domenica 23 marzo 2008

ELEZIONI: CENTROSINISTRA CONTRO CENTROSINISTRA, ALITALIA TIENE BANCO, E IL BANCO SALTA

Quanto pesa la vicenda Alitalia sulle intenzioni di voto degli elettori? A giudicare dalla determinazione di Berlusconi, che ne sta facendo il volano della propria campagna, e dalle reazioni del Pd, pare che sia destinata a pesare parecchio. E a sinistra il fronte della diffidenza di fronte al “bluff” berlusconiano inizia a incrinarsi. Anche perchè all'improvviso, il Cavaliere si è trovato a giocare di sponda con la Confindustria “nordista” e persino con i sindacati che, Cgil in testa, hanno tuonato contro i “ricatti” di Air France. Lasciando il Pd a dibattersi con le mani legate, perchè Veltroni non si può mettere esplicitamente contro il governo che ha cercato e avallato la trattativa con i francesi. “Sarei felicissimo se ci fosse un soprassalto di energie dalle forze produttive, finanziarie e industriali italiane”, dice oggi al Corriere Francesco Rutelli. Il vicepremier, ora candidato sindaco di Roma, ammette che trattare in esclusiva con Air France è stato un errore: “Un limite”, dice, ricordando di aver sollecitato il governo in Consiglio dei ministri a “tenere aperta la competizione”. E Rutelli picchia duro su Padoa-Schioppa e, indirettamente, sullo stesso Prodi. Accusandoli di aver buttato una patata bollente tra le gambe del Pd nel momento più sbagliato, in piena campagna elettorale: “Sul timing della trattativa e sulla sua gestione politica è meglio stendere un pietoso velo”. Anzi, è “roba da masochisti” aver deciso di giocare la partita con Spinetta a poche settimane dal voto, e “che in aprile si sarebbe votato avrebbero dovuto saperlo anche i ministri che non si candidano alle elezioni”, come TPS. E come il premier Prodi. Se non è un’esplicita accusa di boicottaggio ai danni di Veltroni e del suo tentativo di rimonta, poco ci manca. Il timore è che il “bluff” berlusconiano possa non rivelarsi tale, che qualcosa si stia davvero muovendo e che dietro fantasiose e patriottiche “cordate” italiane possa manifestarsi l'interesse (più credibile in termini industriali) di altri soggetti: come Lufthansa, insinua oggi La Stampa. Di certo, Berlusconi si è ritagliato un ruolo da salvatore della Patria, ed è riuscito a riappaiare l'immagine di un governo che non fa gli interessi degli italiani con quella del nuovo candidato premier. Un risultato non da poco, in vista del 13 aprile.