venerdì 29 febbraio 2008

ULTIMI SONDAGGI - SWG ed EUROMEDIA


Ultimi giorni di sondaggi, poi iniziata la campagna elettorale con la presentazione delle liste, nella prossima settimana, non potranno più essere resi pubblici per non influenzare il vot degli italiani.
Vediamo quindi due diversi istituti di sondaggi, SWG (notoriamente fornitore di Repubblica ed Espresso) ed Euromedia (istituto di cui si serve Berlusconi).

SWG:
Si è fermato il recupero del Partito Democratico. Ad affermarlo è l'amministratore delegato dell'Swg Maurizio Pessato, che rivela l'ultimo sondaggio della società di Trieste. "Confrontando i nostri dati del 25 febbraio rispetto a quelli precedenti del 18 emerge che il Pd è fermo. Si è completata la prima fase del dopo-crisi di governo e dell'accordo con Di Pietro. La coalizione di Veltroni si attesta al 37-38%". Sul fronte opposto, lo schieramento guidato da Silvio Berlusconi è anch'esso stabile. Non ha finora risentito né della Destra né dell'Udc e vale tra il 42,5-43,5%".
Per quanto riguarda le altre formazioni politiche, "l'Udc, prima però dell'accordo con la Rosa Bianca, è al 5,5-6%. Un po' sotto il valore del 2006, ora bisognerà vedere che cosa accadrà con la nuova costituente di centro. La Destra di Storace e Santanché è sull'1,5-2%, ma è un partito di nuova costituzione e quindi deve sfruttare tutta la campagna elettorale. La Sinistra Arcobaleno non ha un grande risultato, 8% circa, ed è un po' in difficoltà in questa fase". Attenzione, però, perché "gli indecisi sono parecchi: dal 25 al 35%. Sono dappertutto, un pochino di più verso il Centrosinistra".

EUROMEDIA:
"Si attesta tra gli 8 e i 10 punti a favore del Popolo della Libertà, la differenza tra le due principali coalizioni". Il Direttore di Euromedia Research, Alessandra Paola Ghisleri, rivela i dati raccolti dall’ultima rilevazione inerente le intenzioni di voto. Si tratta dei sondaggi che ha in mano Silvio Berlusconi. "Lo schieramento Pdl-Lega-Mpa è intorno al 46%, mentre la somma del Partito Democratico più L'Idv di Antonio Di Pietro si attesta intorno al 36%. Si tratta quindi di un distacco compreso tra gli 8 e i 10 punti percentuali, in quanto è tra il 44 e il 46% la coalizione che indica Berlusconi Premier e tra il 36 e il 38% quella che indica Veltroni".

Tra i partiti "il Popolo della Libertà è al 40,6% circa. La Lega Nord si attesta un punto percentuale sopra rispetto a quanto raccolto nelle Politiche del 2006, e quindi al 5,6%. Il Partito Democratico da solo è vicino al 33%. L'Italia dei Valori la registriamo al 3,5%. Ad oggi appare difficile definire le linee guida che prefigurano gli scenari del voto del 13 aprile. Esiste infatti ancora una difficoltà per i cittadini nell’individuare tutti i possibili schieramenti e partiti in gioco. Questa a mio avviso sarà la situazione sino al termine ultimo per le presentazione delle liste e degli schieramenti in campo".

"I dati - prosegue la Ghisleri – tuttavia vanno verso una stabilizzazione. Da una parte Veltroni sta facendo il suo cammino e la sua propaganda elettorale, galvanizzando il suo elettorato. Dall’altra un nuovo evento gazebo darà il via alla campagna elettorale del PdL, e solo successivamente saranno maggiormente definite le condizioni per rilevazioni statistiche più ricche di significato". E' possibile un pareggio o un sorpasso di Veltroni? "Non avendo una sfera di cristallo, ma lavorando su dati statistici raccolti di volta in volta, ad oggi non sono in grado di adempiere la sua questione".

Per quanto riguarda le altre formazioni politiche, "l'UDC è uno di quei partiti coinvolti in altalene e mutamenti continui a causa del suo momento travagliato e non avendo ancora rese pubbliche le sue scelte. Il suo elettorato è quindi molto stordito e maggiormente difficile da intercettare. Attualmente si trova sotto le sue solite performance ed è intorno al 4%, tuttavia il valore è ancora incerto, perché,come dicevo prima, non è definita la posizione del partito di Casini e di tutte le sfaccettature ex-democristiane in gioco.

La Sinistra Arcobaleno, attestandosi tra il 7% l’8%, sembra pagare il prezzo di una fuoriuscita di voti a favore del Partito Democratico, una leggera perdita rispetto alla somma algebrica dei partiti che la compongono. La Destra di Storace e Santanchè è tra l'1 e il 2%, mentre l'Udeur entro l'1%".

E a livello di seggi Senato? "Chiaramente parlando di seggi la distribuzione al Senato è basata su un premio di maggioranza calcolato a livello regionale. A differenza della Camera dove le attribuzioni del premio di maggioranza si sviluppano su scala nazionale.” Quali sono quindi le regioni in bilico? "In Liguria, Calabria, Puglia e Lazio sarà molto interessante studiare il comportamento degli elettori. Il Popolo della Libertà è forte con la presenza della Lega al Nord e con l’accordo con l’MPA per il Sud."

"Il sondaggio è stato effettuato nelle giornate del 22 e 23 febbraio 2008, con 1.000 interviste telefoniche su un campione pre-stratificato per sesso, età, area di residenza e altimetria. E’ stato realizzato in tutta Italia tramite l’osservatorio politico di Euromedia Research”.

SICILIA/ SONDAGGIO CRESPI: LOMBARDO AL 58% E LA FINOCCHIARO AL 42

Partita a due "senza storia in Sicilia", secondo il sondaggista Luigi Crespi. Raffaele Lombardo sembra destinato a una vittoria con il 58,0% dei consensi misurati da Crespi Ricerche, mentre Anna Finocchiaro (candidata del Centrosinistra) si attesterebbe sul 42,0%. "Le Regionali siciliane hanno sempre avuto dati diversi dai risultati delle Politiche e le differenze non sono mai state marginali - si legge in una nota -. Unico dato da appurare è se il voto nello stesso giorno di Politiche e Regionali porterà a dati più omogenei che in passato". I dati dei partiti sono i seguenti: Forza Italia 28,0%, Alleanza Nazionale 10,1%, MPA 10,9%, UDC 7,0%, La Destra 3,0%, Altri partiti di Centrodestra 1,0%; Partito Democratico 26,3%, Italia dei Valori 3,7%, Sinistra Arcobaleno 6,9%, Partito Socialista 1,0%, altri partiti di Centrosinistra 1,0%, altri partiti non schierati 1,0%. Gli indecisi sono al 20,2%. Ricordiamo che in Sicilia i partiti che non raggiungono il 5% non hanno diritto al riparto dei seggi a favore degli altri della stessa coalizione.

Come si nota non vi sono differenze notevoli tra i vari sondaggi, anche compiuti da diversi istituti e da diversi, per appartenenza politica, committenti.
Gli ultimi e definitivi per il pubblico saranno quelli resi l'ultimo giorno possibile dopo la stabilizzazione delle coalizioni.