mercoledì 26 marzo 2008

Sondaggi: Fermo il Pd, cresce il Cav , anche i bookmekers lo danno vincente


Doccia fredda per Walter Veltroni dall’ultimo sondaggio di Lorien Consulting realizzato tra il 18 e il 20 marzo su un campione di 1500 soggetti rappresentativi della popolazione maggiorenne italiana. Le tendenze delle ultime settimane risultano infatti confermate e rafforzate in una direzione che registra un’accentuazione dei consensi per la coalizione Pdl-Leghe. L’alleanza guidata da Silvio Berlusconi sale al 44,4 per cento, guadagnando quasi un punto e mezzo rispetto al livello raggiunto - 43,2 - il 18 febbraio, giorno della prima rilevazione. Cresce in particolare il Pdl, che passa dal 37,2 della rilevazione del 18 febbraio al 39,5; flettono le Leghe (dal 6 al 4,9) ma il trend segnala un recupero rispetto al 4,7 del 13 marzo. La coalizione guidata da Veltroni non esce dallo stallo ed è ferma al 35,2, una percentuale di consensi superiore al 33,8 del 18 febbraio, ma in netto calo rispetto al 36,7 registrato l’11 marzo, rilevazione dopo la quale il trend diventa in discesa. Il Pd è al 32,2 per cento, l'Idv di Di Pietro è stabile al 3 per cento, da tre settimane.

Resta sotto l’8 per cento, intanto, la Sinistra Arcobaleno, scivolata al 7,2. Una percentuale analoga è segnalata però per l'Unione di centro, 7,1, in leggerissima flessione rispetto alla precedente rilevazione del 18 marzo: 7,2. Ferma al 2 per cento la destra (era al 2,3 il 18 febbraio), che non riesce a forzare i confini del limbo nel quale si ritrova. Per tutti gli altri, Lorien segnala una percentuale di consensi del 4 per cento. La percentuale di chi non dichiara per quale partito voterà è del 35,2 per cento, ma il 16,3 per cento di indecisi dichiara che voterà sicuramente o probabilmente. Tra questi, secondo Lorien, il 23,2 voterà per il Pdl, il 6,9 per le Leghe, il 19,4 per il Pd, il 10,4 per L’Italia dei valori, l’8,7 per la Sinistra Arcobaleno, il 13,7 per l’Unione di centro, il 2,3 per la destra e il 4,1 per il Partito socialista.

Un vantaggio confermato anche dall’Istituto Piepoli, che attribuisce al Pdl un’ampia maggioranza anche al Senato. Secondo l’istituto di ricerche, infatti, il Popolo della libertà conquisterebbe alle prossime elezioni politiche 167 seggi al Senato, 19 senatori in più rispetto ai 148 del totale delle opposizioni. “La Lega Nord – afferma Piepoli – ne avrà 18 e quindi sarà assolutamente determinante per la maggioranza di governo”. Al Popolo della libertà andrebbero invece 149 seggi. Quanto alle opposizioni, il Partito democratico si attesterebbe a quota 130 senatori, mentre una decina andrebbe alla Sinistra arcobaleno. E il resto? “Due al Svp, più quelli misti Svp-Pd e pochissimi all'Udc. Casini probabilmente supererà l'8 per cento in Sicilia e anche da qualche altra parte, ma avrà decisamente meno di dieci seggi al Senato”. Nel complesso, secondo Piepoli, “il distacco a favore del centrodestra è dell'8 per cento e nelle scorse settimane non c'è stata alcuna variazione. Il trend è stabile per entrambe le coalizioni”. Tra le singole formazioni politiche, il Pdl sarebbe nettamente il primo partito con il 40 per cento nelle intenzioni di voto. Il Partito democratico varrebbe invece il 34 per cento. Al Pdl andrebbero poi aggiunti i sei punti della Lega Nord, per una somma del polo che candida Berlusconi premier pari al 46 per cento. Mentre al Pd andrebbero sommati due punti percentuali dell'Italia dei valori, totale 36 per cento.

“Al momento - spiega Piepoli - il vantaggio del centrodestra è quindi di dieci punti. Ma stimiamo da qui al giorno delle elezioni una lieve flessione del Pdl e un leggero incremento delle Leghe, in special modo del MpA trainato dalla marcia inarrestabile di Lombardo alla Presidenza della Regione Sicilia. Al contrario, sul fronte opposto, la previsione è di un aumento del Partito democratico e di un andamento stabile di Di Pietro. Di conseguenza, è molto probabile che il vantaggio finale di Berlusconi su Veltroni sia di otto punti”. Per quanto riguarda le altre formazioni politiche, l'Unione di centro si attesterebbe attorno al sei per cento, “in leggero calo nelle ultime settimane”. La Destra di Storace e della Santanché sarebbe al 2,3 per cento, “con una tendenza che la proietta al 2,5”. La Sinistra arcobaleno otterrebbe invece il sette per cento circa, “in lieve ribasso”. Su Casini Piepoli sottolinea che “per l'Udc un punto di forza potrebbero essere i cattolici. Il dieci per cento dei praticanti, infatti, dichiara che potrebbe votare l'Unione di centro. È una grande massa, perché i cattolici praticanti sono il 33 per cento degli italiani”.