mercoledì 16 gennaio 2008

Il Talpirismo: ovvero sulla cecità delle talpe

(ind) “Mi dispiace dover polemizzare con il Presidente Cuffaro” lo ha detto Gianfranco Miccichè in replica ad un’agenzia che commentava il post sul suo blog cosi:“non leggo Miccichè, né quando parla di me, né degli altri”. Il comprensibile stato di tensione che vive in questo momento Cuffaro, per le note vicende, inizia a fargli commettere errori di valutazione politica che possono nuocere ai rapporti con gli alleati, o quanto meno lo portano a cadere facilmente in tranelli orditi da giornalisti in cerca di scoop, ma ciò è più che comprensibile, non è invece corretto approfittare di questo stato delle cose. Dicevamo Cuffaro farebbe molto bene invece a leggere direttamente e ad ascoltare ciò che scrive e dice Miccichè, ed ha l’opportunità di farlo senza mediazioni e senza che gli venga riferito da nessuno, basta un click, che ci vuole. Anche per un conservatore come lui non è difficile. Per esempio Miccichè non ha scritto che tra i 20 assunti ci siano figli di magistrati, forse sarà un compressivissimo lapsus o forse lui conosce ciò che Miccichè non conosce. Ma ad un’attenta rilettura dell’agenzia si capisce che non lo dice neanche Cuffaro ma il redattore della stessa, brutto vizio quello di creare il caso anche quando non c’e. E’ stato così ed è già successo per esempio anche nel caso della presentazione del libro “Impuniti”. Chi ha ascoltato, o era li, sa come sono andate le cose, sa che il termine Cuffarismo non lo ha coniato Miccichè. Che dire? Peccato che Cuffaro parli solo attraverso la stampa e con metodi della società dei consumi, buoni solo a far vendere copie e a creare casini, ma è pur vero che cosi facendo ha sempre la chance della smentita e la verità su ciò che dice, o pensa è come uno dei tanti segreti della prima repubblica; non lo si saprà mai. Meno male che nonostante questa trappola i due pseudo litiganti convergano sulle posizioni del progetto di Mancuso e sull’intera vicenda Unicredit, ma di questo domattina la stampa non parlerà, ci sarà spazio solo per la polemica. Che Dio ci conservi il blog libero in libero web.