domenica 2 marzo 2008

Lega e MpA: sull'asse nord-sud Berlusconi si fa strada verso Palazzo Chigi

Così lontani, così vicini. In ogni caso, alleati preziosi, capaci, coi lori voti, di risultare determinanti per la vittoria del centrodestra alle prossime elezioni. Lega Nord e Movimento per le Autonomie sono gli unici due partiti che hanno ottenuto l’apparentamento con il Popolo della Libertà di Silvio Berlusconi senza rinunciare al proprio simbolo.

Non c’è l’ha fatta Casini, uno dei fondatori storici del Polo delle libertà; non c’è l’hanno fatta Storace con la sua La Destra, che correrà con Daniela Santanchè candidata premier; non l’hanno spuntata neppure Giuliano Ferrara e la sua lista "Pro life". Solo loro sono riusciti a stringere alleanze territoriali che in almeno tre regioni (Lombardia, Veneto, Sicilia) potrebbero rivelarsi decisive per la conquista del premio di maggioranza al Senato. Eppure, a vederli insieme, Umberto Bossi e Raffaele Lombardo non sembrano avere poi così tante cose in comune. L’uno semplice diplomato, l’altro non solo laureato in medicina e chirurgia, ma anche specializzato in psichiatria forense. Il primo fondatore insieme a Roberto Maroni e Giuseppe Leoni della Lega autonomista lombarda, il secondo allievo di Calogero Mannino e poi segretario isolano dell’Udc, che presto però abbandona per le ragioni dell’autonomia, decidendo così di farne la sua personale battaglia politica.

Entrambi, con un unico obiettivo: ottenere maggiori risorse e investimenti per il proprio territorio. In due semplici parole: federalismo (a cominciare da quello fiscale). Per riuscirci, già nel 2006 si sono alleati nel Patto per le autonomie, che al partito dell’ex democristiano ha fatto ottenere uno scranno al Senato e sei alla Camera. Nel frattempo, Raffaele Lombardo è diventato Presidente della Provincia di Catania con il 64,9% dei voti. Prima di dimettersi lo scorso 12 febbraio, ha riscosso però il plauso dei suoi elettori, che gli hanno conferito l’alloro di amministratore con il più alto gradimento tra tutte le province italiane (indagine Ekma Monitor-Il Sole 24 ore).

Situazione speculare a quella del Nord, dove ormai da quasi vent’anni la Lega è una forza politica determinante per qualsiasi amministrazione (che sia regionale, provinciale o comunale poco importa). Anche per questo corre voce che, in caso di vittoria del centrodestra alle prossime elezioni, se Formigoni dovesse rispondere alle sirene della politica romana, alcuni dirigenti della Lega stanno spingendo affinché Umberto Bossi scenda in campo come candidato del Pdl alla presidenza della Regione Lombardia. In base a queste ipotesi, tra qualche mese il Senatùr e il leader autonomista potrebbero di nuovo rincontrarsi: il 13 aprile Raffaele Lombardo correrà infatti per la carica più importante della regione Sicilia.

A quel punto, i due leader politici da alleati potrebbero ritrovarsi a essere solo geograficamente su fronti opposti, continuando comunque a rivendicare insieme la tanto agognata autonomia federalista.

(Panorama)