giovedì 10 gennaio 2008

Legge elettorale, Casini corregge l'Udc: Sì alla bozza Bianco


Giornata di conferme e smentite quella che si è consumata oggi sul tema della riforma della legge elettorale. Dopo il “no” alla bozza Bianco espresso questa mattina da Udc e An, in serata è arrivato, improvviso, il dietrofront del leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini, che è tornato sui suoi passi e ha aperto al testo Bianco. Ma andiamo con ordine. Il leit motiv di questa mattina era solo uno: “No” alla bozza Bianco, è un punto di partenza “inaccettabile” per il dialogo sulla riforma della legge elettorale. Gianfranco Fini e Pier Ferdinando Casini, accompagnati da Altero Matteoli e Lorenzo Cesa, si vedono per un’ora alla Camera e fanno il punto sulle riforme: chiudono al testo Bianco, trovano unità e cercano di capire quali saranno le prossime mosse di Silvio Berlusconi, rientrato sulla scena con un’intervista al Corriere della Sera. Il Cavaliere ha detto di “stare alla finestra”, non entrando per il momento nel dibattito politico.

Dibattito che va avanti e che sancisce, con il vertice di oggi, il dietrofront dei centristi sul testo Bianco, dopo la disponibilità mostrata a Walter Veltroni nel colloquio di ieri. Altero Matteoli, capogruppo di An al Senato, chiede a Berlusconi chiarezza: “Deve dire se questo accordo con Veltroni c’è o non c’è. Se vuole percorrere quella strada noi certamente non ci stiamo. Non si può la mattina voler stare nel centrodestra e il pomeriggio fare gli accordi con Veltroni. Sono due cose che contrastano. Il segretario dell’Udc, Lorenzo Cesa, è d’accordo: il chiarimento c’è “cambiando la bozza Bianco”. Matteoli è felice per l’intesa ritrovata: “Dopo l’incontro di oggi sono molto più sereno perché abbiamo verificato che con l’Udc siamo d’accordo su diverse modifiche da introdurre al testo”. Che deve essere tolto di mezzo perché “se resta così com’è non può essere votata come testo base. Al suo interno contiene qualche grave inghippo, ad esempio lo sbarramento non è solo del 5 per cento: in alcuni casi può andare oltre il 10 per cento”.

Cesa aggiunge: “Nonostante le differenze, penso al giudizio sui referendum, siamo pienamente d’accordo con An sulla necessità di modificare la Bozza Bianco e chiediamo a Forza Italia se è d’accordo su questo punto”. Ignazio La Russa, deputato di An, non è però d'accordo con Cesa: “Se dice che bisogna evitare il referendum non ha la mia comprensione”. E punge: “Non sapevo dell'incontro di Fini, Casini, Cesa e Matteoli di questa mattina. Mi stupisce che possa essere stato fatto un duro invito a Berlusconi a chiarire la sua posizione sulla legge elettorale, perché mi risulta invece che il clima sia più sereno e soprattutto non mi pare che in questi giorni post vacanza abbia già assunto iniziative sulla legge elettorale”.

Quando i giochi e le convergenzxe sembravano ormai consolidate, da Roccaraso, in serata, è arrivato l’improvviso dietrofront di Casini, che con il suo “sì” alla Bianco ha aperto a un accordo con FI, Pd e Prc. “La bozza Bianco può essere ripresentata in modo costruttivo – spiega l’ex presidente della Camera -, penso che potrà avere il voto di Forza Italia, del Pd, di Rifondazione comunista e anche dell’Udc. Si tratta di mettere alcuni correttivi che sono a portata di mano, siamo vicini all'intesa. Si può arrivare ad una legge seria con un impianto tedesco e alcune piccole modifiche e si può arrivare con una vasta maggioranza in Parlamento”. E, quanto ad Alleanza nazionale e all’incontro di questa mattina, il leader Udc aggiunge: “C'è grande sintonia tra me e Fini su tanti altri temi, ma sulla legge elettorale non c'è mai stata una convergenza. Loro hanno una posizione tradizionale per il referendum che io rispetto ma non condivido”.

Dal Pd sembra comunque non esserci la minima intenzione di archiviare la bozza Bianco, sia pure come piattaforma sulla quale innestare il confronto. Marina Sereni conferma: “Noi ci confrontiamo con tutte le forze in Parlamento. Abbiamo posto dei principi chiari: riavvicinare gli elettori agli eletti, ridurre la frantumazione, ridare stabilità e governabilità. In questo senso la bozza-Bianco è un buon punto di partenza”. Ma un altolà al testo è arrivato dal Guardasigilli, Clemente Mastella: “La bozza per noi va rivisitata altrimenti voteremo contro”. Durante una conferenza stampa sulla nascita del Comitato bipartisan per la reintroduzione delle preferenze, il leader dell'Udeur parla poi della prossima decisione della Consulta sull'ammissibilità dei referendum: il sì della Corte è “nell'aria”. “Credo che il traino mediatico che c'è sia così forte che porterà a una ammissibilità dei quesiti referendari. Del resto, quando c'è la spinta mediatica, si sa che si va in discesa”.