venerdì 11 gennaio 2008

E se la Cdl stringe su "Bianco" e "tedesco" per andare al voto...?


(VE) Il nervosismo di Prodi è tanto evidente quanto motivato da un fatto: sente che l’accordo sulla legge elettorale è possibile, e quindi usa ogni strumento (di qui l’evocazione delle questioni Rai e conflitto di interessi) per avvelenare il clima e sabotare tutto il sabotabile.

Che la cosa sia dannosa per il paese, questo è poco ma sicuro: davvero qualcuno crede che il governo delle tasse e della spesa possa improvvisamente diventare il governo delle grande riforme economiche e sociali? Certo che no.

Ma forse, anche nel Partito democratico, cresce la consapevolezza del fatto che un eventuale trascinarsi della situazione sarebbe devastante per la sorte del nuovo partito. Se il Pd accetterà di vivere in modo subalterno rispetto all’operato di Prodi, potrà al massimo ritardare il momento della verità: ma quando il momento verrà, la sconfitta rischia di assumere proporzioni storiche. Come si potrà, infatti, dopo un altro anno o altri due anni di convivenza tra nuovo partito e vecchio esecutivo Prodi, evitare che il Pd, alle elezioni, paghi a caro prezzo l’impopolarità del premier, di Padoa-Schioppa e Visco?

Ecco perché queste settimane potrebbero essere determinanti per una svolta, per un passaggio di fase.
Non è sfuggito a nessuno il fatto che per due volte e per iscritto, durante le feste, il coordinatore di Forza Italia Sandro Bondi abbia aperto a un rapido governo istituzionale: da parte di FI, si tratta di un atto politico lungimirante, che - se accolto - offrirebbe una uscita di sicurezza al centrosinistra, darebbe a tutti un breve tempo per organizzarsi, e manterrebbe fermo l’obiettivo di elezioni a breve termine.

Ora esiste anche un’altra carta da verificare, ed eventualmente da giocare, per la Cdl. È uno scenario diverso, di tutta evidenza, ma non privo di una sua consistenza logica. Si tratta di capire se un’eventuale concessione della Cdl sulla legge elettorale (per intenderci: un ulteriore passo nella direzione bozza Bianco-sistema tedesco) potrebbe effettivamente portare al finale di partita, cioè alla chiusura della legislatura. Le mosse compiute negli ultimi giorni da Casini e da Rifondazione sono un indizio in tal senso, e - come si diceva - anche nel Pd è forse possibile trovare più di una sponda, senza che questo assuma necessariamente significati ostili nei confronti di Veltroni. Anzi, si tratterebbe di una “win win situation”, di uno scenario dal quale tutti avrebbero qualcosa da guadagnare: Berlusconi otterrebbe le elezioni a breve; Udc e Rifondazione avrebbero più chances di andare al voto senza rischi di sopravvivenza; Veltroni potrebbe divincolarsi dall’abbraccio mortale di Prodi e dare un profilo autonomo e innovativo al Pd (e certo, in caso di elezioni a breve, nessuno potrebbe colpevolizzarlo per un eventuale insuccesso); D’Alema vedrebbe accolto un suggerimento che avanza da tempo, e non senza ragione, a ben vedere.

Come si vede, è uno scenario complesso, ma razionale. La Cdl non farebbe male a prenderlo in considerazione, a valutarne la praticabilità, a testare l’affidabilità degli interlocutori, e poi – eventualmente – a provare a realizzarlo. Ne vale o ne varrebbe la pena, senz’altro.