martedì 19 febbraio 2008

ELEZIONI - Dietro le quinte - Ultime manovre per gli accordi


Dal suo blog, seguito con attenzione da una schiera di fedeli, Gianfranco Micciché diceva ieri mattina “we shall never surrender”. Lo diceva probabilmente per rispondere a dichiarazioni di tono diverso: l'eurodeputato siciliano Castiglione annunciava ieri il “via libera” azzurro alla candidatura di Raffaele Lombardo alla presidenza della Regione siciliana, che fino al giorno prima sembrava affidata allo stesso Miccichè. Perché i superiori interessi di coalizione lo richiedevano, e perché - per dirla con Castiglione – “lo schema disegnato da Berlusconi” sarebbe stato quello di affiancare all'apparentamento con la Lega, “eccezione territoriale” settentrionale, un apparentamento analogo al sud, proprio con l'Mpa di Lombardo. “E quando l’Mpa candida la persona più autorevole che è il suo leader noi non possiamo che sostenerlo”. Sembrava inevitabile il passo indietro del leader azzurro, che avrebbe dovuto consolarsi con la fumosa promessa di un “ministero per il sud” nel prossimo governo. “Chiarirà tutto Berlusconi, sarà lui a comunicarlo”. Micciché però dice che sta lavorando “al nostro sogno”, e spiega - sempre dal suo blog, di non essere “uno che si arrende”. E nel giro di qualche ora era lo stesso Castiglione a chiarire che in effetti, per ora, “non c’è stato quindi alcun ritiro della candidatura di Gianfranco Micciché”, e che anzi lo stesso Micciché è molto apprezzato dal capo “per la sua grande generosità, la sua intelligenza e lungimiranza”.

Ma intanto ieri circolavano a Palermo sms che annunciavano la nascita del partito per la libertà-alleanza siciliana, movimento fondato “per sostenere la candidatura di Gianfranco Micciché a presidente della Regione”, iniziativa promossa da un ex consigliere comunale azzurro a Palermo, rappresentante di una parte di opinione pubblica che non vedrebbe bene il sacrificio di Micciché per un accordo con Lombardo. Oggi Lombardo, Berlusconi e lo stesso Micciché si incontreranno a Roma, e tutti danno per scontato che sarà siglato il patto per le politiche e le regionali. Lombardo incasserà il sostegno del Pdl alla sua candidatura (che ricomporrebbe anche la vecchia Cdl, visto che l'Udc si è espressa a favore di Lombardo da settimane). Ma Micciché ribadisce di non essersi ritirato. "Non mi ritirerò neppure se il Pdl dovesse chiudere una alleanza con l'Udc o con Cuffaro, che ritengo essere due cose diverse". Ma la strada sembra segnata. Nel pomeriggio, alle 18, si riunirà a Roma l'ufficio politico dell'Mpa, che dovrebbe annunciare l'accordo e l'apparentamento del Pdl con la "lega siciliana". Un centrodestra “frammentato e diviso”, in Sicilia, che ha persino fatto pensare ad un premio di maggioranza per il centrosinistra alle politiche, potrebbe avere una candidatura forte con Lombardo, aveva previsto ieri Anna Finocchiaro, che probabilmente dovrà affrontarlo davvero.