai è abbastanza chiaro: del Sud, alla politica romana ed agli ascari dei partiti nazionali, al di là degli schieramenti, non gliene frega niente. Ed è questo il motivo per cui non si vara un piano, almeno decennale, per il Mezzogiorno". Per Lumia, diessino, invece, la colpa va attribuita alla classe dirigente regionale, dal momento che solo "un esecutivo regionale serio, rigoroso, non piagnone, competente, può battere i pugni per reclamare gli strumenti e le risorse necessarie per rilanciare lo sviluppo dell'Isola e dimostrare che in Sicilia esiste una classe dirigente che sa far bene". Rinunciamo di buon grado a confutare la tesi dell'Onorevole Lumia, che tende a giustificare le gravissime colpe del potere centrale,. piangendosi addosso! Sono troppo evidenti, infatti, e tutti alla luce del sole, i rifiuti, i rinvii e le menzogne di un Governo romano-centrico, che ha voluto discriminarci e "punirci" per ragioni politiche. Sicilia Domani, da tempo, si domanda ormai quale reazione possa essere utilmente adottata per "costringere" un Governo, corrivo e rancoroso, a compiere il suo dovere nei confronti dell'"altra" Italia. Giungendo ad una conclusione, che non ha alternative: quella di contribuire a "mandare a casa" un Esecutivo, tanto pernicioso e dannoso per l'avvenire del Paese.