mercoledì 7 novembre 2007

CATANIA: AMBIZIONI POLITICHE E ORGANIGRAMMA CONTRATTATO





La situazione politica catanese , ma, mettiamoci in queste nostre brevi riflessioni a ruota libera, anche palermitana, anche del Governo regionale, della stessa assemblea regionale, vive un momento di grande attesa, legato alle vicende politiche nazionali.
Tutti i tasselli dell’assetto politico dei partiti del centrodestra, in caso di elezioni anticipate, auspicate dagli oppositori del Governo Prodi, cambierebbero per effetto delle scelte personali di alcuni suoi protagonisti. Alcuni per mettersi al riparo da possibili “incidenti di percorso”, altri per raggiungere alcune posizioni di prestigio a livello regionale o nazionale.
Le scadenze amministrative di primavera sono sempre più prossime e se lo scenario politico nazionale restasse immutato fino a dopo Natale, sarebbe un vero dilemma mettere assieme uomini, costruire alleanze, su cui fare convergere, in particolare per la Provincia di Catania, tutti i riferimenti della Casa delle Libertà.
Il rischio è quello che il centro-destra vada a ranghi sparsi nei rinnovi del 50% dei comuni etnei e conseguentemente anche per l’elezione del Presidente della Provincia e del relativo Consiglio.
E’ convinzione ormai diffusa che una probabile crisi di Prodi, ricomporrebbe il centrodestra a Catania, e non solo nella Città etnea. L'interesse “supremo”, la riconquista del Governo nazionale, indurrebbe eventuali contendenti, sui versanti politici e personali, a riporre lascia di guerra.
Se questa previsione ottimistica (?) dei leader locali del centrodestra si avverasse, questo potrebbe essere scenario fantastico degli assetti politici a Catania ed in Sicilia:
a) Totò Cuffaro, si dimetterebbe da Governatore della Sicilia e si candiderebbe alla Camera o al Senato.
b) Il Sindaco di Catania Umberto Scapagnini si dimettebbe per candidarsi al Senato o alla Camera, a Catania
c) Raffaele Lombardo, leader nazionale dell'MpA, avrebbe due possibilità. La prima, vincendo Berlusconi avere un posto di ministro, la seconda, in caso che il Cavaliere non vincesse, l'MpA porrebbe la sua candidatura (anticipata dal suo delfino alla regione, on. Lino Lenza) alla presidenza del Governo Regionale, entrando così in controinteresse con il forzista Gianfranco Miccichè (ipotesi che non ci sembra assolutamente verosimile).
d) A Catania si aprirebbe la disputa per due poltrone ambite: Sindaco e Presidente della Provincia.
Fare previsioni non è facile, anche attingendo alla fantasia. Il MpA, potrebbe accontentare AN, favorendo la candidatura di Stancanelli, uomo politico di gradimento personale di Lombardo. Per la sindacatura di Catania, lo scontro sarebbe durissimo,tra Forza Italia (Giuseppe Castiglione, Banna, Ziccone, Gibino), e il MpA ( Commercio, Leanza, Scavone).
Tutto funzionerebbe a condizione che ci sia un “garante” di altissimo rango e prestigio, che farebbe sottoscrivere nell'interesse della provincia etnea, una pax in nome della CdL.
Abbiamo dato fondo alla nostra fantasia? Abbiamo attinto indiscrezioni "ambientali". Adesso facciamo raccomandazione alla politica ed ai suoi importanti gestori: si prepara una campagna elettorale cruenta e pesante a Catania e provincia. Ci auguriamo che sui programmi, sulle questioni che interessano i cittadini, quali il lavoro, la sicurezza, le infrastrutture, lo sviluppo, si possa andare verso la direzione dell'interesse comune per la cosa pubblica. Non lasciamo che sia un comico, e mi riferisco a Beppe Grillo, a ricordare a tutti noi, quali siano i doveri della politica. Che non possono essere solo quelli di "casta". La nostra terra ha bisogno di riscatto, così come sostiene Raffaele Lombardo. Questo non si deve mai dimenticare. Dobbiamo uscire dalla condizione di neo-colonialismo. Poi giustifichiamo tutte le strategie e i conflitti personali sullo schacchiere della politica. Ma prima viene l'interesse della Sicilia e dei Siciliani.