mercoledì 28 novembre 2007

C'è Movimento per l'Autonomia



Mentre a Roma nasce il nuovo partito di Berlusconi speculare al Partito Democratico di Veltroni, in Sicilia il fermento autonomista si fa sempre più insistente. Il leader dell'Mpa, Raffaele Lombardo rappresenta la maggiore espressione di questa autonomia in un contesto in cui le forze politiche hanno perduto il senso delle reali esigenze popolari. La nascita del Pdl (Popolo della Libertà) di Berlusconi potrebbe cambiare lo scenario politico dell'Isola, dove l'Mpa rappresenta una componente essenziale della maggioranza di centro destra. Già nel 2005 l'alleanza a Catania dell'Mpa con Forza Italia, in occasione dell'elezione a sindaco di Scapagnini, era stata interpretata come l'inizio di un discorso politico nuovo che poteva prefigurare un grande partito unitario autonomista e popolare, non soltanto capace di governare la Regione, ma anche di incidere a livello nazionale. Il nuovo corso berlusconiano riapre il discorso di convergenza di un grande partito popolare siciliano tra l'Mpa, Fi e l'Udc di Cuffaro, di cui sono noti gli antichi rapporti politici con il leader autonomista.

Secondo l'onorevole Lombardo, promotore assieme a Micchè di un partito popolare siciliano, il gruppo politico che Berlusconi intende fondare "non c'entra molto con un partito del popolo siciliano che difenda le ragioni e gli interessi della gente e dei territori dell'isola". Le ragioni le spiega lo stesso Lombardo: "Il Movimento per l'Autonomia è stato fondato due anni addietro proprio a questo scopo, per fare crescere e sviluppare una sensibilità nuova verso la Sicilia da parte del governo centrale. Con determinazione e coraggio i nostri sei deputati alla Camera e il nostro senatore Pistorio si battono quotidianamente per questo obbiettivo, come fanno quotidianamente i parlamentari autonomisti del Trentino Alto Adige o quelli della Valle D'Aosta". L'onorevole si prende il merito di questo rinnovata sensibilità verso la Sicilia, "avendo creato l'Mpa proprio per questo. I siciliani se ne sono accorti visto che tributano un grande consenso alla nostra iniziativa politica".

Ma anche in Sicilia sono alla ricerca di appoggi forti. Ma quando si chiede a Lombardo se si potrebbe essere una confluenza anche di Cuffaro in questo nuovo quadro politico del partito popolare siciliano che collima con il Pdl, l'onorevole risponde così: "Noi sosteniamo da tempo che un partito che difenda le ragioni della Sicilia e dei Siciliani debba essere sempre più forte fino a diventare maggioranza assoluta. Non vediamo nessun nesso con il nuovo partito di Berlusconi, anche perché abbiamo sempre detto che non pensiamo ad alcuna confluenza in questo partito. La nostra identità distinta dai partiti nazionali è la nostra forza anche se non escludiamo in futuro un rapporto di alleanza o di federazione, sul modello Cdu-Csu bavarese". Ma il nuovo partito è ancora tutto da costruire. Lombardo dice solo che "noi ogni giorno ragioniamo sui temi dello sviluppo e della crescita della Sicilia. Il nostro partito è la Sicilia e su questo ci confrontiamo con chi ha a cuore gli interessi del nostro popolo". Ma i colloqui veri, quelli che in queste ore stanno impegnando la politica a Roma, in Sicilia sono ancora lontani dall'essere programmati.

Rosamaria Gunnella (L'Opinione) - 28/11/2007