sabato 16 febbraio 2008

Lombardo ago della bilancia, non solo in Sicilia Il leader del MPA potrebbe guidare 'Lega Sud' federata con PDL


L'accordo con il Pdl "non c'é ancora", ma la trattativa, che passa anche dall'ipotesi di costituire una sorta di Lega del Sud, con il Movimento per l'autonomia (Mpa) a fare da apripista del nuovo soggetto alle politiche, potrebbe chiudersi nelle prossime ore. Raffaele Lombardo, leader del Mpa, dovrebbe incontrare nuovamente Silvio Berlusconi domenica per sigillare l'intesa, anche se resta ancora aperto il capitolo Udc. Negli autonomisti del Mpa Berlusconi sembra avere trovato la chiave di volta per risolvere l'impasse in Sicilia, regione che fa da ago della bilancia sullo scacchiere nazionale e che rimane l'unica vera roccaforte degli "amici-nemici" dell'Udc.

Lombardo al momento temporeggia, dicendo che "la trattativa col Pdl è aperta", ribadendo la propria candidatura alla presidenza della Regione siciliana e aggiungendo però di avere alle spalle "solo il Mpa e non altri partiti". Neppure sul sostegno dell'Udc, assicuratogli dal vice di Casini, Salvatore Cuffaro, il leader autonomista si sbilancia: "Andrò avanti fino al giorno delle elezioni, col sostegno del mio partito e di liste autonomiste, pur sapendo di non potercela fare, anche se conto di raggiungere percentuali positive".

Davanti agli alleati Lombardo mette il programma "incentrato sulla difesa delle prerogative dello Statuto autonomista siciliano, chi lo condividerà sarà al nostro fianco".

A Gianfranco Micciché, anche lui candidato alla presidenza della Regione da Fi col beneplacito di Berlusconi, il leader del Mpa manda messaggi di pace. "Ci siamo sentiti intensamente negli ultimi giorni, anche come amici e alleati", ammette Lombardo, secondo cui comunque una doppia candidatura potrebbe portare "a possibili spaccature nel centro destra". Chi dei due potrebbe rinunciare alla corsa verso Palazzo d'Orleans rientra negli accordi che si stanno definendo a Roma, con Lombardo che in un eventuale governo Berlusconi potrebbe fare il ministro per il Mezzogiorno: "Tutto è possibile - dice l'autonomista - ma deve reggersi sulle colonne della logica".

Secondo alcuni boatos l'Mpa potrebbe federarsi con il Pdl, così come avvenuto al Nord con la Lega, correndo sotto il simbolo scudocrociato della Dc di Giuseppe Pizza, offerto in "dono" a Lombardo da Berlusconi.

Chi appare in difficoltà è il partito di Casini, che comincia a perdere qualche pezzo anche in Sicilia. Filippo Drago e Fabio Mancuso, deputati regionali ed esponenti dell'Udc catanese, hanno lasciato il partito, aderendo al Pdl, ed anche ad Enna si registrano defezioni.

Saverio Romano, segretario siciliano dell'Udc, bolla come "traditori" Drago e Mancuso, rappresentanti del cosiddetto "gruppo dei quarantenni" che tre anni fa contestò la leadership di Lombardo, all'epoca numero uno in Sicilia e che ora commenta la fuoriuscita: "Non mi sconvolgo e non mi meraviglio".

Se Cuffaro resterà con il leader dell’Udc, quest’ultimo potrà scegliere di presentarsi da solo alle elezioni (o insieme con la Rosa bianca?), senza passare sotto le forche caudine della sottomissione a Berlusconi; ma se l’ex governatore siciliano giocherà la partita da solo con l’autonomista siciliano Raffaele Lombardo, che ha chiesto a Berlusconi di dar vita alla Lega del Sud come Bossi ha fatto con quella del Nord, allora per Casini saranno dolori di pancia seri.

Una morsa d’acciaio quella nella quale è stretto il leader dell’Unione democristiana; fra l’altro, nessun commentatore politico ha notato un passaggio fondamentale, e cioè lo scudo crociato che campeggia nel simbolo dell’Udc. Il tribunale di Roma ha stabilito definitivamente che lo scudo appartiene a Pino Pizza: «Mi basta un niente per ottenere dalla magistratura il sequestro del simbolo», va dicendo in questi giorni Pizza.

Queste le previsioni di come pensiamo andrà a finire i tra bizantinismi tutti siciliani che per una volta Roma dovrà subire.