giovedì 3 gennaio 2008

IL COMUNE DI CATANIA


(Vito Scalia)

Il Comune di Catania vive una situazione paradossale. Da un lato, può vantare un complesso di opere e di investimenti che tornano ad onore dell'Amministrazione attuale. Da un altro lato, attraversa un periodo di profonda crisi per alcuni rilevanti debiti, attribuibili soprattutto agli anni 2003-2004. E, su tutto, spicca per la sua consistenza, il deficit annuale registrato dall'Azienda municipale trasporti (Amt), in ragione di 20 milioni di euro l'anno. Per la verità, il Sindaco Scapagnini e la Giunta hanno cercato di riparare il danno ed ovviare il pericolo di fallimento, costituendo una Società di scopo, "Catania risorse", a cui "vendere" l'ingente patrimonio immobiliare comunale. In contemporanea, è stato indicato come Assessore alle Finanze, il giovane consigliere comunale Tafuri, dell'MpA, valoroso esponente della categoria dei giovani emergenti per la loro professionalità e competenza. Una serie di intoppi, di natura giuridica e burocratica, hanno reso difficile l'operatività di Catania risorse che, allo stato, non è ancora riuscita a collegarsi positivamente con le banche nazionali ed europee. Naturalmente, questa situazione ha "scatenato" l'opposizione, che ha chiesto le dimissioni del Sindaco e la nomina di un commissario. In questa attività si è particolarmente distinto il deputato del Pdci, Orazio Licandro, che per le sue... funeree previsioni su tutto, ha ormai assunto il permanente ruolo di "onorevole becchino". A dare il via alla "sarabanda", è stata anche una nota della Corte dei Conti, che ha disposto come, "entro 90 giorni", il Comune debba comunicare le misure correttive che verranno adottate. L'Assessore Tafuri ha dichiarato che "la bacchettata dataci dalla Corte non potrà che stimolare ulteriore attenzione e impegno da parte dell'Amministrazione". E, quest'ultima, con un proprio comunicato ha precisato: "Sarà necessario concretizzare in tempi brevi il finanziamento per assicurare.. che il temuto dissesto sia definitivamente fugato". Il Presidente del Consiglio Comunale, Roberto Commercio, dell'MpA, a sua volta, ha rivolto un appello a tutte le forze politiche presenti in Consiglio, perché vogliano condurre uno sforzo comune per superare la situazione di crisi. "Per questo - ha affermato - lancio un appello a tutti, nessuno escluso: è il momento di rimboccarci le maniche, lavorare duro almeno per i prossimi tre mesi e abbassare i toni". Il Presidente Commercio, nella sua intervista a La Sicilia, ha pure indicato i settori su cui intervenire, a cominciare dall'evasione fiscale - "che ha cifre da brivido, 25-30 milioni l'anno" - per finire alle partecipate ed all'Amt. Sicilia Domani non può che sottoscrivere a piene mani l'appello lanciato dal Presidente del Consiglio Comunale. Il "default" del Comune di Catania rappresenterebbe un grosso danno per la Città e per i cittadini. Che si vedrebbero chiamati a rifondere, con inasprimento di tasse comunali, il "buco" che si è creato. Oltre, s'intende, all'irreparabile danno d'immagine che ne riceverebbe la Città intera. Non siamo così sciocchi da ritenere che non si debbano anche accertare le responsabilità. Ma, come ha affermato Commercio, "le responsabilità dovranno venire fuori. Ma prima si agisca". Prima che sia troppo tardi!