sabato 15 dicembre 2007

Berlusconi denuncia intimidazioni a senatori e accelera sul Ppl




Incurante del pressing giudiziario-mediatico di cui è bersaglio, Silvio Berlusconi torna alla carica. E capovolge l’accusa di corruzione che gli viene rivolta spiegando a Bologna: “Avevo trovato una decina di senatori del centrosinistra pronti a ribellarsi, che volevano dire no alla Finanziaria, ma è successo di tutto e di più, qualcuno è stato pedinato e qualcuno minacciato”. Ci sono stati senatori “intimiditi e interrogati dai pubblici ministeri con interrogatori durati anche otto ore il giorno prima del voto”, mentre “qualcuno è stato ‘comprato’ dallo shopping che il governo ha fatto con i nostri soldi durante il percorso della Finanziaria”, rimarca il presidente di Forza Italia, che si domanda “se questa è una democrazia”. Ma al Cavaliere preme anche parlare di ciò che verrà. E annunciare che il nuovo partito - già al 38 per cento dei consensi, secondo i dati riferiti alla folla bolognese - nascerà il 27 marzo 2008, quattordicesimo anniversario della prima vittoria del centrodestra alle elezioni del 1994. Quel giorno si svolgerà l’assemblea costituente del nuovo soggetto (traguardo di un intenso percorso che comincerà il 15 gennaio col voto sulla carta dei valori). Il Popolo della libertà - nome scelto dai cittadini per il nuovo partito - sorgerà “non dalle sacrestie dei partiti, ma dal basso dalla gente”. Sarà - assicura il leader di Forza Italia - “una grande avventura di democrazia. Agli alleati dico: venite con noi. Sarò il leader solo se lo vorrà la gente”.